Archive for the ‘ricettario di Loupe’ Category

Taglia l’Itaglia

venerdì, marzo 18th, 2011

Si potrebbero fare gli auguri all’Italia. Si potrebbe anche quasi essere spinti a cedere a un po’ di ottimismo, a credere che magari prima o poi questa benedetta identità nazionale partorirà qualcosa di positivo.
Poi uno ascolta il giornale radio e ascolta quella brancata di dementi che parlano. Tutti, di tutte le fazioni. (FAZIONI, sì, non partiti. L’accezione negativa ci sta tutta). E bestemmia.

Per essere una che non ci teneva a parlare di politica su questo blog, devo averne davvero i marròn pieni.

Sapete che c’è? Vado a cucinare. La vedo un’attività più remunerativa, rilassante e piacevole al prossimo.
Oggi lo chef prepara gnocchetti ai broccoli e speck ripassati in forno. Niente besciamella, sono a dieta (cazzate, la verità è che ho dimenticato il latte).
Poi uno dice che mangiare deve essere solo un mezzo per nutrirsi e non per godere. O tò, e toglieteci anche questo, di piacere! Considerato tutto, considerato anche quanto è breve la vita, se a una persona togliete il cibo e/o il sesso (a tutto tondo), che le rimane per star bene? Tanto, ormai la cultura e l’arte sono state mutilate in tutti i modi possibili e immaginabili… almeno la Gastronomia! Almeno il Kamasutra!

O no?

Scopro or ora che esiste anche un Kamasutra Culinario... devo indagare...

Mhhh.

martedì, gennaio 4th, 2011

Oh, sì, sì, eccomi.

Mentre il lurker se ne sta qui accanto a me a scrivere i plot per il Convivio (sempre roba da nerd, nda), io scrivo.

Uhmmmm, quanto tempo è passato dall’ultimo post scritto non in stato di ebbrezza? Perché non sto raccontando niente? Perché non vi tedio con un fiume di parole come ho sempre fatto?
Lasciamo le risposte altrove.
Sarà anche che – incredibile - WordPress mi ha cancellato mezzo post mentre lo scrivevo. E proprio lì – STIO’!!! – mi ha salvato automaticamente la bozza. Un brivido mi corre lungo la schiena a pensare che siamo di nuovo ai tempi di Splainder, gli dei lo strafulminino. Ma non pensiamoci.
Rifacciamoci invece del tempo perduto. Partiamo da qualche parte.

NEVE!

Secondo voi QUANDO, sottolineo, QUANDO gli dei della temperatura atmosferica potevano decidere di inviare su questa valle di lacrime una quarantina di centimentri di neve? Quando, nonostante le mie invocazioni puntuali e precise scaglionate durante tutto l’anno solare? Quando?
Ovviamente, quando tutte le seguenti variabili si presentano contemporaneamente:

  1. Qui siamo vicino a via Nenni, dove sta il Lurker... più guardo alla foto e più non riconosco il posto :)

    Lypsak si trova a Siena. E trovarsi a Siena quando nevica significa assistere a uno dei misteriosi miracoli della vita moderna, ovvero una città intera si blocca e si inchina al devastante potere scatenato da un dito di polvere bianca (che non sia coca). Viale Toselli diventa un’eterna fila su cui nemmeno Dylan Dog si arrischierebbe a indagare, la tangenziale cessa di esistere come entità ed espelle le creature viventi dal suo corpo martoriato come fossero muco fastidioso, la gente si rassegna a lasciar la vettura dove capita pensando “ehhh, ma le catene ce le ho, eh! Ce le ho! In garage, dove è giusto che stiano a dicembre, sennò mi si rovina tutta la Mini, tanto sarà che nevica?“, e così impedisce ai virtuosi previdenti (tipo me) di avviarsi verso casa.
    Se Lypsak vuole condurre se stessa e il Lurker sani e salvi ad Arezzo, deve prendere la strada alternativa in mezzo al nulla. Quattro ore, ma ci è andata molto meglio che ad altri. Almeno, niente coda.

