Archive for the ‘music is my oyster’ Category

Ci si fa! Ci si fa!!!

martedì, aprile 12th, 2011

Innanzitutto GRAZIE a tutti voi che mi avete scritto qui e là per incoraggiarmi e darmi buoni consigli su come sbrogliare l’ingarbugliata situazione… Leggere i vostri commenti in proposito è uno stimolo in più per alzarsi con fierezza la mattina, sbafarsi una tazzona di caffé d’orzo coi cereali (a parte, non sono così maniaca) e pensare che dopotutto ci si pol fare.

E quindi, proprio per puntualizzare il fatto che i risultati che otterrò (e li otterrò) saranno anche una vittoria di tutti voi, vi terrò informati sui miei progressi. Non ci crederete, ma ce ne sono già alcuni.

Innanzitutto, dopo una settimana di regime abbastanza stretto (e comunque molto gradevole, a parte un po’ di fame) e un po’ di esercizio, la bilancia non è più indecisa fra i 73 e i 74 da vestita, ma tra i 69 e i 70. Come incentivo è notevole, non trovate? Non conto di perdere peso così di corsa, probabilmente mi sono solo un po’ depurata e sgonfiata, ma è già un risultatino.

Poi, nonostante le allergie che presto o tardi lo uccideranno, il Lurker mi ha portato a giocare a pallacanestro (io! un tappo e una vite! un soldo di cacio! un ca$$o e un barattolo!), cosa che mi ha divertito tantissimo e in cui sono meno scarsa di quel che pensavo, e ho rimesso in sesto la bici. Giovedì torniamo a giocare e sabato mattina andiamo un’oretta a pedalar e poi giochiamo di nuovo.
Abbiamo anche gonfiato il pallone da pallavolo da usare nei momenti digestivi e ho rintracciato la corda per saltare. E se non ho modo di fare attività, beh, allora mangio ancora un po’ meno, pesando un po’ le cose come mi è stato suggerito via mail. :)
Già, la pappa? Gli dei benedicano le zuppe di legumi, la primavera che porta le fragole, il farro e il pesce!

Insomma, nonostante il pessimismo cosmico, mi sento carica e pronta alla sfida. Ce la posso fare. E intanto mi ascolto qualcosa di molto primaverile, e che porta con sé ricordi belli e amari al tempo stesso. Ma no, oggi facciamo che sono solo belli!

Vado a mangia’ du’ fragole. Buon appetito.

Anzi, no, spetta! E che, vi ringrazio e basta, così, senza nemmeno un regalino?
Ho testè deciso che vi metterò a parte delle ricette leggerin leggerine che via via sperimenterò. Ecco la prima.

Pesce al vapore in salsa d’arancio

Ingredienti:
- Filetto di persico, gallinella o altro pesce di mare affine
- Sale
- Pepe bianco e/o pepe verde
- poco zenzero in polvere o fresco
- salsa di soia shoyu (meglio se biologica)
- succo di mezza arancia (tarocco o navel)
- olio EVO
- qualche foglia di cavolo (cinese, bianco, cappuccio…) o di insalata

Prendete un qualsiasi attrezzo per cuocere a vapore (per le piccole quantità quello di legno mi piace assai, personalmente) e sistemateci su un’ampia foglia di cavolo o insalata. Preparate il pesce salandolo, insaporendolo leggermente con lo zenzero (cospargendolo se in polvere o mettendo dei tocchetti sopra la foglia e sul pesce se fresco) e con il pepe (senza esagerare). Fate cuocere a vapore finché non sarà giunto a puntino e nel frattempo preparate un’emulsione con un filo d’olio, poca salsa di soia e il succo d’arancia. Se vi fidate, tagliate un pezzettino di buccia a tocchettini e aggiungetelo alla salsina. Se l’avete, anche un rametto di timo fresco ci sta da dio.
Servite il pesce sul piatto da portata con la salsina e se ne frattempo si è cotta mangiatevi anche la foglia di cavolo, aaaaam!

Ok, ora vado ad aspettare che si cuociano i ceci. Lunghi, i ceci. Sigh. Ho fame.

Epic Jazz

mercoledì, dicembre 1st, 2010

Ho solo una domanda, visto che sono molto latitante dalla blogpalla:

APPROVATE?

