Archive for the ‘ricettario di Loupe’ Category

Tiatraounga Annamita

sabato, maggio 15th, 2010

Ecco, questa è la seconda parte del post. Ve lo dico perché dal titolo non si capiva con immarcerscibile certezza.

E questa è la seconda protagonista della serata:

Purtroppo, la ricetta che Cbicp aveva trascritto sul suo blog non è al momento reperibile (ma chi ha Ricette Immorali di Manuel Vázquez Montalbánla troverà senz’altro) quindi non posso postarvela. In realtà doveva essere una sorta di frittata campagnola straricca, ma noi abbiamo eliminato l’uovo e aggiunto il riso. E questo è ciò che è successo dopo.

Inutile dire che non ci siamo fermati alla Tiatraounga Annamita (il cui nome, a scriverlo continuamente, sembra più quello di un fungo velenoso). No, siamo porci, noi. Infatti, mentre noi eravamo stati spediti in camera con i dadi del petting, Cbicp in cucina preparava quest’abuso mangereccio:

Al che probabilmente siamo diventati la prova vivente che una glicemia alta può dare svariati effetti collaterali, tra cui a) una spiccata propensione alla genialità costruttiva, che spinge all’utilizzo creativo di oggetti d’uso evidente e banale che vengono indi riqualificati e destinati ad un uso diverso e inatteso,

e b) il totate e inarrestabile sonno della ragione il quale, si sa, genera e può solo generare mostri.

E sottolineerei la parola mostri.

E ora vi saluto, mi sa che non ci si sente per una settimana. Non vi posso dire dove vado perché sennò quel lurker di Noctulio lo scopre, maledetto, e non deve. Vi dirò tutto al mio ritorno…

Buona settimana a tutti! :)

Spargimento di pensieri

lunedì, maggio 10th, 2010

    Fase pesce... la famosa paella di qualche settimana fa quando era ancora in progress...

  1. Il Menco mi sta tormentando ricordandomi che avevo fatto fioretto che dopo la laurea avrei sostenuto l’esame da arbitro (non di calcio, eh, arbitro di gioco nella nostra associazione). Ma sono otto anni che resisto strenuamente alla tentazione/pressione. Non posso cedere adesso.
  2. Maledetti i fioretti.
  3. A quanti lavoretti part-time sono arrivata? La quota potrebbe alzarsi.
  4. Ve l’ho mai detto che vivo con l’angoscia latente di incontrare una persona (non nel senso generale del termine, eh, una certa persona), non riconoscerla, magari pure sorriderle… e poi capire e esser costretta a fare a botte? Non l’avevo detto, eh? Ma lungi da me finire nei guai. E’ che certe cose su di me hanno il potere di far esplodere la cisterna del buonsenso. (Non sapete di che parlo? Meglio. Ma se proprio volete avere una rinfrescatina di memoria… no, lasciamo fa’. E’ nell’archivio, da qualche parte, lontano nel tempo, ma mai abbastanza…)
  5. Certo che la gente spreca un sacco di energia che potrebbe impiegare, chessò, zappando le aiuole o infiascando il vino. O pulendo con uno spazzolino da denti le stuccature delle mattonelle del bagno, tanto per. Ma la cosa che mi lascia basita è che Ninna attira codesti fenomeni di iperattività come il miele i mosconi. Devo ancora capire come mai, non ci arrivo. Sono tonta, evidentemente.
  6. Che poi c’ho la cucina piena di formiche. Il mi’babbo non m’ha ancora siliconato le strisce di riquadramento delle finestre. Yeeeeh.
  7. Volete due gambuse? Tre? Quattro? Venti? Duecento? Perché ne ho, eh. E ancora siamo a maggio. E già ce ne saranno almeno dieci pregne.
  8. Ma perché una nota azienda leader nella distribuzione dell’energia (l’Enel, diciamolo a gran voce) si dimostra essere più bucherellata burocraticamente del colino per il tè? Sono andata personalmente facendo una fila di un’ora e passa allo sportello per comunicare che l’indirizzo di Montegiovi era sbagliato, l’iNpiegato me l’ha risistemato in due balletti davanti agli occhi… e adesso mi rimandano una raccomandata per informarmi che non possono considerare la mia magione come prima casa e residenza perché l’indirizzo dato dal comune (Loc. xxxx) non corrisponde a quello che hanno loro (Loc. yyyy – quello vecchio, quello che l’iNpiegato aveva cancellato davanti ai miei occhi, sostituendolo con xxxx). Secondo voi me le danno le attenuanti dopo che domani avrò stuprato l’iNpiegato di turno con un set di ombrelloni da spiaggia?
  9. Immaginate anche dei bei guanti lunghi di velluto rosso e un bel trucco a tralci... potevo anche essere gnocca!

