Archive for the ‘fotoromanza’ Category

Londra-Parigi tout court!

lunedì, gennaio 9th, 2012

Eccomi, sono rientrata, e prima che torni ad affusolarmi sotto le coperte per ripigliarmi dall’impresa vi voglio fare una rapida cronaca del viaggio. Preparatevi, che sono 12 giorni di panico.

Day # 1/2 – La luuuunga notte

Come vi avevo precedentemente accennato, il mitico (?) duo deve prendere un aereo tipo alle 6.30 da Pisa. Impresa non facile, considerato che gli ultimi treni notturni arrivano in loco (e non in aeroporto, obviously) tipo all’una di notte. Allora i nostri due baldi giovani si armano di pazienza (e di euro, maledetti baristi pisani) e si recano nell’unico bar aperto vicino alla stazione dove per tipo 8+ euri ottengono un tè caldo, un caffé d’orzo e una pasterella. Il tè da solo costa 4,60 €, ladri infiniti.  Ma il posto è GLAM e noi siamo lessissimi. E ancora nemmeno siamo partiti… la nottata è lunga, ma la giornata che segue sarà campale…

 

Day # 1 – Finally landed

Dopo le solite (mie) scene di panico in aereo che ormai non preoccupano più nessuno a parte me e dopo la veglia forzata per motivi scaramantici (“Se mi addormento moriremo! MORIREMO TUTTI!!!”), io e il Lurker atterriamo e ci prepariamo a trascorrere svariate ore in giro coi bagagli in attesa del treno da Liverpool con il quale dovrebbero arrivare i nostri amici Kirsty e Anthony, che poi ci guideranno a casa loro… Girelliamo mezzi tronchi a Camden, dove siamo così provati e disorientati che a malapena riusciamo a trangugiare SOLO un misconosciuto piatto messicano (incredibile, nevvero? Ma ci siamo rifatti in seguito), ma i chilometri da macinare sono ancora così tanti che ogni tanto collassiamo ovunque si possa…


Dopo aver impiegato un tempo considerevole a cercare di capire che autobus ci serve per tornare verso il Tamigi, riusciamo a raggiungere Hyde Park nella speranza di metterci un po’ tranquilli e sonnecchiare sopra una panchina umida qualunque, basta che permetta un’inclinazione orizzontale… se non fosse che il posto è dominato da un luna park natalizio con una pista di ghiaccio da paura e un botto di gente, nonché la neve finta che cade da non si sa dove e tanti, tanti, tanti bambini. Proviamo a girellare un po’, ma con la valigia al seguito la cosa si fa controversa e pericolosa per i piedini degli infanti (il che va benissimo, bisogna che capiscano che la vita è dura fin da piccini XD) e per il mio equilibrio psico-fisico E la mia fedina penale.

Evitando miracolosamente l’attuazione di una colossale strage degli innocenti infine giungiamo a casa dei nostri anfitrioni: trattasi di appartamentino con autentica finestra sul cortile (interno) che meriterebbe un capitolo a sé (e ci sarà) in quanto posto bellissimo e tremendamente inglese… Da notare intanto che tutto l’ambiente è dominato dalla presenza di coloro che saranno i nostri compagni di stanza, sempre ammesso che non venga loro voglia di disfarsi di noi mentre dormiamo (il che è probabile, date le loro dimensioni). Ora che siamo giunti al termine della vacanza, devo ammettere che non so ancora perché ci abbiano lasciato in vita. Considerata l’assenza totale di fondo nei loro stomaci, credevo ci avessero mangiato prima di Capodanno. Stranissimo.

Day # 2 – I misteri di One Tree Hill

Poiché le delizie del viaggio ci hanno – per così dire – tritati fini fini, il giorno dopo ci facciamo una bella camminata intorno alla zona dove abitano i nostri splendidi ospiti; purtroppo per me il tour si svolge tipo a 300 km/h perché tutti tranne la sottoscritta sono muniti di gambe molto lunghe e io non posso far altro che arrancare nella loro scia… però apprendiamo la storia di Honor Oak (ma per ora non ve la racconto) e ci godiamo ampiamente il panorama, che merita un sacco… che mica penserete che Londra è solo la City, vero? Ah, ecco. Se non siete stati a Peckham e dintorni, non avete visto una s3ga. Diciamocelo. E comunque la sera Anthony cucina un riso buonissimo con le bietoline rosse, che io dovrei evitare come la peste, ma de qualcosa tanto tocca morì e a me piacciono così tanto… e poi sia mai che non mangio un riso FUCSIA.

 

Day #3 – Fallo al British!

Ok, ci siamo ripresi. Ci sono volute due notti ma alla fine eccoci pronti per finire di vedere il British Museum, tour iniziato due anni fa e mai completato. Ce la possiamo fare. Che ci mancava? Un piano intero? Ma… ma… oh beh. Iniziamo. Ci godiamo la vista di una delle stampe più antiche dell’Onda di Hokusai (sublime). Ci procacciamo il cibo (orientale) e lo sterminiamo sul gradino di un marciapiede.
Continuiamo. E troviamo dei falli.

La cosa non ci disturba affatto.

E comunque NON finiamo il tour manco stavolta. Magari alla terza… toccherà ritornare, via. Che sacrificio, guarda… e poi torte. Quiches. Figate.