(Tanto non ce la farò a finirlo oggi. Mi manca tutta la parte del pianoforte. E la chitarra. E il finale. Però sono soddisfatta dei voicings dei fiati. Sissì. E ora se la classe dei grandi non è soddisfatta li sbudello tutti e li do in pasto ai gatti famelici che piantonano casa mia )

Ripulimenta vitae

martedì, novembre 23rd, 2010

Cose positive fatte negli ultimi giorni:

1) Un seminario di canto tenuto da Maria Laura Bigliazzi, mia ex-compagna del corso di arrangiamento e composizione e grande esperta di gospel, seguito insieme al compagno di avventure. Ora, voi non lo sapete, ma questo è il sogno di una vita. In tanti anni dedicati alla musica, un minimo di educazione della voce mi mancava. Oh, beh, so tirar fuori gli armonici, un pochino, ma di qui a Demetrio Stratos la via è lunga. No, no, ci siamo divertiti, poi il Lurker ora va in giro ripassando motivetti gospel e parti che non ricorda bene ma l’importante è il pensiero, e queste son sempre cose. E gli esercizi di respirazione rilassano, non avrei mai pensato QUANTO!

2) Dragon Age Origin per pc. E’ vero, questo ha significato l’azzeramento della vita sociale, ma OH MY GOLDDDD…

3) Spazzare sotto il letto. E chi fra noi sa cosa significhi trovare talmente tante lane da poterci rinnovare i cuscini, non parlerà. Per pietà.

4) Staccare la spina da MG e dalle sue beghe. Tipo le bollette che arrivano il giorno dopo la scadenza, ma fortunatamente tu ti eri già insospettita e le avevi pagate già.

5) Montare la tenda a pannelli in mezzo alla stanza grande. Questa tenda qui accanto. Che impresa, lo sforzo congiunto e non continuativo di 4 persone circa.

Quanto alle cose negative… il punto 2 spiega già molte cose sul perché ho compicciato il meno possibile…

“Con la giooooia nel cuore!”

mercoledì, agosto 11th, 2010

Ok, basta gézz! Fine del gézz! Mòri gézz!!! So’ finiti i Seminari!!!

Peccato, però. E’ stato davvero divertente, nonostante la stanchezza da catorcio che mi contraddistingue sempre e comunque. Vorrei mostrarvi più foto, ma una certa persona (di nome Gabriella, e spero che prima o poi legga qua XD) che le scatta regolarmente ancora non mi ha fatto avere quelle dei precedenti 10 anni, quindi penso di aver perso ogni speranza.

Meno male che Feisbuk provvede, talvolta.

Peccato per il triplo mento che prmai non mi scrollo più di dosso, comunque questa era la sera finale del seminario, e con me e Noctulio (anche lui tirato dentro nel vortice dello schiavismo gézz) ci sono niente meno che David Romanello (che ha ampiamente ambito alla palma d’oro del seminarista straniero più simpatico dell’anno, e soprattutto assomiglia tantissimo a un amico inglese) e il Compagno dei Bis(h)cotti, colui che si è sbafato la metà dei dolcetti della vittoria esibiti in segreteria…

Aspettate, forse sto correndo troppo. Vittoria, quale vittoria?

Eh eh eh.

* attenzione: ivi inizia una lunga tirata di autoincensamento selvaggio *

Gioite, popolo. Oltre che il gézz, che è sempre un’esperienza corroborante (soprattutto per la presenza degli altri schiavi gézz, ma soprattutto delle donne del gézz, di cui si parlerà SE e QUANDO avremo foto da mostrare – GU!), il 25 luglio l’associazione Terre degli Angeli ha vinto (no, in realtà stravinto) per il secondo anno di fila la Disfida dei Rituali alla Festa dell’Unicorno di Vinci, e chi fra di voi è un maledetto geek giocatore di ruolo sa di cosa parlo… Io in verità ho avuto un ruolo marginale in tutto questo (cioè, suonavo un timpano), invece c’è gente che ha tirato fuori unghie, denti, anima, trucchi allucinanti, oggetti scenici da paura, effetti speciali da brivido… però mi so’ messa  a frignare come se avessi partorito tre gemelli. Empatia comunitaria, non so che dirvi. Insomma, esticazzi, è stata una roba davvero… come dire… PAAAAAAHHH!!
E devo ammettere che ero pure dubbiosa. Il che di solito porta bene. Infatti…

Se volete saperne di più, il nostro esymio presidente ha scritto qualcosa in proposito qui corredandolo di foto, ma prima o poi vi posto il video, promesso. Intanto, questo è un assaggino…

Sì, lui è il mio compagno di viaggio. O almeno, una delle sue personalità molteplici. Però di norma ha meno mento. E i capelli sono DAVVERO i suoi, niente parrucca. Ah, come glieli avevo cotonati bene...

