Archive for the ‘facezie’ Category

Ti lovvo assaj.

domenica, febbraio 13th, 2011

Massì, cambiamo repentinamente argomento!

Lasciamo perdere tutte queste quisquilie che affliggono il mondo e i cervelli di chi ancora pensa di poterne fare un uso qualunque e parliamo di qualcosa che invece ci rende tutti felici come anemoni sotto le querce! Come ricci sulle spazzole! Come cateteri a riposo! Come… oh, dai, sì, basta, eh, oh. (Con tante virgole, in onore della Prof).

Parliamo dell’Ammòre. Ma non l’amore inteso come reale sentimento provato da persone capaci di. Parlo proprio dell’Ammòre, quello vero, quello dei baciperugina, quello del menù fisso a 45 meuri il giorno di San Valentino, quello del miele a cascata in pubblico e della beata indifferenza sulle cose importanti, proprio quello lì!

Parliamone, e facciamolo attraverso una magnifica vignetta di Daw la quale esemplifica a meraviglia tutto quello che mi piacerebbe dire sull’argomento. O forse no, però è bellissima lo stesso. La dedico a tutti gli innamorati, presenti inclusi. Anche se non c’entrassero nulla.

A proposito, io domani sera mangerò pesce cucinato da me (+ il lurker) in compagnia di gente figa (non accoppiata, sposata, innamorata scopertamente o no del lurker…) e guarderò più film trash possibile. Mi sembra il modo migliore di santificare le feste.
E voi? Sarete vittime dell’Ammòre? Onorerete anche voi la memoria San Valentino daTerni che in realtà ha fatto una finaccia e quindi per festeggiare la ricorrenza come minimo i fidanzatini dovrebbero decapitarsi a vicenda nottetempo o seguire i consigli del dott. Sheldon Cooper?

Piccole cose

mercoledì, gennaio 12th, 2011

Perché alla fine la goduria sta anche e soprattutto nelle piccole cose.

Tipo aprire il cassetto e trovare subito quell’unico paio di calze morbide che si intonano con il resto dei vestiti.

He he he.

Mhhh.

martedì, gennaio 4th, 2011

Oh, sì, sì, eccomi.

Mentre il lurker se ne sta qui accanto a me a scrivere i plot per il Convivio (sempre roba da nerd, nda), io scrivo.

Uhmmmm, quanto tempo è passato dall’ultimo post scritto non in stato di ebbrezza? Perché non sto raccontando niente? Perché non vi tedio con un fiume di parole come ho sempre fatto?
Lasciamo le risposte altrove.
Sarà anche che – incredibile - WordPress mi ha cancellato mezzo post mentre lo scrivevo. E proprio lì – STIO’!!! – mi ha salvato automaticamente la bozza. Un brivido mi corre lungo la schiena a pensare che siamo di nuovo ai tempi di Splainder, gli dei lo strafulminino. Ma non pensiamoci.
Rifacciamoci invece del tempo perduto. Partiamo da qualche parte.

NEVE!

Secondo voi QUANDO, sottolineo, QUANDO gli dei della temperatura atmosferica potevano decidere di inviare su questa valle di lacrime una quarantina di centimentri di neve? Quando, nonostante le mie invocazioni puntuali e precise scaglionate durante tutto l’anno solare? Quando?
Ovviamente, quando tutte le seguenti variabili si presentano contemporaneamente:

  1. Qui siamo vicino a via Nenni, dove sta il Lurker... più guardo alla foto e più non riconosco il posto :)

    Lypsak si trova a Siena. E trovarsi a Siena quando nevica significa assistere a uno dei misteriosi miracoli della vita moderna, ovvero una città intera si blocca e si inchina al devastante potere scatenato da un dito di polvere bianca (che non sia coca). Viale Toselli diventa un’eterna fila su cui nemmeno Dylan Dog si arrischierebbe a indagare, la tangenziale cessa di esistere come entità ed espelle le creature viventi dal suo corpo martoriato come fossero muco fastidioso, la gente si rassegna a lasciar la vettura dove capita pensando “ehhh, ma le catene ce le ho, eh! Ce le ho! In garage, dove è giusto che stiano a dicembre, sennò mi si rovina tutta la Mini, tanto sarà che nevica?“, e così impedisce ai virtuosi previdenti (tipo me) di avviarsi verso casa.
    Se Lypsak vuole condurre se stessa e il Lurker sani e salvi ad Arezzo, deve prendere la strada alternativa in mezzo al nulla. Quattro ore, ma ci è andata molto meglio che ad altri. Almeno, niente coda.