 

Day #4 – L’insostenibile leggerezza di Soho

Si sapeva già, ma è bene ribadirlo: è pericoloso andare in giro per Londra. Ti sia attacca tantissima roba alle mani e non sai come mai. Soprattutto, MAI entrare in un grande magazzino londinese senza la consapevolezza di avere un conto in banca alle porte coi sassi. MAI. E’ la vostra unica salvezza, e a volte non è sufficiente.

Comunque, fra le cose che avevo interesse a procacciarmi (o meglio, fra quelle che mi posso permettere) trovo ciò: potrebbe sembrare un vezzo da dilettante, ma io spero proprio che rappresenti qualcosa di ben più che un hobby. Ma se ne riparlerà, spero. In ogni caso, dopo aver visitato svariati piani di un mega centro commericale di cui mi sfugge il nome ricolmo di DESIGN, scopriamo quant’è buono il fast food fatto bene  e ne gioiamo come ricci sulle spazzole, scofaniamo torte in quantità indecorose e giriamo come bimbi curiosi nei recessi dei negozi di Soho… ovviamente piove, ma poiché siamo in uno dei quartieri più fighi di Londra ci adeguiamo sfoggiando l’ultimo grido della moda: lo stile Dérelicte. Très chic.  (Se c’è in Zoolander, esiste. Punto.)


Ma mi sembra che siano già diversi capoversi che non vi parlo di cibo. Male, molto male. Perché la sera è il momento del ristorante indiano. Che bel momento… e che bella compagnia. E che bel cibo. E che bel pasto. E che… ok, avete capito.

 

Day #5 – New Year’s Eve Science

Prima che l’anno finisca, io e il Lurker facciamo una scappatina allo Science Museum che la volta precedente abbiamo dovuto totalmente bypassare… Contiamo di dargli una bella sgrossata visto che abbiamo una mattinata a disposizione, voglio di’, siamo bambini grandi, non è che abbisogniamo di – OMMIODDIOCHEBELLO! Ore, ore e ore ci avremmo passato dentro! E’ un paradiso! E’ meraviglioso! E’ un posto inquietante e stupendo! E’ pieno di giochi interattivi! E’ ciò che può trasformare un bambino normale in un giovane nerd DOC! Non che ne avessimo bisogno, ma… dei, migliaia di volte meglio di qualsiasi luna park… E non riusciamo a vederne che un’infinitesima parte, tutti presi a guardare TUTTO e a giocare con qualunque cosa…

Ma non possiamo schiantarci dentro il pomeriggio intero (e comunque servirebbe una settimana al ritmo in cui ci muoviamo affascinati e dondolanti in mezzo alle sale) perché c’è da preparare la cena di San Silvestro… Il menù è opera della padrona di casa, impareggiabile donnino di mondo: cannelloni (questi tirati a mano dall’immarcescibile duo di cui sopra), insalata di bufalino e arancia, fishcakes, caci vari e stilton a volontà (il Lurker l’ha sterminato con goduria quasi perversa) con biscotti adeguati da mangiarci insieme, hummus e salsine varie innumerevoli di cui una che ancora ricordo con amore… una mistura incredibile fatta da non so quale azienda cinese irreperibile nel territorio londinese (o, se sì, chissà dove). L’ho amata. Le ho giurato amore eterno. Mi ha distrutto le papille gustative, ma io l’ho amata tanto. Foreva.

 

Insomma, alla fine ci siamo sfondati (ma con garbo) e abbiamo guardato i fuochi dalla collina, mentre intorno a noi la gente cantava Auld Lang Syne briaca fradicia e cercava di far innalzare in volo le lanterne cinesi che puntualmente si incastravano in mezzo agli alberi bagnati… un bel modo di iniziare l’anno, è un’esperienza che vi consiglio caldamente, soprattutto se avete amici vecchi e nuovi accanto con cui sparare cazzate e un Lurker caldo e accogliente presso cui rifugiarsi quando tutti vanno a dormire e insieme al quale sognare di nuovi pranzi, nuove avventure e nuovi amici da incontrare sulla strada…

(fine della prima parte)

Di pirati e altre amenità

martedì, settembre 27th, 2011

Iniziamo quest’ennesimo inutile post con un paio di testimonianze:

Nella prima domenica di tempo brutto dopo un mese e mezzo di calura, proprio nel giorno in cui il centro era chiuso al traffico per invitare la gente a spostarsi a piedi e vivere la città, e in occasione della giornata mondiale del “Parla come un Pirata”, una sessantina abbondante di giovani sciamannati si sono agghindati al meglio delle loro possibilità e hanno dato l’assalto alla città, riversandosi lungo le strade dell’Arezzo vecchia, intonando canti marinareschi, azzuffandosi amichevolmente, arrembando turisti, cercando mappe del tesoro e via dicendo. Inutile dire che io ero lì in mezzo, perché quando si parla di fuffa non posso esimermi dal dare il mio contributo.

Peccato che la città era tristemente vuota.
Hai voglia te a limitare il traffico (e comunque qualche guascone passava uguale, chissà come mai) se poi lasci tutto lì. Non un’iniziativa, non un negozio aperto a parte i soliti, non uno stimolo, non una cippa.
Comunque, io mi so’ divertita, ho conosciuto gente, mi so’ fatta una passeggiata sbraitando senza che nessuno lo trovasse strano, sono stata insieme a molti cari amici. E’ vero che mi basta poco per essere contenta… ma me ne vanto e ne godo, tiè.