  10. Sono stranamente dubbiosa riguardo a molte cose. Ma cosa fatta capo Horn. O capo Verde. O capoSSela. Uhmadò.
  11. Vado a letto, dai. Tanto sono inconcludente. Godetevi le foto della famosa paella in via di lavorazione. Volevo postarvi quelle del live di aprile, ma ho scoperto che, nonostante avessi due png di spicco, non ho nemmeno una foto. e non è al prima volta. Che io sia troppo cessa anche da gnocca? Giudicate voi. Ve ne metto una in cui sono senza trucco e senza guanti rossi fino a sotto le spalle. Rendeva un sacco, altroché.Sfortunatamente niente foto. Sigh. Sob. Ormai ci ho fatto il callo.

Byonda per davvero

mercoledì, marzo 31st, 2010

Carissimi, visto che a questo punto un post ad essa dedicato è doveroso, mi accingo a decantarvi le lodi della bibita misteriosa per eccellenza, ovvero la SPUMA BIONDA (divyna).

Essa è di fatto la bevanda tipica dei circolini toscani, ma la si trova senza problemi ovunque nella regione, forse anche ai Martini Point, perché se non hanno la spuma bionda non son nemmeno da prendere in considerazione.
Trattasi di un liquido di colore scuro-ambrato, come la birra ma più trasparente, gassato (a meno che il barista non sia un bastardo e te l’abbia rifilata vecchia di qualche giorno, nel qual caso sa di stantio, non frizza e fa anche un po’ cacà).

Non si conosce l’esatta ricetta per ottenere la spuma bionda, e infatti ciò ha dato origine a varie scuole di pensiero:

  • Bava di vecchio (l’ipotesi più accreditata)
  • Prima spremitura dei frutti della china (la seconda porta inesorabilmente al chinotto)
  • Pulitura del pavimento della botteghina di Gragnone (anch’essa meriterebbe un post a sé… eh eh eh eh eh)
  • Acqua, zucchero e roba strana (del tutto improbabile)
Spuma storica, però se non è in vetro non è bona come potrebbe...

Spuma storica, però se non è in vetro non è bona come potrebbe...

C’è chi dice che dovrebbe avere il sapore dell’uva moscatella, chi dell’uva sultanina, chi del sambuco, chi della marjuana… In realtà la spuma bionda ha un sapore incomprensibile e al di fuori da qualsiasi tentativo di paragone, per questo circolano tante leggende sulla sua composizione chimica. E, peraltro, la si può fare anche in casa, anche se questa è un’esperienza mistica che mi manca del tutto.

Narrano Elio e le Storie Tese che esiste anche una spuma nera o scura, ma oggettivamente non l’ho mai vista. Più comuni sono la spuma al cedro (no, si dice cedrata, ca£$o! Non è spuma!), all’arancio (ti danno l’aranciata, altro che spuma), al ginger (è gingeeer! O che c’entra la spuma?), tipo gazzosa (aridagli…). Ottima come aperitivo, apri-stomaco, apri-pista e si dice fantastica nella versione 50-50 con la birra o col vino rosso.

