Latitavo? Sì. E dire che ne son capitate di cose belle…
Tipo questo post… che mi ha sciolto letteralmente il cuore, e di questi tempi son cose che ti rimettono al mondo…
E queste persone qui, che sono il nocciolo della questione… O meglio, una buona percentuale…
Perché gli amici, cavolo, gli amici sono fondamentali… Gli amici che vedi poco, molto, quando capita… che importanza ha?
Quando hai bisogno ci sono… quando è il momento di passare una bella serata, sono lì… E quando ne trovi uno, fan come le ciliege…
E il resto, dopotutto, importaunasega, no?
No! Cioè, sì! Ma no! Ovvero… Dopo un anno di lavoro non sempre assiduo, ce l’abbiamo fatta! Quindi importa! E ve lo dico!
Abbiamo partorito qualcosa! (No, niente bambini di ciccia. No.)
Eccolo, il nostro virgulto! Che non sarebbe stato possibile senza la Ina che ha disegnato tutto il disegnabile…
Che roba è? E’ un gioco RPG, cari voi! Intero… Completo… Non ci si crede nemmen noi che siamo riusciti a finirlo… Fra un paio di giorni lo mettiamo scaricabile on line absolutely free (e te credo)… qui trovate qualche info in più ad uso e consumo di chi non ha la minima idea di che roba possa essere… In questi tempi di magra generalizzata e di speranze infrante, almeno possiamo gongolare un po’ per il lavorone fatto. De qualcosa tocca gioì, no? E a me basta poco. Fortunatamente anche al Lurker.
Presto ve ne parlerò più diffusamente. Devo farlo, cazzarola. E’ stato davvero una gestazione da elefantessi.
Ah, i post sconclusionati. O no? Oh, sì. No. Sì-no. Va bene. (cit.)
E’ vero, sono latitante.
Ma come spesso accade, sono a un bivio e non so cosa succederà nel futuro immediato. Poiché appartengo alla corrente di pensiero “non ci credo ma ci spero” riguardo alcuni fenomeni sovrannaturali / filosofie assortite / creature fantastiche & mitologiche, in una visioone del tutto dylandogghiana dell’universo, mi concedodi tanto in tanto un po’ di scaramanzia, che in questo caso specifico si traduce nel fatto che preferisco non sbilanciarmi su nulla. Insomma, un etto di battute sprecate per dirvi -cosa? Niente.
Però ormai sono qui, e dopo tutto ci sono millemila altre cose da condividere…
Cosa preferite, il menù di stasera, ovvero un paio di tranci di salmone da marinare e gustare a tocchettini accompagnati da champignon a fettine con scaglie di bufalino stagionato (ovvai)? Un paio di tirate lunghe sulla precarietà della salute in generale, e più specificamente della mia, che ha un equilibrio mooooolto delicato da tener sempre presente, altrimenti TA-TAHN – giù dolori? Oppure una disquisizione sul nostro prem- OPS! ex premier e sui suoi amichetti e su quanto ancora la loro presenza nelle nostre vite sarà opprimente, di strascico o da lontano – che poi lontano mai sarà?
No.
Preferisco condividere con voi la mia gioia. Nella mia umile vita c’è solo una cosa, dopotutto, solo una singola cosa che non ha ancora trovato una sua strada (ed è il lavoro, niente di originale rispetto al resto del mondo). Per il resto, ho avuto talmente tanta fortuna con le scelte che ho fatto e per i casi della vita non dipendenti da me che non posso fare a meno di sentirmi il cuore pieno.
E’ vero, ci sono tante cose che non ho mai fatto e mai farò, persone che avrei potuto conoscere etc etc etc… ma che importa di ciò che non è stato? Se ne sa una sega, soprattutto? NO! La cosa che conta è che ciò che è stato ha portato a ciò che è adesso: una figata.
A parte l’incredibile sequela di coincidenze e trinagolazioni astrali che mi ha portato a condividere (informalmente, per ora) proprio questa casa qui con proprio quel lurker là, l’altra sera ho chiamato il buon vecchio Cbicp e mi sono ritrovata a pensare a quante belle persone ho avuto la fortuna di conoscere negli ultimi 10 anni. Persone che non avrei avuto la speranza di incontrare altrimenti, fra l’altro. Molte fra queste le ho conosciute tramite questo blogghino che ormai perdura dal 2003 e che si è trasformato, spostato, privatizzato, riaperto, sviscerato and so on… una cosa che un social coso qualsiasi non può fare (anche se riconosco senza difficoltà la sua immensa utilità per rimanere in contatto con gente che già si conosce). Mi si sono quasi inumiditi gli occhietti. E un altro aspetto esaltante della questione è che gli amici sono preziosi e quindi è un gran bel regalo condividerli. E’ bello quando fai da ponte e vedi cosa succede. E’ bello sapere che tutte quelle splendide coincidenze sono servite a qualcosa.
