E’ tutta questione di pappatoria
mercoledì, agosto 18th, 2010Sento il dovere di consigliarvi cladamente questo post di Val. In realtà vi consiglio tutti i suoi post, ma questo mi sembra particolarmente significativo, visto che parla da sé.
Esaurita (…) questa specifica questione, vi aggiorno. Per il momento i calcoli rimangono dove stanno, solo cercheremo di non farli ingrossare ulteriormente.
Come?
Anche se non è certo cosa li stia provocando, intanto vediamo di tenerli sotto controllo via ecografia, di bere un botto e di depennare dalla lista tutte le cose che portano ossalati, visto che è l’opzione più comune. E cosa, quindi?
Barbabietole rosse. (ok, mi piacciono ma posso convivere con la loro eliminazione)
Spinaci. (No, pork… d’inverno ne mangio a chili… e vabbeh…)
Acetosella. (Non ne faccio uso, bene)
Fichi secchi. (Mi piacciono solo appena colti, ottimo)
Cacao e cioccolata. (No, il mio medico non ha avuto il coraggio di togliermeli)
Tè. (IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
No, cioè, il tè. IL TE‘.

Bestia nera maledetta.
Non posso farcela. D’inverno è la mia consolazione (insieme alla cioccolata, che è anche la mia salvezza, e il gelato al cioccolato, per quando la cioccolata non c’è). Quando me lo ha nominato m’è preso lo sconforto nero. Già mi erano venuti i lacrimoni quando, anni fa, mi sono resa conto che non ne potevo più bere una tazza dietro l’altra perché sono ipersensibile alle sostanze eccitanti (volete ridere? fatemi bere un caffé), e mi son girate le scatole perché lo adoro e ne ho di tutti i tipi. Sono una patita del Tè Nero Chai, ad esempio. Che ora si è trasformato nella Bestia Nera Chai.
Ma no, non devo tirarmi giù. Ci sono le tisane. C’è il rooibos. Sì, dai. Su, su, non buttiamoci giù, eh?
E poi non è così tutto chiarissimo e cristallino. Voglio dire, la vitamina C non aiuta coi calcoli, però il succo di limone si ritiene essere un toccasana. Il prezzemolo compare in una lista come da evitare, altrove invece dice che aiuta. Che cazz’, mettevi tutti d’accordo, vi prego.
Io so solo che se non vado da una dietologa che mi infila un laccio al collo continuerò a non capire come e cosa devo fare. Ma costa tanto.
Comunque oggi andavo in giro per la città vuota con i sudori di debolezza addosso, e la mia mente se ne andava qua e là, vagando attraverso ricordi e la meravigliosa sensazione che esistono momenti in cui la città è davvero solo tua. E di qualche bambino che gioca nel parco.
Nonostante i reni, il tempo di merda, il freddo, l’umidità e i dolori assortiti, direi che sono comunque tenacemente felice.










