Flight to Jordan

Vi capitano mai quelle giornate in cui vi sentite come una strada che non porta da nessuna parte? Anzi, no, proprio chiusa. Magari da qualche parte porta, ma voi non lo saprete mai.

Stasera, mentre cucinavo la paella (seguiranno foto, prima o poi), ho avuto una sgradevolissima sensazione… come se non volessi essere lì, come se non fosse quello il mio posto, e nemmeno quella la paella che avrei voluto cucinare. Che poi, chi la mangia in generale l’apprezza molto, ma a me non piace come mi viene la paella. Vorrei che mi venisse in un altro modo. Ma tant’è.

Insomma m’è preso un senso di vertigine, di smania, quasi un mezzo attacco di claustrofobia. Un bisogno impellente di vagare, di parlare, di scappare, di darmi alla fuga, di fare qualcosa di strano.
Di solito, in questi momenti, quando potevo prendevo la macchina e andavo da qualche parte, spesso trascinandomi dietro il poro Noctulio (in tempi non sospetti). Capitava che alle dieci di sera mi prendesse questa stessa smania che mi è presa oggi, si sbaraccasse ogni attività e si andasse alle terme di notte. O al mare, così, fermandosi a comprare un pacco di biscotti perché non si sa mai. E si chiacchierava ore.
Oppure partivo da sola verso un pub, mi sedevo da sola a bere qualcosa di forte al banco, chiacchieravo con il proprietario se non c’era gente, poi me ne andavo, qualche volta dando passaggi a compagni di bevute di cui non sapevo il nome. Cose che una ragazza sola non dovrebbe mai fare, insomma.
Oppure andavo a sentire un po’ di musica dal vivo, oppure mi mettevo a fare un giro di telefonate, raccattavo qualcuno e andavamo a sentire del jazz da qualche parte.

Adesso non mi ricapitava da tanto. Forse perché sono cresciuta, ma più probabilmente perché sono meno inquieta. Però è esattamente questo che mi rimescola l’anima, in questi casi: l’inquietudine.
Però, stavolta la sensazione non appartiene alla categoria delle smanie costruttive e folli, bensì a quelle angoscianti e febbrili.

Così ho deciso di farmi una doccia (ora) e poi scappare via. Raccatto un compagno di viaggio (anzi, IL compagno di viaggio), e vediamo se migliora. Solo l’idea mi risolleva un po’ il morale. Vediamo se serve a qualcosa.
Ci si vede, cari voi, statemi bene… e beccatevi questa palata di sano GéZZ.

10 Responses to “Flight to Jordan

  • ah quanto vorrei esserci anch’io con voi! poi mi fai sapere com’è andata… (bellissimo il brano jazz)

  • Un pò di anni fa quando condividevo la vita con la persona sbagliata…per sei lunghi anni…spesso ero soggetta a questo tipo di “crisi”, un giorno mi sono svegliata e ho mandato il mio vecchio mondo a quel paese, così, da un giorno all’altro, e sono rinata, letteralmente! Da allora, sto bene, le crisi sono solo un brutto ricordo…stammi bene! baciotti

  • reginaindiuno
    9 anni ago

    Sono troppe le cose che una ragazza non dovrebbe mai fare da sola: andare nei bar, viaggiare, fare trekking, passeggiare di notte, etc.
    E’ allora che i panni da donna mi stanno stretti…troppo stretti…e vorrei essere nata maschio….sarei indubbiamente molto più libera…

  • My beautiful creature!!
    Come va?? Passato il senso di claustrofobia??
    E soprattutto.. le terme di notte! Che figata pazzesca!! Se ti prende ancora mi organizzo per termare insieme.. anche se mi sei sempre fuori mano, acciderbolina!

  • non si vede il video :/

    ps beata te che puoi prendere e andartene

  • @stone: ehh, flight to Giovanni è sempre un bel brano da ascoltare… ma stavolta non siamo andati troppo lontani, sigh! Purtroppo la fuga non ha tenuto di conto degli imprevisti, tipo quando lasci il pendrive con ore e ore di lavoro ad Arezzo e allora… sigh.

    @Martina: guarda, io sto già da dea, e in realtà ho fatto una cosa simile a te, smettendo di ignorare certi inequivocabili segnali, nel bene e nel male… Però, anche se ho il miglior compagno di viaggio che esista, ahimé essere inquieta fa parte di me, ogni tanto devo dare una bella rimescolata alle acque, sennò iniziano a stagnare 🙂

    @Regina: come ti capisco… però a far le cose “da maschio” nei panni di donna si guadagna molto in autostima e soprattutto al gente inizia a guardarti in modo diverso… il che può essere bene o male a seconda dei casi 😀
    Ma checcifregaannoi!

    @Hachi: devivenirequaaaaaa!!!! O sennò vengo a prenderti a Casone quando ci sei e si va a Saturniaaaaa!!!!!

    @Abs: d’oh! Comunque sono piccole fughe di qualche ora, i tempi delle fughe di un giorno intero, ahimé, se ne son volati via con la fine dell’università…

  • Flight to Jordan !!

    Quanti ricordi !

  • E anche un po’ GIOVANNI! GIOVANNI!

  • Ho avuto due o tre attacchi come quelli mentre me ne stavo alla lavagna a scrivere un elenco di verbi o a fare una striscia del tempo.
    Con una domanda imperante: ma cosa faccio qui? perchè non fuggo?
    Tremendo.

  • Oddio sì, ti capisco alla grande. Infatti, quando prendono mentre cerchi di spiegare per la sessantesima volta la struttura del pezzo a una decina di neo-musicisti preadolescenti e NON PUOI scappare… beh, sì, fa male. XD

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