Momenti rari e preziosi, questi. Ora si va in una stagione che non promette poi molto di buono. Vediamo come procede fino a dicembre e cosa si combina con qualche laboratorio che ho in ballo… vediamo se riesco a vendere le mie creaturine… sto cucendo roba con gli scampoli e gli scarti che ho in casa, e devo dire che la cosa non mi sta venendo male…

…vediamo se il GRV può diventare un minimo remunerativo… sennò vediamo di trovare un altro lavoro. Del tutto. Cosa che mi dispiacerebbe, ma così non si va più avanti.

E vediamo se il Lurker domani si leva di torno gli ultimi due esami, e a dicembre la tesi, e poi… e poi, miseriaccia ladra, poi ci si vedrà sempre meno. Quest’estate siamo stati meravigliosamente gomito a gomito qui a casa, ma poi lui starà a Siena e io boh, vattelapesca. E sarà una faccenda lunga. Anni. L’idea non mi piace per niente, ma mi sa che o bere o affogare.

Son momenti di pensieri, e non tutti meravigliosi. Per questo poi quando tiri giù un catino dalle scale con dentro dei tappeti insieme alla tua amica bionda per spaventare il povero Lurker che studia al piano di sotto e ridi fino alle lacrime come una deficiente apprezzi enormemente l’attimo.

Son fugaci, gli attimi. Vanno coccolati. Come i diciotto gatti che circolano intorno a casa mia.

OH MY!

mercoledì, settembre 7th, 2011

Dei, e ora come faccio?
Come si fa a raccontare un mese intero di bei momenti, soprattutto senza l’ausilio di foto sufficienti?
Non si fa, ecco.

In primis, i Seminari Senesi di Siena Jazz. Per dare qualche info aggiuntiva a @La Prof, ecco, sì sono proprio seminari come quelli di Umbria Jazz, anzi, oserei dire meglio perché meno caotici (almeno rispetto a qualche annetto fa), molto intensivi e (ahimé) costosetti (500 cannoni). Però valgono la pena di esser fatti, soprattutto dopo l’introduzione della formula nuova. Pochi allievi molto selezionati, docenti italiani e stranieri di livello altissimo, uno staff di meravigliose creature ad assistere i partecipanti (e chi fra i presenti fa parte dello staff da 11 edizioni? XD). Se chi di dovere sganciasse più guadrini, sarebbero anche meglio. Ma tant’è, c’è la GRISI pure nella città di torri e campane (e…) anche se molti autoctoni sostengono il contrario, chissà su quali basi. Ma vabbeh.
Insomma belli, belli, belli. Bell’atmosfera, bell’esperienza anche se non da musicista, ogni anno è sempre meglio… e poi ci sono gli amici che vedi solo in quelle settimane lì, però è come essersi lasciati il giorno prima. Bello. Mi ripeterò: bello.

E in mezzo? La Festa dell’Unicorno a Vinci, con la sua bella Disfida dei Rituali, dove le TdA si sono classificate prime per la terza volta di seguito con questo spettacolo… e quest’anno anche io avevo contribuito in modo più attivo, componendo il coro che commentava la scena… Però tutto quel che vedete sul palco è opera dei matti furiosi che passano mesi interi a lavorarci su, e io li stimo un sacco, tutti.

Questo è il video che ci ha fatto qualcuno, ce n’è anche un altro in giro, ma la cosa che preferisco ricordare è stata la collaborazione fra tutte le associazioni partecipanti, soprattutto Alae Noctis e Angainor GRV, nostri cugini fiorentini virtuali e cari amici… è questo il modo in cui si dovrebbero fare le cose. Diversi ma uniti.

C'eravamo anche noi, Warhammer live e GRV Italia lì nel mezzo a festeggiare... una piazza intera a bere dalla stessa coppa XD

Poi il mare. Eh già! Ferragosto al mare a casa della meravigliosa Marghe, a sperimentare gurillai, stati di ebbrezza vari, fritto sulla spiaggia, brocche di salsina al cioccolato fuso (esiste un video in proposito, ma ancora non è stato rilasciato), coccodrilli e – soprattutto – sessioni di Star Trek con la plancia disegnata sulla sabbia. Amo chiunque abbia condiviso quei momenti, dando in seguito origine a perle di follia tipo questa:

(@La Prof, ti lascio serenamente Kirk perché dalla prima alla terza serie ha messo su 15 chili… in compenso, una pigiatina a Spock…)

Son soddisfazioni, eh.

E poi gli ospiti! i graditi ospiti! Mi son goduta tre giorni di totale cazzeggio a causa del caldo in compagnia di Ninna e l’Orso, e se dico cazzeggio credetemi, era PURO cazzeggio.

E infine? Infine il Conclave. Voi lo sapete ormai cos’è, sì? Quei tre giorni di gioco di ruolo dal vivo tanto cari al mio cuore e a quello delle TdA… ogni anno si ripete il miracolo… questo, peraltro, è stato l’ultimo Conclave di questa campagna, e l’ultimo in cui io e il Lurker abbiamo indossato i panni dei due sballottatissimi conti di Alemar… credetemi, ho un po’ di lacrimuccia  a pensarci… anche se la campagna finirà a giugno (e da settembre partiremo coi nuovi personaggi giocanti e non e una nuova locazione in cui dar vita a nuove storie) e avremo quindi altre occasioni per interpretare Ullian e Katrinalea Goska, non avete idea di quanto uno possa affezionarsi anche a un personaggio non giocante… E mentre sono qui che frignaccolo e penso a quanto sto bene con questa gente malata che impiega il suo tempo libero e parte della sua vita sociale per concepire e realizzare nuove sfide per l’associazione, vi lascio qualche foto da masticare…

Belle, queste sono due persone belle.

