Archive for the ‘viaggi coi faggi’ Category

Raffinate Strategie

sabato, marzo 27th, 2010

Il metanooooo ti dà una manoooooo…

E chi va a metano come la sottoscritta, che ha cominciato da poco ma già lo ama, sa bene che è tutta un’altra storia: meno spese, meno inquinamento, meno potenza (ovvero più calma).

Peccato che questo comporti ancora più sfavamento al metanista causa presenza di zone d’ombra nella diffusione dei metanari nel nostro ridente (ca$$o c’avrà, poi, da ridere) Paese. Soprattutto se uno viaggia di notte, ma tant’è.
Comunque sia, domani mattina presto si parte alla volta del Teatro Lyrick di Assisi per vedere l’edizione italiana di Avenue Q, il che diventa anche una scusa per fare una gitarella (sicuramente bagnata dalla pioggia, guuu guuuu) con tragitto Arezzo – Passignano sul Trasimeno – Gubbio – Assisi – Arezzo.
Sulla strada, se evitiamo di contare i tre di Perugia che non si sa esattamente dove possano rimanere rispetto a dove vogliamo andare, almeno un paio di metanari forse li troviamo. Forse anche aperti, che il 24h su 24 in Umbria non sempra contemplato (a parte a Narni, che evidentemente risente l’influsso dei re e regine di Narnia, chissà).
Sempre meglio che a Siena, città nota per la sua penuria di metanari (due, che chiudono alle 19.30, sia mai che poi c’è il posticipo o l’anticipo e ce lo perdiamo, eh). Sarà che ad Arezzo siamo abituati male, perché entro un raggio di 5 km dai confini cittadini ce ne sono ben cinque, però…

Ehhh, vabbeh, dopo tutto anche quest’incertezza aggiunge pepe all’avventura… come quando, attraversando passi montani in cui non si sa quando si ritroverà mai un benzinaio, si iniziano a contare scrupolosamente i km e a pianificare strategie di rifornimento da fare invidia ai voli con scalo…

Ma con tutto questo cosa volevo dire?
Niente, a parte gongolare del fatto che domani finalmente mi do alla fuga, dopo mesi di austerità dovuta alle tasche vuote (che sono ancora vuote, ma vabbeh).

Uh, e anche che dovevo ricaricare le batterie del telefono, e non avevo il caricatore ma solo il cavo usb.
Raffinate Strategie rulez.

(Volevo mettere una bellissima foto fatta a Londra fuori dal teatro dove davano Avenue Q, ma dopo aver formattato il pc non riesco più a capire come configurare la rete e rientrare nel mio harddisk esterno. Goddamnnit.)

Ci si rivedeva a Lucca?

lunedì, novembre 2nd, 2009

Anche quest’anno toccava farlo, via, nonostante la penuria di soldi e il poco tempo a disposizione. Anche quest’anno toccava farlo e l’ho fatto, in compagnai del mio ineludibile compagno di viaggio (lurker come non mai), e mietendo abbondanti mèssi di cose fatte e persone incontrate.

In primis, dopo un anno ho finalmente rivisto la mia figliola spirituale con la sua amica di Bergamo di cui mai e poi mai avrei potuto riconoscere l’accento (però come ti distinguo uno di Cortona da uno di Pratovecchio…). Entrambe erano semplicemente bellissime. E s’è visto al scia di mosconi che fotografavano e/o ronzavano loro intorno… ehhhh, beata gioventù! (seeee, ha parlato la tardona) (eh) (ah, già, vero.)

Poi vorrei anche potervi documentare l’epico (per me) incontro con Valberici e Colui Che Conosce Strettamente Mad Dog, ma la foto che documenta questo momento fuori dalla storia (o che fa la storia, non so) ce l’ha il secondo, quindi finché non vi sono prove concrete non si può dire nulla.

Sicuramente è stato un peccato infame non poter incontrare né Papero & Muflone, né Hachi e la mitica Giulia, né Cbicp che il venerdì sera suonava coi Miwa… però quest’anno davvero per me i tempi erano strettissimi.
In compenso attirerò la vostra attenzione su alcuni dei tanti veri eroi che girovagavano per Lucca:

Questo tizio qui, ad esempio, è rimasto su quel piedistallo per ore. Non so perché Hurricane Polymar si facesse accompagnare da Torakiki, ma secondo me c’è in ballo la conquista del mondo.