Adoro questa sensazione di pienezza. Di soddisfazione. Di affetto profondo verso un numero davvero consistente di persone. Indipendentemente da quanto o come ti frequenti.
Sto bene.
(Ecco, scaramanzia vuole che quando uno dichiara che le cose vanno bene, indubbiamente succede qualcosa di orrendo per pareggiare i conti. O vediamo cosa succede adesso. Se mojo – grat grat – mi raccomando, fate tesoro! Mai dire che ci si sente soddisfatti, MAI!)
(E beccatevi ‘sto video, va’. Quando uno dei tuoi allievi ti propone di suonare un pezzo del genere, non puoi non sentirti orgoglioso e gonfio come un pavone in amore)
No, via, vi voglio bene quindi non vi meritate un lungo post sulle ventimila cosa che vorrei raccontarvi. Non ve lo meritate e quindi mi limiterò a un post pieno di foto e con meno parole possibili. Mi tocca un po’ selezionare, eh.
#1
Anche se è un po’ scura, spero che si capisca che cosa stiamo facendo. E’ metà maggio, ci siamo appena sparati una fritturona in quattro sotto lo stand TdA a Ludogrifo e adesso è il momento di mangiare il profiterol portato da un amico.
Con le mani.
Mi piacciono sempre tanto questi momenti di porcilajo puro. Mi fanno sentire al posto giusto con la gente giusta. Forse questo dovrebbe preoccuparmi, eh?
#2
Non ho foto degli ultimi concerti della Peter Pan Orchestra, purtroppo. Voglio dire, immagino che i genitori dei ragazzi ne abbiano, ma io niente, sigh. Un po’ d’amaro in bocca, fra l’altro, a pensarci. Ma tralasciamo, anche perché stamani il mio amato pendrive/lettore mp3 ha misteriosamente smesso di funzionare. Del tutto.
Voglio dire… dentro c’erano due anni di arrangiamenti e non sono sicura di avere una copia di ogni cosa.
Sì, sì, stendiamo un velo pietoso, non ci voglio pensare adesso, via!
#3
Eccoci, questo è un rapido ricordo di quel che è successo a Orizzonti Fantasy. Purtroppo non c’è tutto quello che avrebbe dovuto esserci (nel filmato, intendo) perché incredibilmente non avevamo abbastanza foto di tutto. Ma spero si capisca.
Comunque, ora che la bufera è passata, onestamente non ci voglio più pensare per almeno due mesi. Poi, poiché mi conosco bene, mi ributterò a capofitto nell’idea di riorganizzarlo e stavolta più in grande e meglio. Però, per ora il mio cervello si svuoterà allegramente perché ho una crisi di rigetto pesantissima verso tutte queste cose… lallallà lallallaaaaahh!!!
#4
Due giorni dopo una simpatica litrotrissione (ovvero il bombardamento di Godzilla che attendeva perfido nel rene sinistro), dopo una notte al Pronto Soccorso iniziata col Contramal e terminata con il trionfo della morfina (che ti trascina sempre alla sagra del vomito contro la tua volontà), alle 8.30 di mattina (con 4 ore di sonno, nota bene) io e il Lurker siamo partiti per Spianessa (vicino Pistoia) per fare presenza all’evento delle TdA… o meglio, lui è riuscito a fare quello che doveva fare (ovvero arrivare e venire arrestato XD), io invece ero ancora sballottata dalla morfina quindi non ho impersonato la tipa che vedete qui sopra mirabilmente interpretata dalla Cri… e, con l’amaro in bocca, sono andata a onorare l’altro impegno della giornata, ovvero il matrimonio di mia cugina.