L'Esymio Presidente nei panni del Malocapro, e da qualche parte dietro di lui anche me stessa medesima...

Mastro Pidoni ovvero l'uomo intronato alle ore 22. Lo stavano truccando dalle 15.30. Un martire.

Insomma. Eccoci. Ce l’abbiamo fatta. E intorno a noi c’era così tanta gente bella (e non banalmente “bella gente”) a gioire insieme a noi della vittoria che davvero a pensarci mi ripigliano i lacrimoni. E’ raro che dopo otto anni di cazzi e smazzi un’associazione di GRV riesca ancora a costruire roba del genere e a trascinare gli altri nei suoi deliri. E invece… Son soddisfazioni, non immaginate quanto grandi. O forse sì, lo immaginate, non so… :)

* fine autoincensamento selvaggio *

E quindi son tornata a casa. Ho anche avuto il tempo di andare a festeggiare al miglior ristorante giapponese di Arezzo (lo Zen in via L. Leoni, per chi non lo sapesse, anche se i gestori sono taiwanesi) una ricorrenza seppellita sotto chili di grv e gézz. Dei, che gioia andare fuori a cena e non badare a spese, e fregarsene se il conto raggiunge le 30 euro! (Ché magari per voi è una cosa normale, ma per noi coppiola di spiantati è un evento unico!)

E poi stamattina ho fatto l’ecografia ai reni e ho scoperto di avere due calcoli grossi come grani di pepe in agguato, più un soffice strato di renella formatosi probabilmente nel giro di un mese e mezzo. Più – perché le buone notizie viaggiano tutte appiccicate l’una all’altra – il legittimo sospetto che siano calcoli non derivanti da alimenti in particolare, e quindi che si formeranno qualsiasi cosa io mangi o beva, indipendentemente da quanto ci starò attenta. Posso solo bere, bere e bere. E incrociare le dita.

E vabbeh.

A parte questo, e a parte il fatto che anche quest’anno niente vacanze serie estive, direi che la bilancia pende verso le cose positive.

PER ORA. (Scaramanzia portami via)

Quando ti si piantano in testa

giovedì, luglio 1st, 2010

[...]But you brought me through
And you made me feel so
Blue, why don’t you stay behind, so
Blue, why don’t you stop and look at what’s goin’ down

(Blue, Jayhawks o anche The Thorns)

Quando qualche brano emerge prepotentemente dalla memoria e ti si piazza in testa, il più delle volte devi ascoltarlo.
Fisicamente, ovvero te lo cerchi su Youtube e te lo spari un paio di volte, giusto per correttezza verso tutto il lavoro che hanno fatto i tuoi neuroni a cacciarlo fuori dai caotici cassettini della memoria.
E spiritualmente, certo. Non ti sarà mica tornato in mente per caso, no?

I meccanismi della mente sono strani, comunque. E io non li capisco proprio per niente. Forse perché ci sono troppo dentro.

Per esempio, questo brano qua… non ho ben capito se è malinconico o vagamente speranzoso. So solo che mi fa venire voglia di una fuga. Un bel viaggetto verso nessuna meta in particolare, al tramonto, in mezzo alle colline, dove arrivi arrivi, che importa? L’importante è andare.
Mi piace.

Mi sa che ho troppo tempo libero. O troppo poco.
O forse sono solo stizzita perché all’Ikea non ho trovato né lo specchio (fuori produzione) né il tavolino king-of-sbraco (scomparso) che avevo puntato due mesi fa e non avevo preso perché squattrinata.
Ogni lasciata è persa.

Dei della Disconnessione Mentale, che mi avete fatto stasera?

Impara l’arte…

venerdì, maggio 7th, 2010

Questo era per l'attività in cui si doveva concepire se stessi come un one man band...

…sì, via, bisogna che vi spieghi cos’era lo strano coso apparso nel post precedente.

