Archive for the ‘artigianato locale’ Category

…end a héppi niu ììììììar!

lunedì, dicembre 26th, 2011

PREMESSA

 

Domanda: Pronta per partire per Londra col Lurker?

Risposta: Ho l’influenza, mi cola il naso, mi bruciano gli occhi, ho paura dell’aereo, stanotte tocca fare afterhour in stazione o non so dove al freddo perché l’aeroporto di Pisa non apre prima delle quattro, dobbiamo pulire casa, digerire i pranzi di Natale e se mi prende una colica durante il decollo sono una donna finita.

Domanda: E quindi? Sei pronta?

Risposta: Sì, che diamine.

 

EVVIVA!!! Buon Natale a tutti!!!

Prima di levare le tende (grazie agli ultimi dindi rimasti… ma che cavolo, poi chissà quando mi ricapiterà!) e farmi ospitare dalla Kirsty che – santa donna – ogni tanto mi offre asilo politico da lei nella capitale londinese, volevo fare a tutti auguri a profusione e a garganella, perché con l’aria che tira c’è bisogno di tanta fortuna in giro…

Purtroppo non ho modo di venire a salutarvi uno per uno nei vostri sublimi blogghi (ma vorrei) per la scarsità di tempo disponibile a disposizione (e perché sto scroccando il portatile al Lurker… in compenso al connessione è mia, quindi si fa pari), però ci tenevo a salutarvi e a mandarvi tanti abbraccioni d’incoraggiamento per qualunque cosa vogliate intraprendere nell’anno nuovo…

…e poi è uscito il gioco, quindi ce dovete giocà!

Brutte persone & belle imprese

martedì, dicembre 20th, 2011

Latitavo? Sì. E dire che ne son capitate di cose belle…

Tipo questo post… che mi ha sciolto letteralmente il cuore, e di questi tempi son cose che ti rimettono al mondo…
E queste persone qui, che sono il nocciolo della questione… O meglio, una buona percentuale…

Perché gli amici, cavolo, gli amici sono fondamentali… Gli amici che vedi poco, molto, quando capita… che importanza ha?
Quando hai bisogno ci sono… quando è il momento di passare una bella serata, sono lì… E quando ne trovi uno, fan come le ciliege…

 E il resto, dopotutto, importaunasega, no?

No! Cioè, sì! Ma no! Ovvero… Dopo un anno di lavoro non sempre assiduo, ce l’abbiamo fatta! Quindi importa! E ve lo dico!
Abbiamo partorito qualcosa! (No, niente bambini di ciccia. No.)
Eccolo, il nostro virgulto! Che non sarebbe stato possibile senza la Ina che ha disegnato tutto il disegnabile…

 

Che roba è? E’ un gioco RPG, cari voi! Intero… Completo… Non ci si crede nemmen noi che siamo riusciti a finirlo… Fra un paio di giorni lo mettiamo scaricabile on line absolutely free (e te credo)qui  trovate qualche info in più ad uso e consumo di chi non ha la minima idea di che roba possa essere… In questi tempi di magra generalizzata e di speranze infrante, almeno possiamo gongolare un po’ per il lavorone fatto. De qualcosa tocca gioì, no? E a me basta poco. Fortunatamente anche al Lurker.

Presto ve ne parlerò più diffusamente. Devo farlo, cazzarola. E’ stato davvero una gestazione da elefantessi.

Ah, i post sconclusionati. O no? Oh, sì. No. Sì-no. Va bene. (cit.)

Di pirati e altre amenità

martedì, settembre 27th, 2011

Iniziamo quest’ennesimo inutile post con un paio di testimonianze:

Nella prima domenica di tempo brutto dopo un mese e mezzo di calura, proprio nel giorno in cui il centro era chiuso al traffico per invitare la gente a spostarsi a piedi e vivere la città, e in occasione della giornata mondiale del “Parla come un Pirata”, una sessantina abbondante di giovani sciamannati si sono agghindati al meglio delle loro possibilità e hanno dato l’assalto alla città, riversandosi lungo le strade dell’Arezzo vecchia, intonando canti marinareschi, azzuffandosi amichevolmente, arrembando turisti, cercando mappe del tesoro e via dicendo. Inutile dire che io ero lì in mezzo, perché quando si parla di fuffa non posso esimermi dal dare il mio contributo.

