Archive for the ‘ch-ch-changes’ Category

Bye, SplAinder!

martedì, gennaio 31st, 2012

M’hai rotto i coglioni in ventiseimilaottocentonovantasette modi diversi.
Hai preso a calci in faccia i tuoi vecchi aficionados, liquidandoli senza nemmeno adeguati strumenti per accompagnarli verso nuovi lidi.
Le schermate blu e i post cancellati a caso non li ho contati, ma erano comunque troppi.
Eri diventato una gran bella merda, sì.

Però dall’agosto del 2003, anno in cui ho aperto il mio povero blogghino, a oggi ho conosciuto gente che non avrei mai potuto incontrare altrimenti.
E meno male.
Nessun attrezzo sociale può compiere un’impresa come questa.

SplAinder, m’hai fatto cacare. Però grazie.
Spero che i blog non mojano mai del tutto.

Mentre s’aspetta…

martedì, gennaio 24th, 2012

…la seconda parte del post su Londra e Parigi (ma l’aspettate veramente?), vi informo di ciò:

- ho 32 anni e un giorno
- ho mangiato troppo
- ho degli amici gurilli
- ho un Lurker a Siena (damn it)
- ho.
- ho ho ho.

Eccoci qua.

Non si può dire che col tempo si migliori, ma potrebbe anche andare peggio.

Loading…

lunedì, novembre 14th, 2011

E’ vero, sono latitante.
Ma come spesso accade, sono a un bivio e non so cosa succederà nel futuro immediato. Poiché appartengo alla corrente di pensiero “non ci credo ma ci spero” riguardo alcuni fenomeni sovrannaturali / filosofie assortite / creature fantastiche & mitologiche, in una visioone del tutto dylandogghiana dell’universo, mi concedodi tanto in tanto un po’ di scaramanzia, che in questo caso specifico si traduce nel fatto che preferisco non sbilanciarmi su nulla. Insomma, un etto di battute sprecate per dirvi -cosa? Niente.
Però ormai sono qui, e dopo tutto ci sono millemila altre cose da condividere…
Cosa preferite, il menù di stasera, ovvero un paio di tranci di salmone da marinare e gustare a tocchettini accompagnati da champignon a fettine con scaglie di bufalino stagionato (ovvai)? Un paio di tirate lunghe sulla precarietà della salute in generale, e più specificamente della mia, che ha un equilibrio mooooolto delicato da tener sempre presente, altrimenti TA-TAHN – giù dolori? Oppure una disquisizione sul nostro prem- OPS! ex premier e sui suoi amichetti e su quanto ancora la loro presenza nelle nostre vite sarà opprimente, di strascico o da lontano – che poi lontano mai sarà?
No.
Preferisco condividere con voi la mia gioia. Nella mia umile vita c’è solo una cosa, dopotutto, solo una singola cosa che non ha ancora trovato una sua strada (ed è il lavoro, niente di originale rispetto al resto del mondo). Per il resto, ho avuto talmente tanta fortuna con le scelte che ho fatto e per i casi della vita non dipendenti da me che non posso fare a meno di sentirmi il cuore pieno.
E’ vero, ci sono tante cose che non ho mai fatto e mai farò, persone che avrei potuto conoscere etc etc etc… ma che importa di ciò che non è stato? Se ne sa una sega, soprattutto? NO! La cosa che conta è che ciò che è stato ha portato a ciò che è adesso: una figata.
A parte l’incredibile sequela di coincidenze e trinagolazioni astrali che mi ha portato a condividere (informalmente, per ora) proprio questa casa qui con proprio quel lurker là, l’altra sera ho chiamato il buon vecchio Cbicp e mi sono ritrovata a pensare a quante belle persone ho avuto la fortuna di conoscere negli ultimi 10 anni. Persone che non avrei avuto la speranza di incontrare altrimenti, fra l’altro. Molte fra queste le ho conosciute tramite questo blogghino che ormai perdura dal 2003 e che si è trasformato, spostato, privatizzato, riaperto, sviscerato and so on… una cosa che un social coso qualsiasi non può fare (anche se riconosco senza difficoltà la sua immensa utilità per rimanere in contatto con gente che già si conosce). Mi si sono quasi inumiditi gli occhietti. E un altro aspetto esaltante della questione è che gli amici sono preziosi e quindi è un gran bel regalo condividerli. E’ bello quando fai da ponte e vedi cosa succede. E’ bello sapere che tutte quelle splendide coincidenze sono servite a qualcosa.
Adoro questa sensazione di pienezza. Di soddisfazione. Di affetto profondo verso un numero davvero consistente di persone. Indipendentemente da quanto o come ti frequenti.
Sto bene.

