Archive for the ‘my dear fibromyalgia’ Category

Same refrain

venerdì, aprile 16th, 2010

"Fat Fairy" - Elohim Sanchez

Oggi, mentre attraversavo Banchi di Sotto a Siena, ho voltato la testa verso un negozio e in una frazione di secondo ho visto una ragazza che veniva verso di me.

Era una tipa snella, più alta di me, inguainata in un vestito vivace, lungo fino ai piedi, di quelli che possono star bene solo a poche persone sulla faccia della terra, e a lei stava benissimo. E credo ne fosse totalmente consapevole, con il suo passo slanciato e fiero, lo sguardo consapevole di sé e concentrato su chissà quale questione. Eppure non sembrava essere schiava della sua apparenza di donna che sapeva benissimo sia quello che voleva sia di essere in grado di ottenerlo.

Per quella frazione di secondo in cui ne ho colto la figura per intero ammetto di averla invidiata tantissimo.
Ammetto che avrei voluto avere anche io il suo sguardo risoluto.
Ammetto che avrei voluto portare io quel vestito come lo portava lei.
Ammetto anche che mi sarebbe piaciuto poter portare un vestito così.

Ma certe cose non si risolvono solo sospirando.
Certi vestiti chiusi nell’armadio che non puoi più metterti senza odiarti non si adatteranno da soli al tuo corpo.
Non è questione di vedersi orribilmente grasse. E’ questione di non riconoscersi più.
E nonostante tutti questi pensieri ancora non riesco a fare qualcosa di concreto.
Anzi, ora che mi rifa male la schiena, il mio corpo chiede a gran voce dolci e endorfine.
Come si fa a dar retta a tutti?

“Ah, funzionasse sarebbe niente!”

martedì, marzo 30th, 2010

Buona notizia: mi rimborsano i biglietti.
Cattiva notizia: erano riusciti a rintracciare tutti tranne sei persone. Tra cui noi due.

Buona notizia: finalmente, grazie alla genialità di Valberici, sempiterno e unico, ho riapprontato il vecchio Cantifradici come sottoblog-archivio di questo qua, con tanto di post off-limits sotto chiave.
Cattiva notizia: c’è qualcosa che non va in wordpress, stamani, e non riesco né a salvare né a pubblicare la pagina che avevo preparato con tanto di link e istruzioni per l’uso.

Buona notizia: finalmente la temperatura si è alzata e si sta bene.
Cattiva notizia: la fibromialgia se n’è accorta.

Sotto il tono

venerdì, marzo 19th, 2010

…c’è il semitono, potrebbe asserire convinto qualche musicista burlone con una battuta di bassissima lega.

Ovviamente IO non mi abbasserei mai anche solo a pensare a una simile freddura ghiaccia, figuriamoci poi sul mio blog.  (…)

Resta il fatto che il cambio di stagione mi lascia un po’ stordita. Almeno, i sintomi sono quelli dello smarrimento pre-primaverile.

  • Mi rifa male la schiena, quindi stasera si vedrà di riprendere a pregare San Laroxyl.
  • Mi vengono inspiegabili lacrimoni agli occhi come reazione spropositata a eventi o stimoli che in altri frangenti mi avrebbero lasciato indifferente o avrebbero provocato tutt’altro tipo di reazione.
    Ad esempio, la notizia che non prenderò la paga degli ultimi sei mesi di lavoro ancora per un po’ (chissà quanto durerà questo po’), il ricordo di una bella sfacchinata con tanto di borse della spesa e sassofono da Porta Ovile a San Miniato un paio di primavere fa, il finale di School of Rock… non so se mi spiego.
  • Ho ricominciato a dormire a ca$%o la notte, con tanto di dolori e sogni seriali faticosissimi.
  • Varie ed eventuali.

A proposito, questo è Montegiovi. Ma io abito a un km da qui, dallaltra parte del paese. Però mica male, eh?

A proposito, questo è Montegiovi. Ma io abito a un km da qui, dall'altra parte del paese. Però mica male, eh?