  2. La Gnocca di Neve. Io e il Lurker non sapevamo che fare, bloccati ad Arezzo...

    Il giorno dopo c’è una cena in gioco di GRV organizzata dalle TdA  per la quale (o meglio: per il menù della quale) Lypsak si è sbattuta un sacco. Ovviamente, nonostante il luogo dell’evento sia – una volta tanto – accessibile a tutti e non sperso in mezzo alla tenebrosa boscaglia, molti non possono nemmeno uscire di casa. Quindi niente cena.

  3. Il frigo della casa di Lypsak a Montegiovi è pieno di provviste deperibili per la succitata cena. Esse non potranno essere cucinate e congelate perché fra il frigo e il Doblò del babbo di Lypsak ci sono 4 km x 40 cm di neve in salita. Il Comune preposto non sa da che parte farsi per liberare la strada. Due giorni dopo, fortunatamente, mentre il Comune ancora brancola (…) e noi siamo determinati ad andare su a piedi, notiamo con un’immensa gioia che un trattore privato ha liberato la via. Ma per un grosso pezzo di arista non ci sarà più niente da fare. E tutto il resto dovrà essere comunque consumato e i costi ammortizzati in qualche modo. Stendiamo un velo pietoso.
    C’è da dire che però i gatti hanno festeggiato molto.

Nonostante tutto il giramento di culo, a me la neve piace, lo dico e lo ripeto.
Non so come ciò sia possibile ma la adoro anche quando mi rompe le palle.
Abbiamo anche ricavato una pista per slittino, ma la curva parabolica alla fine ci indirizzava sempre e comunque contro un cumulo di calcinacci. Dovremmo studiarci su.

PAPPA!

Ecco l'antipastino del pranzo di Natale a casa di mia cugina...

Dei, quanto ho mangiato in queste feste. Il post precedente era solo l’inizio di una disordinata discesa verso l’abisso intestinale. Tanto che arrivata al presunto Cenone di San Silvestro (consumato davanti al caminetto perché da qualunque altra parte era tutto troppo caro) ero già bollita e incapace di mangiare qualcosa di più di un magro piattino di affettati e sottoli misti fatti in casa o giù di lì. E meno male che non avevamo prenotato da nessuna parte. Non avremmo mangiato una cippa.
E pensate che ancora adesso mica mi sono ripresa del tutto. Ma continuo a mangiare, mi mettono davanti cose troppo deliziose e invitanti per frenare la gola (che un giorno non troppo lontano mi ucciderà).

Ah! Evocare il ricordo del petto d’anatra sotto sale su fettine d’arancia e il lombo di tacchino su valeriana e melagrana, tutto fatto in casa… oh my. E i tortellini in brodo fatti a mano. E l’anatra all’arancia. E la testina di vitello. E il lesso con la salsa verde. E la galantina fatta in casa. E la macedonia favolosa. E poi ancora il rinsoprello con gli avanzi di Santo Stefano, che ha messo in difficoltà pure il Lurker. E la cenettina dalla Chiara con tanto di crostata alternativa (fatta deliziosamente da lei e da me solo assemblata in tralci e volute perché sono pazza). E il pranzo al ristorante a buffet sino-giapponese. E gli affettati della Bottega di Mario. E le visioni notturne di intestini furiosi in sciopero e stomaci esultanti seppur esalanti l’ultimo respiro. Per non parlare della derisione della bilancia. Oh cielo.

Ipsa crostata. Basta poco, a volte...

Basta, per oggi la chiudo qui. Troppe parole tutte insieme potrebbero nausearmi (e nausearVi) e poi magari non scriverei per altri due mesi.
E poi devo cucinare.

Dei, non ce la farò mai. Dite addio al mio basso ventre.

Se non ci risentiamo entro 10 giorni vuol dire che mi sono autodigerita.

Tanti Uguri!!!!

giovedì, dicembre 23rd, 2010

Ooooohhh, non ero sparita! Sono viva!