Potrei dire che era bella, la sposa, ma mentirei spudoratamente in quanto era molto, molto più che bella. Sarà che è la mia cuginetta del cuore, quella più vicina a me per età, con la quale abbiamo condiviso di tutto fin da piccole nonostante abitiamo in due città diverse… sarà che aveva un sorriso che avrebbe spaccato anche un iceberg al polo nord… sarà stata la faccia del mi’ zio mentre l’accompagnava all’altare… sarà stata la morfina… saranno stati i dolori che andavano e venivano… sarà stato quel che vi pare, ma appena l’ho vista entrare dal portone mi sono commossa come mai avevo fatto a un matrimonio prima d’ora. Anzi, un tempo nemmeno mi piacevano i matrimoni. In realtà in generale non mi piacciono nemmeno adesso, con eccezioni, e anche in questo c’era da pagare il solito fio (quello di aver 31 anni, un compagno studente, nessun lavoro che ti dia garanzie e nessuna fretta di avere una prole combinati a una famiglia in cui i genitori plurimi si sprecano e i “e te quando ti sposi?” fioccano in tutte le occasioni – ma d’altronde c’è chi sta peggio, tipo un certo cugino trentanovenne… soprassediamo!), ma lei, anzi, LORO erano splendidi e questo bastava a rischiarare a giorno qualsiasi ombra.
Queste sono cose preziose, e vanno tenute care.
Soprattutto perché poi le coliche sono andate avanti per otto giorni prima di espellere tutti i ghiaiottoli.
#5
Già, i ghiaiottoli! Le coliche! Sembra che adesso siamo solo a quota cinque (tre calcoli a sinistra vs. due a destra) e almeno quelli a sx non sono vicini ai calici, quindi per un po’ si spera se ne stiano buonini… in compenso è venuta a trovarmi sora Ragade-A-Ore-Dodici e il mio colon si è irritato enormemente per tutto questo via vai di urologi-nefrologi-proctologi. La morale della favola è che per mandar via sora R.A.O.D. (la quale si è presentata in quanto stizzita dalla presenza massiccia di farmaci in circolazione a Pasqua) il mio colon mi ha dichiarato guerra non si sa come mai, indi lo stomaco ha deciso arbitrariamente di non togliermi lo stimolo della fame, anzi, di combinarlo alla nausea continua, in modo da rendermi confusa e infelice (ma soprattutto dolorosamente stitica, ecco). Insomma, qui ‘un s’arguvisce.
Ma sapete che c’è? Mi importa una cippa. Domani accompagno il Lurker a fare l’esame di Radiologia (incrociate ogni appendice, potrebbe servirgli) a Siena e vada come vada poi si va. Dove si va? Mare, che diamine. Con la Vespa e in tenda, as usual. abbiamo un budget ridottissimo, ma lo faremo fruttare. Ce lo meritiamo. Ho bisogno di staccare da tutte le cose poco liete che mi sono successe. Ho bisogno di pensare lucidamente. Mi servono due giorni di puro nulla.
#6
Un’ultima cosa: vi segnalo un capolavoro. Un capolavoro che questa persona non potrà vedere. Ne ho già parlato, lo so, e all’epoca fu un colpo davvero amaro, ma ero convinta che il tempo avrebbe attenuato e lenito il dolore, che guardare un bel film e riconoscerlo come tale sarebbe stato un modo per rendere omaggio alla persona che era e a quanto era riuscito a trasmettere anche a una taona come me.
Mi sbagliavo. Ogni capolavoro che riuscirò a vedere sarà un dito in una piaga che non si rinsalderà mai del tutto. Un capolavoro che lui avrebbe visto e che a me sarebbe piaciuto sentirgli commentare. Indipendentemente dal fatto che forse non avrei capito molto delle sue considerazioni.
Comunque è qualcosa che non passa. Devo prenderne atto. Non può passare. Lui non c’è più e non vedrà mai né questo né nessun altro film. E dire che sembravano prendere vita solo per lui, perché lui potesse parlarne e condividerne i significati con il resto del mondo.
Beh, se non l’avete fatto, godetevi questa piccola perla, voi che potete.
E ora basta, il post è sufficientemente sconclusionato…
Nient’altro a parte lo scrosciare dell’acqua bollente e il lieve crepitio delle gocce contro la tenda coi delfini blu della vasca. Niente grida dei bambini, rumori dalla strada, niente televisioni a tutto palo. Non avete idea di quanto possa essere silenziosa l’acqua che impatta sulla vostra testa. Come la neve, porta via ogni cosa, ti allontana dal mondo chiassoso che ti circonda, ti culla in un abbraccio poderoso e lieve al tempo stesso.
