Archive for the ‘pagine bianche’ Category

Foto-sconquasso

martedì, luglio 5th, 2011

No, via, vi voglio bene quindi non vi meritate un lungo post sulle ventimila cosa che vorrei raccontarvi. Non ve lo meritate e quindi mi limiterò a un post pieno di foto e con meno parole possibili. Mi tocca un po’ selezionare, eh.

#1


Anche se è un po’ scura, spero che si capisca che cosa stiamo facendo. E’ metà maggio, ci siamo appena sparati una fritturona in quattro sotto lo stand TdA a Ludogrifo e adesso è il momento di mangiare il profiterol portato da un amico.
Con le mani.
Mi piacciono sempre tanto questi momenti di porcilajo puro. Mi fanno sentire al posto giusto con la gente giusta. Forse questo dovrebbe preoccuparmi, eh?

#2

Non ho foto degli ultimi concerti della Peter Pan Orchestra, purtroppo. Voglio dire, immagino che i genitori dei ragazzi ne abbiano, ma io niente, sigh. Un po’ d’amaro in bocca, fra l’altro, a pensarci. Ma tralasciamo, anche perché stamani il mio amato pendrive/lettore mp3 ha misteriosamente smesso di funzionare. Del tutto.
Voglio dire… dentro c’erano due anni di arrangiamenti e non sono sicura di avere una copia di ogni cosa.
Sì, sì, stendiamo un velo pietoso, non ci voglio pensare adesso, via!

#3

Eccoci, questo è un rapido ricordo di quel che è successo a Orizzonti Fantasy. Purtroppo non c’è tutto quello che avrebbe dovuto esserci (nel filmato, intendo) perché incredibilmente non avevamo abbastanza foto di tutto. Ma spero si capisca.
Comunque, ora che la bufera è passata, onestamente non ci voglio più pensare per almeno due mesi. Poi, poiché mi conosco bene, mi ributterò a capofitto nell’idea di riorganizzarlo e stavolta più in grande e meglio. Però, per ora il mio cervello si svuoterà allegramente perché ho una crisi di rigetto pesantissima verso tutte queste cose… lallallà lallallaaaaahh!!!

#4

Due giorni dopo una simpatica litrotrissione (ovvero il bombardamento di Godzilla che attendeva perfido nel rene sinistro), dopo una notte al Pronto Soccorso iniziata col Contramal e terminata con il trionfo della morfina (che ti trascina sempre alla sagra del vomito contro la tua volontà), alle 8.30 di mattina (con 4 ore di sonno, nota bene) io e il Lurker siamo partiti per Spianessa (vicino Pistoia) per fare presenza all’evento delle TdA… o meglio, lui è riuscito a fare quello che doveva fare (ovvero arrivare e venire arrestato XD), io invece ero ancora sballottata dalla morfina quindi non ho impersonato la tipa che vedete qui sopra mirabilmente interpretata dalla Cri… e, con l’amaro in bocca, sono andata a onorare l’altro impegno della giornata, ovvero il matrimonio di mia cugina.

Potrei dire che era bella, la sposa, ma mentirei spudoratamente in quanto era molto, molto più che bella. Sarà che è la mia cuginetta del cuore, quella più vicina a me per età, con la quale abbiamo condiviso di tutto fin da piccole nonostante abitiamo in due città diverse… sarà che aveva un sorriso che avrebbe spaccato anche un iceberg al polo nord… sarà stata la faccia del mi’ zio mentre l’accompagnava all’altare… sarà stata la morfina… saranno stati i dolori che andavano e venivano… sarà stato quel che vi pare, ma appena l’ho vista entrare dal portone mi sono commossa come mai avevo fatto a un matrimonio prima d’ora. Anzi, un tempo nemmeno mi piacevano i matrimoni. In realtà in generale non mi piacciono nemmeno adesso, con eccezioni, e anche in questo c’era da pagare il solito fio (quello di aver 31 anni, un compagno studente, nessun lavoro che ti dia garanzie e nessuna fretta di avere una prole combinati a una famiglia in cui i genitori plurimi si sprecano e i “e te quando ti sposi?” fioccano in tutte le occasioni – ma d’altronde c’è chi sta peggio, tipo un certo cugino trentanovenne… soprassediamo!), ma lei, anzi, LORO erano splendidi e questo bastava a rischiarare a giorno qualsiasi ombra.
Queste sono cose preziose, e vanno tenute care.