In realtà non è vero che la spuma bionda è prerogativa solo dei Toscani, che vengono abbondantemente presi per il culo o guardati con du’ occhi così se si azzardano a chiederla in altre regioni. Certo, per noi è un po’ la bibita di quando eravamo piccini, quella che ti impastava la bocca ma che ti permetteva di fare aperitivo come i grandi (che invece mandavano giù un bianchino o, se raffinati, un prosecchino, magari smezzandolo con la spuma, appunto), ma in realtà si trova anche altrove. Peraltro, una delle aziende storiche che la produce è la Paoletti, che ha sede a Marino del Tronto, e riceveva le botti con le essenze dalla Sicilia… e la Spumador è di Como… per non parlare poi della Nocera Umbra… insomma, la Toscana non c’entra una $ega!

Per la mia esperienza personale, la spuma è assolutamente immancabile alle feste (sarà forse per la nostalgia dei bei tempi quand’eravamo giòvini giòvini?) e durante le sessioni di D&D da tavolo, e ogni tanto ci faccio aperitivo o anche colazione (tipo stamani), tanto sta bene su tutto e si sposa con tutto. Ci gira anche un po’ le palle quando non la troviamo buona, o è troppo dolciastra, o sembra sciacquatura di teglia umida.

In ogni caso, se vi riesce di trovarla, fate anche voi come Giulia! Mandate in cu£o la Cocacola(m3rda) e bevetevi una bella spuma freschina, che poi vi viene anche una bella mossa di corpo, alé!

Roba che si mangia

venerdì, febbraio 19th, 2010

tortelli pescePARTE I

“Ti va bene mangiare all’una?”
“Mah, dai, facciamo un po’ prima, ma sennò va bene.”
“Ok, allora a mezzogiorno e mezzo.”
“…”

Later…

“Metto la pasta?”
“Ma non è neanche mezzogiorno!”
“Eh, se volevi comandare facevi da te!”
“…”

Sì. Io BRAMO la vita a casa da sola, almeno per i pasti.

PARTE II

Ormai non ci credeva più nessuno, ma i miei capoccia hanno finalmente venduto la pizzeria.
Questo significa che, dopo due anni, finalmente il sabato e la domenica non avrò un ca$$o da fare all’ora di cena. Un po’ quasi mi dispiace, soprattutto per quel po’ di soldi che ora non ci saranno più. E poi mi ci trovavo bene.
Però ora basta lavorare quando gli altri si divertono.

PARTE III

Sfrutterò questo fancazzismo nel weekend per togliermi la soddisfazione di sperimentare ricette che ancora non avevo mai provato. Lunedì già mi son fatta un’anteprima: muffin alla banana (quando t’avanzano in casa e diventano maturissime, che ci fai sennò?) e tortelloni di pesce (quelli sopra). O tò.

muffin banana

P.S.: incredibile, ho aggiornato l’Entroglifero!

CapoDanno – do it yourself

sabato, gennaio 2nd, 2010
Come si fa a iniziare bene l’anno nuovo, meglio ancora se si tratta di un decennio nuovo?

I metodi sono tanti, chessò… lanciarsi col paracadute in mezzo a i fuochi d’artificio in qualche capitale asiatica, sacrificare il fegato al Dio Alcolico fra le braccia di qualche bella biondona sconosciuta, regalare 60 euri al ristoratore più accattivante, sbronzarsi in cima a Lignano con lo Zonin, sfondarsi i polpacci a forza di trenini PEPPE’ PEPPEPPEPPE’

Io ho optato per una soluzione che ha reso molto facile il raggiungimento dello scopo ultimo. In effetti, è davvero facile iniziar bene l’anno con poco sforzo. E la cosa viene ancora meglio se si è in due (o più, se c’è feeling). Ad esempio, con meno di 15 euri a testa si possono comprare tutti gli ingredienti, e ci si mangia anche il giorno dopo.
Il procedimento è semplice ma efficace: ognuno prepara tre piatti da mangiare rigorosamente con le mani senza comunicarli all’altro, fianco a fianco, nella stessa cucina. Tanto, uno è sempre troppo impegnato coi suoi per curarsi del tutto di cosa stia facendo l’altro.
Poi, fra una fase e l’altra della preparazione culinaria, è consigliabile fare un bel bagno rilassante insieme e, chessò, una maschera depurativa per la povera pelle del viso tutta screpolata (tutti e due, sì, avete capito bene).
In seguito ognuno si veste come meglio crede, ad esempio come Camille Inaho Camilla versione Desperate Housewife. O come Poncho Boy Judo.
O una cosa così. E intanto si finisce di cucinare.

