Archive for the ‘mondo altro’ Category

OH MY!

mercoledì, settembre 7th, 2011

Dei, e ora come faccio?
Come si fa a raccontare un mese intero di bei momenti, soprattutto senza l’ausilio di foto sufficienti?
Non si fa, ecco.

In primis, i Seminari Senesi di Siena Jazz. Per dare qualche info aggiuntiva a @La Prof, ecco, sì sono proprio seminari come quelli di Umbria Jazz, anzi, oserei dire meglio perché meno caotici (almeno rispetto a qualche annetto fa), molto intensivi e (ahimé) costosetti (500 cannoni). Però valgono la pena di esser fatti, soprattutto dopo l’introduzione della formula nuova. Pochi allievi molto selezionati, docenti italiani e stranieri di livello altissimo, uno staff di meravigliose creature ad assistere i partecipanti (e chi fra i presenti fa parte dello staff da 11 edizioni? XD). Se chi di dovere sganciasse più guadrini, sarebbero anche meglio. Ma tant’è, c’è la GRISI pure nella città di torri e campane (e…) anche se molti autoctoni sostengono il contrario, chissà su quali basi. Ma vabbeh.
Insomma belli, belli, belli. Bell’atmosfera, bell’esperienza anche se non da musicista, ogni anno è sempre meglio… e poi ci sono gli amici che vedi solo in quelle settimane lì, però è come essersi lasciati il giorno prima. Bello. Mi ripeterò: bello.

E in mezzo? La Festa dell’Unicorno a Vinci, con la sua bella Disfida dei Rituali, dove le TdA si sono classificate prime per la terza volta di seguito con questo spettacolo… e quest’anno anche io avevo contribuito in modo più attivo, componendo il coro che commentava la scena… Però tutto quel che vedete sul palco è opera dei matti furiosi che passano mesi interi a lavorarci su, e io li stimo un sacco, tutti.

Questo è il video che ci ha fatto qualcuno, ce n’è anche un altro in giro, ma la cosa che preferisco ricordare è stata la collaborazione fra tutte le associazioni partecipanti, soprattutto Alae Noctis e Angainor GRV, nostri cugini fiorentini virtuali e cari amici… è questo il modo in cui si dovrebbero fare le cose. Diversi ma uniti.

C'eravamo anche noi, Warhammer live e GRV Italia lì nel mezzo a festeggiare... una piazza intera a bere dalla stessa coppa XD

Poi il mare. Eh già! Ferragosto al mare a casa della meravigliosa Marghe, a sperimentare gurillai, stati di ebbrezza vari, fritto sulla spiaggia, brocche di salsina al cioccolato fuso (esiste un video in proposito, ma ancora non è stato rilasciato), coccodrilli e – soprattutto – sessioni di Star Trek con la plancia disegnata sulla sabbia. Amo chiunque abbia condiviso quei momenti, dando in seguito origine a perle di follia tipo questa:

(@La Prof, ti lascio serenamente Kirk perché dalla prima alla terza serie ha messo su 15 chili… in compenso, una pigiatina a Spock…)

Son soddisfazioni, eh.

E poi gli ospiti! i graditi ospiti! Mi son goduta tre giorni di totale cazzeggio a causa del caldo in compagnia di Ninna e l’Orso, e se dico cazzeggio credetemi, era PURO cazzeggio.

E infine? Infine il Conclave. Voi lo sapete ormai cos’è, sì? Quei tre giorni di gioco di ruolo dal vivo tanto cari al mio cuore e a quello delle TdA… ogni anno si ripete il miracolo… questo, peraltro, è stato l’ultimo Conclave di questa campagna, e l’ultimo in cui io e il Lurker abbiamo indossato i panni dei due sballottatissimi conti di Alemar… credetemi, ho un po’ di lacrimuccia  a pensarci… anche se la campagna finirà a giugno (e da settembre partiremo coi nuovi personaggi giocanti e non e una nuova locazione in cui dar vita a nuove storie) e avremo quindi altre occasioni per interpretare Ullian e Katrinalea Goska, non avete idea di quanto uno possa affezionarsi anche a un personaggio non giocante… E mentre sono qui che frignaccolo e penso a quanto sto bene con questa gente malata che impiega il suo tempo libero e parte della sua vita sociale per concepire e realizzare nuove sfide per l’associazione, vi lascio qualche foto da masticare…

Belle, queste sono due persone belle.

Charlie's Angels? Sajal's Angels? Mah. :)

La Megera del Futuro (moi) che cerca chissà cosa. Occhi, si presume.

MacFarda (toujours moi), colei che sputa miele (!?!) e una Kasumi modalità WTF????

Alemaaaaaar!!!!

Ma quanto è cazzuta Isadora Strichetti, Gran Sinisciallo, ehm, Saniscalzo, no, Siniscallo, no... oh, beh, CAPITANO.

Il losco figuro sullo sfondo è un fotobomber, ma non oserei mai contraddirlo.

Eh, sì. Mi mancherà molto tutto questo. Soprattutto la violenza legalizzata contro il Lurker…

Foto-sconquasso

martedì, luglio 5th, 2011

No, via, vi voglio bene quindi non vi meritate un lungo post sulle ventimila cosa che vorrei raccontarvi. Non ve lo meritate e quindi mi limiterò a un post pieno di foto e con meno parole possibili. Mi tocca un po’ selezionare, eh.