Charlie's Angels? Sajal's Angels? Mah. :)

La Megera del Futuro (moi) che cerca chissà cosa. Occhi, si presume.

MacFarda (toujours moi), colei che sputa miele (!?!) e una Kasumi modalità WTF????

Alemaaaaaar!!!!

Ma quanto è cazzuta Isadora Strichetti, Gran Sinisciallo, ehm, Saniscalzo, no, Siniscallo, no... oh, beh, CAPITANO.

Il losco figuro sullo sfondo è un fotobomber, ma non oserei mai contraddirlo.

Eh, sì. Mi mancherà molto tutto questo. Soprattutto la violenza legalizzata contro il Lurker…

Riepilogo

martedì, marzo 8th, 2011

HA! Eccomi.
Dovrei aggiornarvi, come sempre, di migliaia di cose. Ma sarà dura.
Facciamolo in modo randomico, via.

LA SETTIMANA ENIMMISTICA
Dedicato ai solutori più abili, ecco un quiz rompicapo che li terrà incollati al monitor! La domanda è: A COSA SERVONO QUESTI AGGEGGI? (La soluzione a pag. 46)

Il GRV FA MALE!
Si è concluso domenica il Convivio d’Inverno, dopo svariati giorni di gioco e preparazione… è inquietante tutte le volte notare come passa veloce il tempo quando sei impegnato in un altro mondo, anzi, in un mondo “altro”… è anche un po’ deprimente constatare che la tua mente si rifiuta in modo categorico di tornare alle cose di tutti i giorni (il precariato, ad esempio) e piuttosto preferirebbe essere ancora lì a occuparsi di plot che iniziano e che finiscono, di quantità di ragù che non ti convincono, di sogni che ti ossessionano (Ago lasciami in paceeeeee!!!! cit.), di vestiti fradici di fango, di pg che piangono dietro la maschera, di complotti contro principi oscuri e puccettosi…

Non ho foto per il momento (CRISTINAAAAAAAAAAAAAaaaaaAAAAAaaaa…) ma vi butto qua il filmato introduttivo all’evento (colui che ci ha perso tempo per farlo si vede nell’ultima inquadratura, adoratelo come gli si conviene!) realizzato con i filmati dell’anno scorso… Come fa a non mancarti una cosa così…?

THE LAST ONE
A febbraio c’è stato l’ultimo laboratorio al Museo per Bambini.
No, via, non l’ultimo della Peter Pan, che prosegue gagliarda (speriamo per parecchio) e realizza scenografie per i suoi concerti (beccatevi anche una foto, va’).
M’è dispiaciuto, proprio tanto. Non tanto per il fatto che ora mi devo ingegnare per sbarcare il lunario dei prossimi mesi (e tanto toccava comunque), ma perché coi ragazzi di III elementare venivano fuori cose troppo demenziali. La storia di Ganesha e il topolino (che purtroppo in giro non ho trovato, ve la racconterò prima o poi) riserva sempre delle sorprese e, aspetto da non sottovalutare, mi faceva perdere ogni volta almeno un chilo. Già, a questo proprosito…

SONO UN BAMBINO GRAAASSO
Faccio mia l’espressione di Pj perché mai cosa detta fu più vera. Sono sopra di troppi chili e ieri, riguardando le foto dei live di qualche anno fa, mi sono accorta che stavo molto, molto, molto meglio. Ma molto, eh. Roba da poter recuperare un intero guardaroba. Nel 2004-5 ondeggiavo fra i 58 e i 62. Ora sono stabile sui 73. Non va bene. Non si vede tanto, ma non va bene.
Ora, mi è impossibile mangiare meno e meglio di così. Ergo l’unica soluzione possibile è fare movimento.
OMG.
Dei del fitness, sostenetemi.

RICORRENZE
Buon compleanno. Quanti anni sono passati, 28? E’ roba. E’ tanta roba.
Eppure a te ci penso spesso. Nonostante tutto quel che è stato fatto per farsene una ragione, ci penso.
Di solito è in questo momento che penso seriamente che da qualche parte si debba andare. Altrimenti non sarei qui a farti gli auguri.

E il buffo è che oggi fanno tutti gli auguri a me. Dovremmo essere insieme a festeggiare. Dovremmo.

Ok, ho concluso, per il momento. Ma magari vien fuori qualche cosa e scrivo prima, stavolta. Tanto il lurker è a Siena… (Sigh, il lurker è a Siena, e io no.)

Mhhh.

martedì, gennaio 4th, 2011

Oh, sì, sì, eccomi.

Mentre il lurker se ne sta qui accanto a me a scrivere i plot per il Convivio (sempre roba da nerd, nda), io scrivo.

Uhmmmm, quanto tempo è passato dall’ultimo post scritto non in stato di ebbrezza? Perché non sto raccontando niente? Perché non vi tedio con un fiume di parole come ho sempre fatto?
Lasciamo le risposte altrove.
Sarà anche che – incredibile - WordPress mi ha cancellato mezzo post mentre lo scrivevo. E proprio lì – STIO’!!! – mi ha salvato automaticamente la bozza. Un brivido mi corre lungo la schiena a pensare che siamo di nuovo ai tempi di Splainder, gli dei lo strafulminino. Ma non pensiamoci.
Rifacciamoci invece del tempo perduto. Partiamo da qualche parte.

