Che mai pensa l’Oca?

Dopo aver scoperto or ora da dove proviene questa frase sì famosa (Guido Gozzano, La differenza), più che altro per via dell’enigmistica illustrata by Bartezzaghi su uno dei primi numeri di Snoopy, nel 1987 o giù di lì, mi accingo a smettere di sproloquiare inutilmente e a meditare su una questione che mi sta abbastanza a cuore, e per la quale chiedo a tutti un parere spassionato.

Dovete sapere che la mia triste laurea in Scienze dei Beni Storico-Artistici, Cinematografici, Musicali e Teatrali è effettivamente piuttosto inutile se non si capisce come usarla al meglio. Purtroppo, benché di teoria ne sappia un pacco e forse anche un pacco e mezzo, questa simpatica triennale non ti apre le porte per insegnare nelle scuole di musica e questo ovviamente accade perché non ti dà nessun tipo di competenza musicale tecnica, come invece fa il Conservatorio.

Ora.

Appurato che nei dintorni non esistono lauree specialistiche che valga la pena di affrontare, appurato che se voglio continuare a insegnare musica dovrei avere minimo minimo la licenza di solfeggio (che non ho preso quando avrei potuto, odiavo il setticlavio e ho smesso di studiare, me idiota), ma anche con quella da sola non ci faccio nulla, appurato che dopotutto a me la didattica musicale piace e molto…

…secondo voi può valere la pena di mettermi a studiare di brutto per tre anni a SJ per arrivare alle competenze tecniche necessarie e poi gettarmi a pesce a far la specialistica (in jazz, suppongo) al Conservatorio di Bologna (dove forse avrei qualche agevolazione logistica e umana)?

Se dipendesse solo da me, forse sì. Ma il corso di diploma a SJ costa il giusto (160€ al mese, che per me non son bruschette) e non so se ce la farei mai a pagarmelo da sola. E nemmeno vorrei chiedere per altri 5 anni i soldi ai miei.

Appurato che ormai i trent’anni sono suonati e che le mie entrate attuali sono molto inferiori ai 500 € mensili, voi vi imbarchereste in un’impresa del genere?

Medito, pondero e non so darmi una risposta.

8 Responses to “Che mai pensa l’Oca?

  • mah… come dice Tom Cruise in “Eyes wide shut” una volta laureato lavoro assicurato! a quanto pare non è così… beh io tenterei questo percorso allora così da trovare lavoro… altrimenti ci sono tanti di quei concorsi da fare, potresti tentarne qualcuno. no?

  • Urka, domandona difficile…
    E risposta lunga, ti avverto!
    Tu mi conosci, sai come sono, che scelte ho fatto, che percorso ho seguito.

    Quindi non ti stupirai se ti dico “non farlo”.

    Attenzione però: lo dico come lo direi a qualcuno che si appresta a fare il Dottorato di Ricerca, anzi no: almeno quello, se hai la borsa di studio, le tue 800 euro mensili te le da, al limite. Nel tuo caso, nisba.

    Dicevo:
    ti direi di farlo SE e SOLO SE tu ti rendessi davvero conto che quella è la tua strada al 100%, che per insegnare musica ti dannerai l’anima, andando a vivere in Culonia se la professione lo richiedesse, sapendo che forse avrai il posto fisso a 50 e passa anni (se di insegnare a scuola si tratta, sennò come privato non saprei…).
    Così come se tu sentissi il fuoco sacro della Ricerca Scientifica.

    Sennò, se questa è una possibilità, ma insomma potresti fare anche altro, allora… scusa la brutalità, io ci vedo solo lati negativi:

    – saresti a carico dei tuoi (perché ahimè 500 euro mensili non permettono la totale indipendenza, anche se i vizi perlomeno te li gestisci da sola) per altri 5 anni
    -altri 5 anni… arrivi a 35 anni, che per me, che ho un anno più di te, sembrano più vicini ai 40 che ai 30 (bicchiere mezzo vuoto? Mmmhhhh forse…). Non so, ma fare la studentessa praticamente quasi a tempo pieno (fuori sede? Forse, essendo queste cose a Siena e Bologna) a 35 anni, … bo’, mi suona strano.
    -e se per caso dovesse accadere, in maniera ASSURDA, che in questi 5 anni ti va di andare a convivere o (questo lo dico piano…) avere un figlio? non che sia impossibile, ma dannatamente complicato
    -ora, non che uno aspiri alla pensione (sia mai!!! Ci spero poco pure io, eh…) ma insomma, forse una cosa che ti permetta di versare qualche contributino in più… mah…