E, soprattutto, porta via con sé tutti i pensieri. E tutti i dolori.
Magicamente, ti fa dimenticare la litotrissione, la settimana esatta di colichette renali piccole ma insistenti che ti hanno regalato un inizio estate da manuale. In realtà, ti fa dimenticare anche Orizzonti Fantasy, e Spianessa, e il matrimonio della tua bellissima cugina. Ti fa dimenticare le cene che speri di fare una volta che finalmente la tua piccola estate sarà cominciata. Ti fa dimenticare l’affanno che ti viene salendo due gradini, la pancia gonfia manco tu fossi incinta di sette mesi, le medicine che non ti ricordi mai bene quando prendere perché i pasti sono tutti sfalsati, affidati al caso e alle decisioni arbitrarie di uretere, stomaco e colon, anch’essi molto irritati per la situazione. Ti fa dimenticare qualunque cosa, come oggetti immobili visti dal retrovisore di una macchina che se ne va altrove. Ti fa dimenticare che vuoi andare al mare, che hai da fare e da riorganizzare la tua vita, che i soldi ancora non sono arrivati.
Poi il getto si esaurisce, perché la coscienza civica ha il sopravvento e tu non vuoi sprecare litri e litri di acqua. Allora ti siedi in accappatoio sul water e rimani ad ascoltare l’eco di quella doccia liberatoria, catartica, di quella fuga inaspettata verso la serenità mentale e l’equilibrio fisico. Ed è bello anche quello.
Prima di raccontarvi tutto quel che è accaduto in queste settimane, volevo condividere questo momento. Grazie di esser passati di qui.
Eh, il Lurker la fa facile. Non è mica una cosa semplice scrivere quando proprio le parole ti sfuggono, non hai voglia di produrre niente, tutto quel che fai ti sembra poco utile, etc etc etc…
Secondo me anche loro soffrono un po' di reni.
In realtà avrei anche un aggiornamento piuttosto consistente da darvi, ovvero che il 9 giugno bombarderanno Godzilla, il calcolo da 8 mm. Evviva, è un buon inizio!, potreste dire voi.
Sì, beh. In realtà intorno a questa data girano ancora molte incognite, sia riguardo il “prima” che il “dopo”.
Prima, devono ancora arrivare i risultati dell’analisi del calcolo. Di che sarà fatto? Si romperà facilmente dissolvendosi in una nebbiolina di ossalato di calcio? O si dividerà in calcolini meno massicci ma ugualmente perniciosi di qualche altro materiale più coriaceo?
E ancora, che dirà il nefrologo? Avrò segnato bene gli esami del sangue, riuscirò ad avere i risultati in tempo?
Dopo, ancora più oscuro. Mi prenderà una colica subito dopo? Sarà il male di un’oretta di paura, o mi terrà di nuovo inchiodata al letto per una settimana? E gli altri tre calcoli nel rene, che faranno? Si muoveranno? Usciranno? Quando? E i due a destra? Si sentiranno in dovere di fare qualcosa anche loro? Riuscirò ad andare all’evento di GRV di due giorni che abbiamo l’11 giugno (due giorni dopo il giorno X!) o sarò a contorcermi all’ospedale? Mi perderò anche il matrimonio della mia cuginetta, che è l’evento dell’anno (sempre l’11, è incredibile, quando le cose decidono di accavallarsi…)?
Bah, cerco di non pensarci. Non stasera. No, decisamente stasera no, perché è il modo migliore per intristirmi definitivamente.
Non va bene, così ripiglio anche i chili che avevo perso. E’ incredibile cosa ti viene voglia di mangiare quando non ci sono abbastanza endorfine in circolazione, pur sapendo che sei troppo malmessa per metterti a smaltire seriamente.
Considerato che fra me e il Lurker ci sono una novantina di chilometri, è difficile procurarsele in altro modo.
Decisamente stasera non è una buona serata.
Proverò coi fumetti.
Che titolone altisonante, eh? Chissà a che si riferirà…
Ve lo dico io. Osservate attentamente questa foto un po’ sovraesposta.
Se siete stati attenti, la figura al centro dovrebbe esservi un po’ familiare, parrucca e abbigliamento a parte.
Sì, esatto, è proprio la vostra Lyppa.