NEVE!

Secondo voi QUANDO, sottolineo, QUANDO gli dei della temperatura atmosferica potevano decidere di inviare su questa valle di lacrime una quarantina di centimentri di neve? Quando, nonostante le mie invocazioni puntuali e precise scaglionate durante tutto l’anno solare? Quando?
Ovviamente, quando tutte le seguenti variabili si presentano contemporaneamente:

  1. Qui siamo vicino a via Nenni, dove sta il Lurker... più guardo alla foto e più non riconosco il posto :)

    Lypsak si trova a Siena. E trovarsi a Siena quando nevica significa assistere a uno dei misteriosi miracoli della vita moderna, ovvero una città intera si blocca e si inchina al devastante potere scatenato da un dito di polvere bianca (che non sia coca). Viale Toselli diventa un’eterna fila su cui nemmeno Dylan Dog si arrischierebbe a indagare, la tangenziale cessa di esistere come entità ed espelle le creature viventi dal suo corpo martoriato come fossero muco fastidioso, la gente si rassegna a lasciar la vettura dove capita pensando “ehhh, ma le catene ce le ho, eh! Ce le ho! In garage, dove è giusto che stiano a dicembre, sennò mi si rovina tutta la Mini, tanto sarà che nevica?“, e così impedisce ai virtuosi previdenti (tipo me) di avviarsi verso casa.
    Se Lypsak vuole condurre se stessa e il Lurker sani e salvi ad Arezzo, deve prendere la strada alternativa in mezzo al nulla. Quattro ore, ma ci è andata molto meglio che ad altri. Almeno, niente coda.

  2. La Gnocca di Neve. Io e il Lurker non sapevamo che fare, bloccati ad Arezzo...

    Il giorno dopo c’è una cena in gioco di GRV organizzata dalle TdA  per la quale (o meglio: per il menù della quale) Lypsak si è sbattuta un sacco. Ovviamente, nonostante il luogo dell’evento sia – una volta tanto – accessibile a tutti e non sperso in mezzo alla tenebrosa boscaglia, molti non possono nemmeno uscire di casa. Quindi niente cena.

  3. Il frigo della casa di Lypsak a Montegiovi è pieno di provviste deperibili per la succitata cena. Esse non potranno essere cucinate e congelate perché fra il frigo e il Doblò del babbo di Lypsak ci sono 4 km x 40 cm di neve in salita. Il Comune preposto non sa da che parte farsi per liberare la strada. Due giorni dopo, fortunatamente, mentre il Comune ancora brancola (…) e noi siamo determinati ad andare su a piedi, notiamo con un’immensa gioia che un trattore privato ha liberato la via. Ma per un grosso pezzo di arista non ci sarà più niente da fare. E tutto il resto dovrà essere comunque consumato e i costi ammortizzati in qualche modo. Stendiamo un velo pietoso.
    C’è da dire che però i gatti hanno festeggiato molto.

Nonostante tutto il giramento di culo, a me la neve piace, lo dico e lo ripeto.
Non so come ciò sia possibile ma la adoro anche quando mi rompe le palle.
Abbiamo anche ricavato una pista per slittino, ma la curva parabolica alla fine ci indirizzava sempre e comunque contro un cumulo di calcinacci. Dovremmo studiarci su.

PAPPA!

Ecco l'antipastino del pranzo di Natale a casa di mia cugina...

Dei, quanto ho mangiato in queste feste. Il post precedente era solo l’inizio di una disordinata discesa verso l’abisso intestinale. Tanto che arrivata al presunto Cenone di San Silvestro (consumato davanti al caminetto perché da qualunque altra parte era tutto troppo caro) ero già bollita e incapace di mangiare qualcosa di più di un magro piattino di affettati e sottoli misti fatti in casa o giù di lì. E meno male che non avevamo prenotato da nessuna parte. Non avremmo mangiato una cippa.
E pensate che ancora adesso mica mi sono ripresa del tutto. Ma continuo a mangiare, mi mettono davanti cose troppo deliziose e invitanti per frenare la gola (che un giorno non troppo lontano mi ucciderà).

Ah! Evocare il ricordo del petto d’anatra sotto sale su fettine d’arancia e il lombo di tacchino su valeriana e melagrana, tutto fatto in casa… oh my. E i tortellini in brodo fatti a mano. E l’anatra all’arancia. E la testina di vitello. E il lesso con la salsa verde. E la galantina fatta in casa. E la macedonia favolosa. E poi ancora il rinsoprello con gli avanzi di Santo Stefano, che ha messo in difficoltà pure il Lurker. E la cenettina dalla Chiara con tanto di crostata alternativa (fatta deliziosamente da lei e da me solo assemblata in tralci e volute perché sono pazza). E il pranzo al ristorante a buffet sino-giapponese. E gli affettati della Bottega di Mario. E le visioni notturne di intestini furiosi in sciopero e stomaci esultanti seppur esalanti l’ultimo respiro. Per non parlare della derisione della bilancia. Oh cielo.

Ipsa crostata. Basta poco, a volte...