Però a me piace la primavera. Mi piace come il cielo azzurro influisce positivamente sul mio umore, e mi piace il primo caldino, l’odore della terra che brulica di melolontha e di germogli in ebollizione, i pesci rossi che girellano nella vascona in cerca di pappa, le giornate che si allungano, il letto di sera che si scalda più velocemente, la voglia di pulire e ripulire, volatili che scorrazzano ovunque e campi ricoperti da fiori semisconosciuti che impreziosiscono la campagna.

Poi divento pure narcolettica, ma questo è un altro discorso.
(Beh, meglio così che essere allergica agli ulivi, cipressi e graminacee come qualcun altro. E vivere in Toscana, frallaltro).

Clés sur la porte

lunedì, marzo 8th, 2010

Il post precedente non l’ha capito nessuno ed è meglio così, fortunatamente. Dopotutto, non vi va di pensare a questa giornata in modo diverso.

Son qui che mi dibatto dinanzi al pc: prender freddo ieri al live non m’ha fatto bene, pensavo di averla scampata, però… invece è tornata la mia cara amica che da novembre mi aveva lasciato in pace (san Laroxyl, e san Pochi-Sbalzi-Di-Temperatura). Aggiunta al fatto che non ho voglia di fare niente e che stasera mi sento anche un po’ demoralizzata (eh, oh, almeno una volta a settimana deve succedere, e se non succede oggi…. beh, quando? sì, sì, vabbeh, sono criptica), penso che stanotte sarà una nottata poco produttiva.

Meglio che mi porti avanti col lavoro.

Buonanotte signori, dormite il sonno dei giusti e domattina, quando vi svegliate, e ammesso che vi svegliate in un letto caldo e condiviso, date un bacio sulla spalla al vostro coinquilino di coperte.

E un grosso abbraccio ai vostri fratelli e sorelle, se ne avete.

Guardando il soffitto – belle travi! (niente travi)

lunedì, novembre 30th, 2009

 Mentre cerco di impedire che il mio gattone obeso si faccia le unghie nel mio disastrato (ma unico e manufatto) piano di lavoro-scrivania-supporto per pc-cazzate varie, riflettevo vagamente su due o tre facezie.

PeoneLa prima riguarda per l’appunto il mio gatto obeso, che è a dieta. O meglio, SAREBBE a dieta, se anche lui non fosse vittima del regime-secondo-la-nonna, che vuole che egli venga rimpinzato come se non mangiasse da mesi, paaaarino, e subisca terzi gradi se putacaso gli manca l’appetito e non s’aventa alla ciccia cruda come un Senior alla fAiga (questa la capiranno in tre). Dico anche lui perché in casa c’è qualcun altro che combatte con i chili di troppo e si incaglia su molti scogli… fra cui proprio questo. Ah, l’eterna battaglia fra la cucina delle nonne e le trippe gonfie…

La seconda invece spazia attraverso l’inquietante universo della farmacologia. Come alcuni sapranno, per evitare di distruggermi eccessivamente in un periodo della mia esistenza ahimé ancora troppo recente le ho provate un po’ tutte. Mi so’ sfogata, ho cercato di dare tempo al tempo, di pensare ad altro, di capire che succedeva… sono andata anche da una psicologa, che devo dire mi è stata di grande aiuto… insomma, mi sono data tanto da fare e sono riuscita a tirarmi fuori dal delirio senza ausilio di droghe & aggeggi vari.
Gioia? Cotillons? Raudi? Pé?… no. Cioè, sì! Però la cosa carina è che il mio reumatologo mi ha dato qualcosa per alleviare i dolori della fibromialgia, facendo in modo di rilassare i miei poveri muscoli tesi e di tornare a dormire bene la notte. Detto ritrovato della moderna chimica chiamasi Laroxyl: che sarà mai codesto medicamento miracoloso? Indovina indovinello? Ebbene sì, è un antidepressivo.
Gaudio e tripudio magno!
Seddiovole ne prendo metà della dose minima. No, anzi, meno. Per un mese. Poi si vede.
Però la cosa mi fa comunque ridere.