  2. La Gnocca di Neve. Io e il Lurker non sapevamo che fare, bloccati ad Arezzo...

    Il giorno dopo c’è una cena in gioco di GRV organizzata dalle TdA  per la quale (o meglio: per il menù della quale) Lypsak si è sbattuta un sacco. Ovviamente, nonostante il luogo dell’evento sia – una volta tanto – accessibile a tutti e non sperso in mezzo alla tenebrosa boscaglia, molti non possono nemmeno uscire di casa. Quindi niente cena.

  3. Il frigo della casa di Lypsak a Montegiovi è pieno di provviste deperibili per la succitata cena. Esse non potranno essere cucinate e congelate perché fra il frigo e il Doblò del babbo di Lypsak ci sono 4 km x 40 cm di neve in salita. Il Comune preposto non sa da che parte farsi per liberare la strada. Due giorni dopo, fortunatamente, mentre il Comune ancora brancola (…) e noi siamo determinati ad andare su a piedi, notiamo con un’immensa gioia che un trattore privato ha liberato la via. Ma per un grosso pezzo di arista non ci sarà più niente da fare. E tutto il resto dovrà essere comunque consumato e i costi ammortizzati in qualche modo. Stendiamo un velo pietoso.
    C’è da dire che però i gatti hanno festeggiato molto.

Nonostante tutto il giramento di culo, a me la neve piace, lo dico e lo ripeto.
Non so come ciò sia possibile ma la adoro anche quando mi rompe le palle.
Abbiamo anche ricavato una pista per slittino, ma la curva parabolica alla fine ci indirizzava sempre e comunque contro un cumulo di calcinacci. Dovremmo studiarci su.

PAPPA!

Ecco l'antipastino del pranzo di Natale a casa di mia cugina...

Dei, quanto ho mangiato in queste feste. Il post precedente era solo l’inizio di una disordinata discesa verso l’abisso intestinale. Tanto che arrivata al presunto Cenone di San Silvestro (consumato davanti al caminetto perché da qualunque altra parte era tutto troppo caro) ero già bollita e incapace di mangiare qualcosa di più di un magro piattino di affettati e sottoli misti fatti in casa o giù di lì. E meno male che non avevamo prenotato da nessuna parte. Non avremmo mangiato una cippa.
E pensate che ancora adesso mica mi sono ripresa del tutto. Ma continuo a mangiare, mi mettono davanti cose troppo deliziose e invitanti per frenare la gola (che un giorno non troppo lontano mi ucciderà).

Ah! Evocare il ricordo del petto d’anatra sotto sale su fettine d’arancia e il lombo di tacchino su valeriana e melagrana, tutto fatto in casa… oh my. E i tortellini in brodo fatti a mano. E l’anatra all’arancia. E la testina di vitello. E il lesso con la salsa verde. E la galantina fatta in casa. E la macedonia favolosa. E poi ancora il rinsoprello con gli avanzi di Santo Stefano, che ha messo in difficoltà pure il Lurker. E la cenettina dalla Chiara con tanto di crostata alternativa (fatta deliziosamente da lei e da me solo assemblata in tralci e volute perché sono pazza). E il pranzo al ristorante a buffet sino-giapponese. E gli affettati della Bottega di Mario. E le visioni notturne di intestini furiosi in sciopero e stomaci esultanti seppur esalanti l’ultimo respiro. Per non parlare della derisione della bilancia. Oh cielo.

Ipsa crostata. Basta poco, a volte...

Basta, per oggi la chiudo qui. Troppe parole tutte insieme potrebbero nausearmi (e nausearVi) e poi magari non scriverei per altri due mesi.
E poi devo cucinare.

Dei, non ce la farò mai. Dite addio al mio basso ventre.

Se non ci risentiamo entro 10 giorni vuol dire che mi sono autodigerita.

努力

martedì, ottobre 26th, 2010

…no, via, ancora non ho ingranato.

Certo, ho prodotto questa:

Pollo al lime cotto nel latte + sughino di cottura, menta, uova sode, arance, lamponi appena colti, insalata gentile, crema di aceto balsamico... eccoci.

