Ok, ok. Dai, ci provo.
1) Se non era per la mi’nonna che si impuntava per cercare un medico qualsiasi in tutta la maternità, probabilmente un’ostetrica cretina avrebbe fatto fuori sia me che la mi’mamma. Non ricordo bene con esattezza cosa sia accaduto ma, quando ne parla, la mi’nonna continua a minacciarla anche dopo tutti questi anni. E non è una persona rancorosa.
2) La prima volta che ho visto il mare avevo sette mesi. La leggenda narra che già volessi buttarmi a mollo, tendendo le braccine cicciotte spasmodicamente verso l’acqua. Un grande amore nato quasi subito.
3) La mia primissima amica si chiama Chiara, ha i capelli rossi e fino alle medie è stata sempre molto, molto, molto più alta di me. Ma roba che ci chiamavano mamma e figliola. Adesso sono più alta io di lei, e mi sento quasi a disagio.
4) Quando ancora costruivano i caminetti in modo approssimativo (…) e io ero in fasce o giù di lì, andò a fuoco una specie di materiale a me ignoto che mettevano nel cassettino della cenere. Di notte la casa si riempì di fumo e non ricordo chi fra la mi’mamma e la mi’nonna si svegliò, evitandoci una dolce e silenziosa morte per asfissia.
5) Ruppi il fidanzamento con il mio grande amore dell’asilo perché iniziò a perdere i denti da latte.
6) Ho perso il primo dentino a 7 anni suonati e l’ultimo a 17, in classe, dopo sei mesi di dringolamento.
7) Odio le bambole, mi fanno paura, e questo anche da piccola. L’unica che mi regalò una fidanzata di qualcuno che non ricordo la buttai nella spazzatura davanti ai suoi occhi. Seppi poi che i due si lasciarono poco dopo.
Un giorno imprecisato del 1983 la mi’mamma a scuola (fa l’insegnante alla materna) ricevette una telefonata trafelatissima di mia nonna.
N: Oddio oddio! e’ successa una cosa! Oddio!
M (che già aveva un infarto in corso): Oddio! Che è successo? La bimba sta male?
N: oddio!!! Era davanti alla televisione!!! (n.b. all’epoca la mattina su alcuni canali c’erano ancora le prove tecniche del televideo e niente programmi)
M (sempre più angosciata): oddio! Ma come sta? che è successo?
N: oddio! M’ha chiesto che vuol dire “contemporaneamente”!!!
M (boccheggia): come scusa?
N: l’ha letto sul televideo!!! LEGGE!!!!
M: (attimo di silenzio, respiro che ritorna normale, odio che inizia a trapelare) Ah. E non lo sapevi? M’hai fatto prendere un colpo. (bestemmie silenziose)
N: sì ma…
M: (click)
9) Ho dato il mio primo bacio a 11 anni in una doccia di un campeggio a Marina di Grosseto. Con me c’era la vittima predestinata e una mia carissima amica, di due anni più grande di me. Ella mi fu testimone.
10) Visto che mi piaceva tanto il mare ma con la ciambella ogni tanto mi rovesciavo, mi mandarono in piscina a imparare. Fu tutto bellissimo finché non fu il momento di andare in vasca grande. Pianti e disperazione inaudita. Solo grazie allo zio della sopracitata Chiara, che mi accompagnò braccio a braccio lungo il bordo vasca, la grande impresa fu possibile.
11) Il mio ricordo più antico penso sia un greppetto di margherite vicino alla scalinata della maternità col mi’ babbo un 8 marzo di tanti anni fa. Poi, buio per diversi anni.
12) A parte la Chiara e ogni tanto la mia vicina di casa non giocavo mai con molte persone. Passavo un sacco di tempo all’aria aperta e nel pollaio, e ogni tanto ipnotizzavo le galline accarezzandole.
13) Ogni tanto sogno le scale di casa di mia zia piene e rigonfie di scatoloni. Eppure sono convinta di averla vista, questa scena.