Avrei barattolate di roba da raccontare ma sono pigra, irrimediabilmente PIGRA!
(secondo me è l’influenza del lurker, oppure Dragon Age: Origins che fa danno) (che poi ho anche letto la Spada di Shannara e vorrei parlavervene) (una delusiooooone) (e invece finalmentew ho anche ritrovato il primo volume delle Leggende del Mondo Emerso e quindi finalmente sia io che la mi’ mamma possiamo leggercela) (che anche su questo ci sarebbe da dire) (o anche no) (e poi abbiamo provato le prime battute di Knights of Cydonia) (che ha il video più kitsch dell’universo) (che poi non fateci caso, ora sono felicemente ubriaca e mangio arancio condito e lychies o come si scrive) (che poi vivaaaa!!!! Auguri!!!!! se volete le ricette chiedete!!!!!) (pauaaaaaaaaa!!!!!)

Insomma auguri  a tutti!!!! Ma tanti tanti!!!!

PS: perché la musica di sottofondo è così meravigliosamente trash? PErché anche noi lo siamo!!! THEHOBBITSTHEHOBBITSTHEHOBBITSTHEHOBBITS – TO ISENGARD! TO ISENGARD! GARD! (è l’ebbrezza, è l’ebbrezza!)

Ripulimenta vitae

martedì, novembre 23rd, 2010

Cose positive fatte negli ultimi giorni:

1) Un seminario di canto tenuto da Maria Laura Bigliazzi, mia ex-compagna del corso di arrangiamento e composizione e grande esperta di gospel, seguito insieme al compagno di avventure. Ora, voi non lo sapete, ma questo è il sogno di una vita. In tanti anni dedicati alla musica, un minimo di educazione della voce mi mancava. Oh, beh, so tirar fuori gli armonici, un pochino, ma di qui a Demetrio Stratos la via è lunga. No, no, ci siamo divertiti, poi il Lurker ora va in giro ripassando motivetti gospel e parti che non ricorda bene ma l’importante è il pensiero, e queste son sempre cose. E gli esercizi di respirazione rilassano, non avrei mai pensato QUANTO!

2) Dragon Age Origin per pc. E’ vero, questo ha significato l’azzeramento della vita sociale, ma OH MY GOLDDDD…

3) Spazzare sotto il letto. E chi fra noi sa cosa significhi trovare talmente tante lane da poterci rinnovare i cuscini, non parlerà. Per pietà.

4) Staccare la spina da MG e dalle sue beghe. Tipo le bollette che arrivano il giorno dopo la scadenza, ma fortunatamente tu ti eri già insospettita e le avevi pagate già.

5) Montare la tenda a pannelli in mezzo alla stanza grande. Questa tenda qui accanto. Che impresa, lo sforzo congiunto e non continuativo di 4 persone circa.

Quanto alle cose negative… il punto 2 spiega già molte cose sul perché ho compicciato il meno possibile…

Le gioie della casilinghitudine

martedì, novembre 16th, 2010

Datemi un buon motivo per cui dovrei rimettere in ordine casa.



Il lavandino che implora clemenza non è un buon motivo.

Eppure novembre è.

domenica, novembre 7th, 2010

Domenica, finalmente. Una domenica passata a cazzeggiare, fare lavatrici, leggere Scott Pilgrim sul divano, cucinare la sorella minore della grande zucca e dimenticare per poche ore tutte le cose che continuano a martellarmi in testa.

Che di truffe non ne ho prese solo io, che i vicini di casa sanno essere molto molesti se ci si impegnano, che la gente può crearti molti problemi anche se tu non hai fatto niente per meritarteli. Che poi sono molto sensibile, e queste cose mi attanagliano il sonno, mi fanno svegliare di colpo la mattina, mi tormentano nei momenti più impensati.

Così oggi cerco di non pensare a nulla se non alle tazze glam che ora dimorano in una delle mensole del tè e a quello che ci ho messo dentro. Me le hanno portate Ninna, l’Orso e Rebecca martedì, quando sono venuti a pranzo in questa landa sperduta. Sarà che non ci vedevamo da troppo, sarà che è un periodino, ma avere ospiti così graditi alla tavola della mia casa mi ha fatto davvero piacere. Poco importa che dieci minuti dopo che erano partiti (sigh) mi si sia rotto il motore della lavastoviglie e mi si sia allagata la cucina. Poco importa che la £$%&£”^ sia una serpe velenosa e la sera me lo abbia dimostrato ampiamente. Poco importa.