Soprattutto perché poi le coliche sono andate avanti per otto giorni prima di espellere tutti i ghiaiottoli.

#5

Già, i ghiaiottoli! Le coliche! Sembra che adesso siamo solo a quota cinque (tre calcoli a sinistra vs. due a destra) e almeno quelli a sx non sono vicini ai calici, quindi per un po’ si spera se ne stiano buonini… in compenso è venuta a trovarmi sora Ragade-A-Ore-Dodici e il mio colon si è irritato enormemente per tutto questo via vai di urologi-nefrologi-proctologi. La morale della favola è che per mandar via sora R.A.O.D. (la quale si è presentata in quanto stizzita dalla presenza massiccia di farmaci in circolazione a Pasqua) il mio colon mi ha dichiarato guerra non si sa come mai, indi lo stomaco ha deciso arbitrariamente di non togliermi lo stimolo della fame, anzi, di combinarlo alla nausea continua, in modo da rendermi confusa e infelice (ma soprattutto dolorosamente stitica, ecco). Insomma, qui ‘un s’arguvisce.

Ma sapete che c’è? Mi importa una cippa. Domani accompagno il Lurker a fare l’esame di Radiologia (incrociate ogni appendice, potrebbe servirgli) a Siena e vada come vada poi si va. Dove si va? Mare, che diamine. Con la Vespa e in tenda, as usual. abbiamo un budget ridottissimo, ma lo faremo fruttare. Ce lo meritiamo. Ho bisogno di staccare da tutte le cose poco liete che mi sono successe. Ho bisogno di pensare lucidamente. Mi servono due giorni di puro nulla.

#6

Un’ultima cosa: vi segnalo un capolavoro. Un capolavoro che questa persona non potrà vedere. Ne ho già parlato, lo so, e all’epoca fu un colpo davvero amaro, ma ero convinta che il tempo avrebbe attenuato e lenito il dolore, che guardare un bel film e riconoscerlo come tale sarebbe stato un modo per rendere omaggio alla persona che era e a quanto era riuscito a trasmettere anche a una taona come me.
Mi sbagliavo. Ogni capolavoro che riuscirò a vedere sarà un dito in una piaga che non si rinsalderà mai del tutto. Un capolavoro che lui avrebbe visto e che a me sarebbe piaciuto sentirgli commentare. Indipendentemente dal fatto che forse non avrei capito molto delle sue considerazioni.
Comunque è qualcosa che non passa. Devo prenderne atto. Non può passare. Lui non c’è più e non vedrà mai né questo né nessun altro film. E dire che sembravano prendere vita solo per lui, perché lui potesse parlarne e condividerne i significati con il resto del mondo.
Beh, se non l’avete fatto, godetevi questa piccola perla, voi che potete.

E ora basta, il post è sufficientemente sconclusionato…

Travaso

venerdì, agosto 27th, 2010

Questo è l’ultimo post che scrivo sfruttando l’Adsl di casa a Arezzo, credo.

Sì, perché è arrivato il momento di traslocare anche il pc, ora che la connessione su a MG dovrebbe funzionare.
Sembra una cazzata, il risultato del normale svolgimento della storia, e invece mi fa venire l’ansia.
Perché?
Beh, perché il pc era uno degli ultimi motivi forti (a parte il fatto che voglio bene ai miei e non mi dispiace passar tempo qua) che mi trattenevano qui per diverse ore/giorni alla settimana.
E ora non devo più farlo perché avrò tutte le mie cosine funzionanti su.

E’ una cosa vertiginosa e devo rifletterci su un po’ meglio.

Come la Valori in via Piccolomini

mercoledì, maggio 26th, 2010

Dove, peraltro, non arriverà mai perché Panelli la porterà al Policlinico dall’altra parte della città (cit).