(Ecco, scaramanzia vuole che quando uno dichiara che le cose vanno bene, indubbiamente succede qualcosa di orrendo per pareggiare i conti. O vediamo cosa succede adesso. Se mojo – grat grat – mi raccomando, fate tesoro! Mai dire che ci si sente soddisfatti, MAI!)

(E beccatevi ‘sto video, va’. Quando uno dei tuoi allievi ti propone di suonare un pezzo del genere, non puoi non sentirti orgoglioso e gonfio come un pavone in amore)

Sollazzi tolfeschi e pubblicità occulta

giovedì, maggio 5th, 2011

Tutte insieme così fanno paura, nevvero?

Carissimi, ma la vogliamo fare entrare un po’ di primavera in questo blogghe così disastrato?
Vogliamo smetterla di parlare di medicine e di calcoli tirati giù a forza e goderci finalmente un po’ di solarìno? Vogliamo mettere da parte le allergie plurime alle pianti più comuni in Toscana del Lurker e goderci una bella passeggiata fra gli oliveti delle Tolfe?
Dovremmo, non trovate?
Allora facciamolo, via! Liberiamoci dall’influsso di una settimana e passa di farmaci! Depuriamo l’organismo bevendo 3 litri d’acqua al giorno (marca malissimo…) e camminando fra le meravigliose fronde delle gioie vegetali locali! Ignoriamo la sensazione di totale scombussolamento che ancora impera e ricominciamo piano piano a muoverci e a stare bene!

E, soprattutto, svuotiamo i nostri intestini sotto l’ombra di un vetusto olivo, in una radiosa mattinata di sole, mentre la brezza ci scompiglia i capelli e teneri rovi ci solleticano le terga! La sensazione, ve lo assicuro, è impagabile… soprattutto dopo una settimana di crasso murato (oh, la leggiadria di cotali immagini poetiche!).
Eccomi qui, quindi, senza il povero Lurker (che a quest’ora data la mia ubicazione sarebbe già stiantato più e più e volte, sommerso da colate di muco e da starnuti irrefrenabili) ma sostenuta dall’impagabile presenza del suo portatile, a scrivere i soliti km e km di cazzate da destinare in serata a VOI, meravigliose creature che vivete un po’ qua e un po’ là, sparsi fra le meravigliose terre di questa splendida Italia (territorialmente parlando). Attualmente sono sempre sotto un ulivo (lo stesso di prima, ma non nello stesso punto :D ) che mi godo panorama, calma, stormir di fronde e odori fuori dal comune, se vogliamo ignorare un fischio stridente in lontananza che sembra un bidone aspiratutto in procinto di tirare le cuoia (ma forse è piuttosto una scavatrice) e qualche raro richiamo di mòle in amore che segano non so quali mattonelle.

Angolino di paradiso alle Tolfe, dietro San Miniato a Siena, dove l'intestino gode e il Lurker smoccola...

Ci sono api, e papaveri, e ciliegi anziani carichi di frutti in fieri. E anche formiche che atterrano imprudentemente sulla tastiera. Si sta bene. Dopo una settimana in cui la cosa più colorata che ho visto erano i camici delle infermiere, tutta questa esplosione di natura mi fa proprio bene.
E sono piena di vitalità, persino, nonostante dorma malissimo ancora per via di svariati stati allucinatori dovuti ai porcai che ho preso.

No, via, dai, mi ripiglio. E proprio per questo mio ripigliarmi vorrei segnalarvi quello che al momento è uno dei miei pensieri fissi: ORIZZONTI FANTASY, evento ludico-culturale-musicale-generale organizzato dalle TdA con l’aiuto di tanta altra gente (tra cui Hachiko e Impo, e senza di lui nessun sito di OF sarebbe mai potuto esistere!).