Però ancora devo pulire la cucina. Devo togliermi i pantaloni del pigiama. Devo decidermi a fare qualcosa di più. Un po’ gli eventi mi hanno remato contro, stamani, ma anche io sto qui e non faccio niente di utile.

Quando mi girano le scatole, davvero, divento un’ameba.  Non va bene.

Ah, i figlioli! Consolazione della vecchiaia!

martedì, ottobre 12th, 2010

No, no. Capiamoci. Niente linee preoccupanti sul test di gravidanza o cose così. Visnù (*) ce ne scampi e liberi.

Mi riferisco alla mia adorata zucca di 20 kg circa, coccolata tutta un’estate e infine colta venerdì scorso, per la gioia di grandi e piccini… alta praticamente la metà di me, la zuccona ha contribuito alla felicità pappereccia di tante persone, e ieri ne ho dato gli ultimi pezzetti al Kama, fortunello lui.

Ne ho anche congelata un bel po’, ma ahimé ho seguito le istruzioni di un sito che diceva di sbollentarla prima, e il risultato non è stato soddisfacente. Forse ho sbagliato qualcosa io, o forse più semplicemente congelare la roba bollita (quindi più acquosa) è più difficile che farlo con quella fresca. Per le prossime due zucche (perché la suprema ha due sorelline) lo saprò.

Ma perché tutte queste feste per una zucca? Primo, perché adoro la crema di zucca gialla (e sono anche bravina a farla), secondo perché mi vengono molto bene le torte salate con la zucca, il rigatino e il parmigiano, terzo perché spero di mangiare gli gnocchi di zucca fatti dall’Aba, quarto perché vorrei tanto tentare di fare i tortelli.
Ma che motivazioni sono queste?, diranno forse i miei preoccupati lettori qualora nutrissero ancora delle aspettative riguardo alle mie capacità mentali.
Lo sapete voi?, risponderei io in preda a un’irrefrenabile ilarità.

Che ci volete fare, è la primavera. (E’ autunno, idiota) (uh, già.)

*** *** ***

(*) L’altro giorno io e il mio lurker di fiducia abbiamo avuto un breve scambio d’opinioni sulla coerenza o l’incoerenza di dichiararsi agnostici. Facendo mie alcune sue perplessità, ma divertendomi anche a usale a sproposito un po’ qua e un po’ là, per non far torto a chi potrebbe anche esistere (a seconda di quale sia la definizione di “Dio” che si potrebbe dare) mi riferirò a turno a tutte le divinità/entità superiori disponibili, perché non si sa mai.

Keep yourself alive

martedì, ottobre 5th, 2010
Sissì, la cantavano pure i Queen negli anni Settanta, lo so.
Oh, un giorno da sola a casa e a parte trovare dodicimila annunci per lavori tipo callcenter (e ci sarebbe da fare un post lungo lungo al proposito, sì) non ho compicciato niente. Non ho nemmeno cucinato. Ho mangiato un po’ quel che era rimasto in dispensa (poco, maledizione, pochissimo!) e non è da me.
O meglio, è da me, visto che quando devo fare le cose per me stessa divento pigrissima.
Stasera per mettere in ordine la cucina ho dovuto costringermi a pensare che giovedì qualcuno ci avrebbe messo piede dentro, ed è carino arrivare a casa e non dover rimettere a posto il delirio (così ti puoi dedicare ad altro, nda) (zozza) (sì) (ma poi come!) (oggiù basta, s’è capito).
E dire che quando siamo in due partorisco cose del genere:

Che poi la ricetta del dolce (che chiamasi Torta Madeira, non si sa perché visto che non c’entra niente il liquore) l’abbiamo presa da un libro che ci ha regalato il grande Panca e il merito di averla sperimentata per primo sta proprio al Compagno Lurker. I lamponi invece vengono dal mio orto. Vi passerò la ricetta che è semplice ed efficace, fidatevi.