#1


Anche se è un po’ scura, spero che si capisca che cosa stiamo facendo. E’ metà maggio, ci siamo appena sparati una fritturona in quattro sotto lo stand TdA a Ludogrifo e adesso è il momento di mangiare il profiterol portato da un amico.
Con le mani.
Mi piacciono sempre tanto questi momenti di porcilajo puro. Mi fanno sentire al posto giusto con la gente giusta. Forse questo dovrebbe preoccuparmi, eh?

#2

Non ho foto degli ultimi concerti della Peter Pan Orchestra, purtroppo. Voglio dire, immagino che i genitori dei ragazzi ne abbiano, ma io niente, sigh. Un po’ d’amaro in bocca, fra l’altro, a pensarci. Ma tralasciamo, anche perché stamani il mio amato pendrive/lettore mp3 ha misteriosamente smesso di funzionare. Del tutto.
Voglio dire… dentro c’erano due anni di arrangiamenti e non sono sicura di avere una copia di ogni cosa.
Sì, sì, stendiamo un velo pietoso, non ci voglio pensare adesso, via!

#3

Eccoci, questo è un rapido ricordo di quel che è successo a Orizzonti Fantasy. Purtroppo non c’è tutto quello che avrebbe dovuto esserci (nel filmato, intendo) perché incredibilmente non avevamo abbastanza foto di tutto. Ma spero si capisca.
Comunque, ora che la bufera è passata, onestamente non ci voglio più pensare per almeno due mesi. Poi, poiché mi conosco bene, mi ributterò a capofitto nell’idea di riorganizzarlo e stavolta più in grande e meglio. Però, per ora il mio cervello si svuoterà allegramente perché ho una crisi di rigetto pesantissima verso tutte queste cose… lallallà lallallaaaaahh!!!

#4

Due giorni dopo una simpatica litrotrissione (ovvero il bombardamento di Godzilla che attendeva perfido nel rene sinistro), dopo una notte al Pronto Soccorso iniziata col Contramal e terminata con il trionfo della morfina (che ti trascina sempre alla sagra del vomito contro la tua volontà), alle 8.30 di mattina (con 4 ore di sonno, nota bene) io e il Lurker siamo partiti per Spianessa (vicino Pistoia) per fare presenza all’evento delle TdA… o meglio, lui è riuscito a fare quello che doveva fare (ovvero arrivare e venire arrestato XD), io invece ero ancora sballottata dalla morfina quindi non ho impersonato la tipa che vedete qui sopra mirabilmente interpretata dalla Cri… e, con l’amaro in bocca, sono andata a onorare l’altro impegno della giornata, ovvero il matrimonio di mia cugina.

Potrei dire che era bella, la sposa, ma mentirei spudoratamente in quanto era molto, molto più che bella. Sarà che è la mia cuginetta del cuore, quella più vicina a me per età, con la quale abbiamo condiviso di tutto fin da piccole nonostante abitiamo in due città diverse… sarà che aveva un sorriso che avrebbe spaccato anche un iceberg al polo nord… sarà stata la faccia del mi’ zio mentre l’accompagnava all’altare… sarà stata la morfina… saranno stati i dolori che andavano e venivano… sarà stato quel che vi pare, ma appena l’ho vista entrare dal portone mi sono commossa come mai avevo fatto a un matrimonio prima d’ora. Anzi, un tempo nemmeno mi piacevano i matrimoni. In realtà in generale non mi piacciono nemmeno adesso, con eccezioni, e anche in questo c’era da pagare il solito fio (quello di aver 31 anni, un compagno studente, nessun lavoro che ti dia garanzie e nessuna fretta di avere una prole combinati a una famiglia in cui i genitori plurimi si sprecano e i “e te quando ti sposi?” fioccano in tutte le occasioni – ma d’altronde c’è chi sta peggio, tipo un certo cugino trentanovenne… soprassediamo!), ma lei, anzi, LORO erano splendidi e questo bastava a rischiarare a giorno qualsiasi ombra.
Queste sono cose preziose, e vanno tenute care.

Soprattutto perché poi le coliche sono andate avanti per otto giorni prima di espellere tutti i ghiaiottoli.

#5

Già, i ghiaiottoli! Le coliche! Sembra che adesso siamo solo a quota cinque (tre calcoli a sinistra vs. due a destra) e almeno quelli a sx non sono vicini ai calici, quindi per un po’ si spera se ne stiano buonini… in compenso è venuta a trovarmi sora Ragade-A-Ore-Dodici e il mio colon si è irritato enormemente per tutto questo via vai di urologi-nefrologi-proctologi. La morale della favola è che per mandar via sora R.A.O.D. (la quale si è presentata in quanto stizzita dalla presenza massiccia di farmaci in circolazione a Pasqua) il mio colon mi ha dichiarato guerra non si sa come mai, indi lo stomaco ha deciso arbitrariamente di non togliermi lo stimolo della fame, anzi, di combinarlo alla nausea continua, in modo da rendermi confusa e infelice (ma soprattutto dolorosamente stitica, ecco). Insomma, qui ‘un s’arguvisce.