    Il tempo passa, tutto qui.
    I 30 anni di adesso non sono i 30 anni dei nostri genitori, ok, per questo siamo molto più GGGGIOVANY.
    Però… queste cose che “ma, sì, dopo DOVREI avere più possibilità, dopo mi si DOVREBBERO aprire più porte, POTREI trovare più facilmente un lavoro attinente a quello che ho studiato”… mi suonano MOLTO come le cose che dicevo io prima del mio dottorato.
    Dopo ho trovato: a) un lavoro da perito chimico di ITIS; b) il lavoro attuale, che c’entra al 10% con quello che ho studiato, il 40% con quella parte di chimica che non mi piaceva, il 50% con ALTRO.
    Però alla fine mi piace, ci sto bene, e non l’avrei mai detto.
    Sono stata troppo dura? Spero di no…
    Un bacione, Ali

  • Ciao,
    volevo scrivere un super consiglio ma ho letto quello di Alibimba e mi ha preceduto…
    Credo che il punto cruciale sia questo: se pensi che quella strada ti porterà sicuramente qualcosa di buono e che dopo la vita sarà tutta una discesa nel senso che non avrai problemi a trovare lavoro e avrai diversi soldini per vivere, allora il gioco vale la candela ma se la risposta alla mia domanda è solo forse…io ci penserei due volte. Come dice Alibimba, in questi anni c’è la possibilità che tu e il tuo fidanzato vorrete mettere su famiglia e non avendo un reddito lo vedo alquanto improbabile. Scusa se mi permetto di dirti questo ma vorrei essere sincera. Buona giornata

  • Se lo scopo è insegnare in una scuola pubblica allora la risposta è no, non ne vale la pena.
    Se invece sono possibili altri sbocchi allora sarei più possibilista.

  • Ciofo
    9 anni ago

    Le cose importanti te le hanno gia’ dette.

    Rimane da dire che se puoi trovare adesso (magari!) un lavoro redditizio (magari!!) allora e’ un conto, certo forse non ti piace ma al lavoro dopo un po’ ci si abitua sia che piaccia sia che non piaccia.

    Ma se ora come ora devi campare con lavoretti temporanei fino a chissa’ quando e invece studiando acquisisci davvero (sottolineo DAVVERO) una marcia in piu’ allora un pensierino ce lo farei, ma ripeto, solo se studiare quei cinque anni in piu’ ti da poi un vantaggio concreto, altrimenti e’ solo tempo e denaro perso.

  • Tutti: infatti il problema è questo.
    Concretamente, beh, non esiste NIENTE di certo legato al mio campo di studi, né puoi dire che una volta trovato un impiego quello rimane per sempre. Da una parte è anche bello, ma dall’altra son due maròni, per tutti i motivi da voi elencati.
    Come dire: ora non ho in mano nulla di sicuro, ma dopo non è che le cose cambiano più di quel tanto.

    Infatti ho meditato lungamente e ho deciso che, nell’improbabile caso in cui io trovassi un ulteriore (il terzo? il quarto?) STABILE e un filino remunerativo, e potessi quindi mantenermi da me, mi iscriverei di nuovo ai corsi di SJ e, con i dovuti piedini di piombo, punterei lentamente a condurre avanti i miei studi musicali parallelamente al lavoro (tempo permettendo).
    Quindi adesso urge cercare qualcos’altro. Ma quello urgeva già prima.

    E comunque, Val, no, niente scuola pubblica, se non fai la SISS sei fuori, e se la fai non trovi uguale. Grazie, Mariastronza Gelmini.

  • Ho capito, mi pare una scelta logica.
    Vai Lyppaaaaaaa siamo con teeee!

    Uh, piccola precisazione: le SSIS non esistono più da un paio di anni, o meglio, sono “momentaneamente chiuse” (???), le ha chiuse proprio la Gelmini (credo).
    comunque non è che la cosa cambi molto eh… saresti comunque fuori, visti i tempi.

  • Sarei fuori solo perché le SISS le puoi fare solo se hai fatto anche la specialistica… e comunque ti stupirò, sono ancora aperte, una mia amica si è laureata due mesi fa! Sono cinque-sei anni che sento dire che le vogliono chiudere e/o le vogliono aprire ai triennalisti… vattelapesca…

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