Basta, devo smettere di finire sempre a parlare di mangiare. Sembra che io non faccia altro tutto il giorno.  (…)

Insomma domani si ricomincia con la Peter Pan.
Devo finire i compiti di giapponese.
Mi fa male la schiena.
Niente Mostro di Pietralba.
Piove.
Il letto è più freddo del necessario.
Quindi vado a letto.
E leggo qualcosa di veramente sopra le righe (chissà se Val me lo conferma…).

Mangez, les enfants! Mangez!

venerdì, ottobre 1st, 2010

Che altro si può fare in giornate così grigie e umide, quando senti la scimmia che ti batte delicatamente sulla spalla per ricordarti che, se smetti di pensare a coccolarla, chiamerà i suoi amici sorci verdi e te li presenterà uno ad uno?

a) Fare l’amor
(sì, funziona benissimo, porta endorfine a iosa, ma nei prossimi giorni grigi e umidi in cui lui sarà a Siena a finire il sesto anno di Medicina e io a Arezzo a ciucciarmi i diti potrebbe esser difficile mettere in pratica la proposta)

b) Mangiare robine buone schifosamente dolci
(e questo mette d’accordo tutto il mercato ortofrutticolo asserragliato nel mio cervello: se mangiare golosità implica lo sforzo di dover cucinare e scegliere ingredienti buoni e sani o impiegare le risorse di stagione, mi sento meno in colpa e me la godo un sacco di più)

Mettendo quindi insieme questa ricetta (modificata con la scorza d’arancio al posto di quella di limone e un bel po’ di gocce di cioccolato) con un po’ di fichi appena colti spezzettati e poi brasati con zucchero e brandy, servendola con qualche delizioso tè speziato (tipo il Chai, o un buon tè alla cannella), si ottiene una gran bella merenda:

...ovviamente a prepararla per due ci si diverte di più...

Detta merenda può esser considerata un surrogato accettabile al punto a), anche se sarebbe di certo meglio unire i due punti e darsi al sesso alimentare.

E, non per vantarmi, ma su certe cose ci chiappo assaj.

Routine. O ruotina.

mercoledì, settembre 22nd, 2010

Ehhh, qui ‘un se fa pari! O, per dirla ancora più grezza, qui ‘un s’arguvisce!

Insomma, dopo le vacanze (vacanze? O quali? ah, sì sì! Sembra siano passati du’ anni! Me ce ne vorrebbero dell’altre…) venne il Conclave, che non ha niente a che fare con il pretame vario ma trattasi di un evento di gioco di ruolo dal vivo… anzi, un gran bell’evento… anzi, una gran bella taverna (cit., ma solo per intenditori).

Visto che di cose da dire ce ne sarebbero un secchio ma non avrebbero alcun significato per voi che leggete, mi limiterò a lanciare il giochino “Trova la Lyppa”. Vince chi riconosce la vostra amata (…) scribacchina in più foto ridicole. E un premio speciale a chi identifica anche il poro Noctulio… Pronti? cominciamo!

Foto 1, ovvero Gente Che Porta Rogna Alla Riscossa

Foto 2, ovvero Eh Sì, Qui C'è Un Bel Po' Di Gente! (Bonus speciale a chi rintraccia anche il vecchio Dahal!)

Foto 3, ovvero E Qui Si Va Sul Difficile!

Dai, dai che ce la fate! Purtroppo mi manca un’importante trasformazione di cui mi piacerebbe farvi avere un video, ma ogni cosa a suo tempo…

Mi rendo conto comunque che seguire le vicende di questo gruppetto di dannati sia complicato, quindi vi metterò qui un breve promemoria, anch’esso opera mia e del poro Noctulio… quando avete tempo dateci un’occhiata… O anche no, eh!

Ma a parte questo, che posso dirvi? Che la vita è ricominciata nel suo solito delirio, che se non trovo un altro lavoro non arrivo a fine mese, che sono sempre molto cazzeggiatrice e quindi non so no nemmeno cosa cercare, che mi strafogo di fichi verdini e che la mia postazione qua è molto comoda.

Uh, e che qui ormai è pieno di inquilini. Vorrò vedere d’inverno che banda sarà. Per ora ne ho contati circa tredici.