Ma sapete che c’è? Mi importa una cippa. Domani accompagno il Lurker a fare l’esame di Radiologia (incrociate ogni appendice, potrebbe servirgli) a Siena e vada come vada poi si va. Dove si va? Mare, che diamine. Con la Vespa e in tenda, as usual. abbiamo un budget ridottissimo, ma lo faremo fruttare. Ce lo meritiamo. Ho bisogno di staccare da tutte le cose poco liete che mi sono successe. Ho bisogno di pensare lucidamente. Mi servono due giorni di puro nulla.

#6

Un’ultima cosa: vi segnalo un capolavoro. Un capolavoro che questa persona non potrà vedere. Ne ho già parlato, lo so, e all’epoca fu un colpo davvero amaro, ma ero convinta che il tempo avrebbe attenuato e lenito il dolore, che guardare un bel film e riconoscerlo come tale sarebbe stato un modo per rendere omaggio alla persona che era e a quanto era riuscito a trasmettere anche a una taona come me.
Mi sbagliavo. Ogni capolavoro che riuscirò a vedere sarà un dito in una piaga che non si rinsalderà mai del tutto. Un capolavoro che lui avrebbe visto e che a me sarebbe piaciuto sentirgli commentare. Indipendentemente dal fatto che forse non avrei capito molto delle sue considerazioni.
Comunque è qualcosa che non passa. Devo prenderne atto. Non può passare. Lui non c’è più e non vedrà mai né questo né nessun altro film. E dire che sembravano prendere vita solo per lui, perché lui potesse parlarne e condividerne i significati con il resto del mondo.
Beh, se non l’avete fatto, godetevi questa piccola perla, voi che potete.

E ora basta, il post è sufficientemente sconclusionato…

Grandi Manovre Coercitive

mercoledì, aprile 6th, 2011

Che titolone altisonante, eh? Chissà a che si riferirà…

Ve lo dico io. Osservate attentamente questa foto un po’ sovraesposta.
Se siete stati attenti, la figura al centro dovrebbe esservi un po’ familiare, parrucca e abbigliamento a parte.
Sì, esatto, è proprio la vostra Lyppa.
Ora, questa foto è l’unica scattata domenica in cui non si vede il mento triplo della vostra siNpatica amichetta. LA sovraesposizione aiuta molto a nascondere anche tutto il resto.
Non che io sia molto fotogenica, ma di venti foto scattate questa è l’unica in cui non si vede che baule sono diventata.
Non sembra, forse, ma quella figurina seria accanto ritratta è alta 1,58 m e pesa la bellezza di 72,5 kg.
Ieri col mio medico ci siamo messi a tavolino a fare due conti ed è emersa sfavillante la pura sacrosanta verità: per soli 0.3 punti dell’indice di peso corporeo non rientro fra gli obesi. A 31 anni.
No, cazzo, non va bene. Manco per la minchia.

A questo punto quindi basta cazzate. Bisogna che mi metta sotto. Bisogna che torni pesantemente in bicicletta. Bei tempi quelli in cui tentavo di passare dai 64 ai 57 kg… qualcuno di voi se li ricorderà, da qualche parte, nell’archivio di questo blogghino, con tanto di percorsi ciclistici ostentati con fierezza.

Ma appena cerco di farmi un programmino mentale, arrivano subito le scuse:

  • Come faccio a mangiare meno di così? Non so più cosa NON mangiare! Modera la quantità, razza di beota!
  • Per andare in bici vicino a Montegiovi bisognerebbe essere Coppi! (Fausto, non Mario) Pranza a MG e poi fiondati ad Arezzo a raccattare la bici e vai ‘ndo ti pare!
  • Per camminare qui in campagna perdo parecchio tempo! E tanto che hai da fare, sei praticamente disoccupata!
  • Ma io quando posso mi voglio rilassare col Lurker o fare i lavori di casa! E coinvolgi anche lui che è tecchio come un barile di aringhe!

Insomma tutto così. La cosa che mi preoccupa di meno è l’idea di perdermi qualche delizioso manicaretto. Perché cucinare leggero non vuol mica dire mangiare solo pasta in bianco e carote lesse scondite. Anzi, sono certa che non me la caverò male, mi sfonderò di zuppe di legumi e insalate, che mi piacciono assaj.
Il problema è che devo muovermi. Prima lo facevo molto, senza fare palestra o cose così. Avevo sempre il culo sulla bici. Ma arrivare fin quassù è un’impresa. Ci sono 4 km di agonia anche in mountain bike, e io non ho più l’allenamento per sperare di affrontarli senza schiantare.
E inoltre il Lurker è a-ciclistico. Ora come ora sono al suo stesso livello, in verità. Quindi con lui dovrei/potrei andare a correre. O giocare a basket. Ma qui sotto casa correre significa affrontare salite che anche solo camminando possono smutandarti. Quanto al basket, stendo un velo pietosissimo.

Accetto ogni tipo di consiglio, signori. La butto sul ridere ma in realtà non rido affatto. Come quando ti guardi allo specchio e non ti riconosci più.
Questa forse era la spinta che mi ci voleva, comunque.
Non voglio più passare ore a spulciare foto per cercare quell’unica in cui non si vede la ciccia che si impone.
Ganbatte, anzi, がんばって!

Perle in numero di otto.

martedì, aprile 5th, 2011

“Non c’è un filo di vento.”

E’ come dice Bollani, però è primavera. Nonostante io sia arenata in un loop controproducente, qualcosa produco.

E fra le cose utili (di cui avrete notizie presto) ce ne sono molte inutili.

Come questa.