Ogni tanto mi sento anche io un po’ così.

E anche un po’ così.

Vabbeh, ci si rivede fra qualche giorno, che domani si torna a Siena…
Aaaaaaaaaaaaahaha!

Thirty questions

sabato, gennaio 23rd, 2010

Ok, ok. Dai, ci provo.

1) Se non era per la mi’nonna che si impuntava per cercare un medico qualsiasi in tutta la maternità, probabilmente un’ostetrica cretina avrebbe fatto fuori sia me che la mi’mamma. Non ricordo bene con esattezza cosa sia accaduto ma, quando ne parla, la mi’nonna continua a minacciarla anche dopo tutti questi anni. E non è una persona rancorosa.

2) La prima volta che ho visto il mare avevo sette mesi. La leggenda narra che già volessi buttarmi a mollo, tendendo le braccine cicciotte spasmodicamente verso l’acqua. Un grande amore nato quasi subito.

3) La mia primissima amica si chiama Chiara, ha i capelli rossi e fino alle medie è stata sempre molto, molto, molto più alta di me. Ma roba che ci chiamavano mamma e figliola. Adesso sono più alta io di lei, e mi sento quasi a disagio.

4) Quando ancora costruivano i caminetti in modo approssimativo (…) e io ero in fasce o giù di lì, andò a fuoco una specie di materiale a me ignoto che mettevano nel cassettino della cenere. Di notte la casa si riempì di fumo e non ricordo chi fra la mi’mamma e la mi’nonna si svegliò, evitandoci una dolce e silenziosa morte per asfissia.

5) Ruppi il fidanzamento con il mio grande amore dell’asilo perché iniziò a perdere i denti da latte.

6) Ho perso il primo dentino a 7 anni suonati e l’ultimo a 17, in classe, dopo sei mesi di dringolamento.

7) Odio le bambole, mi fanno paura, e questo anche da piccola. L’unica che mi regalò una fidanzata di qualcuno che non ricordo la buttai nella spazzatura davanti ai suoi occhi. Seppi poi che i due si lasciarono poco dopo.

8) Un giorno imprecisato del 1983 la mi’mamma a scuola (fa l’insegnante alla materna) ricevette una telefonata trafelatissima di mia nonna.
N: Oddio oddio! e’ successa una cosa! Oddio!
M (che già aveva un infarto in corso): Oddio! Che è successo? La bimba sta male?
N: oddio!!! Era davanti alla televisione!!! (n.b. all’epoca la mattina su alcuni canali c’erano ancora le prove tecniche del televideo e niente programmi)
M (sempre più angosciata): oddio! Ma come sta? che è successo?
N: oddio! M’ha chiesto che vuol dire “contemporaneamente”!!!
M (boccheggia): come scusa?
N: l’ha letto sul televideo!!! LEGGE!!!!
M: (attimo di silenzio, respiro che ritorna normale, odio che inizia a trapelare) Ah. E non lo sapevi? M’hai fatto prendere un colpo. (bestemmie silenziose)
N: sì ma…
M: (click)

9) Ho dato il mio primo bacio a 11 anni in una doccia di un campeggio a Marina di Grosseto. Con me c’era la vittima predestinata e una mia carissima amica, di due anni più grande di me. Ella mi fu testimone.

10) Visto che mi piaceva tanto il mare ma con la ciambella ogni tanto mi rovesciavo, mi mandarono in piscina a imparare. Fu tutto bellissimo finché non fu il momento di andare in vasca grande. Pianti e disperazione inaudita. Solo grazie allo zio della sopracitata Chiara, che mi accompagnò braccio a braccio lungo il bordo vasca, la grande impresa fu possibile.

11) Il mio ricordo più antico penso sia un greppetto di margherite vicino alla scalinata della maternità col mi’ babbo un 8 marzo di tanti anni fa. Poi, buio per diversi anni.

12) A parte la Chiara e ogni tanto la mia vicina di casa non giocavo mai con molte persone. Passavo un sacco di tempo all’aria aperta e nel pollaio, e ogni tanto ipnotizzavo le galline accarezzandole.