E poi, venerdì dopotutto ho rivisto la mia cuginetta di Firenze. Che si sposa a giugno, ed è più piccina di me. E poi, sabato ero a Lucca per incontrare delle belle persone (tipo questa creatura soave qua accanto) che non vedevo da un bel po’ e anche quello è stato un momento topico. Ho ribeccato Impo, la mia figliola spirituale, gente folle da tutta Italia. Purtroppo non ho imbroccato Val, ma lo costringerò a una gita appenninica, prima o poi.

Mi piacerebbe molto raccontare di gente che veniva e che andava, di personaggi equivoci e di risate, o anche delle due ore per uscire da Lucca, del mal di piedi atavico, e del delirio affrontato per arrivare indenni al day after, ovvero quando con le Terre degli Angeli avremmo dovuto infestare tutto il borgo di Santa Mama (vicino ad Arezzo) per Halloween… anche quella una bella esperienza, nonostante le piogge torrenziali fino alle quattro del pomeriggio e la gente che arrivava alla spicciolata e che (beh, meglio) sembrava non accennare a smettere di farsi un giro.
Insomma, una bella conquista anche quella, un esperimento che è andato a buon fine. Però, ecco, mi piacerebbe essere dell’umore giusto per raccontare aneddoti, per lanciare qualche microaccidente a qualche ragazzino pestifero che (non) ha allietato la nostra performance, per gasarmi abbestia per quanto fatto/visto/mangiato (ahhhh, la trippa al sugo! I panini con la salsiccia calda! Le castagne con zucchero e grappa!). Invece niente. Cerco solo di pensare il meno possibile, di accarezzare di tanto in tanto la nuca del mio lurker di casa che le fasi finali di Final Fintasy X accanto a me, di sorseggiare il mio tè “Sweet Chili“, che vi consiglio caldamente perché è strabuono e stradelicato.

Ecco, nient’altro.
Poi magari domani sera l’incontro di “lavoro” (cosa sarà? ancora non lo so!) andrà a meraviglia, forse invece sarà un fake e quindi metterò quell’inserzione per fare la cuoca a domicilio, oppure la tipa di cui sopra continuerà a mandarmi sms minatori senza motivo, o anche niente di tutto questo.Che poi mercoledì sera non andrò alle prove, ma per un buon motivo visto che sarò insieme al mio matematico preferito (e al lurker, che in queste occasioni smette di essere lurker e quindi intangibile e mangia come un caimano con la benedizione di tutto l’Olimpo). Forse inizierò a scrivere il libro su cui sto arpeggiando in questi giorni.Ci sono cose al fuoco, alcune brutte e altre belle. Ma sono inquieta e non penso in modo lucido. Eppure,  sono convinta che tanta confusione non può non produrre qualcosina di positivo.
Forse.
O no?

Ah, i figlioli! Consolazione della vecchiaia!

martedì, ottobre 12th, 2010

No, no. Capiamoci. Niente linee preoccupanti sul test di gravidanza o cose così. Visnù (*) ce ne scampi e liberi.

Mi riferisco alla mia adorata zucca di 20 kg circa, coccolata tutta un’estate e infine colta venerdì scorso, per la gioia di grandi e piccini… alta praticamente la metà di me, la zuccona ha contribuito alla felicità pappereccia di tante persone, e ieri ne ho dato gli ultimi pezzetti al Kama, fortunello lui.

Ne ho anche congelata un bel po’, ma ahimé ho seguito le istruzioni di un sito che diceva di sbollentarla prima, e il risultato non è stato soddisfacente. Forse ho sbagliato qualcosa io, o forse più semplicemente congelare la roba bollita (quindi più acquosa) è più difficile che farlo con quella fresca. Per le prossime due zucche (perché la suprema ha due sorelline) lo saprò.

Ma perché tutte queste feste per una zucca? Primo, perché adoro la crema di zucca gialla (e sono anche bravina a farla), secondo perché mi vengono molto bene le torte salate con la zucca, il rigatino e il parmigiano, terzo perché spero di mangiare gli gnocchi di zucca fatti dall’Aba, quarto perché vorrei tanto tentare di fare i tortelli.
Ma che motivazioni sono queste?, diranno forse i miei preoccupati lettori qualora nutrissero ancora delle aspettative riguardo alle mie capacità mentali.
Lo sapete voi?, risponderei io in preda a un’irrefrenabile ilarità.