Invece, egli è inequivocabilmente il Prescelto. E vi pregherei anche di notare il pacco.

Lui invece era commovente da quanto era PEDRO. Tu-tuuuum!

Insomma un’altra bella scampagnata, che non ha attentato troppo al mio portafogli in quanto, non avendo comprato il biglietto, non potevo entrare negli stand. Però ho comprato il n° 1000 di Topolino (eh, oh, mi mancava). E ho capito che coi capelli rossi potrei anche stare bene.

PS: aggiornamentino gallettoso. Anzi, due.

Les voyageurs

lunedì, ottobre 19th, 2009
Hyde Park, day #1.




Fosse per me, ripartirei ora, adesso, subito.
Per andare dove? Non importa.

Però anche rimanere qui, cercare un terzo lavoro, litigare pazientemente con idraulici e/o caldaisti, dannarsi con la fibromialgia e le temperature rigide, osservare il proprio già triste conto in banca assottigliarsi sempre di più e combattere contro il freddo a Montegiovi ha un suo fascino.

Non ho ben capito quale, in realtà.
Forse scriverò due righe sul Galletto.
E sull’Entroglifero, che c’ho da arredare casa.

London Loves #1

lunedì, ottobre 5th, 2009

Sorvolo a larghi passi su quelle trascurabili questioni (tanto per tirarne fuori una su millanta) che da quando sono atterrata a Pisa non hanno cessato di tormentarmi in tutti i modi possibili e mi accingo alla composizione del primo post pro Londinium…
(per i lettori di Feisbuk – leggetevi il post originale sul blog che sennò vi perdete tutte le foto, mi raccomando!)

Inutile dire che razza di meravigliosa esperienza sia stata sotto tutti i punti di vista, quindi di fatto inutile anche questo post e tutto quello che a pezzi e bocconi sto cercando di macinar fuori. Ma vabbeh.

Day 0

Dopo un incredibile sforzo di volontà (mio) per non scendere dall’aereo dopo i primi trenta secondi di permanenza e dopo un viaggio tutto sommato tranquillo e piacevole a parte le mie copiose lacrime e sospiri e frasi insensate, approdiamo alla nostra meta in località amena Aereoporto di Stansted.
Là con calci e morsi ci conquistiamo un posto nel bus che ci porterà in Liverpool St., dove becchiamo la Kirsty (uscita di straforo dal lavoro) per circa venti secondi. Poi ce ne andiamo a zonzo aspettando il momento della sua libertà, ed è stato così che la vostra Lyppa spende senza rimorsi le sue prime trentacinque (35) sterline in una giacca che più glam non si può – stoffa lucida viola con motivi di geishe. Checcazzo, non si può comincià così!
E invece sì. I nostri eroi poi fanno una grande scoperta: a Londra c’è la settimana del DESIGN. No, davvero, manco a farlo apposta. Ci ritroviamo immersi in una via dove gli atelier fanno outing delle proprie capacità direttamente sulla strada (vedi foto) e poi in seguito a Banglacity, con tanto di meravigliosi banchini di pappatoria (ma quella merita un post a parte…). Insomma, confusi e felici andiamo a riprendere la nostra splendida ospitante e ce ne andiamo a casa sua, là nel profondo Peckham, a sua volta là nel profondo Southwark. Dopodiché cediamo all’oblio, che siamo in piedi dalle 3.45 e in realtà non avevamo dormito una ricca s3ga.

Day 1


La mattina di buon ora siamo già in piedi per dirigerci verso Hyde Park Corner via bus… personalmente sono un filino addormentata, ma il mio compagno di viaggio è ancora sotto adrenalina e osserva ogni cosa con gli occhioni da bimbo felice… che non sono nulla in confronto dell’espressione luccicosa e contenta che assumono in vista del National History Museum, raggiunto dopo una bella passeggiata lungo il Serpentine e una breve sosta davanti alla Royal Albert Hall… ovviamente non abbiamo tempo di girarlo tutto, ma una parte di esso viene minuziosamente visitata… grossi bei dinosauri!
La visita prosegue con una capatina in una sezione dedicata a Darwin, dove campeggiano vasi e vasi di roba (animali-piante-altro) sotto formalina/spirito… ecco, prima di pranzo magari non era il caso, però…
Dopo esserci riempiti il pancino visitiamo uno dei musei più féscion della storia, ovvero il Victoria & Albert Museum (di cui si dirà sull’Entroglifero, attualmente un po’ quiescente), e in seguito Kensington Gardens, dove apprendiamo con disperazione che il campo giochi dedicato a Lady Diana non si può visitare se non accompagnando biNbi sotto i 12 anni. Peccato, Frank non si era fatto la barba, quella mattina…