13) Ogni tanto sogno le scale di casa di mia zia piene e rigonfie di scatoloni. Eppure sono convinta di averla vista, questa scena.

14) Per anni sono stata terrorizzata dai campanili, e abitare davanti a una chiesaccia moderna con un campanile particolarmente brutto non mi ha aiutato granché. Passavo sotto le finestre di cucina per non farmi vedere e facevo incubi tremendi in cui il campanile di questa chiesa mi inseguiva ovunque, avvicinandomi ovunque andassi. M’è passata quando m’hanno raccontato quando era iniziata.

15) A Bocca Seriola, per cercare di acchiappare i girini, finii dentro un ruscello battendo una memorabile culata bagnata.

16) AL Luna Park salivo sempre da poche parti, ho lo stomaco debole anche adesso. Mai salita sul Tagadà manco da grande.

17) Ho iniziato a scrivere diari privati e segreti più o meno a sei anni.

18) Con la Chiara passavamo mattinate intere alle elementari a rimodificare gli slogan pubblicitari infarcendoli di parolacce.

19) Sono sempre stata per le storie lunghe e testarde: per tutte le elementari mi è piaciuto un bambino che non m’ha mai preso in considerazione. Alle medie uguale. Alle superiori ho capito che così non poteva funzionare.

20) La mia prima volta è stata nel garage di un amico attrezzato a sua stanza privata. Non con lui, ovviamente.

21) La terza media è stato l’anno più tremendo della mia vita. E lo dico pur sapendo che anche di recente ci sono stati momenti orrendi. Inutile quello che dicono i “grandi”, l’adolescenza non è affatto il periodo più bello della vita di una persona. Semmai l’esatto contrario.

22) Quando ho odiato veramente qualcuno, di solito erano tutte femmine. Le ferite più grandi però me l’hanno inferta la mancanza di sensibilità di alcuni maschi.

23) Quando mi arrabbiavo da piccola mi infilavo il cuscino in bocca per morderlo, e un po’ mi calmavo.

24) Sono sempre stata manesca, ma quasi mai per prima. L’eccezione è il primo anno dell’asilo, in cui fui costretta ad andare a scuola con la mi’mamma. Chiunque si avvicinasse a lei o le saltasse in braccio, io lo tonfavo di brutto. Una situazione deliziosa, soprattutto per la mi’mamma.

25) Ho fatto l’Azione Cattolica Ragazzi, e per mia scelta. Poi qualcosa si è incrinato irrimediabilmente.

26) Ho preso la patente a 18 anni essenzialmente perché volevo guidare la vespa 125 senza problemi in due. Poi ho capito che anche la macchina era utile, sopratutto perché ero al più grande di uno dei miei gruppetti di amici e toccava sempre provvedere a me. Che lunghi anni di gente che vomitava e io a reggere le teste…

27) Fin da piccolissima ho sempre partecipato alle Feste dell’Unità, e fin da allora ho sempre dato una mano, anche solo a preparare i rotoli di tovagliolo e posate. In una di queste feste nella Fortezza Medicea io e la Chiara (sempre lei) a 7-8 anni ci siamo fatte tutto il giro delle mura della fortezza di notte, mentre i nostri genitori lavoravano in pizzeria. In un lato (non tanto piccino) non si poteva passare perché era in ristrutturazione, così l’abbiamo fatto tutto camminando a pelo aggrappate alla rete di recinzione che dava su un buco piuttosto profondo, finché non siamo approdate sane e salve su un bastione. Al di là della rete si vedeva il cimitero illuminato… che comodo: se cadevamo, potevano portarci direttamente lì!

28) Una volta ho fatto una sana maratona orizzontale in una piscina pubblica all’aperto. Vi assicuro che nessuno si è accorto di niente. Ero giovane e scavezzacollo, e meno cicciotta di ora.

29) Da piccina ho letto “Uccelli di Rovo” e più tardi i libri di Richard Bach. NAll’epoca non mi sono nemmeno dispiaciuti tanto. Ma un trauma da qualche parte doveva pur esserci.