Evado volentieri, in questi giorni. Dovrei farne un mestiere.
Forse, se mi avessero preso alle Belle Arti… ma in quel caso forse non avrei fatto il Siena Jazz. Non sarei andata ad abitare in culo ai lupi per tre anni. Non avrei diviso casa con il Lurker, imparando a conoscerlo.
La vita è fatta di bivi strani.

Riepilogo

martedì, marzo 8th, 2011

HA! Eccomi.
Dovrei aggiornarvi, come sempre, di migliaia di cose. Ma sarà dura.
Facciamolo in modo randomico, via.

LA SETTIMANA ENIMMISTICA
Dedicato ai solutori più abili, ecco un quiz rompicapo che li terrà incollati al monitor! La domanda è: A COSA SERVONO QUESTI AGGEGGI? (La soluzione a pag. 46)

Il GRV FA MALE!
Si è concluso domenica il Convivio d’Inverno, dopo svariati giorni di gioco e preparazione… è inquietante tutte le volte notare come passa veloce il tempo quando sei impegnato in un altro mondo, anzi, in un mondo “altro”… è anche un po’ deprimente constatare che la tua mente si rifiuta in modo categorico di tornare alle cose di tutti i giorni (il precariato, ad esempio) e piuttosto preferirebbe essere ancora lì a occuparsi di plot che iniziano e che finiscono, di quantità di ragù che non ti convincono, di sogni che ti ossessionano (Ago lasciami in paceeeeee!!!! cit.), di vestiti fradici di fango, di pg che piangono dietro la maschera, di complotti contro principi oscuri e puccettosi…

Non ho foto per il momento (CRISTINAAAAAAAAAAAAAaaaaaAAAAAaaaa…) ma vi butto qua il filmato introduttivo all’evento (colui che ci ha perso tempo per farlo si vede nell’ultima inquadratura, adoratelo come gli si conviene!) realizzato con i filmati dell’anno scorso… Come fa a non mancarti una cosa così…?

THE LAST ONE
A febbraio c’è stato l’ultimo laboratorio al Museo per Bambini.
No, via, non l’ultimo della Peter Pan, che prosegue gagliarda (speriamo per parecchio) e realizza scenografie per i suoi concerti (beccatevi anche una foto, va’).
M’è dispiaciuto, proprio tanto. Non tanto per il fatto che ora mi devo ingegnare per sbarcare il lunario dei prossimi mesi (e tanto toccava comunque), ma perché coi ragazzi di III elementare venivano fuori cose troppo demenziali. La storia di Ganesha e il topolino (che purtroppo in giro non ho trovato, ve la racconterò prima o poi) riserva sempre delle sorprese e, aspetto da non sottovalutare, mi faceva perdere ogni volta almeno un chilo. Già, a questo proprosito…

SONO UN BAMBINO GRAAASSO
Faccio mia l’espressione di Pj perché mai cosa detta fu più vera. Sono sopra di troppi chili e ieri, riguardando le foto dei live di qualche anno fa, mi sono accorta che stavo molto, molto, molto meglio. Ma molto, eh. Roba da poter recuperare un intero guardaroba. Nel 2004-5 ondeggiavo fra i 58 e i 62. Ora sono stabile sui 73. Non va bene. Non si vede tanto, ma non va bene.
Ora, mi è impossibile mangiare meno e meglio di così. Ergo l’unica soluzione possibile è fare movimento.
OMG.
Dei del fitness, sostenetemi.

RICORRENZE
Buon compleanno. Quanti anni sono passati, 28? E’ roba. E’ tanta roba.
Eppure a te ci penso spesso. Nonostante tutto quel che è stato fatto per farsene una ragione, ci penso.
Di solito è in questo momento che penso seriamente che da qualche parte si debba andare. Altrimenti non sarei qui a farti gli auguri.

E il buffo è che oggi fanno tutti gli auguri a me. Dovremmo essere insieme a festeggiare. Dovremmo.

Ok, ho concluso, per il momento. Ma magari vien fuori qualche cosa e scrivo prima, stavolta. Tanto il lurker è a Siena… (Sigh, il lurker è a Siena, e io no.)

Routine. O ruotina.

mercoledì, settembre 22nd, 2010

Ehhh, qui ‘un se fa pari! O, per dirla ancora più grezza, qui ‘un s’arguvisce!

Insomma, dopo le vacanze (vacanze? O quali? ah, sì sì! Sembra siano passati du’ anni! Me ce ne vorrebbero dell’altre…) venne il Conclave, che non ha niente a che fare con il pretame vario ma trattasi di un evento di gioco di ruolo dal vivo… anzi, un gran bell’evento… anzi, una gran bella taverna (cit., ma solo per intenditori).

Visto che di cose da dire ce ne sarebbero un secchio ma non avrebbero alcun significato per voi che leggete, mi limiterò a lanciare il giochino “Trova la Lyppa”. Vince chi riconosce la vostra amata (…) scribacchina in più foto ridicole. E un premio speciale a chi identifica anche il poro Noctulio… Pronti? cominciamo!

Foto 1, ovvero Gente Che Porta Rogna Alla Riscossa

Foto 2, ovvero Eh Sì, Qui C'è Un Bel Po' Di Gente! (Bonus speciale a chi rintraccia anche il vecchio Dahal!)

Foto 3, ovvero E Qui Si Va Sul Difficile!