Basta, per oggi la chiudo qui. Troppe parole tutte insieme potrebbero nausearmi (e nausearVi) e poi magari non scriverei per altri due mesi.
E poi devo cucinare.

Dei, non ce la farò mai. Dite addio al mio basso ventre.

Se non ci risentiamo entro 10 giorni vuol dire che mi sono autodigerita.

Routine. O ruotina.

mercoledì, settembre 22nd, 2010

Ehhh, qui ‘un se fa pari! O, per dirla ancora più grezza, qui ‘un s’arguvisce!

Insomma, dopo le vacanze (vacanze? O quali? ah, sì sì! Sembra siano passati du’ anni! Me ce ne vorrebbero dell’altre…) venne il Conclave, che non ha niente a che fare con il pretame vario ma trattasi di un evento di gioco di ruolo dal vivo… anzi, un gran bell’evento… anzi, una gran bella taverna (cit., ma solo per intenditori).

Visto che di cose da dire ce ne sarebbero un secchio ma non avrebbero alcun significato per voi che leggete, mi limiterò a lanciare il giochino “Trova la Lyppa”. Vince chi riconosce la vostra amata (…) scribacchina in più foto ridicole. E un premio speciale a chi identifica anche il poro Noctulio… Pronti? cominciamo!

Foto 1, ovvero Gente Che Porta Rogna Alla Riscossa

Foto 2, ovvero Eh Sì, Qui C'è Un Bel Po' Di Gente! (Bonus speciale a chi rintraccia anche il vecchio Dahal!)

Foto 3, ovvero E Qui Si Va Sul Difficile!

Dai, dai che ce la fate! Purtroppo mi manca un’importante trasformazione di cui mi piacerebbe farvi avere un video, ma ogni cosa a suo tempo…

Mi rendo conto comunque che seguire le vicende di questo gruppetto di dannati sia complicato, quindi vi metterò qui un breve promemoria, anch’esso opera mia e del poro Noctulio… quando avete tempo dateci un’occhiata… O anche no, eh!

Ma a parte questo, che posso dirvi? Che la vita è ricominciata nel suo solito delirio, che se non trovo un altro lavoro non arrivo a fine mese, che sono sempre molto cazzeggiatrice e quindi non so no nemmeno cosa cercare, che mi strafogo di fichi verdini e che la mia postazione qua è molto comoda.

Uh, e che qui ormai è pieno di inquilini. Vorrò vedere d’inverno che banda sarà. Per ora ne ho contati circa tredici.

Insomma, life goes by.

Ma se qualcuno di voi mi inventa un lavoro gliene sarò eternamente grata.

E per dimostrarvi la mia buona fede vi do la ricetta delle sarde alla Castiglionese. E poi ‘un dite che ‘un vi voglio bene.

Other worlds

domenica, settembre 19th, 2010



Conclave 2010 – preview

Inserito originariamente da Lypsak

Lo so, lo so, è da un bel po’ che non vengo a trovarvi, maledizione.
Come potete notare, però, ho avuto un paio di cose da fare.

Stay tuned per nuove sconcertanti rivelazioni (macché).

Mare mare mmmano

lunedì, settembre 6th, 2010

Ecco, e invece questo è il primo post che scrivo dalla mia novella postazione (che non mancherò di mostrarvi quando sarà diventata accettabile esteticamente)… e devo dire che ci si sta ben comodi, ho tutte le mie cosine di un tempo più una disposizione più nuova e funzionale, più tutta la pace di cui potrei aver bisogno per partorire ca$$ate immani da sottoporre alla vostra pazienza. L’unica cosa che ancora mi manca è l’uso del famoso indice della mano sinistra, ma si spera che prima o poi tornerà al 100% pure quello…

Cosa ho fatto in questi giorni? A parte sistemare roba e incasinarne altra, intendo… Beh, strano ma vero, ma sono stata al mare! Ben TRE giorni! E non ha nemmeno piovuto! That’s incredible!

Ne avevo bisogno, ve lo immaginerete. Oddio, in realtà ho sempre bisogno di scappare altrove, anzi, bisognerebbe vivessi sempre da un’altra parte, ma poi alla fine l’altra parte diventerebbe come questa parte, i ruoli si scambierebbero e io vorrei ritornare a casa… (e ciò dimostra che l’effetto benefico del mare si è del tutto esaurito nel giro di pochi giorni, se mai c’è stato del tutto XD)

Ecco un baldo giovane alle prese con un rappresentante della fauna locale della Cerreta, impietrito per la somiglianza condivisa con il sopracitato giovine. Per il tonnellaggio, essenzialmente. XD