Ovvia, l’ultima e poi si va tutti a letto.
L’ultima riflessione è inutilmente poetica, quindi ne taglierò almeno la metà.
E’ bello svegliarsi la mattina su a Montegiovi con molta calma, godendosi il vago colore marmorizzato delle pareti, che trasudano una luce tenue e di un verde tenero; è bello anche alzarsi pigramente, infiladosi ciabatte e poncho tattico contro il freschino mattutino, e andare in bagno a comunicare con gli antenati; ed è bello anche tornare in camera e girare intorno al letto con l’unico intento di aprire le persiane, far entrare il sole autunnale nella stanza, notare come i colori si fanno di giorno in giorno più rugginosi e paradossalmente più vivi.
Però forse la cosa più bella è ritornare fra le coperte per sonnecchiare ancora un po’ e constatare, con un leggero brivido di piacere, che il letto è ancora bello caldino. E non è solo per via delle lenzuola di flanella, del piumone d’oca o del fatto che la chiacchierata con gli avi ha richiesto solo cinque minuti.

E no, non è neanche per via dei peti.

(l’avevo detto che dovevo stemperare, ecco, l’ho fatto!)

ADD: (noto con estremo piacere che nonostante io specifichi che voglio un VSPACE di almeno 10 pt, Splainder continua a fare come gli pare per ooore ed oooore. Bene, bene, ma ovvediamo dopo questo fine settimana cosa avrai da ridire, caro il mio Splainder…) (Grazie Val.) (In anticipo) (Sulla fiducia) (Sempre sia lodato) (àme.)

Round and round, boil and boil

martedì, novembre 10th, 2009
Atto I – call me for selling stuff

- Sì, buongiorno, sono della SanP$&$&%/, mi ha dato il suo numero il Centro per l’Impiego per quel posto di consulente artistico.
- Ah sì, certo. (Bene, vuol dire che ho passato la preselezione per un lavoro di cui non ho assolutamente alcuna idea… così magari scopro cos’è…) Mi può dire che tipo di lavoro…
-
Eh, sì, gliel’ho detto, consulente artistico! Si ricorda, ha fatto la…
- (… preselezione, sì, geniaccia, ho capito, ma chevvor’dì? Bah, tagliamo corto.)
Ehm, sì, ricordo bene…
- Allora per le 17 le va bene? L’indirizzo è…
- Sì, certo. (Aspetta, che ha detto? San Paolo -cosa?)

Torno a casa, vado su internet, controllo. Allora è vero. Non posso fare a meno di sorridere sconcertata. La Saie San Paolo mi ha chiamato per un colloquio. A me.
Eh eh eh.

Vi dirò, dopo il colloquio con Alleanza Assicurazioni (anche se mi avessero richiamata probabilmente avrei svicolato), quasi sono tentata di prendere in considerazione l’idea di occuparmi della vendita di Bibbie d’arte. Consulente artistico. Che buffo significato la gente dà alle parole. Diffidate della parola "consulente", mi raccomando.

Atto II – me and my best friend

- Sei davvero una rompicoglioni, un’inquilina rompicoglioni di cui non posso liberarmi!
- Però sono simpatica, dai! Pensa se fossi una di quelle che piangono tutto il giorno o danno fuoco alle cose!
- No, non sei simpatica, ma si finisce per affezionarsi anche alle rompicoglioni come te. Potessi ti spedirei via a calci nel culo, ma poiché devi rimanere e non ti posso sloggiare, vediamo di trovare un accordo.
- Beh, sei tu che devi rispettare le mie regole, ciccia, sennò ti rassegni a fare a cazzotti coi dolori.
- Sì, ma non è che per causa tua devo smettere di fare TUTTE le cose che mi piacciono… poi sai che cerco sempre di coccolarti, di sti tempi.
- Ma sai anche che non è colpa mia se a volte devo martellarti…
- E nemmeno mia. Mica posso minacciare di morte il tempo atmosferico. Posso solo evitare di darti motivi per incazzarti.
- A volte non è abbastanza.
- Lo so, ma mica è colpa mia.
- Eh già, questo è vero. Oddio, ogni tanto te le cerchi.
- Sì, ma cerco di non lamentarmi troppo.
- Ma ti lamenti.
- Ogni tanto sì, fa bene bobare e uggiolare. Così mi sfogo un po’ e tu non ti senti trascurata.
- Sei gentile.
- Anche te vedi di diventarlo. E ora andiamo a prenderci qualcosa di dolce, così stiamo meglio tutte e due.
- E i dieci chili che devi perdere?
- Con loro ci discuto quando ho finito con te.
- Ehhh.
- Non aggiungere altro.