Dai, dai che ce la fate! Purtroppo mi manca un’importante trasformazione di cui mi piacerebbe farvi avere un video, ma ogni cosa a suo tempo…

Mi rendo conto comunque che seguire le vicende di questo gruppetto di dannati sia complicato, quindi vi metterò qui un breve promemoria, anch’esso opera mia e del poro Noctulio… quando avete tempo dateci un’occhiata… O anche no, eh!

Ma a parte questo, che posso dirvi? Che la vita è ricominciata nel suo solito delirio, che se non trovo un altro lavoro non arrivo a fine mese, che sono sempre molto cazzeggiatrice e quindi non so no nemmeno cosa cercare, che mi strafogo di fichi verdini e che la mia postazione qua è molto comoda.

Uh, e che qui ormai è pieno di inquilini. Vorrò vedere d’inverno che banda sarà. Per ora ne ho contati circa tredici.

Insomma, life goes by.

Ma se qualcuno di voi mi inventa un lavoro gliene sarò eternamente grata.

E per dimostrarvi la mia buona fede vi do la ricetta delle sarde alla Castiglionese. E poi ‘un dite che ‘un vi voglio bene.

Other worlds

domenica, settembre 19th, 2010



Conclave 2010 – preview

Inserito originariamente da Lypsak

Lo so, lo so, è da un bel po’ che non vengo a trovarvi, maledizione.
Come potete notare, però, ho avuto un paio di cose da fare.

Stay tuned per nuove sconcertanti rivelazioni (macché).

“Con la giooooia nel cuore!”

mercoledì, agosto 11th, 2010

Ok, basta gézz! Fine del gézz! Mòri gézz!!! So’ finiti i Seminari!!!

Peccato, però. E’ stato davvero divertente, nonostante la stanchezza da catorcio che mi contraddistingue sempre e comunque. Vorrei mostrarvi più foto, ma una certa persona (di nome Gabriella, e spero che prima o poi legga qua XD) che le scatta regolarmente ancora non mi ha fatto avere quelle dei precedenti 10 anni, quindi penso di aver perso ogni speranza.

Meno male che Feisbuk provvede, talvolta.

Peccato per il triplo mento che prmai non mi scrollo più di dosso, comunque questa era la sera finale del seminario, e con me e Noctulio (anche lui tirato dentro nel vortice dello schiavismo gézz) ci sono niente meno che David Romanello (che ha ampiamente ambito alla palma d’oro del seminarista straniero più simpatico dell’anno, e soprattutto assomiglia tantissimo a un amico inglese) e il Compagno dei Bis(h)cotti, colui che si è sbafato la metà dei dolcetti della vittoria esibiti in segreteria…

Aspettate, forse sto correndo troppo. Vittoria, quale vittoria?

Eh eh eh.

* attenzione: ivi inizia una lunga tirata di autoincensamento selvaggio *

Gioite, popolo. Oltre che il gézz, che è sempre un’esperienza corroborante (soprattutto per la presenza degli altri schiavi gézz, ma soprattutto delle donne del gézz, di cui si parlerà SE e QUANDO avremo foto da mostrare – GU!), il 25 luglio l’associazione Terre degli Angeli ha vinto (no, in realtà stravinto) per il secondo anno di fila la Disfida dei Rituali alla Festa dell’Unicorno di Vinci, e chi fra di voi è un maledetto geek giocatore di ruolo sa di cosa parlo… Io in verità ho avuto un ruolo marginale in tutto questo (cioè, suonavo un timpano), invece c’è gente che ha tirato fuori unghie, denti, anima, trucchi allucinanti, oggetti scenici da paura, effetti speciali da brivido… però mi so’ messa  a frignare come se avessi partorito tre gemelli. Empatia comunitaria, non so che dirvi. Insomma, esticazzi, è stata una roba davvero… come dire… PAAAAAAHHH!!
E devo ammettere che ero pure dubbiosa. Il che di solito porta bene. Infatti…

Se volete saperne di più, il nostro esymio presidente ha scritto qualcosa in proposito qui corredandolo di foto, ma prima o poi vi posto il video, promesso. Intanto, questo è un assaggino…

Sì, lui è il mio compagno di viaggio. O almeno, una delle sue personalità molteplici. Però di norma ha meno mento. E i capelli sono DAVVERO i suoi, niente parrucca. Ah, come glieli avevo cotonati bene...

L'Esymio Presidente nei panni del Malocapro, e da qualche parte dietro di lui anche me stessa medesima...

Mastro Pidoni ovvero l'uomo intronato alle ore 22. Lo stavano truccando dalle 15.30. Un martire.

Insomma. Eccoci. Ce l’abbiamo fatta. E intorno a noi c’era così tanta gente bella (e non banalmente “bella gente”) a gioire insieme a noi della vittoria che davvero a pensarci mi ripigliano i lacrimoni. E’ raro che dopo otto anni di cazzi e smazzi un’associazione di GRV riesca ancora a costruire roba del genere e a trascinare gli altri nei suoi deliri. E invece… Son soddisfazioni, non immaginate quanto grandi. O forse sì, lo immaginate, non so… :)

* fine autoincensamento selvaggio *

E quindi son tornata a casa. Ho anche avuto il tempo di andare a festeggiare al miglior ristorante giapponese di Arezzo (lo Zen in via L. Leoni, per chi non lo sapesse, anche se i gestori sono taiwanesi) una ricorrenza seppellita sotto chili di grv e gézz. Dei, che gioia andare fuori a cena e non badare a spese, e fregarsene se il conto raggiunge le 30 euro! (Ché magari per voi è una cosa normale, ma per noi coppiola di spiantati è un evento unico!)