Ma andiamo per ordine: innanzitutto io e il mio immancabile compagno di tante avventure e idiozie partiamo prestino muniti di Melanzana Isterica (la mia Panda viola a metano, per chi si fosse messo in ascolto solo adesso) alla volta del barrino della Cerreta lungo la Siena-Grosseto. A qualcuno potrebbe venire il dubbio che in realtà ci spostiamo unicamente per nutrirci e non sarò certo io a dissipare le nebbie su quest’incresciosa questione. Comunque, dopo esserci rifocillati con un panino (io) con porchetta fredda – come usa in Maremma – e (lui) col salame toscano, giungiamo a Castiglione della Pescaia (GR), dove facciamo tappa (1 di 3) alla Volpe Ghiotta, rosticceria-pizzeria di cui ho già cantato le lodi migliaia di altre volte.
Ivi ci procacciamo il pranzo, e poi via al Camping Rosmarina (di cui già vi dissi qua) a montare la nostra tendina e a rifocillarci…
Poi, finalmente ci piazziamo al mare con un ombrellone storico che non veniva riaperto da circa 13 anni… e lì il dramma: era una giornata di vento immane e chi conosce la zona sa che non sto usando aggettivi a caso. Questo significa che nel giro di 10 minuti l’ombrellone già esalava il suo ultimo respiro andandosi a schiantare contro una coppia di pacifici villeggianti intenti a amoreggiare con i quali ci siamo scusati a profusione dopo un’inutile corsa per riacchiappare il fuggitivo.
Oltre al freddo e alla sabbia che ci sferzava le ciccie senza pietà torturandoci, la sottoscritta ha infierito ulteriormente commettendo un tragico errore nel dare la crema solare al suo collega: infatti, visto che era nuvoloso e il sole non picchiava nemmen quel che bastava per scaldarti i piedi, la vostra Lyppa è andata giù liscia, mettendogli la crema solo sulle spalle e ripulendo a caso la mano sul resto della schiena. Di tanto in tanto il povero virgulto veniva controllato perché non si rosolasse troppo… e di fatto stava andando tutto benissimo finché non è stata l’ora di fare il bagno fra le onde belle alte. Oh, già, sì, avrei dovuto immaginarlo. Il sole riflesso, star sempre col busto fuori dall’acqua, l’acchiappar le onde come due pischellotti fregandosene di tutto il resto… morale della favola?
Il poro Noctulio aveva (ha tutt’ora) la schiena a chiazze rosse (in basso), bianche (ovunque, a forma di dita e mano) e rosate (in alto, dove la crema aveva fatto il suo porco dovere). Oggi, una settimana esatta dopo, son lì che lo guardo e non so se ridere o scusarmi ancora…
Comunque la sera prima di cena la passiamo a passeggiare e a far foto sequenziali al tramonto (che infilerò su Flickr appena mi ricordo di farlo) e, soprattutto, a collassare a letto.

Collassare a letto è una parte importante, del resto, perché la mattina dopo abbiamo intenzione di camminare via spiaggia da Marina a Castiglioni. Tempo stimato se uno non si distrae e con le scarpe: due ore. Tempo impiegato da due deficienti (di cui una con l’intestino in subbuglio) fancazzisti ambitissimi dai tafani? Tre ore. Dignitoso, via.

Eccole, qui quasi c'eravamo... con gli immancabili pomodorini di Montegiovi, per tutta l'estate ho mangiato altro che quelli e fiori di zucca... ma questa è un'altra storia...

Dopo aver fatto il bagno (OVVIO) e aver raggiunto il centro della cittadina, ci rechiamo in una splendida panetteria (su suggerimento del proprietario della Volpe Ghiotta, che ne sa a pacchi) a far man bassa di schiacciata e poi al mercatino dentro al parcheggio lungo il molo dove prendiamo quasi un chilo di sarde appena pescate. Il pescivendolo, che mi pare si chiamasse Mauro, ci ha poi dato una dritta per cucinarle che troverete prima possibile fra le ricette, ma intanto vi dico che cucinate fresche così su un fornelletto a gas alla povera son davvero una raffinatezza da provare…

Chi sarà mai? Il Diàvvelo? L'Amico del Diàvvelo? solo Fabietti ha la risposta (cripitca, eh?)

Durante il pomeriggio siamo di nuovo assediati dal vento, ma attendiamo fino al tramonto per fare il bagno… e devo dire che ne vale la pena. Provare per credere. (Lieve velo di sàspens) Segue apericena (alle 21.30…) alla Locanda dei Briganti e un bel gelatino alla Gelateria Da Carla e poi nanne.

Il giorno dopo è di tutto riposo, totale e stravaccante riposo. Per riequilibrare, capite. Ma non ci esimiamo dall’essere sempre creativi e artistici. Infatti ci divertiamo a scandalizzare grandi e piccini con strane creature sataniche di sabbia, nella speranza che i loro sogni siano perennemente turbati dalla nostra perfidia (macché). La giornata, una volta tanto, è mite e dà tanta soddisfazione, ma purtroppo il mare è pieno di alghe, accidentallui.

La sera invece torniamo alla Volpe Ghiotta (2 di 3), sbafiamo una pizza direi davvero OTTIMA (e per farlo dire a me che, anche se ho lavorato in pizzeria tanti anni, non è che ci vada poi pazza…), cazzeggiamo in giro godendoci il desàin che non ha risparmiato nemmeno questo tranquillo angolo di Maremma e poi (ti parrà?) nanne, che la mattina si riparte. Non senza prima aver fatto un altro bagno (in cui l’uomo del mio còr si becca una bella medusa, alé! E proprio sulla parte rossa della schiena, rialé!) e aver pranzato all’ombra della Volpe Ghiotta (3 di 3), con un po’ di malinconia. Poi gitarella a Sant’Antimo (ah, i capitelli romanici!) e a Pienza (ah, l’odore tremendo di cacio ovunque!), e a letto praticamente senza cena, tanto ci eravamo mangiati un chilo di schiacciata della famosa panetteria per merenda…

Insomma è andata. E’ andata ma tornata a casa ho avuto da farne mille. Tra cui cucinare per il Conclave del Regno Eterno, che forse qualcuno di voi ricorderà che roba sia. Eh, sì, meno male che però c’è chi mi dà sempre una mano:

Eccoli bellini loro, a intrugliare per fare le polpette al forno!!!