Il risultato, nel mio caso, è stato (dall’alto):

  • un piatto di ravioloni cinesi (lui);
  • crostini con spuma di salmone affumicato (lui);
  • esplosioni di zucchine al forno con ripieno di tonno (lui);
  • carpaccio di vitella alle quattro marinate (lei);
  • mini-panini di pita, salmone, zucchine e zucca gialla (lei);
  • bocconcini di petto d’anatra all’arancia (lei).

Il tutto rigorosamente preparato con le proprie manine per stupire l’altro. Il divertimento e la soddisfazione alimentare sono assicurati, ve lo garantisco.

E se poi dopo cena piove? Oh, beh, si starà in casa a guardare i fuochi d’artificio dalla finestra ascoltando a tutto palo un’ottima selezione di brani musicali (da MetalLALALA a Pop Porno a Balon Combo…) .
E se il giorno dopo piove? Oh beh, non s’uscirà da sotto le coperte.
E se s’ha fame?
E si mangerà l’avanzi, via.
E se ci fa male il pancino da quanto s’è mangiato? C’è sempre l’acqua col limone aranciato.
E se poi arriva il 2 gennaio? Eh, si tornerà a casa. Però, intanto, si sarà iniziato proprio bene l’anno.

E il decennio, o tò.

Magna magna

lunedì, dicembre 28th, 2009

BURP!

Sì, non è affatto delicato come commento, soprattutto da parte di una signorina delicata e siffatta quale io sono (e lo sono, eh? Chi mi conosce può testimoniare QUANTO lo sono!), ma queste 4 lettere riassumono in breve gli ultimi giorni, più o meno dalla vigilia di Natale a ieri.

24 dicembre, merenda dalla Kirsty: fagocitare cinque o sei mince pies (deliziosi ma burrosissimi tortini con il ripieno di frutta secca) un’ora prima di cena è da malati, me ne rendo conto. Poi mi stupisco se la sera mi viene il mal di stomaco.

25 dicembre, pranzo di Natale: andare a mangiare dall’Antonella, la cugina della mi’mamma, è un piacere e al contempo una tortura, soprattutto se cerchi di mantenerti in forma. Crostini vari, petto d’anatra stagionato su spicchi d’arancia, petto di tacchino a fette su letto di valeriana e melagrana. Popi tortellini in brodo fatti in casa e subito dopo lesso assortito fra cui delicatissima testina di vitello con abbondante salsa verde (divina) e sottaceti/sott’oli vari. Poi anatra all’arancia al forno e filetto in crosta di pane. Poi dolci e spumanti vari. Poi ore di grufolìo sul divano di Montegiovi, cercando un modo per espiare i propri peccati alimentari.

26 dicembre, pranzo: seddiovole siamo solo noi quattro, e  ci conteniamo. Più o meno. Non dirò quanti cioccolatini finiscono nella mia ampia bocca a fine pasto, che mi vergogno.

27 dicembre, pranzo con i miei, Noctulio, Ninna, Rebecca, l’Orso, Cbicp, Alibimba e Omichele: non mi soffermo sul lodare i commensali perché poi magari pensano che mi arruffiano per qualche strano motivo. Il menù prevede ciacce alte e basse, salse assortite fatte in casa (tranne la maionese, non ci abbiamo cavato nulla, una prece per il risultato…), tagliatelle al limone aranciato (perché nella serra del mi’babbo c’è sempre roba strana), arrosto misto al girarrosto, cinghiale in umido, pandoro con mascarpone e nutella (grazie Ali), fiumi di vino (grazie Cbicp), vinsanti della casa e robe così. Dopo di ciò, dritta al lavoro, e ogni cosa che toccavo in pizzeria mi faceva venire una bella nausea da indigestione. La notte non sono riuscita a trovare una posizione sensata per dormire. Chissà come mai.

Chiedo un minuto di silenzio per commemorare la mia perduta dieta.