30) Stamattina, finalmente, sono andata a donare il sangue. Un buon modo per festeggiare l’ultimo giorno da ventinovenne.

Difficile raccontare 30 cose successe in questi 30 anni. Ma più difficile è raccontarne 30 un minimo interessanti.
E insomma, alla fine, attraverso tutto questo e anche molto di più, eccomi qua!

ultimo da 29

Des pas sur la neige

sabato, dicembre 19th, 2009

C’era una volta una città dove non nevicava praticamente mai. E c’era una volta una giovane donna che amava moltissimo la neve. Le due cose non andavano molto d’accordo, evidentemente. Non potevano andare d’accordo. Su questo possiamo andare abbastanza sul sicuro.

Eppure forse era la quasi totale assenza di nevicate in quella città che faceva apprezzare infinitamente alla giovane quei pochi fiocchi candidi che ogni tanto si degnavano di cadere dal cielo anche di quella città così restia a farsi coprire di un candido manto.

Poi, però, a volte la neve arrivava lo stesso, incurante del caos che si scatenava sotto di lei: se una città non è abituata ad accoglierla, una nevicata blocc aogni cosa e manda tutto nel pallone. Le strade si svuotano. Le auto si fermano. La gente se ne sta a casa al calduccio.

E la città può finalmente appartenere solo ai sognatori sbalestrati e distratti che amano la neve e il colore incredibile del cielo quando decide di cadere la sera.

Adoro via Fiorentina senza un cane. Peccato la foto non renda il colore e la nitidezza della luce stanotte.

Adoro anche gli incontri notturni. Vecchi amichetti che non speri di incontrare a venti all’una.

Alla fine davvero non sai più di che colore sia il cielo, e che ore siano.

Perché naturalmente c’è la luce. La luce è il fondamento di tutto il fascino della neve di notte in città. E il silenzio. E la sensazione autentica che la città sia davvero tutta per te.

Certo, passeggiare da soli è splendido. Appropriarsi della città è rigenerante. Ma condividerla con qualcuno è un’altra cosa.
A quest’ora, poi.

PS: queste son proprio belle giornate per venire al mondo, secondo me… Auguri Licia, auguri Giuliano, ma direi soprattutto in bocca al lupo Irene! :)

Aria nuova – reloaded

lunedì, dicembre 14th, 2009

Non mi bastava, no!

Quando si dice il cambiamento… oggiù, cambiamento deve essere, no mezze misure! No chiodi! No bruchi pettinati contropelo!

E quindi sì. Ci siamo. Benvenuti sul nuovo Cantiacidi!

Innanzitutto osanniamo tutti in coro (tutti chi?) (oggiù, aiutatemi, dai!) (…) il roboante, magniloquente, incommensurabile Val che ha reso possibile tutto questo, e che presto renderà possibile anche la migrazione dei vecchi post (quelli del privé, ricordate? son lì dal 2003…), oppure la distruzione di tutti i miei blog, compresi quelli aperti sotto falso nome di cui ormai si è persa memoria (vi ci voglio a trovarli, ma ritengo che abbiate troppo buongusto e una vita sociale troppo soddisfacente anche solo per pensarci). Chi può dirlo.

Scopro solo adesso con una certa sorpresa che non posso (a meno che non si possa spippolare sull’html) diminuire l’ampiezza del carattere, quindi niente soliti giochini di piccolo/grande/piccolo/grande finché non ho imparato il sistema (sigh).
E scopro anche con immensa gioia che se sbaglio a pigiare i tasti la pagina non sparisce come su Splainder (quanti post bruciati per le mie scarse doti di dattilografa!), ma mi chiede educatamente conferma:

“Vuoi davvero uscire da questa pagina?”
“No, ca$$o, NOOOO!!! Ahhh, già, non è Splainder, fiùùù… no, grazie.”

Ma comunque.
Che cosa è dunque diventato questo posto, o meglio, che cosa diventerà una volta che in esso saranno confluiti ben sei anni e passa della mia vita di paciosa blogger?
La risposta è ovvia: resterà sempre il solito, palloso, increscioso contenitore di cazzate. Cavallo che vince (?!?) non si cambia. Più che altro, non avrò mai la costanza di cercare di farlo diventare qualcosa di diverso.