Atto III – Looking for squashes


Oh, dieci chili che vi ostinate a rimanere su di me!
Non fate caso alla mia pigrizia atavica
né al livello di endorfina da tenere sempre alto!
Siate gentili, siate benevoli!
Lasciate lentamente questo corpo,
mondatelo dal rotolo di ciccia del girovita
e piallate il velo di grasso su braccia e gambe!
Dissolvetevi! Eclissatevi! Sparite magicamente!
Puff!

No, eh? E vabbeh, mi mangerò questa crema di zucche, fanculo, to’.

zuppa

Les voyageurs

lunedì, ottobre 19th, 2009
Hyde Park, day #1.




Fosse per me, ripartirei ora, adesso, subito.
Per andare dove? Non importa.

Però anche rimanere qui, cercare un terzo lavoro, litigare pazientemente con idraulici e/o caldaisti, dannarsi con la fibromialgia e le temperature rigide, osservare il proprio già triste conto in banca assottigliarsi sempre di più e combattere contro il freddo a Montegiovi ha un suo fascino.

Non ho ben capito quale, in realtà.
Forse scriverò due righe sul Galletto.
E sull’Entroglifero, che c’ho da arredare casa.

Non farlo! No! NOOOOO!!! Lo fa.

martedì, ottobre 13th, 2009
Poiché io ambisco alla monotematicità ma non faccio apposta, mi lamenterei volentieri del mal di schiena.
Ma poiché mi so’ rotta le palle di essere monotematica, farò finta che ESSO non esista.

La domanda del mercato ortofrutticolo che dimora da sempre nella mia testa stasera è:

"Perché stai scrivendo, brutta caprona? Che tanto non hai punta voglia?
La tua mente vuota e piena di mosche che si fermano sul collo (cit. – e voglio vedere chi la coglie) non produce nulla di sensato, di ‘sti tempi. Sei in piena stasi creativa e, diciamocelo, quando stai bene non scrivi niente di utile né di vagamente sensato.
Te ne stai lì, come un’ebete, a fissare lo schermo, consapevole del fatto inoppugnabile che non hai niente da dire. Potresti dipingere, potresti suonare, potresti comporre… no, non dirmi che devi condividere questa stanza con il tu’babbo che guarda la partita, non attacca. O meglio, sì, va bene, ma allora fai qualcos’altro! Hai da cucire! Hai da creare! Sì, sì, lo so, ti viene meglio quando puoi mettere i cartoni animati in sottofondo, ma quanto sei diventata ficosa…
Insomma, quello che scrivi è insipido e incolore, buttati almeno su un bel racconto! Uno comprensibile! Non ci vorrai dire che ti mancano i personaggi e gli spunti, eh? No, manco quello.
O allora disegna! Dai! Piantala di star qui a tentare di produrre qualcosa!
Insomma, che ci fai qui a scrivere, ce lo spieghi?"

E’ vero. Quando sto bene sono poco produttiva.
Ma questo non va bene. Non mi sento in pace con me stessa. Quindi fra un po’ non starò più bene.
E’ un cane che si morde la coda.
Uff.
Che palle convivere con un mercato ortofrutticolo in testa.

Fig. 1 – Dicesi una piccola parte del condominio

Altra notarella: l’Entroglifero è rinato!

Say it loud

domenica, settembre 20th, 2009

Mi fa male ‘sta ca$5o di schiena.

(Ah, no, giusto. Say it loud. Giusto, giusto.)

MI FA MALE ‘STA CA$%O DI SCHIENA!!!!