Piccole ma efficaci

mercoledì, novembre 25th, 2009

Accade che a volte le mattinate iniziano non tanto bene e sembrano voler finire anche un po’ peggio, soprattutto se devi andare alle Poste a pagare cinque anni arretrati di SIAE, accidenti a loro.

Accade e ti girano un po’ le palle, soprattutto se ti alzi e, come ormai quasi ogni giorno da un paio di mesi, la tu’nonna quasi ottantanovenne ha il mal di schiena cronico (perché non sta ferma un attimo, diciamocelo) e quando vai a chiederle come sta sentenzia senz’appello che sarebbe meglio morì prima possibile. Una cosa che le sento dire da quando sono nata, in verità, ma ha sempre il potere di mandarmi il sangue al cervello.

Accade ma dopotutto non è niente di che
, che sarà mai avere il dito a scatto, oltre alla fibromialgia? Questo almeno si cura, o prima o poi dice che se ne va.

Accade, ecchessidevefa’? Si scrolla le spalle e si va avanti per la propria strada.
Con l’umore nero nero nero.

Però poi accadono le piccole cose.

Ad esempio, trovi una foglia di ginko biloba sul selciato.
Lo piantarono che facevo le elementari lì accanto, nel giardino di una casa che ho visto costruire e crescere dalle finestre della scuola e ogni giorno tornando a casa. Sembra quasi di incontrare un vecchio amico.

Oppure ti spari un bicchiere da rhum pieno di cioccolata fredda, crema calda alla cannella e granella di cioccolata fondente. Del tipo, mi fa na $ega a me l’orange moka frappuccino

Oppure scopri che ESSI vivono fra noi, soprattutto nel cetrioli, anche quelli con la faccia di Meat Loaf.



(Oppure noti che il tuo compagno di viaggio ha proprio dei begli occhi azzurri.
No, verdi.
No, grigi.
No, azzurri.
Quelli, insomma.)

(PS: incredibile! Ho aggiornato l’Entroglifero!)

Migréscion

venerdì, novembre 13th, 2009

Nonostante in questo periodo io scriva meno che mai e, a conti fatti, quando uno sta bene si ritrova incredibilmente a non avere un granché da dire (o magari è solo un’impressione, ma il risultato è lo stesso), sto seriamente pensando di migrare da Splainder. Ci sto pensando così seriamente che ho chiesto a Val di darmi una mano, sennò non ce la farò mai.
Anche perché vorrei importare non solo questo blogghino neonato, ma anche i sei anni di bloggaggio selvaggio racchiusi in quel luogo abbandonato e ormai privé stipato nei Cantifradici. Certo, là dentro c’è sempre roba un bel po’ inadatta ad essere mostrata a chcchessia, ma visto che è possibile creare una sezione privé anche su Worpress (e lo so perché l’ho visto sul blog di Ninna, e sarà che anche io non mi cimenti nel copiaggio selvaggio dell’unica vera blogstar di mia conoscenza? XD), anche questo problema è risolto.

Risolto un par di zeri, perché io da sola non so compicciare una cippa.
Abbisogno dei vostri consigli, e soprattutto dell’aiuto del già citato Val, al quale già da ora devo come minimo tre pranzi distruttivi a base di tagliata coi porcini.

(NOTA: io non è che la faccia così, come codesta Clarabella, però magari mi prenderò un paio di idee per il futuro…)

La domanda del giorno è: Aruba sì, va bene, ma quale dominio? busta n°1 (Dominio + SpazioWeb a illimitato + 5 caselle email a € 20.66 + IVA l’ anno – ma che ci fo con tutta ‘sta roba?), busta n°2
(Dominio + Redirect + 5 caselle email a € 15.49 + IVA l’ anno – mah…), busta n° 3 (Dominio + Gestione DNS a € 9.99 + IVA l’ anno - già sembra papabile) o una non bene identificata busta n° 4?

Ai postumi l’ardua sentenza.

Addenumino: i galletti cantano e ricantano.