Lo so, per alcuni di voi è fuori mano perché si tiene vicino ad Arezzo, a Castiglion Fibocchi, però si svolge di domenica, esattamente il 29 maggio, dalle 15 fino alle 23 circa… cogliete l’occasione per farvi una giratina fra le gioie e le delizie delle terre toscane (tipo le pappardelle con la lepre e la tagliata di chianina, non so se mi spiego…) e fateci un salto! Ovviamente ci teniamo che venga bene, anche perché così il prossimo anno ci potrebbero dare più spazio (Thor volesse!) e anche un po’ di soldini per pagare gli artisti… Conto su di voi per spargere la voce, visto che ci saranno eventi anche molto diversi fra loro in contemporanea, quindi il bacino d’utenza (ah, gli inutili paroloni!) dovrebbe essere abbastanza ampio…

Vi faccio un sunto rapido:  alle 15.30 circa partirà la prima caccia al tesoro della serie “La Mistica Pozione” organizzata dalle Lande GRV e nel frattempo alle ore 16 ci sarà la presentazione de “L’Acchiapparatti” di Francesco Barbi; Orizzonti Cosplay inizierà invece alle 17.30 più o meno in contemporanea con la Disfida dei Mostri organizzata da noi, e entrambi gli eventi proseguiranno fino alle 19.15 circa; alle 19.30 Irene Grazzini presenterà “Ombre sulla Terra”, mentre alle 21 ci saranno sia il concerto degli splendidi Irish Tovarish (ma come sono belli…) che la caccia al tesoro serale (diversa dalla precedente) “La Mistica Pozione “, dai toni più noir di quella pomeridiana…
E poi, durante tutto il giorno (alcune a rotazione), troverete attività artigianali di cucito e lavorazione del feltro, dimostrazioni di scherma storica della Sala d’Arme Achille Marozzo, spettacoli interattivi e sessioni di trucco horror e fantasy di un certo livello (anche per i biNbi) organizzate dalle TdA, divinatori più o meno competenti che vi leggeranno anche i peli del naso, mostre di fumetti originali organizzate da Arte Invisibile, giochi medievali presentati da strani folletti e curati da Bandus!, retrogaming e console dagli anni Ottanta in giù, tornei di Magic, esibizioni musicali e di giocoleria… Insomma, è un piccolo evento, ma abbiamo cercato di curarlo al meglio…
Datemi una mano a pubblicizzarlo, che ci abbiamo sputato sangue in tanti per dargli vita! Via FB, via blogghi, via passaparola, via quel che volete… dateci una manina! Se viene bene con così pochi mezzi, magari il prossimo anno riusciremo a fare ancora meglio!

Ok, dopo questo atto di spassionatissima pubblicità posso anche chiudere. Vado a comprare il pranzo al Lurker, poveraccio, che al momento (ore 12.17) è a lezione. Tra l’altro, è lui che ha curato tutti gli interventi legati al gioco di ruolo dal vivo di Orizzonti Fantasy, quindi se non venite ci rimarrà malissimo e starnutirà per tutta la notte tenendomi sveglia. Vi prego, per il bene del mio sonno, non deludetelo! :D

Grandi Manovre Coercitive

mercoledì, aprile 6th, 2011

Che titolone altisonante, eh? Chissà a che si riferirà…

Ve lo dico io. Osservate attentamente questa foto un po’ sovraesposta.
Se siete stati attenti, la figura al centro dovrebbe esservi un po’ familiare, parrucca e abbigliamento a parte.
Sì, esatto, è proprio la vostra Lyppa.
Ora, questa foto è l’unica scattata domenica in cui non si vede il mento triplo della vostra siNpatica amichetta. LA sovraesposizione aiuta molto a nascondere anche tutto il resto.
Non che io sia molto fotogenica, ma di venti foto scattate questa è l’unica in cui non si vede che baule sono diventata.
Non sembra, forse, ma quella figurina seria accanto ritratta è alta 1,58 m e pesa la bellezza di 72,5 kg.
Ieri col mio medico ci siamo messi a tavolino a fare due conti ed è emersa sfavillante la pura sacrosanta verità: per soli 0.3 punti dell’indice di peso corporeo non rientro fra gli obesi. A 31 anni.
No, cazzo, non va bene. Manco per la minchia.

A questo punto quindi basta cazzate. Bisogna che mi metta sotto. Bisogna che torni pesantemente in bicicletta. Bei tempi quelli in cui tentavo di passare dai 64 ai 57 kg… qualcuno di voi se li ricorderà, da qualche parte, nell’archivio di questo blogghino, con tanto di percorsi ciclistici ostentati con fierezza.

Ma appena cerco di farmi un programmino mentale, arrivano subito le scuse:

  • Come faccio a mangiare meno di così? Non so più cosa NON mangiare! Modera la quantità, razza di beota!
  • Per andare in bici vicino a Montegiovi bisognerebbe essere Coppi! (Fausto, non Mario) Pranza a MG e poi fiondati ad Arezzo a raccattare la bici e vai ‘ndo ti pare!
  • Per camminare qui in campagna perdo parecchio tempo! E tanto che hai da fare, sei praticamente disoccupata!
  • Ma io quando posso mi voglio rilassare col Lurker o fare i lavori di casa! E coinvolgi anche lui che è tecchio come un barile di aringhe!