E questo trasloco forse significherà una maggiore assiduità da parte mia nel postare?
Risposta altrettanto ovvia: no, certo, scherziamo? Sia mai.  Blasfemia pura.

Insomma siamo qui. Sono qui. Insomma, sì, beh, mah.
Che ve ne pare, di questo vento di cambiamenti?

Judo Boy Gnudo

sabato, dicembre 12th, 2009

Sì, è vero. Non sono mai ad Arezzo. Non ho mai la possibilità di scrivere su questo bloggo favònio né di leggere i vostri parti letterari con assiduo affetto, come farei se passassi molto tempo a casa.
Ma presto tutto questo cambierà.
Presto sarà il 24 dicembre.
Presto sarò in pausa dalla Peter Pan e non dovrò sbattermi a Siena.
Presto inizierò et finirò di lavorare a Boscovivo (un lampo invernale, anzi, pre-natalizio, come d’uso).
Presto avrò risolto il problema "ok, cosa regalo a quelle quattro persone a cui farò il regalo? E dove trovo i soldi? Sarà meglio prostituirsi dal Mazzi o al Torrino? Dove fa meno freddo?"
Presto finirò la cura di Laroxyl e mi prenderò una bella ciucca liberatoria.
Presto magari si fa un pranzone.
Presto riuscirò a beccare Val.
Presto si passa a un blogghe nuovo nuovo.
Chiaro, presto è un concetto estremamente relativo.

Quindi nel fratempo faccio un sondaggio, così magari partorisco idee (anche se una notte di sesso sfrenato sui terrazzamenti liguri come alumàto presso StanLaurel non mi dispiacerebbe poi così tanto, non foss’altro per il ghiaccio bussone):

che farete voialtri per l’Ultimo Dell’Anno?
(giorno peraltro da me temuto come e più dell’omo nero)


No, così, tanto per farmi l’affaracci vostri.

PS: Gallettini. Chicchi Ricchi Cchì.

Back to (second) life!

mercoledì, aprile 29th, 2009

Eccoci. Ovvia, eccoci.
Non ho resistito alla tentazione di tornare alla luce del giorno.
Da una parte ero lieta di potermi esprimere liberamente (seee…) sui Cantifradici, ma da una parte mi mancava un po’ quel gusto del voyeurismo. Mio, vostro, loro… insomma, quello.
Ci ho pensato bene. Questo è un momento di grandi cambiamenti… chi mi segue da tanto sa che mi sono laureata dopo anni di oscuro tormento… alcuni sanno anche che ci sono altre cose in ballo…
Ho pensato che un taglio netto ci vuole.
Oh, beh, diciamo un mezzo taglio.

Perché sia chiaro: non sia mai che chiuda i Cantifradici, eh. Ci son cose che non si posson dire così, all’aria aperta. Ci son cose che mi va di sputare con rabbia, ma solo in privato. Ci son cose che son troppo private persino per quel blog lì, e finiscono nel misterioso Galletto. E poi lì ci sono rinchiusi 5 anni e mezzo di vita da blogger più o meno silenziosa. Me li tengo stretti, con tutto quel che han significato per me.
Però adesso forse è il caso di voltare un’altra pagina del libro. Senza strappare le altre, chiaro, ma va voltata.

Insomma si riapre, e stavolta con una pagina bianca. Una pagina di qualcuno che ancora barcolla all’idea di essersi ri-divisa di nuovo. Uno, due, tre, quattro… cinque blog. Si può fare. C’è molta più gente in questa piazza di mercato che mi si agita in testa.

Oh, beh, per il momento provo.
Alle peggio, si ristacca di nuovo.
E che problema c’è?
Chi ci corre dietro?
Qual è il senso della vita?
Perché la Clerici è ovunque?
Che roba sono i vermi neri nella vasca di Monte Giovi?
Chi ha detto glitter?

(ah, ma noto con piacere che sei già ripartita alla grande, eh!)(eh, capirai, ormai son dottoressa…)