Ora, questa foto è l’unica scattata domenica in cui non si vede il mento triplo della vostra siNpatica amichetta. LA sovraesposizione aiuta molto a nascondere anche tutto il resto.
Non che io sia molto fotogenica, ma di venti foto scattate questa è l’unica in cui non si vede che baule sono diventata.
Non sembra, forse, ma quella figurina seria accanto ritratta è alta 1,58 m e pesa la bellezza di 72,5 kg.
Ieri col mio medico ci siamo messi a tavolino a fare due conti ed è emersa sfavillante la pura sacrosanta verità: per soli 0.3 punti dell’indice di peso corporeo non rientro fra gli obesi. A 31 anni.
No, cazzo, non va bene. Manco per la minchia.
A questo punto quindi basta cazzate. Bisogna che mi metta sotto. Bisogna che torni pesantemente in bicicletta. Bei tempi quelli in cui tentavo di passare dai 64 ai 57 kg… qualcuno di voi se li ricorderà, da qualche parte, nell’archivio di questo blogghino, con tanto di percorsi ciclistici ostentati con fierezza.
Ma appena cerco di farmi un programmino mentale, arrivano subito le scuse:
Come faccio a mangiare meno di così? Non so più cosa NON mangiare! Modera la quantità, razza di beota!
Per andare in bici vicino a Montegiovi bisognerebbe essere Coppi! (Fausto, non Mario) Pranza a MG e poi fiondati ad Arezzo a raccattare la bici e vai ‘ndo ti pare!
Per camminare qui in campagna perdo parecchio tempo! E tanto che hai da fare, sei praticamente disoccupata!
Ma io quando posso mi voglio rilassare col Lurker o fare i lavori di casa! E coinvolgi anche lui che è tecchio come un barile di aringhe!
Insomma tutto così. La cosa che mi preoccupa di meno è l’idea di perdermi qualche delizioso manicaretto. Perché cucinare leggero non vuol mica dire mangiare solo pasta in bianco e carote lesse scondite. Anzi, sono certa che non me la caverò male, mi sfonderò di zuppe di legumi e insalate, che mi piacciono assaj.
Il problema è che devo muovermi. Prima lo facevo molto, senza fare palestra o cose così. Avevo sempre il culo sulla bici. Ma arrivare fin quassù è un’impresa. Ci sono 4 km di agonia anche in mountain bike, e io non ho più l’allenamento per sperare di affrontarli senza schiantare.
E inoltre il Lurker è a-ciclistico. Ora come ora sono al suo stesso livello, in verità. Quindi con lui dovrei/potrei andare a correre. O giocare a basket. Ma qui sotto casa correre significa affrontare salite che anche solo camminando possono smutandarti. Quanto al basket, stendo un velo pietosissimo.
Accetto ogni tipo di consiglio, signori. La butto sul ridere ma in realtà non rido affatto. Come quando ti guardi allo specchio e non ti riconosci più.
Questa forse era la spinta che mi ci voleva, comunque.
Non voglio più passare ore a spulciare foto per cercare quell’unica in cui non si vede la ciccia che si impone.
Ganbatte, anzi, がんばって!
HA! Eccomi.
Dovrei aggiornarvi, come sempre, di migliaia di cose. Ma sarà dura.
Facciamolo in modo randomico, via.
LA SETTIMANA ENIMMISTICA
Dedicato ai solutori più abili, ecco un quiz rompicapo che li terrà incollati al monitor! La domanda è: A COSA SERVONO QUESTI AGGEGGI?(La soluzione a pag. 46)
Il GRV FA MALE!
Si è concluso domenica il Convivio d’Inverno, dopo svariati giorni di gioco e preparazione… è inquietante tutte le volte notare come passa veloce il tempo quando sei impegnato in un altro mondo, anzi, in un mondo “altro”… è anche un po’ deprimente constatare che la tua mente si rifiuta in modo categorico di tornare alle cose di tutti i giorni (il precariato, ad esempio) e piuttosto preferirebbe essere ancora lì a occuparsi di plot che iniziano e che finiscono, di quantità di ragù che non ti convincono, di sogni che ti ossessionano (Ago lasciami in paceeeeee!!!! cit.), di vestiti fradici di fango, di pg che piangono dietro la maschera, di complotti contro principi oscuri e puccettosi…
Non ho foto per il momento (CRISTINAAAAAAAAAAAAAaaaaaAAAAAaaaa…) ma vi butto qua il filmato introduttivo all’evento (colui che ci ha perso tempo per farlo si vede nell’ultima inquadratura, adoratelo come gli si conviene!) realizzato con i filmati dell’anno scorso… Come fa a non mancarti una cosa così…?