Insomma tutto così. La cosa che mi preoccupa di meno è l’idea di perdermi qualche delizioso manicaretto. Perché cucinare leggero non vuol mica dire mangiare solo pasta in bianco e carote lesse scondite. Anzi, sono certa che non me la caverò male, mi sfonderò di zuppe di legumi e insalate, che mi piacciono assaj.
Il problema è che devo muovermi. Prima lo facevo molto, senza fare palestra o cose così. Avevo sempre il culo sulla bici. Ma arrivare fin quassù è un’impresa. Ci sono 4 km di agonia anche in mountain bike, e io non ho più l’allenamento per sperare di affrontarli senza schiantare.
E inoltre il Lurker è a-ciclistico. Ora come ora sono al suo stesso livello, in verità. Quindi con lui dovrei/potrei andare a correre. O giocare a basket. Ma qui sotto casa correre significa affrontare salite che anche solo camminando possono smutandarti. Quanto al basket, stendo un velo pietosissimo.

Accetto ogni tipo di consiglio, signori. La butto sul ridere ma in realtà non rido affatto. Come quando ti guardi allo specchio e non ti riconosci più.
Questa forse era la spinta che mi ci voleva, comunque.
Non voglio più passare ore a spulciare foto per cercare quell’unica in cui non si vede la ciccia che si impone.
Ganbatte, anzi, がんばって!

Riepilogo

martedì, marzo 8th, 2011

HA! Eccomi.
Dovrei aggiornarvi, come sempre, di migliaia di cose. Ma sarà dura.
Facciamolo in modo randomico, via.

LA SETTIMANA ENIMMISTICA
Dedicato ai solutori più abili, ecco un quiz rompicapo che li terrà incollati al monitor! La domanda è: A COSA SERVONO QUESTI AGGEGGI? (La soluzione a pag. 46)

Il GRV FA MALE!
Si è concluso domenica il Convivio d’Inverno, dopo svariati giorni di gioco e preparazione… è inquietante tutte le volte notare come passa veloce il tempo quando sei impegnato in un altro mondo, anzi, in un mondo “altro”… è anche un po’ deprimente constatare che la tua mente si rifiuta in modo categorico di tornare alle cose di tutti i giorni (il precariato, ad esempio) e piuttosto preferirebbe essere ancora lì a occuparsi di plot che iniziano e che finiscono, di quantità di ragù che non ti convincono, di sogni che ti ossessionano (Ago lasciami in paceeeeee!!!! cit.), di vestiti fradici di fango, di pg che piangono dietro la maschera, di complotti contro principi oscuri e puccettosi…

Non ho foto per il momento (CRISTINAAAAAAAAAAAAAaaaaaAAAAAaaaa…) ma vi butto qua il filmato introduttivo all’evento (colui che ci ha perso tempo per farlo si vede nell’ultima inquadratura, adoratelo come gli si conviene!) realizzato con i filmati dell’anno scorso… Come fa a non mancarti una cosa così…?

THE LAST ONE
A febbraio c’è stato l’ultimo laboratorio al Museo per Bambini.
No, via, non l’ultimo della Peter Pan, che prosegue gagliarda (speriamo per parecchio) e realizza scenografie per i suoi concerti (beccatevi anche una foto, va’).
M’è dispiaciuto, proprio tanto. Non tanto per il fatto che ora mi devo ingegnare per sbarcare il lunario dei prossimi mesi (e tanto toccava comunque), ma perché coi ragazzi di III elementare venivano fuori cose troppo demenziali. La storia di Ganesha e il topolino (che purtroppo in giro non ho trovato, ve la racconterò prima o poi) riserva sempre delle sorprese e, aspetto da non sottovalutare, mi faceva perdere ogni volta almeno un chilo. Già, a questo proprosito…

SONO UN BAMBINO GRAAASSO
Faccio mia l’espressione di Pj perché mai cosa detta fu più vera. Sono sopra di troppi chili e ieri, riguardando le foto dei live di qualche anno fa, mi sono accorta che stavo molto, molto, molto meglio. Ma molto, eh. Roba da poter recuperare un intero guardaroba. Nel 2004-5 ondeggiavo fra i 58 e i 62. Ora sono stabile sui 73. Non va bene. Non si vede tanto, ma non va bene.
Ora, mi è impossibile mangiare meno e meglio di così. Ergo l’unica soluzione possibile è fare movimento.
OMG.
Dei del fitness, sostenetemi.