Round and round, boil and boil

martedì, novembre 10th, 2009
Atto I – call me for selling stuff

- Sì, buongiorno, sono della SanP$&$&%/, mi ha dato il suo numero il Centro per l’Impiego per quel posto di consulente artistico.
- Ah sì, certo. (Bene, vuol dire che ho passato la preselezione per un lavoro di cui non ho assolutamente alcuna idea… così magari scopro cos’è…) Mi può dire che tipo di lavoro…
-
Eh, sì, gliel’ho detto, consulente artistico! Si ricorda, ha fatto la…
- (… preselezione, sì, geniaccia, ho capito, ma chevvor’dì? Bah, tagliamo corto.)
Ehm, sì, ricordo bene…
- Allora per le 17 le va bene? L’indirizzo è…
- Sì, certo. (Aspetta, che ha detto? San Paolo -cosa?)

Torno a casa, vado su internet, controllo. Allora è vero. Non posso fare a meno di sorridere sconcertata. La Saie San Paolo mi ha chiamato per un colloquio. A me.
Eh eh eh.

Vi dirò, dopo il colloquio con Alleanza Assicurazioni (anche se mi avessero richiamata probabilmente avrei svicolato), quasi sono tentata di prendere in considerazione l’idea di occuparmi della vendita di Bibbie d’arte. Consulente artistico. Che buffo significato la gente dà alle parole. Diffidate della parola "consulente", mi raccomando.

Atto II – me and my best friend

- Sei davvero una rompicoglioni, un’inquilina rompicoglioni di cui non posso liberarmi!
- Però sono simpatica, dai! Pensa se fossi una di quelle che piangono tutto il giorno o danno fuoco alle cose!
- No, non sei simpatica, ma si finisce per affezionarsi anche alle rompicoglioni come te. Potessi ti spedirei via a calci nel culo, ma poiché devi rimanere e non ti posso sloggiare, vediamo di trovare un accordo.
- Beh, sei tu che devi rispettare le mie regole, ciccia, sennò ti rassegni a fare a cazzotti coi dolori.
- Sì, ma non è che per causa tua devo smettere di fare TUTTE le cose che mi piacciono… poi sai che cerco sempre di coccolarti, di sti tempi.
- Ma sai anche che non è colpa mia se a volte devo martellarti…
- E nemmeno mia. Mica posso minacciare di morte il tempo atmosferico. Posso solo evitare di darti motivi per incazzarti.
- A volte non è abbastanza.
- Lo so, ma mica è colpa mia.
- Eh già, questo è vero. Oddio, ogni tanto te le cerchi.
- Sì, ma cerco di non lamentarmi troppo.
- Ma ti lamenti.
- Ogni tanto sì, fa bene bobare e uggiolare. Così mi sfogo un po’ e tu non ti senti trascurata.
- Sei gentile.
- Anche te vedi di diventarlo. E ora andiamo a prenderci qualcosa di dolce, così stiamo meglio tutte e due.
- E i dieci chili che devi perdere?
- Con loro ci discuto quando ho finito con te.
- Ehhh.
- Non aggiungere altro.

Atto III – Looking for squashes


Oh, dieci chili che vi ostinate a rimanere su di me!
Non fate caso alla mia pigrizia atavica
né al livello di endorfina da tenere sempre alto!
Siate gentili, siate benevoli!
Lasciate lentamente questo corpo,
mondatelo dal rotolo di ciccia del girovita
e piallate il velo di grasso su braccia e gambe!
Dissolvetevi! Eclissatevi! Sparite magicamente!
Puff!

No, eh? E vabbeh, mi mangerò questa crema di zucche, fanculo, to’.

zuppa

Intermezzo #1

martedì, maggio 12th, 2009
Vedo la luna, vedo le stelle, vedo Caino che fa le frittelle…

Sapete che esistono decine e decine di versioni diverse di questa filastrocca? Iniziano tutte così, e proseguono (o non proseguono) nei modi più disparati. Tutto ciò mi fa pensare ai misteri dell’universo e al fatto che Caino, dopotutto, riesce talmente simpatico che non può comparire nelle nursery rhymes.
Ci sarà sicuramente un perché e anche un percome, ma alla fin fine… oh beh!
Tanto le frittelle di mele alla grappa mettono d’accordo tutti. O quasi.
Provare per credere.