Insomma, life goes by.

Ma se qualcuno di voi mi inventa un lavoro gliene sarò eternamente grata.

E per dimostrarvi la mia buona fede vi do la ricetta delle sarde alla Castiglionese. E poi ‘un dite che ‘un vi voglio bene.

Mare mare mmmano

lunedì, settembre 6th, 2010

Ecco, e invece questo è il primo post che scrivo dalla mia novella postazione (che non mancherò di mostrarvi quando sarà diventata accettabile esteticamente)… e devo dire che ci si sta ben comodi, ho tutte le mie cosine di un tempo più una disposizione più nuova e funzionale, più tutta la pace di cui potrei aver bisogno per partorire ca$$ate immani da sottoporre alla vostra pazienza. L’unica cosa che ancora mi manca è l’uso del famoso indice della mano sinistra, ma si spera che prima o poi tornerà al 100% pure quello…

Cosa ho fatto in questi giorni? A parte sistemare roba e incasinarne altra, intendo… Beh, strano ma vero, ma sono stata al mare! Ben TRE giorni! E non ha nemmeno piovuto! That’s incredible!

Ne avevo bisogno, ve lo immaginerete. Oddio, in realtà ho sempre bisogno di scappare altrove, anzi, bisognerebbe vivessi sempre da un’altra parte, ma poi alla fine l’altra parte diventerebbe come questa parte, i ruoli si scambierebbero e io vorrei ritornare a casa… (e ciò dimostra che l’effetto benefico del mare si è del tutto esaurito nel giro di pochi giorni, se mai c’è stato del tutto XD)

Ecco un baldo giovane alle prese con un rappresentante della fauna locale della Cerreta, impietrito per la somiglianza condivisa con il sopracitato giovine. Per il tonnellaggio, essenzialmente. XD

Ma andiamo per ordine: innanzitutto io e il mio immancabile compagno di tante avventure e idiozie partiamo prestino muniti di Melanzana Isterica (la mia Panda viola a metano, per chi si fosse messo in ascolto solo adesso) alla volta del barrino della Cerreta lungo la Siena-Grosseto. A qualcuno potrebbe venire il dubbio che in realtà ci spostiamo unicamente per nutrirci e non sarò certo io a dissipare le nebbie su quest’incresciosa questione. Comunque, dopo esserci rifocillati con un panino (io) con porchetta fredda – come usa in Maremma – e (lui) col salame toscano, giungiamo a Castiglione della Pescaia (GR), dove facciamo tappa (1 di 3) alla Volpe Ghiotta, rosticceria-pizzeria di cui ho già cantato le lodi migliaia di altre volte.
Ivi ci procacciamo il pranzo, e poi via al Camping Rosmarina (di cui già vi dissi qua) a montare la nostra tendina e a rifocillarci…
Poi, finalmente ci piazziamo al mare con un ombrellone storico che non veniva riaperto da circa 13 anni… e lì il dramma: era una giornata di vento immane e chi conosce la zona sa che non sto usando aggettivi a caso. Questo significa che nel giro di 10 minuti l’ombrellone già esalava il suo ultimo respiro andandosi a schiantare contro una coppia di pacifici villeggianti intenti a amoreggiare con i quali ci siamo scusati a profusione dopo un’inutile corsa per riacchiappare il fuggitivo.
Oltre al freddo e alla sabbia che ci sferzava le ciccie senza pietà torturandoci, la sottoscritta ha infierito ulteriormente commettendo un tragico errore nel dare la crema solare al suo collega: infatti, visto che era nuvoloso e il sole non picchiava nemmen quel che bastava per scaldarti i piedi, la vostra Lyppa è andata giù liscia, mettendogli la crema solo sulle spalle e ripulendo a caso la mano sul resto della schiena. Di tanto in tanto il povero virgulto veniva controllato perché non si rosolasse troppo… e di fatto stava andando tutto benissimo finché non è stata l’ora di fare il bagno fra le onde belle alte. Oh, già, sì, avrei dovuto immaginarlo. Il sole riflesso, star sempre col busto fuori dall’acqua, l’acchiappar le onde come due pischellotti fregandosene di tutto il resto… morale della favola?
Il poro Noctulio aveva (ha tutt’ora) la schiena a chiazze rosse (in basso), bianche (ovunque, a forma di dita e mano) e rosate (in alto, dove la crema aveva fatto il suo porco dovere). Oggi, una settimana esatta dopo, son lì che lo guardo e non so se ridere o scusarmi ancora…
Comunque la sera prima di cena la passiamo a passeggiare e a far foto sequenziali al tramonto (che infilerò su Flickr appena mi ricordo di farlo) e, soprattutto, a collassare a letto.