14) Per anni sono stata terrorizzata dai campanili, e abitare davanti a una chiesaccia moderna con un campanile particolarmente brutto non mi ha aiutato granché. Passavo sotto le finestre di cucina per non farmi vedere e facevo incubi tremendi in cui il campanile di questa chiesa mi inseguiva ovunque, avvicinandomi ovunque andassi. M’è passata quando m’hanno raccontato quando era iniziata.
15) A Bocca Seriola, per cercare di acchiappare i girini, finii dentro un ruscello battendo una memorabile culata bagnata.
16) AL Luna Park salivo sempre da poche parti, ho lo stomaco debole anche adesso. Mai salita sul Tagadà manco da grande.
17) Ho iniziato a scrivere diari privati e segreti più o meno a sei anni.
18) Con la Chiara passavamo mattinate intere alle elementari a rimodificare gli slogan pubblicitari infarcendoli di parolacce.
19) Sono sempre stata per le storie lunghe e testarde: per tutte le elementari mi è piaciuto un bambino che non m’ha mai preso in considerazione. Alle medie uguale. Alle superiori ho capito che così non poteva funzionare.
20) La mia prima volta è stata nel garage di un amico attrezzato a sua stanza privata. Non con lui, ovviamente.
21) La terza media è stato l’anno più tremendo della mia vita. E lo dico pur sapendo che anche di recente ci sono stati momenti orrendi. Inutile quello che dicono i “grandi”, l’adolescenza non è affatto il periodo più bello della vita di una persona. Semmai l’esatto contrario.
22) Quando ho odiato veramente qualcuno, di solito erano tutte femmine. Le ferite più grandi però me l’hanno inferta la mancanza di sensibilità di alcuni maschi.
23) Quando mi arrabbiavo da piccola mi infilavo il cuscino in bocca per morderlo, e un po’ mi calmavo.
24) Sono sempre stata manesca, ma quasi mai per prima. L’eccezione è il primo anno dell’asilo, in cui fui costretta ad andare a scuola con la mi’mamma. Chiunque si avvicinasse a lei o le saltasse in braccio, io lo tonfavo di brutto. Una situazione deliziosa, soprattutto per la mi’mamma.
25) Ho fatto l’Azione Cattolica Ragazzi, e per mia scelta. Poi qualcosa si è incrinato irrimediabilmente.
26) Ho preso la patente a 18 anni essenzialmente perché volevo guidare la vespa 125 senza problemi in due. Poi ho capito che anche la macchina era utile, sopratutto perché ero al più grande di uno dei miei gruppetti di amici e toccava sempre provvedere a me. Che lunghi anni di gente che vomitava e io a reggere le teste…
27) Fin da piccolissima ho sempre partecipato alle Feste dell’Unità, e fin da allora ho sempre dato una mano, anche solo a preparare i rotoli di tovagliolo e posate. In una di queste feste nella Fortezza Medicea io e la Chiara (sempre lei) a 7-8 anni ci siamo fatte tutto il giro delle mura della fortezza di notte, mentre i nostri genitori lavoravano in pizzeria. In un lato (non tanto piccino) non si poteva passare perché era in ristrutturazione, così l’abbiamo fatto tutto camminando a pelo aggrappate alla rete di recinzione che dava su un buco piuttosto profondo, finché non siamo approdate sane e salve su un bastione. Al di là della rete si vedeva il cimitero illuminato… che comodo: se cadevamo, potevano portarci direttamente lì!
28) Una volta ho fatto una sana maratona orizzontale in una piscina pubblica all’aperto. Vi assicuro che nessuno si è accorto di niente. Ero giovane e scavezzacollo, e meno cicciotta di ora.
29) Da piccina ho letto “Uccelli di Rovo” e più tardi i libri di Richard Bach. NAll’epoca non mi sono nemmeno dispiaciuti tanto. Ma un trauma da qualche parte doveva pur esserci.
30) Stamattina, finalmente, sono andata a donare il sangue. Un buon modo per festeggiare l’ultimo giorno da ventinovenne.
Difficile raccontare 30 cose successe in questi 30 anni. Ma più difficile è raccontarne 30 un minimo interessanti.
E insomma, alla fine, attraverso tutto questo e anche molto di più, eccomi qua!