Day 2
Venerdì giochiamo per un po’ ai turisti seriosi: camminiamo alacremente fino a Buckingam Palace attraverso il St. James Park, poi viriamo verso Big Ben – House of Parliament – Westminster (15 sterline per visitarla però non gliele diamo, maledetti preti…), e non trascuriamo nemmeno le guardie a cavallo nella nostra passeggiata baldanzosa verso Trafalgar Square. Possiamo poi forse esimerci dal tuffarci nella National Gallery? No, certo. Ca$$o, c’è anche un dipinto di Piero che sono 12 anni che non vedo di nuovo, e una sala dedicata agli impressionisti, come si fa a non andarci? Certo, tocca fare i conti con quintali di materiale di periodi e correnti artistiche di cui volontariamente non ricordo nulla (con buona pace dei miei ex-professori di storia dell’arte) e che mi danno un certo torpore alle palpebre e anche un po’ al colon, però…!
Insomma, puntatina anche alla National Portait Gallery (dove c’è una mostra su Twiggy, frallaltro), passeggiatina a Covent Garden (con tanto di artisti di strada di ogni genere e tipo, un paradiso) e poi via verso il Tamigi, verso il Milennium Bridge (e sottolineerei CALATRAVA – quell’uomo lì) e -soprattutto – verso il Tate Modern.
Ah, come amo quel posto. Come lo amo. Come lo amo? Lo amo.
Ne vediamo solo un piano, per il momento. Ma torneremo. Oh, se torneremo!

Day 3

Il sabato essi si riposarono un po’, anche perché nell’aria c’era un po’ una sorta di collasso generale per i ritmi mantenuti… nel pomeriggio, con molta calma, finalmente insieme anche alla Kirsty e Anthony (the old man), andiamo con l’autobus fino a King’s Cross (si evince dalla foto?) e poi via di nuovo verso Highgate Cemetery… che però è chiuso.
Eh, sì, chiude alle cinque, mannaggia. arriviamo là quasi alle sei. Niente tombe monumentali. Niente Douglas Adams per il poro Frank. In compenso, tanta stipa tenuissima, e una cena meravigliosa a casa di (si scriverà così?) Ellen.

Day 4

Anche la domenica è giorno di sbraco totale, di pescivendolo e di chiccai che vendono anche la Curiosity Cola, che ti fa sentire curiosamente rinfrancato o una cosa così. Frank assicura che è vero, noi rispettiamo rispettosamente le sue idee.
Dopo la gitarella dal chiccaio proseguiamo verso il cimitero di Nunhead, visto che Highgate l’avevamo trovato chiuso, e troviamo un posto davvero irreale (le cui foto sono -ahimé- nel mac della Kirsty, sigh, maledette teste svuotate). Scopriamo che è rimasto abbandonato per almeno una cinquantina d’anni, e se fossimo andati là alle due avremmo avuto la possibilità di fare delle attività con l’associazione che adesso lo cura con amore e dedizione. Inoltre, è pure una sorta di parco naturale e ci allevano le api. Splendido.
Uh, giusto, e la sera tentiamo di raggiungere un locale sul tetto di un immenso parcheggio passando per una piccionaia invasa da materiale organico e inorganico di vario genere… però la musica è incredibilmente alta, e ce ne rimaniamo appoggiati al parapetto a osservare un’immensa Londra notturna. Ahhh.