Collassare a letto è una parte importante, del resto, perché la mattina dopo abbiamo intenzione di camminare via spiaggia da Marina a Castiglioni. Tempo stimato se uno non si distrae e con le scarpe: due ore. Tempo impiegato da due deficienti (di cui una con l’intestino in subbuglio) fancazzisti ambitissimi dai tafani? Tre ore. Dignitoso, via.

Eccole, qui quasi c'eravamo... con gli immancabili pomodorini di Montegiovi, per tutta l'estate ho mangiato altro che quelli e fiori di zucca... ma questa è un'altra storia...

Dopo aver fatto il bagno (OVVIO) e aver raggiunto il centro della cittadina, ci rechiamo in una splendida panetteria (su suggerimento del proprietario della Volpe Ghiotta, che ne sa a pacchi) a far man bassa di schiacciata e poi al mercatino dentro al parcheggio lungo il molo dove prendiamo quasi un chilo di sarde appena pescate. Il pescivendolo, che mi pare si chiamasse Mauro, ci ha poi dato una dritta per cucinarle che troverete prima possibile fra le ricette, ma intanto vi dico che cucinate fresche così su un fornelletto a gas alla povera son davvero una raffinatezza da provare…

Chi sarà mai? Il Diàvvelo? L'Amico del Diàvvelo? solo Fabietti ha la risposta (cripitca, eh?)

Durante il pomeriggio siamo di nuovo assediati dal vento, ma attendiamo fino al tramonto per fare il bagno… e devo dire che ne vale la pena. Provare per credere. (Lieve velo di sàspens) Segue apericena (alle 21.30…) alla Locanda dei Briganti e un bel gelatino alla Gelateria Da Carla e poi nanne.

Il giorno dopo è di tutto riposo, totale e stravaccante riposo. Per riequilibrare, capite. Ma non ci esimiamo dall’essere sempre creativi e artistici. Infatti ci divertiamo a scandalizzare grandi e piccini con strane creature sataniche di sabbia, nella speranza che i loro sogni siano perennemente turbati dalla nostra perfidia (macché). La giornata, una volta tanto, è mite e dà tanta soddisfazione, ma purtroppo il mare è pieno di alghe, accidentallui.

La sera invece torniamo alla Volpe Ghiotta (2 di 3), sbafiamo una pizza direi davvero OTTIMA (e per farlo dire a me che, anche se ho lavorato in pizzeria tanti anni, non è che ci vada poi pazza…), cazzeggiamo in giro godendoci il desàin che non ha risparmiato nemmeno questo tranquillo angolo di Maremma e poi (ti parrà?) nanne, che la mattina si riparte. Non senza prima aver fatto un altro bagno (in cui l’uomo del mio còr si becca una bella medusa, alé! E proprio sulla parte rossa della schiena, rialé!) e aver pranzato all’ombra della Volpe Ghiotta (3 di 3), con un po’ di malinconia. Poi gitarella a Sant’Antimo (ah, i capitelli romanici!) e a Pienza (ah, l’odore tremendo di cacio ovunque!), e a letto praticamente senza cena, tanto ci eravamo mangiati un chilo di schiacciata della famosa panetteria per merenda…

Insomma è andata. E’ andata ma tornata a casa ho avuto da farne mille. Tra cui cucinare per il Conclave del Regno Eterno, che forse qualcuno di voi ricorderà che roba sia. Eh, sì, meno male che però c’è chi mi dà sempre una mano:

Eccoli bellini loro, a intrugliare per fare le polpette al forno!!!

