Posts Tagged ‘quell’uomo lì’

中にしにます

mercoledì, luglio 14th, 2010

In realtà il titolo non significa niente, anzi, è la traduzione brutalmente letterale della nostra bella frase idiomatica “morire dentro” e si legge naka ni shinimasu. Ovvio che se lo dite a un giapponese il meglio che vi possa capitare è che stia lì a grattarsi la testa cercando di capire che tipo di droga abbiate assunto.
E del resto tale espressione non ha nessuna attinenza né col mio stato d’animo attuale, né coi miei futuri progetti, né con le esperienze passate.

Mi piacerebbe invece dirvi due parole sull’evento di sabato e domenica alla Rocca di Radicofani, o postare qualche foto, però non ho ancora niente in mano e soprattutto l’unica cosa che davvero ci tengo a dire riguardo quest’esperienza è che siamo stati molto bravi. Nel senso, lo staff si è fatto un baugigi così, nonostante le avversità avverse (che non sono mancate… anzi, in certi momenti l’odio – almeno da parte mia – è scorso a fiumi, iniziavo a bestemmiare in modo creativo alle 8 di mattina) tutto ha funzionato come un orologio svizzero.
Non è una cosa scontata. No, credetemi, non lo è.

Sennò potrei anche raccontarvi che sabato iniziano i Seminari Estivi a SJ (e gli aficionados di questo blog sanno a che mi riferisco, altrimenti trovate impressioni sparse un po’ ovunque nell’archivio) e tocca rimboccarsi le maniche abbestia…

Invece mi limiterò a sparare amenità su una sola cosa che immagino traspaia spesso da quel che scrivo, ma non si sa mai. E poi a volte fa bene farci mente locale sopra.

Sono davvero contenta. Ancora la mia vita non ha preso il su’ verso, non si sa cosa farò da grande, ma non importa. Sono una figlia fortunata, una ragazza fortunata (benché tragicamente cicciotta), una donna fortunata. Già già, proprio donna. Mi fa strano, ma dopotutto l’età biologica è quella. Sono contenta di avere trent’anni. Tanto, addosso non me li sento affatto. Giocare di ruolo, avere a che fare con i ragazzi delle medie e delle elementari, avere accanto un compagno di viaggio che ha cinque anni meno di me… tutte cose che aiutano.

E poi, non so, ma credo che essere molto innamorati aiuti a mantenersi in uno stato di limbo in cui l’età smette decisamente di contare qualcosa. Certo, ci sono le questioni puramente terrene come le bollette, il tempo da gestire, l’urgenza di non dover più dimostrare niente a nessuno, l’eterna lotta fra il Bene e il Male, i klingon che bussano insistentemente alla porta…
Ma tutte queste cose vengono leggiadramente annichilite da una carezza, dalla luce dell’alba che imperla la stanza, dal lieve respiro che scompiglia le ciglia, da un paio di occhi azzurri, o forse verdi, o forse dorati, che si aprono a fessura con fatica dopo una sonora notte di sonno e si piantano nei miei, sorridendo.

Come potrei non ritenermi una donna fortunata?

(Ok, ok, ora basta con il miele. Non rientra nel personaggio.)