Come qualcuno forse saprà, alla Peter Pan Orchestra non si suona soltanto. Una volta al mese ci arrampichiamo (faticosamente, nel mio caso) fino al Santa Maria della Scala (davanti al Duomo di Siena) e ci facciamo ospitare dal Museo d’Arte per Bambini, dove facciamo attività sempre legate alla musica, ma soprattutto all’arte.

A novembre, mi pare, abbiamo dato il via alle danze con un’attività in cui  si divideva il foglio a metà, si ascoltava un brano, si sceglievano tre colori e si cercava di “dipingere” la musica. Poi si ascoltava un altro brano, si sceglievano altri tre colori che potevano descriverne il feel, e poi vai col tango. Chiaramente, il tutto in un tempo piuttosto ristretto, realizzato tutto di getto e, chiaramente, anche gli insegnanti non sono esentati dalle attività. E così, fra un “ohhh, ma così va bene?” e un “ahhhhh, Tizio mi ha dato una pennellata sul gomito!” e un “Caio smetti di rotolarti per terra e lascia stare Sempronio!”, anche io mi so’ messa a fare qualcosina.

La metà di sinistra è mia, ed è la versione bi/tridimensionale di "Birdland" dei Weather Report... l'altra metà l'ha fatta il Pelle, ed è "Homecoming" di Dave Holland

E in tale sede sono state concepite anche altre cose, tipo la copertina di un cd registrato dai miei due colleghi Gnappo & il Pelle (di cui vi parlerò in seguito), la bozza per la testiera del mio lettone, e altri porcai come quelli che vi espongo in questo post.

Comunque.

E’ stata una settimana piuttosto impegnativa, e ancora non è finita e fino a domenica sarà una bella rumba… Però stamani ho dormito bene e profondamente, e anche mercoledì notte. Il che non è poco, vi pare?
Questo infatti significa che oggi alla Peter Pan magari non sarò narcolettica, e che non tornerò a casa con la pesantezza d’ossa tipica di queste giornate grige e umide, un toccasana per la scimmia che vive costantemente sulla mia spalla.
Resistencia.
Oh, beh, vi lascio con uno scorcio che ritrae un po’ di PPO sul palco del Teatro dei Rozzi, risalente a martedì scorso (ecco dove andavo) e anche un fotogramma del video che avevo montato per il fondale (ecco a che serviva quello che avevo nel pendrive). Gnappo dirige e il Pelle sta dietro al pianoforte, a sinistra. Io sono quella cicciotta col soprano e gli occhiali da Clark Kent in fondo a destra.

PPO in concert! Il tizio vestito di grigio è un intruso quasi ventenne in cerca di notorietà :)

Hcctptcttacct.

martedì, aprile 27th, 2010

…per fortuna poi capito sul blog del Plas e scopro qualcosa di nuovo

Che mai pensa l’Oca?

venerdì, aprile 23rd, 2010

Dopo aver scoperto or ora da dove proviene questa frase sì famosa (Guido Gozzano, La differenza), più che altro per via dell’enigmistica illustrata by Bartezzaghi su uno dei primi numeri di Snoopy, nel 1987 o giù di lì, mi accingo a smettere di sproloquiare inutilmente e a meditare su una questione che mi sta abbastanza a cuore, e per la quale chiedo a tutti un parere spassionato.

Dovete sapere che la mia triste laurea in Scienze dei Beni Storico-Artistici, Cinematografici, Musicali e Teatrali è effettivamente piuttosto inutile se non si capisce come usarla al meglio. Purtroppo, benché di teoria ne sappia un pacco e forse anche un pacco e mezzo, questa simpatica triennale non ti apre le porte per insegnare nelle scuole di musica e questo ovviamente accade perché non ti dà nessun tipo di competenza musicale tecnica, come invece fa il Conservatorio.

Ora.

Appurato che nei dintorni non esistono lauree specialistiche che valga la pena di affrontare, appurato che se voglio continuare a insegnare musica dovrei avere minimo minimo la licenza di solfeggio (che non ho preso quando avrei potuto, odiavo il setticlavio e ho smesso di studiare, me idiota), ma anche con quella da sola non ci faccio nulla, appurato che dopotutto a me la didattica musicale piace e molto…

…secondo voi può valere la pena di mettermi a studiare di brutto per tre anni a SJ per arrivare alle competenze tecniche necessarie e poi gettarmi a pesce a far la specialistica (in jazz, suppongo) al Conservatorio di Bologna (dove forse avrei qualche agevolazione logistica e umana)?