Ovviamente a Londra non sarà né freddo né umido. No, anzi! Ci sarà, come di consueto, un bel sole caaaldo, un clima secco e gradevole e non mi stancherò affatto a girellare ovunque con gli occhioni ben spalancati. Starò benissimo. Non avrò un dolorino nemmeno a darmi le martellate sulle scapole. L’aereo non sarà in ritardo né cadrà e/o esploderà in volo, né succederanno cose orribili per le quali mi pentirò amaramente di essere partita.
Nulla di tutto questo.

CHIARO?

Bene, concluso l’intermezzo di ansia-da-dolori-pre-partenza, mi accingo ad andare a dormire. Mancano meno di tre giorni al treno per Pisa (ore 4.33 di mercoledì notte, evviva evviva).
Abbiamo anche compilato una lista sommaria di dove abbiamo intenzione di andare, grazie alle indicazioni di viaggi passati, di amici e della divina Wikipedia. Più o meno consta di:

  • Tate Modern (immancabile, lo adoro)
  • British Museum
  • National Gallery (quando ci sono stata con la scuola, più di 10 anni fa, i prof ci fecero rimanere dentro tipo un’ora, di cui venti minuti in libertà… da spararsi)
  • Victoria and Albert Museum
  • Natural History Museum
  • Chinatown
  • Covent Garden
  • Globe Theatre
  • Camden Town – Regent’s Park
  • Baker Street & Craven Road (non possiamo certo evitarle… no? Sir Arthur e Sclavi non ce lo perdonerebbero mai)
  • Hyde Park
  • Kensington Gardens
  • Highgate Cemetery
  • Soho – Agent Provocateur (sarà che non vado nel negozio di lingerie più chic d’Europa?)
  • Forbidden Planet (sarà che non andiamo nel negozio di fumetti più enorme d’Europa?)
  • Quel locale che sa la Kirsty vicino casa sua (ve ne parlo dopo esserci andata!)
  • Quel palazzo pieno di pub davanti a Leicester Square (mi pare) che sa Stilgar

…Altre chicche da consigliarci?

Celebrate good times – C’MON!

venerdì, settembre 11th, 2009

Quando ci sono, è bene tenersi stretti, no? quindi, parliamone.

# 1 – IL CONCLAVE DEL REGNO ETERNO

Diciamo la verità: non mi aspettavo affatto che andasse così maledettamente bene. Non per essere distruttiva, ma semplicemente perché il mio morale personale era piuttosto sotto terra, perché con l’umidità di quei giorni mi aspettavo una tragedia, perché l’afflizione è una brutta bestia ed è difficile scrollarsela definitivamente di dosso.
E invece… INVECE!
Se come evento di gioco è stato notevole e denso, ma questo già me lo aspettavo, come evento dal lato umano è stato forse uno dei più incoraggianti e rilassanti che abbiamo mai organizzato. Non ci sono molte altre parole per esprimere il concetto tranne che sono stata davvero BENE. Ho tirato un sospiro di sollievo che mi ha ricambiato tutta l’aria dei polmoni, scacciando via quella vecchia e stantia.
Ahhhhh, spero solo che un tale stato di grazia duri in eterno. Vabbeh, in eterno no, ma facciamo almeno per un annetto, eh?

Ma sono rimasta anche stupita dal fatto che già l’anno scorso erano venute a giocare da noi alcune persone che avevano perso quasi del tutto la voglia di giocare di ruolo dal vivo per via di esperienzacce e così via… avere accanto quelle stesse persone ancora a distanza di un anno, e magari aver visto come nel tempo abbiano contribuito ad allargare la famiglia dei nostri giocatori non ha prezzo, credetemi. Per me vuol dire aver contribuito a creare e a tener vivo qualcosa di bello e di utile. E vuole anche dire aver trovato nuovi amici.
E un’altra cosa che non ha prezzo è ritrovare fra gli iscritti persone conosciute per caso anche sei anni fa, o persone conosciute sulle città virtuali e con cui poi è nata una profonda amicizia, e vedere tutta questa gente così diversa fra loro che gioca insieme, vive per quattro giorni quasi in simbiosi, si aiuta a vicenda e intanto si diverte. Si creano nuovi legami, si approfondiscono quelli già esistenti. Non son cose da poco.