Day 5

Soho. Carnaby Street. Chinatown. Ma soprattutto la vera meta di questo viaggio (per me, tipo): Agent Provocateur. Ho scoperto che ce n’è uno anche a Milano. Dei del cielo, quando potrò spendere 290 sterline per un corpetto, giuro, lo farò. Devo spicciarmi a diventare ricca.
Poi sbarbiamo un bel po’ di tempo da Angels, negozione su cinque piani che vende/noleggia/realizza ad hoc costumi di ogni tipo e ovviamente ha pure un botto di trucchi adatti. Il paradiso del giocatore di ruolo coi soldi. E in seguito al Forbidden Planet, dove Frank spende involontariamente una trentina di sterline in libri di Gaiman, e poi a Denmark Street, dove ti scappano gli strumenti musicali dalle orecchie. Però la vostra Lyppa avverte che qualcosa nel suo fisico sta cedendo… la stanchezza e la scimmia del cacchio stanno avendo la meglio…

Day 6


Quanti giorni ci vogliono per visitare tutto il British Museum? Non lo sappiamo ancora, ma sicuramente non due. Intendo, per visitarlo con calma. In una giornata finiamo a malapena il primo piano, ma solo perché alcune sale sono chiuse e perché altre tocca farle un po’ di corsa.
Quindi promettiamo a noi stessi che, quando torneremo, gli dedicheremo molto tempo. Moltissimo. Il che va ad aggiungersi a tutte le cose che intendiamo rivedere con calma. Insomma, non ci basteranno due mesi. Ma vabbeh.
Purtroppo però la vostra Lyppa a questo punto del viaggio ormai è tritata e irrimediabilmente devastata nel fisico e se ne va a zonzo col braccio al collo per evitare tutti i movimenti inutili che possano peggiorare la situazione… però resiste stoicamente perché Londra è Londra, perché chissà quando le ricapiterà di tornare e perché non può rallentare e impedire al suo compagno di viaggio di godersi al pieno gli ultimi due giorni! Ecchecass, no!

Day 7

L’ultimo giorno lo dedichiamo per metà a Camden Town e a tutti i maledetti mercatini pigiati lì, autentici paradisi per amanti del cyberpunk e per le gothic lolitas… se solo avessi avuto tanti soldi e una valigia più grande, gliel’avrei fatta vedere io, ‘un avevo paura di niente! HA!
L’altra metà è invece tutta per il Tate Modern, del quale visitiamo il 5° piano che comprende una mostra su un progetto dedicato a Ann Lee, un personaggio secondario di Ghost In The Shell. Vi consiglio di documentarvi, ne vale un sacco la pena.
Infine, devastati ma felici, sbagliamo strada e ci dirigiamo verso Elephant and Castle impiegandoci ore ed ore. Bus, casa, e cena con il mitico Rob e compagna (anche lei mitica). Sì, decisamente devastati, ma anche decisamente felici.

Il giorno successivo siamo di nuovo sull’aereo (con mia grande felicità, ma stavolta me la cavo un po’ meglio) e nel primo pomeriggio ci rendiamo conto che ormai ci eravamo abituati a Londra e al suo stile, che ci eravamo abituati alla comodità di avere tanti autobus a disposizione e orari precisi e chiari da seguire, cartelli che spiegavano ogni cosa, servizi edificati in modo intelligente, strade ampie e in generale adatte a camminarci su, etc. La stazione di Pisa ci è sembrata la cosa più brutta e scomoda che avessimo mai visto. E ha pure piovuto. Meno male per il pollo arrosto a Firenze… (Ma del cibo, s’è detto, si dirà.)

Insomma siamo tornati. Stanchi, soddisfatti e un filino intristiti.
Ma va ben così, no?

La grande società di Vallaprender©

sabato, ottobre 3rd, 2009

Sarà che il Mulo scarica a 114.5, sarà che Splainder fa cagare, insomma non mi riuscirà di scrivervi il primo dei ventisettemila post previsti su Londra (fra cui ve ne sarà almeno uno sull’Entroglifero, che è in stato di momentanea quiescenza, dannati impegni!).
Ovviamente il coso delle foto di Feisbuk oggi non andava (come sempre) e ovviamente le cose da dire sono un futtìo.
Quindi ancora niente.

Però una piccola anteprima (glam) provo a darvela.

But my aaaanguish does not decreeeee-ease

martedì, settembre 22nd, 2009

Come cantava Feyez in Né carne né pesce, anche io sono vittima di codesto angusto sentimento.
Sono eccitata per la partenza.
In paranoia per l’aereo.
Desiderosa che siano già le 3 del pomeriggio di domani.
Bisognosa di quelle poche ore di sonno che eviteranno che io gattoni per tutta la giornata di domani.

E, diciamocela tutta, in mano cagans perché vado a dormire da Frank.
Quasi quasi preferirei prendere l’aereo altre tre (no, via, due) volte.
Sono timida.
No, dai, seriamente. Sono timida.