THE LAST ONE
A febbraio c’è stato l’ultimo laboratorio al Museo per Bambini.
No, via, non l’ultimo della Peter Pan, che prosegue gagliarda (speriamo per parecchio) e realizza scenografie per i suoi concerti (beccatevi anche una foto, va’). M’è dispiaciuto, proprio tanto. Non tanto per il fatto che ora mi devo ingegnare per sbarcare il lunario dei prossimi mesi (e tanto toccava comunque), ma perché coi ragazzi di III elementare venivano fuori cose troppo demenziali. La storia di Ganesha e il topolino (che purtroppo in giro non ho trovato, ve la racconterò prima o poi) riserva sempre delle sorprese e, aspetto da non sottovalutare, mi faceva perdere ogni volta almeno un chilo. Già, a questo proprosito…
SONO UN BAMBINO GRAAASSO
Faccio mia l’espressione di Pj perché mai cosa detta fu più vera. Sono sopra di troppi chili e ieri, riguardando le foto dei live di qualche anno fa, mi sono accorta che stavo molto, molto, molto meglio. Ma molto, eh. Roba da poter recuperare un intero guardaroba. Nel 2004-5 ondeggiavo fra i 58 e i 62. Ora sono stabile sui 73. Non va bene. Non si vede tanto, ma non va bene.
Ora, mi è impossibile mangiare meno e meglio di così. Ergo l’unica soluzione possibile è fare movimento.
OMG.
Dei del fitness, sostenetemi.
RICORRENZE
Buon compleanno. Quanti anni sono passati, 28? E’ roba. E’ tanta roba.
Eppure a te ci penso spesso. Nonostante tutto quel che è stato fatto per farsene una ragione, ci penso.
Di solito è in questo momento che penso seriamente che da qualche parte si debba andare. Altrimenti non sarei qui a farti gli auguri.
E il buffo è che oggi fanno tutti gli auguri a me. Dovremmo essere insieme a festeggiare. Dovremmo.
Ok, ho concluso, per il momento. Ma magari vien fuori qualche cosa e scrivo prima, stavolta. Tanto il lurker è a Siena… (Sigh, il lurker è a Siena, e io no.)
E’ quella che vedo adesso dalla finestra della mia postazione pc. Una bella giornata, nemmeno tanto fredda. Dovrei essere molto allegra, godermi questa botta di luce che invade queste stanze, che di luce ne vedono poca visto che la casa è a nord, inforrata fra le colline, e il sole la becca sempre di striscio.
Dovrei, ma mi viene da pensare che tutto è maledettamente complicato.
Vi faccio un esempio? Ve lo faccio.
Oggi non mi sento ottimista, premetto.
Mettiamola così: come alcuni di voi sanno insegno musica d’insieme ai bambini al SJ ormai da qualche anno e dalla primavera scorsa seguivo un percorso didattico al Museo d’Arte per Bambini, che finalmente aveva ingranato bene e funzionava a meraviglia. Perché ho detto “seguivo”?
Perché sembra che il Vicesindaco * di Siena ritenga (son parole sue, a quanto pare, messe nero su bianco sul giornale) che istituzioni come le due sopracitate e il Museo Santa Maria della Scala(e forse anche la Chigiana? chi può dirlo?) sono un peso e non dovrebbero esistere e quindi a metà anno è d’uopo tagliar loro i fondi. Che già erano stati definiti in bilancio, quindi in parte erano già stati spesi.
E quindi?
E quindi per ora la PPO regge, ma niente più laboratori per me. Sennò con che mi pagano? E quindi si stringe la cinghia fino all’anno prossimo.
Tralasciamo il fatto che ancora non so comunque quando arriveranno i soldi che serviranno a ridare aria al mio disastrato conto in banca. Tralasciamolo, che mi si stringe il cuore.
Insomma, c’ero quasi. Voglio dire, ho la fortuna di non dover pagare l’affitto, quindi mi bastava poco di più per arrivare a starmene un pochino tranquilla (o almeno ad andarci in pari) economicamente parlando.