Peccato che la città era tristemente vuota.
Hai voglia te a limitare il traffico (e comunque qualche guascone passava uguale, chissà come mai) se poi lasci tutto lì. Non un’iniziativa, non un negozio aperto a parte i soliti, non uno stimolo, non una cippa.
Comunque, io mi so’ divertita, ho conosciuto gente, mi so’ fatta una passeggiata sbraitando senza che nessuno lo trovasse strano, sono stata insieme a molti cari amici. E’ vero che mi basta poco per essere contenta… ma me ne vanto e ne godo, tiè.

Momenti rari e preziosi, questi. Ora si va in una stagione che non promette poi molto di buono. Vediamo come procede fino a dicembre e cosa si combina con qualche laboratorio che ho in ballo… vediamo se riesco a vendere le mie creaturine… sto cucendo roba con gli scampoli e gli scarti che ho in casa, e devo dire che la cosa non mi sta venendo male…

…vediamo se il GRV può diventare un minimo remunerativo… sennò vediamo di trovare un altro lavoro. Del tutto. Cosa che mi dispiacerebbe, ma così non si va più avanti.

E vediamo se il Lurker domani si leva di torno gli ultimi due esami, e a dicembre la tesi, e poi… e poi, miseriaccia ladra, poi ci si vedrà sempre meno. Quest’estate siamo stati meravigliosamente gomito a gomito qui a casa, ma poi lui starà a Siena e io boh, vattelapesca. E sarà una faccenda lunga. Anni. L’idea non mi piace per niente, ma mi sa che o bere o affogare.

Son momenti di pensieri, e non tutti meravigliosi. Per questo poi quando tiri giù un catino dalle scale con dentro dei tappeti insieme alla tua amica bionda per spaventare il povero Lurker che studia al piano di sotto e ridi fino alle lacrime come una deficiente apprezzi enormemente l’attimo.

Son fugaci, gli attimi. Vanno coccolati. Come i diciotto gatti che circolano intorno a casa mia.

Epic Jazz

mercoledì, dicembre 1st, 2010

Ho solo una domanda, visto che sono molto latitante dalla blogpalla:

APPROVATE?

(Tanto non ce la farò a finirlo oggi. Mi manca tutta la parte del pianoforte. E la chitarra. E il finale. Però sono soddisfatta dei voicings dei fiati. Sissì. E ora se la classe dei grandi non è soddisfatta li sbudello tutti e li do in pasto ai gatti famelici che piantonano casa mia )

Impara l’arte…

venerdì, maggio 7th, 2010

Questo era per l'attività in cui si doveva concepire se stessi come un one man band...

…sì, via, bisogna che vi spieghi cos’era lo strano coso apparso nel post precedente.

Come qualcuno forse saprà, alla Peter Pan Orchestra non si suona soltanto. Una volta al mese ci arrampichiamo (faticosamente, nel mio caso) fino al Santa Maria della Scala (davanti al Duomo di Siena) e ci facciamo ospitare dal Museo d’Arte per Bambini, dove facciamo attività sempre legate alla musica, ma soprattutto all’arte.

A novembre, mi pare, abbiamo dato il via alle danze con un’attività in cui  si divideva il foglio a metà, si ascoltava un brano, si sceglievano tre colori e si cercava di “dipingere” la musica. Poi si ascoltava un altro brano, si sceglievano altri tre colori che potevano descriverne il feel, e poi vai col tango. Chiaramente, il tutto in un tempo piuttosto ristretto, realizzato tutto di getto e, chiaramente, anche gli insegnanti non sono esentati dalle attività. E così, fra un “ohhh, ma così va bene?” e un “ahhhhh, Tizio mi ha dato una pennellata sul gomito!” e un “Caio smetti di rotolarti per terra e lascia stare Sempronio!”, anche io mi so’ messa a fare qualcosina.