Vi metto qua due foto che mi ha passato Miralys… a parte il ritratto dei coniugi più inquietanti della storia di Whanel (…), il gruppone che potete rimirare è tutta la fazione alemarita al (quasi) completo (e con un intruso, quel coso indefinito con le piume e la maschera). Belli e colorati da pg, grandiosi da persone vere.

cliccateli, ingranditeli, godeteveli. E non fate caso alle occhiaie.


# 2 – CODESTA CASA LA’

Procedono a pieno ritmo i maledetti lavori, eh! Potrei sprecare ore di parole, ma intanto vi mostro un paio di eloquentissime foto fresche fresche…

THE KITCHEN

Come potete vedere, ancora non ho le sedie, e non ho nemmeno le strisce di riparamento della porta e delle finestre (fidatevi, mancano ovunque), però ho un tavolo da 6-10 che verrà sfruttato spero più e più volte e il posto sta già prendendo una sua forma.
Questa credo sia la stanza che mi piace di più, per il momento, e quella dove spero di passare un sacco di tempo a fare stupidie futili esperimenti culinari per la gioia di tutti…

LA CAMERA PICCOLA

Sì, avete visto bene. E’ un giallo pesca. Ed è vuota.
Il materasso è degli inquilini precedenti, lo scagffale era nella dispensa, e non si sa poi dove apparirà e scomparirà. NElla stanza c’è solo un’altra cosa, ovvero un omomorto (no, non è la vittima che tutti voi attendete da mesi! è l’appendiabiti maschile, come lo chiamate voi?). Il resto è tutto da fare. Forse domani ci porto su un pezzo del mio armadio. Forse anche il letto gemello del mio. Sicuramente ci dipingerò degli ideogrammi che scendono dallo stacco del colore sul soffitto. Anzi, se qualcuno di voi mi consiglia dove trovare qualche sito di shodo dove trovare idee e traduzioni dei kanji, gliene sarei immensamente grata… non li volevo buttare là a caso, dopotutto ho un passato da linguista! (pure?)

LA SALA GRANDE

Per il momento questa rappresenta ancora un mistero. Si tratta della stanza dove c’era l’ingresso una volta (adesso si entra dal piano terra, dalla cucina) quindi consta di un portone e un grande terrazzo. E di porte che vi si aprono su a caso.
Per il momento si limita ad essere il deposito di tutta la robaccia in attesa di essere sfollata o ridistribuita.
Ma necessita di molte idee per essere riorganizzata al meglio… e sarà MOLTO difficile…
Ma tanto verrà per ultima, quindi checcenefregannòi?

LA SALA

Anche qui niente strisce di riparamento alle finestre e le uniche cose che ci vedete dentro sono esattamente queste: il divano letto col copriletto psicopharma e il mobiletto componibile dell’Ikea multiuso e multifunzione. Sono in cerca di un carrellino per il lettore dvd + piccola televisione (senza antenna, io ODIO la televisione). Appena il mi’babbo può, ci porta il mio adorato Augusto (il pianoforte, no l’omo dell’Elena, nda).
Vuota, ma gialla, allegra e grande.
E con le parole crociate e i fumetti a portata.

LA CAMERA GRANDE

Ehh, qui i lavori sono in corso, come si evince. Infatti ora stacco qui e vado a dare una mano di Idrotix alle pareti. E poi giù di Cebotrend. Verde chiarissimo. Anzi, color tzatziki.
Perché in casa mia si ragiona tutto in termini di pappatoria.
Ho anche il letto, o meglio, la struttura. Che va trattata con la gommalacca, fra l’altro. Il resto va ovviamente comprato ad hoc.
Si vedrà di dare una forma a questa stanza prima della fine della settimana.
E vedremo come va.

Insomma, a parte la fibromialgia…
Considerato anche che mercoledì 23 parto per Londra…
E che lunedì vado a Siena per vedere di lavurà…

…direi che va meglio, no?