Scusate se è da un po’ che non mi faccio sentire sui vostri blog, ma stavolta ho una gran bella (…) giustificazione!
Come ha passato la vostra Lyppa le sue vacanze di Pasqua? Indovinate…
Al Pronto Soccorso! Dentro e fuori dal, per la precisione…
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Proprio il giorno di Pasqua è partita la prima di una lunga serie di coliche renali che mi hanno inchiodata a letto fra atroci dolori a qualsiasi ora del giorno e della notte e che mi hanno costretto a imbottirmi di farmaci così tanto che mi sento sempre fatta come il braccio di un eroinomane. E’ partita, dicevo, ma non è detto che sia finita.
Andiamo per gradi, che l’Odissea mnerita un minimo di documentazione.
Domenica 24 – Parte la colica, ma il Lixidol la ferma in tempo. Però un viaggetto al PS va fatto uguale e mi becco un’ecografia a tutto addome in cui si vede già l’uretere bello gonfio.
Lunedì 25 – faccio una bella passeggiata col mi’babbo e il Lurker in cerca di asparagi che non potrò mangiare (perché sono pesanti per i miei poveri renucci) e ne trovo a mazzi e mazzi. Muovermi mi fa inspiegabilmente bene, ma continuo ad avere colichine e doloretti alla vescica. La faccenda si preannuncia spinosa.
Martedì 26 – i doloretti continuano, ma io spero che presto se ne vadano. Sì, dai, se ne andranno, no? Dai… andate via…
Mercoledì 27 – Gita al PS, stavolta con una bella colica vecchio stile che il Lixidol non riesce ad arrestare. Mi fanno di tutto, ma alla fine vince la morfina. La sera, però, i doloretti tornano in pompa magna…
Giovedì 28 – Altra gita al PS con una colica che mi affligge soprattutto la vescica che sembra sia fra le fiamme dell’inferno. Stavolta vince lo Spasmex, ma dopo circa tre ore di piagnistei. Le infermiere cominciano a coccolarmi. Nel pomeriggio, il mio medico curante si procura una TAC al volo per l’indomani, ché le ecografie non trovano il calcolo incriminato, e lancia iomproperi contro il SSN perché non mi hanno ancora ricoverata. Mancano i letti, del resto.
Venerdì 29 – Durante la notte riparte la colica mentre l’intestino si dimena, implorando un miniclisma. Il Lixidol fa quel che può, permettendomi di arrivare alla TAC, ma la colica riprende furiosa proprio mentre sono lì. Non vi descrivo lo sforzo stoico per stare immobile. Mi vede un urologo, finalmente, che mi conferma che il calcolo bisogna lo faccia da me, e mi dà una terapia per tirarlo fuori prima possibile. Verso l’una (dalle

finalmente una bomba di morfina mette fine ai pianti. Peccato che quando torno a casa la colica riprende. Stavolta, però, mentre già sono in preda alla disperazione più nera, il Toradol appiana ogni male.
Sabato 30 – La mattina partono ben due coliche, ma la combo (rischiosa) Lixidol – Toradol riesce a stroncarle. Nel pomeriggio cammino un po’, come mi ha raccomandato di fare l’urologo. Alle due di notte sono di nuovo in partenza per il PS. Altro giro altra corsa. Le dottoresse e le infermiere continuano a coccolarmi tantissimo, ormai è diventato un parto anche per loro.
Domenica 1 - La mattina verso le 9 sono a casa e dormo praticamente tutto il giorno saltando (ovvio) l’evento di GRV. La sera riparte una mezza colica ma il Lixidol la tiene a bada.
Lunedì 2 - Alle 7 si riparte verso il PS con una colica nuova nuova alla vescica, passa un altro urologo che mi conferma che ormai il calcolo è più di là che di qua, mi dà una nuova terapia d’urto (che miracolosamente comprende anche un antinfiammatorio) e mi raccomanda di stringere i denti. Una nuova flebo di morfina fa il resto. Dormo veramente TUTTO il giorno, drogata come un cavallo al derby. Quando mi sveglio leggo PK che mi ha prestato il Lurker
(il che è un onore, considerato quanto ci tiene a quella serie… a casa sua si sono preoccupati quando hanno visto che la portava via: “ma la riporti indietro, vero…?”, un po’ come se il bimbo stesse andando a vivere da solo
)
Martedì 3 – Stranamente non sto male, anche se dormo tutta la mattina in uno stato semi-allucinatorio. Saranno le medicine, sarà la stanchezza totale… oppure… sì! Sìsìsìsìsìsìsììììììì!!!!
Alle ore 20.15 circa la vostra Lyppa finalmente partorisce il maledetto bimbo! Duro, nero, bitorzoluto e grosso circa 3 mm buoni… all’anima del”microbo”… E’ talmente grosso che gli ho dato pure un nome, l’ho chiamato Gianfranco! Gioia! Felicità! Cotillons! Urla belluine! Festa generaleeee!!!!
E’ stata un’impresa davvero allucinante, credetemi. Stamani vado a comprare una bottiglia di spumante destinata al Pronto Soccorso.
Gliel’avevo promesso.
Mi preoccupano un po’ i sei fratellini che attendono nel rene, però… soprattutto il Godzilla da 8 mm…
Beh, ora sono rediviva. Fino alla prossima colica…