And I’m lonely, yes I’m lonely, lonely like a pesce.

Insomma io vado, eh? Vado. Mi butto. Alé. Pè.

Say it loud

domenica, settembre 20th, 2009

Mi fa male ‘sta ca$5o di schiena.

(Ah, no, giusto. Say it loud. Giusto, giusto.)

MI FA MALE ‘STA CA$%O DI SCHIENA!!!!

Ovviamente a Londra non sarà né freddo né umido. No, anzi! Ci sarà, come di consueto, un bel sole caaaldo, un clima secco e gradevole e non mi stancherò affatto a girellare ovunque con gli occhioni ben spalancati. Starò benissimo. Non avrò un dolorino nemmeno a darmi le martellate sulle scapole. L’aereo non sarà in ritardo né cadrà e/o esploderà in volo, né succederanno cose orribili per le quali mi pentirò amaramente di essere partita.
Nulla di tutto questo.

CHIARO?

Bene, concluso l’intermezzo di ansia-da-dolori-pre-partenza, mi accingo ad andare a dormire. Mancano meno di tre giorni al treno per Pisa (ore 4.33 di mercoledì notte, evviva evviva).
Abbiamo anche compilato una lista sommaria di dove abbiamo intenzione di andare, grazie alle indicazioni di viaggi passati, di amici e della divina Wikipedia. Più o meno consta di:

  • Tate Modern (immancabile, lo adoro)
  • British Museum
  • National Gallery (quando ci sono stata con la scuola, più di 10 anni fa, i prof ci fecero rimanere dentro tipo un’ora, di cui venti minuti in libertà… da spararsi)
  • Victoria and Albert Museum
  • Natural History Museum
  • Chinatown
  • Covent Garden
  • Globe Theatre
  • Camden Town – Regent’s Park
  • Baker Street & Craven Road (non possiamo certo evitarle… no? Sir Arthur e Sclavi non ce lo perdonerebbero mai)
  • Hyde Park
  • Kensington Gardens
  • Highgate Cemetery
  • Soho – Agent Provocateur (sarà che non vado nel negozio di lingerie più chic d’Europa?)
  • Forbidden Planet (sarà che non andiamo nel negozio di fumetti più enorme d’Europa?)
  • Quel locale che sa la Kirsty vicino casa sua (ve ne parlo dopo esserci andata!)
  • Quel palazzo pieno di pub davanti a Leicester Square (mi pare) che sa Stilgar

…Altre chicche da consigliarci?

GGG – Go Giònni Go

venerdì, settembre 18th, 2009
Checcazzmennefregammé
chemercoledìvadoaLondra!

Per la precisione, vado dalla Kirsty, pappappero.
E torno al Tate Modern, pappappero.
E rimangio il fish pie, pappappero.
E non vi porto niente perché sono solo col bagaglio a mano, pappappero.
Però immaginerò di portarvi tante cose, pappappero.
E poi vado anche all’Highgate Cemetery, pappappero.
E il Bota mi invidierà perché so’ sicura che lui ci sbaverebbe per organizzarci un live, pappappero.
E poi vado nel localino mitico accanto a casa della Kirsty dove si vede tutta Londra e ci si siede al diaccio fitto sopra i seggiolini da moto, pappappero.
E poi tanto l’aereo casca perché soffro di claustrofobia, pappappero.

(Nooooo, non ci devi pensare a queste cose!!!! Eri partita bene! Ci penserai quando sarai sulla scaletta!!! Ora no!!! E la Settimana Enigmistica sarà con te!)

Ehhh, è dura conciliare le proprie fobie e la propria povertà con il desiderio di viaggiare…

E tornava vittoriosa!!!!

mercoledì, agosto 12th, 2009

Ebbene sì! Finalmente fuori dalla città di torri, campane e figli di sultane! (*)
Che dire se non: PECCATO!
Non tanto per Siena (tanto ci torno domani, ché…), ma per il fatto che i Seminari di Siena Jazz sono giunti al termine, e quando finiscono loro anche l’estate è lì che li segue a grandi passi… insomma, quest’anno l’estate non è che me la sia goduta più di quel tanto… tranne che per alcuni dettagli.
Tipo:

#1 – 13/17 luglio: In Viaggio col Faggio
Ebbene sì, la vacanza di ben QUATTRO (e, sottolineo, quattro) giorni a Castiglion della Pescaia via Vespa 250 GT è andato alla grandissima! Sì, beh, a parte la vespa – l’insetto, non il mezzo – che mi si è spremuta sul braccio mentre guidavo la Vespa – il mezzo, non l’ins… sììì, divertente! – e mi ha creato una simpatica reazione allergica durata tre giorni e poi sedata a suon di inframuscolo di cortisone e antistaminici… cosa che deve essere stata causata non tanto da ua mia acquisita sensibilità al veleno animale, quanto dalle madonne e dai moccoli tirati negli ultimi tempi dalla sottoscritta… Comunque è stata un’esperienza notevole, e il mio compagno di viaggio era il passeggero migliore che si potesse avere (a parte i piedi n°44):

Come potete notare il bagaglio era minimo e tutto stipato nel bauletto, nel sottosella e in una tracolla (ma giusto la roba da mangiare). Poveri ma molto intraprendenti, abbiamo passato quattro giorni di puro sbraco, mare, amore e parole crociate, soprattutto quando non potevo espormi al sole per via del cortisone (madddicoìo). Ci siamo arrangiati con i primi in busta della Coop perché eravamo troppo squattrinati per comprare affettati tutti i giorni o mangiare al ristorante, e non potevamo portare più di una pentolina, un fornellino e poche altre cose di cucina… però al caffé d’orzo (ebbene sì, nessuno dei due può bere caffé!) non ci abbiamo rinunciato:

E insomma sì, siamo stati come papi, anzi, meglio, senza quelle fastidiose schiere di fedeli che ti gironzolano intorno… immersi nel mare, con una tendina da due e una vespa rossa a nostra disposizione, soddisfatti e felici come bambini scemi. E abbiamo pure mangiato una sera fuori, alla meglio rosticceria di tutta la Maremma ("La Volpe Ghiotta", andateci e prendete la frittura, e poi ditemi se ‘unn ho ragione). E al ritorno ci siamo goduti il seguente panorama:

Peccato tornare a casa. Peccato dover aspettare il prossimo anno per rifarlo perché il campeggio è strapieno e le nostre tasche sono ridotte a brandelli. Ma vabbeh.

# 2 – STRAVINCERE A VINCI!!!!
Dico solo questo: certe cose davvero ti rimettono al mondo. E ti restituiscono un pezzo di mondo.
Con questo le TdA hanno vinto la Disfida dei Rituali alla Festa dell’Unicorno di Vinci, secondo me la festa più bella dedicata al GRV che esista in Italia. Io ho fatto davvero poco per contribuire alla cosa, ma avevo i lacrimoni quando l’ho visto dal vivo. Conoscevo la trama, eppure al momento clou sono rimasta comunque spiazzata. E’ la prima volta,. credo, che il pubblico applaude durante l’esibizione, e non al termine. Son soddisfazioni.


# 3 – Il Gézz

Ecco, è stato un bell’anno. E la compagnia è stata ottima, sotto tutti i punti di vista. Per i dettagli, vi rimando alle foto che forse prima o poi si troveranno sul sito di Siena Jazz. O forse no. Vabbeh, non importa.

# 4 – Codesta casa là
GIAAAAAAAA’! Devo portarvi qualche nuova foto… ci sono novità…

E insomma si torna ad Arezzo, con migliaia di cose da fare. Una volta tanto, non mi dispiace.
Bene, ca$zo. Bene così.
Uh, e a proposito: dal 23 settembre al 1° ottobre voliamo (occazzo, io ho paura dell’aereo!) a Londra dalla Kirsty!!!!! Evvai! Dopo cinque anni, grande ritorno!
Ma di questo parlerò con calma…
Sì, davvero, stasera non ho voglia di pensare alle cose che vanno male… FIESTAAAAAAA!!!!!


(*) Si fa riferimento alle consorti di molti onorevoli capoccia devoti a Babbo Monte, che di quattrini non son prive e, anzi, fan devoto sfoggio di orpelli e cotillons. Olé.

Go Lyppa go!

mercoledì, agosto 5th, 2009

DLIN DLON! Dal 22 settembre al 1° ottobre se tutto va bene torno a Londra. Con quell’uomo lì.
E il jazz prosegue per altri voluttuoso giorni. Poi torno.