E poi stamattina ho fatto l’ecografia ai reni e ho scoperto di avere due calcoli grossi come grani di pepe in agguato, più un soffice strato di renella formatosi probabilmente nel giro di un mese e mezzo. Più – perché le buone notizie viaggiano tutte appiccicate l’una all’altra – il legittimo sospetto che siano calcoli non derivanti da alimenti in particolare, e quindi che si formeranno qualsiasi cosa io mangi o beva, indipendentemente da quanto ci starò attenta. Posso solo bere, bere e bere. E incrociare le dita.

E vabbeh.

A parte questo, e a parte il fatto che anche quest’anno niente vacanze serie estive, direi che la bilancia pende verso le cose positive.

PER ORA. (Scaramanzia portami via)

中にしにます

mercoledì, luglio 14th, 2010

In realtà il titolo non significa niente, anzi, è la traduzione brutalmente letterale della nostra bella frase idiomatica “morire dentro” e si legge naka ni shinimasu. Ovvio che se lo dite a un giapponese il meglio che vi possa capitare è che stia lì a grattarsi la testa cercando di capire che tipo di droga abbiate assunto.
E del resto tale espressione non ha nessuna attinenza né col mio stato d’animo attuale, né coi miei futuri progetti, né con le esperienze passate.

Mi piacerebbe invece dirvi due parole sull’evento di sabato e domenica alla Rocca di Radicofani, o postare qualche foto, però non ho ancora niente in mano e soprattutto l’unica cosa che davvero ci tengo a dire riguardo quest’esperienza è che siamo stati molto bravi. Nel senso, lo staff si è fatto un baugigi così, nonostante le avversità avverse (che non sono mancate… anzi, in certi momenti l’odio – almeno da parte mia – è scorso a fiumi, iniziavo a bestemmiare in modo creativo alle 8 di mattina) tutto ha funzionato come un orologio svizzero.
Non è una cosa scontata. No, credetemi, non lo è.

Sennò potrei anche raccontarvi che sabato iniziano i Seminari Estivi a SJ (e gli aficionados di questo blog sanno a che mi riferisco, altrimenti trovate impressioni sparse un po’ ovunque nell’archivio) e tocca rimboccarsi le maniche abbestia…

Invece mi limiterò a sparare amenità su una sola cosa che immagino traspaia spesso da quel che scrivo, ma non si sa mai. E poi a volte fa bene farci mente locale sopra.

Sono davvero contenta. Ancora la mia vita non ha preso il su’ verso, non si sa cosa farò da grande, ma non importa. Sono una figlia fortunata, una ragazza fortunata (benché tragicamente cicciotta), una donna fortunata. Già già, proprio donna. Mi fa strano, ma dopotutto l’età biologica è quella. Sono contenta di avere trent’anni. Tanto, addosso non me li sento affatto. Giocare di ruolo, avere a che fare con i ragazzi delle medie e delle elementari, avere accanto un compagno di viaggio che ha cinque anni meno di me… tutte cose che aiutano.

E poi, non so, ma credo che essere molto innamorati aiuti a mantenersi in uno stato di limbo in cui l’età smette decisamente di contare qualcosa. Certo, ci sono le questioni puramente terrene come le bollette, il tempo da gestire, l’urgenza di non dover più dimostrare niente a nessuno, l’eterna lotta fra il Bene e il Male, i klingon che bussano insistentemente alla porta…
Ma tutte queste cose vengono leggiadramente annichilite da una carezza, dalla luce dell’alba che imperla la stanza, dal lieve respiro che scompiglia le ciglia, da un paio di occhi azzurri, o forse verdi, o forse dorati, che si aprono a fessura con fatica dopo una sonora notte di sonno e si piantano nei miei, sorridendo.

Come potrei non ritenermi una donna fortunata?

(Ok, ok, ora basta con il miele. Non rientra nel personaggio.)

Dieci giorni di fuego

giovedì, giugno 24th, 2010

Ok, preparatevi, che il post è lungo, e ve lo devo come minimo suddividere in capitoli. Su, su, un bel respirone e… via!

CAPITOLO #1 – VERSO GROSSETO

Il viaggio via Vespa inizia alle 6.30 di domenica non sotto i migliori auspici: prima di tutto, il giorno prima scopriamo che il porta pacchi si è sfilato dalla molla perché dovrebbe portare SOLO 6 kg (anche questa grande rivelazione dell’ultimo momento, perché quando lo smontiamo ci accorgiamo di una targhetta coperta – comodo, eh?) e quindi non abbiamo il core di fissarci sopra anche la tenda e il mini ombrellone in dotazione, e tocca arrangiarsi (…).

Ecco il mio copilota, bello bardato, pronto ad affrontare gli ultimi 20 km di viaggio...