La metà di sinistra è mia, ed è la versione bi/tridimensionale di "Birdland" dei Weather Report... l'altra metà l'ha fatta il Pelle, ed è "Homecoming" di Dave Holland

E in tale sede sono state concepite anche altre cose, tipo la copertina di un cd registrato dai miei due colleghi Gnappo & il Pelle (di cui vi parlerò in seguito), la bozza per la testiera del mio lettone, e altri porcai come quelli che vi espongo in questo post.

Comunque.

E’ stata una settimana piuttosto impegnativa, e ancora non è finita e fino a domenica sarà una bella rumba… Però stamani ho dormito bene e profondamente, e anche mercoledì notte. Il che non è poco, vi pare?
Questo infatti significa che oggi alla Peter Pan magari non sarò narcolettica, e che non tornerò a casa con la pesantezza d’ossa tipica di queste giornate grige e umide, un toccasana per la scimmia che vive costantemente sulla mia spalla.
Resistencia.
Oh, beh, vi lascio con uno scorcio che ritrae un po’ di PPO sul palco del Teatro dei Rozzi, risalente a martedì scorso (ecco dove andavo) e anche un fotogramma del video che avevo montato per il fondale (ecco a che serviva quello che avevo nel pendrive). Gnappo dirige e il Pelle sta dietro al pianoforte, a sinistra. Io sono quella cicciotta col soprano e gli occhiali da Clark Kent in fondo a destra.

PPO in concert! Il tizio vestito di grigio è un intruso quasi ventenne in cerca di notorietà :)

Printemps

domenica, marzo 21st, 2010
primule

Les voilà, pronte per essere piantate...

Prende forma. Sì, prende forma.

Il crescione è spuntato. I pesci rossi sono in giro. La terra odora di buono.
E pensare che un anno fa nevicava…

…e io stavo di merda.

Roba che si mangia

venerdì, febbraio 19th, 2010

tortelli pescePARTE I

“Ti va bene mangiare all’una?”
“Mah, dai, facciamo un po’ prima, ma sennò va bene.”
“Ok, allora a mezzogiorno e mezzo.”
“…”

Later…

“Metto la pasta?”
“Ma non è neanche mezzogiorno!”
“Eh, se volevi comandare facevi da te!”
“…”

Sì. Io BRAMO la vita a casa da sola, almeno per i pasti.

PARTE II

Ormai non ci credeva più nessuno, ma i miei capoccia hanno finalmente venduto la pizzeria.
Questo significa che, dopo due anni, finalmente il sabato e la domenica non avrò un ca$$o da fare all’ora di cena. Un po’ quasi mi dispiace, soprattutto per quel po’ di soldi che ora non ci saranno più. E poi mi ci trovavo bene.
Però ora basta lavorare quando gli altri si divertono.

PARTE III

Sfrutterò questo fancazzismo nel weekend per togliermi la soddisfazione di sperimentare ricette che ancora non avevo mai provato. Lunedì già mi son fatta un’anteprima: muffin alla banana (quando t’avanzano in casa e diventano maturissime, che ci fai sennò?) e tortelloni di pesce (quelli sopra). O tò.

muffin banana

P.S.: incredibile, ho aggiornato l’Entroglifero!

CapoDanno – do it yourself

sabato, gennaio 2nd, 2010
Come si fa a iniziare bene l’anno nuovo, meglio ancora se si tratta di un decennio nuovo?

I metodi sono tanti, chessò… lanciarsi col paracadute in mezzo a i fuochi d’artificio in qualche capitale asiatica, sacrificare il fegato al Dio Alcolico fra le braccia di qualche bella biondona sconosciuta, regalare 60 euri al ristoratore più accattivante, sbronzarsi in cima a Lignano con lo Zonin, sfondarsi i polpacci a forza di trenini PEPPE’ PEPPEPPEPPE’