RICORRENZE
Buon compleanno. Quanti anni sono passati, 28? E’ roba. E’ tanta roba.
Eppure a te ci penso spesso. Nonostante tutto quel che è stato fatto per farsene una ragione, ci penso.
Di solito è in questo momento che penso seriamente che da qualche parte si debba andare. Altrimenti non sarei qui a farti gli auguri.

E il buffo è che oggi fanno tutti gli auguri a me. Dovremmo essere insieme a festeggiare. Dovremmo.

Ok, ho concluso, per il momento. Ma magari vien fuori qualche cosa e scrivo prima, stavolta. Tanto il lurker è a Siena… (Sigh, il lurker è a Siena, e io no.)

Da qualche parte tocca cominciare

martedì, ottobre 5th, 2010

Questa è la prima notte che passo qui a Montegiovi da sola.
Forse non dovrei scriverlo in quanto il mostro di Pietralba e i suoi cugini che mi fanno la posta in giardino potrebbero seguire questo blog nella speranza di beccarmi senza compagno e quindi indifesa (…), ma dopotutto ci devo fare l’abitudine (del resto ho scritto che è la prima notte, ma non è mica detto che debba anche essere l’ultima, noh? No, vero? Ah, ecco).

Beh, comunque fa uno strano effetto. Anche a Casciano dormivo da sola, ma al piano di sopra dormiva una rumorosissima famiglia, stavo in paese e nella casa accanto abitava (abita) un amico. Qui invece è un po’ più solitario, anche se le altre case sono a due passi, ci vediamo reciprocamente le finestre e c’è una muta di cani da tartufo a 200 m in linea d’aria che fa un casino del dodici tutta la notte. Insomma, dire che mi sento sola è eccessivo.

Però fa un effetto strano.

Oggi comunque avrei voluto scrivere una decina di post. Uno era legato alla puntata di Io, Chiara e l’Oscuro di stamani, dove c’è stato un intervento piuttosto drammatico e inaspettato. Non che io sia una fan sfegatata di questo programma, che comunque di norma mi piace abbastanza, ma stamani me lo sono ascoltato con molta attenzione. Si parlava di ansia, cara vecchia stronza ansia:  una signora ha chiamato raccontando che da quando le hanno dato due mesi di vita l’ansia le è passata e ha capito di aver buttato la sua esistenza preoccupandosi del giudizio altrui.

Mentre ascoltavo mi sono resa conto di alcune cose fondamentali, talmente fondamentali che è incredibile che io non ci abbia fatto caso prima.

La prima è che non soffro più d’ansia da diverso tempo. Il che può derivare sia dal fatto che ho trovato delle buone strategie per tenerla a bada, sia che non ho più molti motivi per farci capo. E non mi sembra poco, se considerate la genesi e lo sviluppo di questo blog.

La seconda è che, al contrario di quella signora, se mi guardo indietro non ho rimpianti. Non così grossi, almeno. Posto che vorrei avere ben più di due mesi di vita davanti, ma parecchi parecchi di più, per ora non me la sono cavata poi male. Nel bene e nel male ho vissuto molto intensamente e, detto fra noi, la cosa mi ha causato non pochi problemi (…ma volete mettere?). Sono stata fortunata, o forse sono stata sufficientemente orgogliosa da imparare presto a volermi bene, almeno quel tanto che bastava per capire che se non ci si prende cura dei propri desideri poi finisce che non si ha niente da dare a nessuno, nemmeno a noi stessi.

Forse negli ultimi tempi la situazione è migliorata ancora. Me lo dice la scimmia, fra l’altro. Sono più calma, indubbiamente. Più serena. Decisamente meno in ansia. Le cose troveranno un loro equilibrio. Le cose che non riesco a capire, oh beh, prima o poi le capirò. Se non altro, per esclusione.

(Ecco, poi dico così, vedo tutto rosa e mi porto rogna in qualche modo. Maledette strategie scaramantiche. Queste non me le schiodo di dosso. Pensa al peggio, perché così non succede. Ma si potrà, a trent’anni, essere così?)
(Non ci crederete, ma certi pensieri balzani mi servono per esorcizzare l’ansia. )
(Ma di che stavo parlando?)
(Oh beh, non è importante)

Insomma mi attende un lettone grosso grosso e un po’ freddo. Però mi basta dare un’occhiatina alla sua roba qua e là, leggermi uno dei suoi fumetti e respirare quel che rimane del suo profumo dal cuscino per non sentirlo più tanto lontano.