Inoltre, la sottoscritta erronamente prende solo un elastico da portapacchi, quindi altre madonne si sprecano perché la mattina tocca fare un salto ad Arezzo.
Ma non finisce qui: mentre siamo in viaggio, durante il quale peraltro è un freddo e un umido da manuale (in barba ai 7 siti metereologici consultati che assicuravano sole da panico), la vostra rincoglionitissima Lyppa realizza (con un notevole ritardo neurologico) che il fatto di non doversi portar dietro la pillola perché il ciclo di 21 giorni è finito significa ANCHE E SOPRATTUTTO che… sì, avete capito. Dovevo essere molto stanca, prima di partire, perché questo ovvio collegamento non mi balza agli occhi fino al momento in cui vengo messa davanti alla cruda realtà fermandomi a far pipì in un campo di grano (immagine altamente poetica). Ovviamente non ho nessun bel sigarone morbidone (cit.) con me, ed è domenica. Gaudio infinito.
Ma l’affossamento non è ancora finito: approdando a Ludogrifo per consegnare della roba, metto il piede in terra scendendo dalla Vespa e TAC! mi si rompe un sandalo. Tac. Aveva retto dieci anni. No, dico. Tac.

CAPITOLO #2 – LUDOGRIFO

Dopo aver montato la tenda al Camping Rosmarina a Marina di Grosseto e aver fatto un bagno fulmineo, rapidi io e il mio compagno veleggiamo verso il capoluogo per tornare a Ludogrifo, un evento molto carino e piacevole nonostante sia stato organizzato in fretta e furia (e, grande appunto da fare, non ci fosse manco un cartello in tutta la zona per indicare dove si trovava, né in giro si trovasse pubblicità acconcia alla bisogna). Nel posto troviamo un po’ di tutto, da giocatori di ruolo da tavolo e dal vivo a cosplayer di tutti i tipi… direi pochi, sì, ma buoni!

...perché, voi non lo sposereste?

E noi come associazione cerchiamo di dare un contributo alla cosa, e decidiamo pure di partecipare alla gara di cosplay (è vero, siamo una decina, ma che importa?). Viene fuori che tutti quelli che salgono sul palco si vede benissimo che lo fanno per divertirsi e per divertire (cosa a quanto mi dicono piuttosto rara nelle grandi manifestazioni), e alla fine le TdA portano a casa ben due premi: quello per miglior pg femminile se lo becca Miralys, mentre a chi va quello per il miglior pg maschile, se non all’uomo che tutte vorrebbero sposare? :D
Purtroppo però anche l’idillio di Ludogrifo viene infranto in malo modo: alle 16.30 iniziano a venir giù diversi goccioloni inquietogeni e il vento sbarba letteralmente via metà dei gazebo. Smontiamo quindi tutto in fretta e furia e, mentre stiamo per andarcene, non solo inizia ad arrivare gente, ma scappa anche fuori il sole.
No, cioè.
Però bello, ci divertiamo tanto, e soprattutto ci sono dei mitici personaggi in giro che ci lasciano indubbiamente un buon ricordo di sé…

Da sx: una bizzarra creatura in rosso (!), l'esymio dott. ing. Presidente, la soave Miralys e -tattaratà!- Juri Squarcia, organizzatore dell'evento e gran pezzo da novanta! Lo voglio anche io il suo fisichino asciutto! :D

CAPITOLO #3 – LA VACANZA

Notare i miei sandalini nuovi...

Finito Ludogrifo, ci aspettano due lunghi giorni di mare tutti per noi… ahhh, quanto li ho pregustati: spiaggia assolata, caldino benefico sulle spalle, tante coccole e molti bei bagni e castelli di sabbia…
Sì, certo. Ricordate quello che vi ho detto al capitolo #1? Ecco.
Ma io non demordo, sapete? Fortunatamente non sono una di quelle a cui l’acqua blocca il rovistamento ormonale: mi bardo attentamente e me ne frego. Sì, sono incattivita, ma mi voglio godere queste due preziosi giorni alla grande. Non temiamo nulla, noi, nemmeno le limitazioni del corpo e dell’anima!
Nulla, capito? Nulla!!!

Peccato che c’è un’altra falla nella nostra determinazione.
Perché lunedì c’è il sole ma è un freddo cane.
Martedì in compenso piove.
Ma porc&%£*§£$”&%!!!!!!

E va bene, non importa, nemmeno questo ci ferma… approfittiamo di ogni sprazzo di luce, di ogni interruzione dell’acqua che gronda dal cielo pur di goderci la nostra vacanzina, e il tempo atmosferico ci premia, dandoci il tempo di fare bagnetti sporadici, di fare due passi anche sotto un ombrello (comprato da dei mercanti esosi, tanto ci costa che gli diamo pure il nome di Roderigo, l’ombrello figo), di andare a mangiare alla Volpe Ghiotta a pranzo (frittura di pesce da $ega, moscardini al sugo da leccaggio selvaggio, lasagna alle verdure da struscio), di fare aperitivo alla Locanda dei Briganti (e, signori, quello E’ un signor aperitivo, altro che patatine, raudi e fischioni!) e di prendere un paio di santi gelati alla Gelateria Da Carla. La proprietaria l’avevamo conosciuta a Ludogrifo, è davvero simpatica e in gamba, e il gelato è proprio notevole (Val, fatti un appuntino :D ). Insomma, questi tre posti segnateveli, ve lo dice una che quando si parla di mangiare sa sempre dove sta il piatto (?).

Alla fine, beh, sotto l’ultima generosa acquata serale, la vacanza volge al termine, e si rientra all’ovile… Inutile dire che il tempo di m3rda ci segue ovunque, anche a casa.