Vabbeh, oggi l’ho fatta lunga. Smaltite questo post, intanto che io mi getto a capofitto in un’altra settimana da paura… Ci si risente presto!

“Con la giooooia nel cuore!”

mercoledì, agosto 11th, 2010

Ok, basta gézz! Fine del gézz! Mòri gézz!!! So’ finiti i Seminari!!!

Peccato, però. E’ stato davvero divertente, nonostante la stanchezza da catorcio che mi contraddistingue sempre e comunque. Vorrei mostrarvi più foto, ma una certa persona (di nome Gabriella, e spero che prima o poi legga qua XD) che le scatta regolarmente ancora non mi ha fatto avere quelle dei precedenti 10 anni, quindi penso di aver perso ogni speranza.

Meno male che Feisbuk provvede, talvolta.

Peccato per il triplo mento che prmai non mi scrollo più di dosso, comunque questa era la sera finale del seminario, e con me e Noctulio (anche lui tirato dentro nel vortice dello schiavismo gézz) ci sono niente meno che David Romanello (che ha ampiamente ambito alla palma d’oro del seminarista straniero più simpatico dell’anno, e soprattutto assomiglia tantissimo a un amico inglese) e il Compagno dei Bis(h)cotti, colui che si è sbafato la metà dei dolcetti della vittoria esibiti in segreteria…

Aspettate, forse sto correndo troppo. Vittoria, quale vittoria?

Eh eh eh.

* attenzione: ivi inizia una lunga tirata di autoincensamento selvaggio *

Gioite, popolo. Oltre che il gézz, che è sempre un’esperienza corroborante (soprattutto per la presenza degli altri schiavi gézz, ma soprattutto delle donne del gézz, di cui si parlerà SE e QUANDO avremo foto da mostrare – GU!), il 25 luglio l’associazione Terre degli Angeli ha vinto (no, in realtà stravinto) per il secondo anno di fila la Disfida dei Rituali alla Festa dell’Unicorno di Vinci, e chi fra di voi è un maledetto geek giocatore di ruolo sa di cosa parlo… Io in verità ho avuto un ruolo marginale in tutto questo (cioè, suonavo un timpano), invece c’è gente che ha tirato fuori unghie, denti, anima, trucchi allucinanti, oggetti scenici da paura, effetti speciali da brivido… però mi so’ messa  a frignare come se avessi partorito tre gemelli. Empatia comunitaria, non so che dirvi. Insomma, esticazzi, è stata una roba davvero… come dire… PAAAAAAHHH!!
E devo ammettere che ero pure dubbiosa. Il che di solito porta bene. Infatti…

Se volete saperne di più, il nostro esymio presidente ha scritto qualcosa in proposito qui corredandolo di foto, ma prima o poi vi posto il video, promesso. Intanto, questo è un assaggino…

Sì, lui è il mio compagno di viaggio. O almeno, una delle sue personalità molteplici. Però di norma ha meno mento. E i capelli sono DAVVERO i suoi, niente parrucca. Ah, come glieli avevo cotonati bene...

L'Esymio Presidente nei panni del Malocapro, e da qualche parte dietro di lui anche me stessa medesima...

Mastro Pidoni ovvero l'uomo intronato alle ore 22. Lo stavano truccando dalle 15.30. Un martire.

Insomma. Eccoci. Ce l’abbiamo fatta. E intorno a noi c’era così tanta gente bella (e non banalmente “bella gente”) a gioire insieme a noi della vittoria che davvero a pensarci mi ripigliano i lacrimoni. E’ raro che dopo otto anni di cazzi e smazzi un’associazione di GRV riesca ancora a costruire roba del genere e a trascinare gli altri nei suoi deliri. E invece… Son soddisfazioni, non immaginate quanto grandi. O forse sì, lo immaginate, non so… :)

* fine autoincensamento selvaggio *

E quindi son tornata a casa. Ho anche avuto il tempo di andare a festeggiare al miglior ristorante giapponese di Arezzo (lo Zen in via L. Leoni, per chi non lo sapesse, anche se i gestori sono taiwanesi) una ricorrenza seppellita sotto chili di grv e gézz. Dei, che gioia andare fuori a cena e non badare a spese, e fregarsene se il conto raggiunge le 30 euro! (Ché magari per voi è una cosa normale, ma per noi coppiola di spiantati è un evento unico!)

E poi stamattina ho fatto l’ecografia ai reni e ho scoperto di avere due calcoli grossi come grani di pepe in agguato, più un soffice strato di renella formatosi probabilmente nel giro di un mese e mezzo. Più – perché le buone notizie viaggiano tutte appiccicate l’una all’altra – il legittimo sospetto che siano calcoli non derivanti da alimenti in particolare, e quindi che si formeranno qualsiasi cosa io mangi o beva, indipendentemente da quanto ci starò attenta. Posso solo bere, bere e bere. E incrociare le dita.

E vabbeh.

A parte questo, e a parte il fatto che anche quest’anno niente vacanze serie estive, direi che la bilancia pende verso le cose positive.

PER ORA. (Scaramanzia portami via)

Tre cose a caso

mercoledì, luglio 7th, 2010

Una cosa gustosa.

Una cosa ridicola.


Una cosa orribile.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/07/news/aquila_corteo-5446113/?ref=HREA-1