Vabbeh, oggi l’ho fatta lunga. Smaltite questo post, intanto che io mi getto a capofitto in un’altra settimana da paura… Ci si risente presto!

Lenta e gustosa risalita

martedì, giugno 29th, 2010

No, basta, avete ragione, hanno ragione tutti!
Non devo farmi mettere sotto da queste cose di salute che, dopotutto, mica mi portano alla morte!
Ce la faccio, ce la faccio!
E quindi sto reagendo, o almeno ci provo! Parole d’ordine: non mollare! non arrendersi! Dare ancora valore alle cose che mi piacciono! Farle nonostante le avversità!

Ecco, così devo fare. E ieri devo dire che mi sono impegnata a mantenere il mio proposito.
Del tipo… il mio augusto compagno ha dato un grosso esame brutto e cattivo con esito notevole, quindi ci siamo offerti una cenettina di quelle che rimpolpano coronarie, stomaco e autostima.


Di cosa trattavasi il menù? Nient’altro che un’ottima salsa tartara fatta in casa, una bella insalatona mista (peperoni, iceberg, chiara d’uovo sodo, menta, cetrioli, un filo di yogurt e olio), mezza bottiglia di vino speziato (quel che rimaneva di una sangria fatta sabato) e, signori e signore, LEI:

Non era chianina (costava troppo), ma cotta alla brace nel barbecue/monolocale costruito dal mio babbo si è saputa difendere strabene… E abbiamo avuto anche un ospite a cena:

Trattasi del sesto gatto che abbiamo visto circolare intorno a casa nostra, che egli ha ribattezzato Sé Stante, mentre io non ho ancora ben deciso. Ha pasteggiato a pezzettini di cartilagini e nervini di vitellone, ma avrebbe mangiato anche le gambe del tavolino, da quanta fame aveva.

Ecco, come potete notare non mi perdo d’animo. Finché lo stomaco fa il suo dovere, chiaro.

Il giorno che intestino e stomaco si coalizzeranno contro di me, ecco, quello sì che sarà il giorno in cui mi perderò d’animo.

Settimana finitaaaaah.

martedì, giugno 8th, 2010

Ed è così che domenica, sotto il sole cocente, la vostra Lyppa ha vestito per l’ennesima volta i panni dell’incazzosa, sboccata eppur gradevole contessa di Alemar. Le paroline della fortuna del suo contributo mattutino alla sessione di GRV sono state “cu£o” e “ca$$o“, molto spesso combinate insieme in locuzioni particolarmente evocative.
In effetti, se avessero mandato voi a indagare su un gorgo apocalittico comparso a poca distanza dalla costa della vostra terra che non fa altro che vomitare morti annegati coperti di cozze e mucillaggine e sulla presenza inquietante del Diavolo dei Mari, il Vecchio Nick, e vi foste trovati nel mezzo a un matrimonio infernale… non credo che avreste fatto molto caso al linguaggio utilizzato per puntualizzare situazioni e busillis.

A sx potete ammirare il Vecchio Nick, con tanto di cozze annesse, e al suo fianco la sua splendida futura consorte, che di fatto però alla fine è riuscita a scampare al suo destino infausto...

Insomma seddiovole siamo arrivati al lunedì (= ore e ore di sonno, interrotte soltanto da orrendi sogni modulari e da un pover’uomo che starnutiva e colava come un altoforno) e in seguito al martedì, e oggi sono sufficientemente lucida per scrivere du’cazzate in questo luogo ameno.

E, tanto che ci so’, volevo comunicarvi che anche domani sera mi ritroverò felicemente a cucinare per una piccola masnada di personaggi, tutta roba da poter essere mangiata in itinere durante una sessione di D&D… per il momento ho pensato alle pizzette di melanzane, non so ancora se con le sarde, le aringhe o le acciughe (poi vi dirò), e alle polpette di pesce con salsa di soia e limone… Domani vi comunicherò il menù, cosicché potremo sbavare in allegria all together. :)