CAPITOLO #4 – QUEL CONCERTO LA’

Mentre giovedì e venerdì scorrono più o meno senza grandi intoppi, e venerdì sera si fa la cena del corso di giapponese a base di ciccia alla brace (tra cui degli ottimi spiedini tipo satay/tandoori di cui bisogna vi dia la ricetta appena la perfeziono), insalata grecizzante, verdure al forno, pesche al prosecco e ciliege, sabato veniamo sottoposti a una dura prova. Chi? Tutta la PPO al completo, ovvero noi tre insegnanti, i ragazzi e i loro genitori.

Vorrei scrivere passo passo perché sono così livorosa (e non solo io) per come sono andate le cose, ma voglio evitare di farlo pubblicamente. Appena sarò pronta scriverò un post con pwd annessa, così nessuno ci va di mezzo. Non dico nemmeno dove eravamo e perché (e sul perché anche io ho diversi punti interrogativi all’appello).

Fatto sta che so’ incazzata come una biscia.

CAPITOLO #5 – CON-DITO

Sapete che sto scrivendo con un dito in meno del solito? No, certo, non potete saperlo. Ve lo dico io.
Domenica avevamo la sessione di gdr a casa mia, e anche in quel caso era prevista una bella braciata fra amici. Per placare l’acquolina in bocca, ad un certo punto decido di preparare la solita salsina di tonno che avrò preparato migliaia di volte. Lo faccio, tranquilla e beata, e poi vado per pulire il minipimer… non so come, non so perché, non stacco la spina. E tengo un dito su quello che credo sia il pulsante per staccare le lame, ma in realtà è l’accensione.

Che sarà successo? Avete indovinato?

Bravi: proprio quattro tagli da lame sulla falangetta dell’indice della mano sinistra.
Come si fa a essere così dementi?
Non lo so, ma l’epilogo della storia è che smettiamo di giocare, io vado al pronto soccorso, mi faccio dare tre punti sparsi su tutto il dito, tento di pulire tutto il sangue dai pantaloni buoni, piove, lo Spo coce la ciccia con maestria, ci strafoghiamo di paste, tentiamo di fare la lavatrice coi panni delle vacanze, sto tutto il girono col braccio per aria e un sibero attaccato alla mano, l’Italia fa una figura cacina ai mondiali, allaghiamo la dispensa perché non abbiamo letto bene le istruzioni della lavatrice ed era la prima volta che la usavamo, ripiove, giochiamo a Persona 3 presi un po’ dal ridere e un po’ dalla disperazione e la sera crolliamo a letto. Seddiovole il dito non fa male, non si infetta e mi lascia in pace. Vi paresse poco.

CAPITOLO #6 – LA COLICA

Oh, beh, sì. Era destino che riaccadesse. Stavolta l’altro rene, però.
Ieri mattina alle 6.30 mi sveglio con una colichetta alle grandi labbra. “Vai”, penso, “fra qualche giorno o settimana mi viene quella grossa… andrò a farmi vedere…”
E invece niente. Mi passa quella, arriva subito l’altra. Quella vera, renale, cattiva. Frank chiama l’ambulanza, che ci mette 20 minuti ad arrivare (Subbiano è a 5 km, è un mistero da dove siano passati per metterci così tanto). Mi bombardano un po’, lì per lì sembra che vada bene, mi dicono di andare all’ospedale di Arezzo a fare l’ecografia e se ne vanno. Ma mentre sono in macchina mi sento male un’altra volta. Vomito a strisciate fuori dal finestrino (che immagine soave) e mi contorco dal dolore, anche se un po’ meno. Mi portano nel codice giallo e sento le infermiere che fanno commenti alla fine del corridoio: “eh, certo, non capisco come mai dopo le medicine che le hanno fatto ancora si lamenta tanto… che soglia del dolore minima che ha! Figuriamoci se deve partorire, che scene…”, al che io trovo comunque la forza di incazzarmi e di gridare col poco fiato rimastomi “GUARDATE CHE VI SENTO!”. Dopo venti secondi appare dal nulla un’infermiera che mi chiede come va e io ribadisco che è un’ora e mezzo che sono in preda ai dolori, e che non c’entra nulla la soglia del dolore, a quanto ne so se una colica non la stoppi in tempo hai voglia te a buttar giù medicine… una dottoressa, mossa da pietà, mi chiede come avevano fatto a farmeli passare la volta prima, e io rispondo “m’hanno addormentato a forza di morfina, i dolori sono passati ore e ore dopo…”.
Eh bien, morfina è stata. Una sensazione sgradevole, stavolta, come di forze e coscienza di sé che se ne vanno, lasciandoti inerme e senza la forza di reagire a quel che ti accade intorno.
Insomma alla fine riesco a tornare a casa, con tanti porcai in corpo e tanto vomito secco da smaltire. Passo tutto il giorno in uno stato di totale inebetimento, di limbo fra sonno e irrealtà, con doloretti di tanto in tanto e la paura che non sia finita qui. Beh, se non riesco a produrre ‘sti calcoli, non sarà di sicuro finita qui. E infatti faccio pipì in un barattolo, febbrilmente. Ma niente, niente di niente.

Ecco, questo capitolo ancora necessita di un buon finale, e spero che domani tale parola “fine” possa metterla l’urologo.
Ma insomma, che ve ne pare? Sono o non sono stati 10 giorni di fuego? :D