Che ci volete fare, è la primavera. (E’ autunno, idiota) (uh, già.)

*** *** ***

(*) L’altro giorno io e il mio lurker di fiducia abbiamo avuto un breve scambio d’opinioni sulla coerenza o l’incoerenza di dichiararsi agnostici. Facendo mie alcune sue perplessità, ma divertendomi anche a usale a sproposito un po’ qua e un po’ là, per non far torto a chi potrebbe anche esistere (a seconda di quale sia la definizione di “Dio” che si potrebbe dare) mi riferirò a turno a tutte le divinità/entità superiori disponibili, perché non si sa mai.

Keep yourself alive

martedì, ottobre 5th, 2010
Sissì, la cantavano pure i Queen negli anni Settanta, lo so.
Oh, un giorno da sola a casa e a parte trovare dodicimila annunci per lavori tipo callcenter (e ci sarebbe da fare un post lungo lungo al proposito, sì) non ho compicciato niente. Non ho nemmeno cucinato. Ho mangiato un po’ quel che era rimasto in dispensa (poco, maledizione, pochissimo!) e non è da me.
O meglio, è da me, visto che quando devo fare le cose per me stessa divento pigrissima.
Stasera per mettere in ordine la cucina ho dovuto costringermi a pensare che giovedì qualcuno ci avrebbe messo piede dentro, ed è carino arrivare a casa e non dover rimettere a posto il delirio (così ti puoi dedicare ad altro, nda) (zozza) (sì) (ma poi come!) (oggiù basta, s’è capito).
E dire che quando siamo in due partorisco cose del genere:

Che poi la ricetta del dolce (che chiamasi Torta Madeira, non si sa perché visto che non c’entra niente il liquore) l’abbiamo presa da un libro che ci ha regalato il grande Panca e il merito di averla sperimentata per primo sta proprio al Compagno Lurker. I lamponi invece vengono dal mio orto. Vi passerò la ricetta che è semplice ed efficace, fidatevi.

Basta, devo smettere di finire sempre a parlare di mangiare. Sembra che io non faccia altro tutto il giorno.  (…)

Insomma domani si ricomincia con la Peter Pan.
Devo finire i compiti di giapponese.
Mi fa male la schiena.
Niente Mostro di Pietralba.
Piove.
Il letto è più freddo del necessario.
Quindi vado a letto.
E leggo qualcosa di veramente sopra le righe (chissà se Val me lo conferma…).

Mangez, les enfants! Mangez!

venerdì, ottobre 1st, 2010

Che altro si può fare in giornate così grigie e umide, quando senti la scimmia che ti batte delicatamente sulla spalla per ricordarti che, se smetti di pensare a coccolarla, chiamerà i suoi amici sorci verdi e te li presenterà uno ad uno?

a) Fare l’amor
(sì, funziona benissimo, porta endorfine a iosa, ma nei prossimi giorni grigi e umidi in cui lui sarà a Siena a finire il sesto anno di Medicina e io a Arezzo a ciucciarmi i diti potrebbe esser difficile mettere in pratica la proposta)

b) Mangiare robine buone schifosamente dolci
(e questo mette d’accordo tutto il mercato ortofrutticolo asserragliato nel mio cervello: se mangiare golosità implica lo sforzo di dover cucinare e scegliere ingredienti buoni e sani o impiegare le risorse di stagione, mi sento meno in colpa e me la godo un sacco di più)

Mettendo quindi insieme questa ricetta (modificata con la scorza d’arancio al posto di quella di limone e un bel po’ di gocce di cioccolato) con un po’ di fichi appena colti spezzettati e poi brasati con zucchero e brandy, servendola con qualche delizioso tè speziato (tipo il Chai, o un buon tè alla cannella), si ottiene una gran bella merenda:

...ovviamente a prepararla per due ci si diverte di più...

Detta merenda può esser considerata un surrogato accettabile al punto a), anche se sarebbe di certo meglio unire i due punti e darsi al sesso alimentare.

E, non per vantarmi, ma su certe cose ci chiappo assaj.