Io ho optato per una soluzione che ha reso molto facile il raggiungimento dello scopo ultimo. In effetti, è davvero facile iniziar bene l’anno con poco sforzo. E la cosa viene ancora meglio se si è in due (o più, se c’è feeling). Ad esempio, con meno di 15 euri a testa si possono comprare tutti gli ingredienti, e ci si mangia anche il giorno dopo.
Il procedimento è semplice ma efficace: ognuno prepara tre piatti da mangiare rigorosamente con le mani senza comunicarli all’altro, fianco a fianco, nella stessa cucina. Tanto, uno è sempre troppo impegnato coi suoi per curarsi del tutto di cosa stia facendo l’altro.
Poi, fra una fase e l’altra della preparazione culinaria, è consigliabile fare un bel bagno rilassante insieme e, chessò, una maschera depurativa per la povera pelle del viso tutta screpolata (tutti e due, sì, avete capito bene).
In seguito ognuno si veste come meglio crede, ad esempio come Camille Inaho Camilla versione Desperate Housewife. O come Poncho Boy Judo.
O una cosa così. E intanto si finisce di cucinare.

Il risultato, nel mio caso, è stato (dall’alto):

  • un piatto di ravioloni cinesi (lui);
  • crostini con spuma di salmone affumicato (lui);
  • esplosioni di zucchine al forno con ripieno di tonno (lui);
  • carpaccio di vitella alle quattro marinate (lei);
  • mini-panini di pita, salmone, zucchine e zucca gialla (lei);
  • bocconcini di petto d’anatra all’arancia (lei).

Il tutto rigorosamente preparato con le proprie manine per stupire l’altro. Il divertimento e la soddisfazione alimentare sono assicurati, ve lo garantisco.

E se poi dopo cena piove? Oh, beh, si starà in casa a guardare i fuochi d’artificio dalla finestra ascoltando a tutto palo un’ottima selezione di brani musicali (da MetalLALALA a Pop Porno a Balon Combo…) .
E se il giorno dopo piove? Oh beh, non s’uscirà da sotto le coperte.
E se s’ha fame?
E si mangerà l’avanzi, via.
E se ci fa male il pancino da quanto s’è mangiato? C’è sempre l’acqua col limone aranciato.
E se poi arriva il 2 gennaio? Eh, si tornerà a casa. Però, intanto, si sarà iniziato proprio bene l’anno.

E il decennio, o tò.

Non farlo! No! NOOOOO!!! Lo fa.

martedì, ottobre 13th, 2009
Poiché io ambisco alla monotematicità ma non faccio apposta, mi lamenterei volentieri del mal di schiena.
Ma poiché mi so’ rotta le palle di essere monotematica, farò finta che ESSO non esista.

La domanda del mercato ortofrutticolo che dimora da sempre nella mia testa stasera è:

"Perché stai scrivendo, brutta caprona? Che tanto non hai punta voglia?
La tua mente vuota e piena di mosche che si fermano sul collo (cit. – e voglio vedere chi la coglie) non produce nulla di sensato, di ‘sti tempi. Sei in piena stasi creativa e, diciamocelo, quando stai bene non scrivi niente di utile né di vagamente sensato.
Te ne stai lì, come un’ebete, a fissare lo schermo, consapevole del fatto inoppugnabile che non hai niente da dire. Potresti dipingere, potresti suonare, potresti comporre… no, non dirmi che devi condividere questa stanza con il tu’babbo che guarda la partita, non attacca. O meglio, sì, va bene, ma allora fai qualcos’altro! Hai da cucire! Hai da creare! Sì, sì, lo so, ti viene meglio quando puoi mettere i cartoni animati in sottofondo, ma quanto sei diventata ficosa…
Insomma, quello che scrivi è insipido e incolore, buttati almeno su un bel racconto! Uno comprensibile! Non ci vorrai dire che ti mancano i personaggi e gli spunti, eh? No, manco quello.
O allora disegna! Dai! Piantala di star qui a tentare di produrre qualcosa!
Insomma, che ci fai qui a scrivere, ce lo spieghi?"

E’ vero. Quando sto bene sono poco produttiva.
Ma questo non va bene. Non mi sento in pace con me stessa. Quindi fra un po’ non starò più bene.
E’ un cane che si morde la coda.
Uff.
Che palle convivere con un mercato ortofrutticolo in testa.

Fig. 1 – Dicesi una piccola parte del condominio

Altra notarella: l’Entroglifero è rinato!