Che cavolo, questa è casa nostra, dopotutto.

Travaso

venerdì, agosto 27th, 2010

Questo è l’ultimo post che scrivo sfruttando l’Adsl di casa a Arezzo, credo.

Sì, perché è arrivato il momento di traslocare anche il pc, ora che la connessione su a MG dovrebbe funzionare.
Sembra una cazzata, il risultato del normale svolgimento della storia, e invece mi fa venire l’ansia.
Perché?
Beh, perché il pc era uno degli ultimi motivi forti (a parte il fatto che voglio bene ai miei e non mi dispiace passar tempo qua) che mi trattenevano qui per diverse ore/giorni alla settimana.
E ora non devo più farlo perché avrò tutte le mie cosine funzionanti su.

E’ una cosa vertiginosa e devo rifletterci su un po’ meglio.

桜の花 – Sakura no Hana

venerdì, aprile 30th, 2010

Non è stata una settimana tanto leggerina.
Però a casa è arrivata la primavera.

Dopo cinque giorni lontana da MG, l’ho ritrovata in fiore, in un’esplosione di  verde smeraldo. Tutto un fiorir di vita, dalle querce alle piante aromatiche, alla vasca che pullula di gambuse e dove si sente gracidare una rana, ogni tanto. Dove le libellule escono dalle crisalidi e lasciano asciugare le ali al sole.

E’ una bella cosa, tornare a casa.

Ho dormito come un sasso, stanotte, a parte un poveraccio che starnutiva per via dell’allergia. Mi sono rifatta di tante ore di sonno perse.
Però ho ancora molte cose da fare, e questa settimana così impegnativa lascerà il posto ad un’altra altrettanto complicata. Sono un po’ ansiosa.

Si vedrà.

Flight to Jordan

martedì, aprile 27th, 2010

Vi capitano mai quelle giornate in cui vi sentite come una strada che non porta da nessuna parte? Anzi, no, proprio chiusa. Magari da qualche parte porta, ma voi non lo saprete mai.

Stasera, mentre cucinavo la paella (seguiranno foto, prima o poi), ho avuto una sgradevolissima sensazione… come se non volessi essere lì, come se non fosse quello il mio posto, e nemmeno quella la paella che avrei voluto cucinare. Che poi, chi la mangia in generale l’apprezza molto, ma a me non piace come mi viene la paella. Vorrei che mi venisse in un altro modo. Ma tant’è.

Insomma m’è preso un senso di vertigine, di smania, quasi un mezzo attacco di claustrofobia. Un bisogno impellente di vagare, di parlare, di scappare, di darmi alla fuga, di fare qualcosa di strano.
Di solito, in questi momenti, quando potevo prendevo la macchina e andavo da qualche parte, spesso trascinandomi dietro il poro Noctulio (in tempi non sospetti). Capitava che alle dieci di sera mi prendesse questa stessa smania che mi è presa oggi, si sbaraccasse ogni attività e si andasse alle terme di notte. O al mare, così, fermandosi a comprare un pacco di biscotti perché non si sa mai. E si chiacchierava ore.
Oppure partivo da sola verso un pub, mi sedevo da sola a bere qualcosa di forte al banco, chiacchieravo con il proprietario se non c’era gente, poi me ne andavo, qualche volta dando passaggi a compagni di bevute di cui non sapevo il nome. Cose che una ragazza sola non dovrebbe mai fare, insomma.
Oppure andavo a sentire un po’ di musica dal vivo, oppure mi mettevo a fare un giro di telefonate, raccattavo qualcuno e andavamo a sentire del jazz da qualche parte.

Adesso non mi ricapitava da tanto. Forse perché sono cresciuta, ma più probabilmente perché sono meno inquieta. Però è esattamente questo che mi rimescola l’anima, in questi casi: l’inquietudine.
Però, stavolta la sensazione non appartiene alla categoria delle smanie costruttive e folli, bensì a quelle angoscianti e febbrili.

Così ho deciso di farmi una doccia (ora) e poi scappare via. Raccatto un compagno di viaggio (anzi, IL compagno di viaggio), e vediamo se migliora. Solo l’idea mi risolleva un po’ il morale. Vediamo se serve a qualcosa.
Ci si vede, cari voi, statemi bene… e beccatevi questa palata di sano GéZZ.