Se dipendesse solo da me, forse sì. Ma il corso di diploma a SJ costa il giusto (160€ al mese, che per me non son bruschette) e non so se ce la farei mai a pagarmelo da sola. E nemmeno vorrei chiedere per altri 5 anni i soldi ai miei.

Appurato che ormai i trent’anni sono suonati e che le mie entrate attuali sono molto inferiori ai 500 € mensili, voi vi imbarchereste in un’impresa del genere?

Medito, pondero e non so darmi una risposta.

Under Control

sabato, febbraio 13th, 2010

Datti da fare! Dai! Forza! Per la miseria!

Però the more I want the less I feel it, the more I get, the less I need it.

Ancora non ho ben capito quale sia il mio posto nel mondo, o meglio, quale vorrei che fosse. Sono dubbiosa. Ecco cosa succede quando non si persegue nessun sogno in particolare: ci si ritrova nel mezzo, a rimirare le nuvole, a guardare la neve che cade, a cazzeggiare. Si dice che dopotutto uno si arrangia a fare qualsiasi cosa, ma mica è vero. O meglio, è vero, ma prima di farlo bisogna veramente essere ridotti in miseria nera.

Eppure me l’hanno detto in tanti e io sono la prima a saperlo. Basterebbe solo volerlo, e potrei arrivare dovunque voglia. Basterebbe solo buttarci dentro anima e cuore. Basterebbe solo sapere cos’è che mi piacerebbe davvero fare. E non lo so ancora. Giuro che non lo so.
Me ne piacciono tante. Ovvero non me ne piace davvero nessuna.
So fare un sacco di cose, ma nessuna talmente bene da poter essere scelta come reale possibilità.
Non so ancora come me la caverò. Inizio ad avere dei dubbi sulla mia integrità morale. QUALCOSA devo decidermi a portare fino in fondo. QUALCOSA.

E vabbeh.

Intermezzo #3 (all night long)

lunedì, agosto 24th, 2009

Quando la notte sei insonne e angosciata, come me fra venerdì e sabato (e il perché lo tralascerò), puoi fare poche cose che ti facilitano lo sfangamento del tempo che non si decide a passare.
Una di queste è leggere, e fin qui nulla di strano.
Un bel libro, magari non eccessivamente complesso o che ti metta in agitazione.

Una cosa come questa, magari:


Ora, a parte il fatto non trascurabile che quest’uomo è un genio e io me ne sono resa conto senza capire perché appena ho iniziato a studiare jazz, si tratta di un bel libro. E di una bella vita. E di una bella biografia.
E dire che per quasi dieci anni sono andata avanti a lamentarmi che nessuno aveva scritto niente su questa persona così incredibile. Non sapevo che nel 2004 qualcuno mi aveva esaudita.
E comunque mi sa che ne girano in giro altre.
Ma questa è notevole.
E vi consiglio tutti i libri di Stefano Zenni della stessa collana.
Anche quell’uomo è un genio.

Ma i libri a volte sono traditori, e in mezzo ci trovi proprio qualcosa che alimenta la motivazione che ti tiene sveglia. Mi è capitato con Guida galattica per autostoppisti, libro tanto acclamato da tutti quanto temuto e tenuto a debita distanza da me. Non ricordo nemmeno di averlo finito. L’ho proprio rimosso, se ci ripenso ho i brividi. Ma insomma.
La cosa migliore è affidarsi ai Bartezzaghi (soprattutto Alessandro e Stefano, poiché il compianto Piero non è più fra noi). Essi possiedono tutte le risposte, e ti costringono a trovarle a tua volta.
Sì, le parole crociate di notte fanno miracoli.

Grazie, o tu, Settimana Enigmistica. Grazie a te e alle foto in copertina, che ritraggono personaggi notissimi e tuttavia irriconoscibili, non si sa perché, peggio delle fototessere per la patente. Grazie alle Risate a denti stretti e ai Non tutti sanno che… Grazie per la Susi, soprattutto, che conosce solo dei nerd paurosi con seri problemi di comunicazione. Grazie, no, sul serio. A parte l’ultimo cruciverba a schema libero (pag. 42) del succitato enigmista che non m’è mai rimasto così vuoto et pensoso et solitario. Manco quando avevo otto anni mi rimanevano vuoti così. Che vergogna.