Invece niente, perché in questo paese della minchia la cultura e l’educazione valgono meno di zero. Non sono valori. Sono cifre in passivo in un bilancio che tiene conto solo di ciò che produce qualcosa di materiale e mercificabile, come soldini sonanti, automobili, cibo, oggetti sadomaso. Il resto non serve a niente. E’ un per di più e se ne può fare a meno.
E’ un discorso che ho sentito fare a casa mia, tra l’altro. Non da familiari, almeno.
Filosofia, storia, antropologia, letteratura, musica, arte… tutto fine a se stesso. Non produce ricchezza, quindi è inutile. Scema io a volerne fare un lavoro, a pensare che sia importante avvicinare i ragazzi all’arte e alla musica, a renderli critici e consapevoli riguardo a ciò che vedono o che ascoltano, o per lo meno provarci nel poco tempo che si può dedicare a questo tipo di attività. Certo, anche loro sono smazzati fra scuola, sport, attività varie ed eventuali. Non so quando trovino il tempo di giocare e seguire i loro interessi.
Comunque il punto è questo.
Che senso ha studiare arte? Fare ricerche archeologiche? Apprendere lingue antiche o sconosciute? Suonare uno strumento? Leggere poesie? Scrivere? Recitare? A che ti servirà mai tutta questa roba nella vita?
Mandiamo i nostri ragazzi a fare un bel corso di marketing, invece! Quello sì che li renderà pronti ad affrontare il loro futuro!
Dei, mi viene da piangere a pensarci. Obama lì a dire che togliere fondi all’educazione è come pensare di alleggerire un aereo buttando via il motore… e qui? Dov’è finito tutto il filo-americanesimo di questo stronzo paese? Vi piacciono gli americani solo quando vi pare, eh?
Ne ho le palle piene di questa situazione di ipocrisia e dittatura diffusa e capillare, vorrei che esistesse un modo per alzare la testa e spaccare il muso a tutti quei culetti d’oro che se ne stanno aggrappati alle proprie poltrone colle unghie e coi denti, vorrei davvero che avesse un senso quello che sto scrivendo, che i MILIARDI di parole spese sul web e altrove avessero un qualche significato, che quelli che son sordi perché non vogliono sentire invece dovessero esser costretti a sbatterci il muso contro e a capire, invece di farneticare e di bersi tutto quel che raccontano loro i politici e i loro pulpiti televisivi e non.
Basta, via. Basta che mi faccio troppo il sangue cattivo e poi la fibromialgia me ne fa pentire.
*ErrataCorrigiona: avevo inteso male, l’assessore alla Cultura seddiovole non c’entrava niente, sorry for the misunderstanding
Però il concetto è sempre che sia il Governo o siano gli enti locali, cultura e educazione sono la pedina sacrificabile sull’altare delle finanziarie, accidenti a loro. Dei del livore continuo e costante, sosteneteci.
Chiunque abbia scattato questa foto l’ha fatto per sbaglio. Io o il Lurker, intendo.
Ma non è male, a parte il fatto che è mossa. Mossa di corpo, sì.
Sono stati giorni strani, da mal di stomaco immotivato. Oppure motivato ma senza motivo apparente a giustificarlo. O insomma sì.
Volevo scrivere un bel post introspettivo, o aggiornarvi su questo e su quello, o scrivere qualcosa di cui non si sarebbe capito un accidente (come sempre). Però no. Niente, l’ispirazione è sfuggita. Magari poi torna.
Magari è solo in un angolo del foglio, che cammina distrattamente verso di me.
Con un cappotto rosso addosso.
Così rosso che mi abbaglia e a malapena mi accorgo di lei.
Nacqui sotto la neve del 23 gennaio del 1980, precisa precisa nell'ora in cui non c'era un medico in tutto l'ospedale, circa 11 giorni dopo la data in cui ero attesa.
Subito fu chiaro a tutti dove io volessi andare a parare.
Scrivo cazzate sul web fin dal 2003.
Mi so' laureata con una tesi sulla Banda Osiris, ma ancora non ci credo.
Ho una casa tutta per me e un letto a due piazze da paura, HA!
Ho anche qualcuno con cui condividerlo.
Insegno musica jazz ai bambini, ma ciò non mi basta per campare, quindi faccio altri tremila lavoretti.
Che ancora non mi bastano per campare.
Direi che sono quasi apposto.
Quindi nel 2012 il mondo finirà di sicuro.