Il terzo suono di Tartini

Sappiate che prendo spudoratamente spunto da questo post, di cui il seguente è un’accorata e incompleta risposta. Sì, perché mica voglio proprio proprio commentare tutto. Sarebbe difficile.

PENSIERI SPARSI RISONANTI

III

Buon vecchio sovraffollamento di impegni!
Se mi avessero pagato un euro per tutte le ore che impiego o ho impiegato in attività non esattamente lavorative, adesso sarei miliardaria. Ma non l’hanno fatto e non lo faranno.
A volte mi chiedo se non sarebbe stato meglio concentrarsi su una cosa sola e fare solo quella, magari anche bene.
No, oddio, NO! Gli dei me ne scampino.

V

Proprio per quello di cui sopra ho preso la decisione di non rassegnarmi a fare la prima cosa che mi capita solo perché mi è capitata. Posso permettermi ancora, credo, di rifiutare lavori a provvigione che non hanno niente a che vedere con quello che mi piace e quello che faccio. (Che tra l’altro, senza manco un fisso, ma chi me lo fa fare, perché costringersi e castigarsi?)
E non mi peserebbe affatto farne tre o quattro, di lavori, con orari variabili, incerti ma che danno soddisfazione.
Infatti sto seriamente pensando di proporre (ormai per l’anno prossimo, però) laboratori a sfondo artistico e musicale nelle scuole. Perché no, dopotutto? Verrebbe incontro alla mia continua esigenza di cambiare, di fare attività sempre diverse, perché anche la cosa che può darmi più soddisfazione (la musica, l’arte) se monopolizza tutta la mia attenzione alla lunga inizia a sfasciarmi le tasche.
Non ho un grande sogno da coltivare o inseguire per mari e per monti. Ne ho tanti piccoli, e in continua trasformazione.

XII

Certo, non sarà mica facile gestire una vita così. Considerato poi il fatto che ci tengo ad essere completamente indipendente, non sarà decisamente facile.
Ma che importa, dopotutto? Quali progetti ho io, per il futuro?
Beh, sono fortunata, intanto; o meglio, mi ci reputo. Se guardo avanti, mi vedo in buona compagnia. Un ottimo compagno di viaggi e avventure, e immagino un buon compagno anche per tutto il resto.
E’ vero, fra qualche mese avrò trent’anni, e non sono pochini pochini, per una ragazza. Se bisogna prendere certe decisioni, non si può aspettare altri dieci anni. Ma nemmeno aver fretta. Insomma, mi piacerebbe, prima o poi, metter su famiglia, ma c’è urgenza? No, ovviamente. E nemmeno mezzi, peraltro. E men che meno voglia, che è la cosa fondamentale.
Insomma, la vita (fino a prova contraria, precisiamo per i più pignoli! XD) è una e ci voglio far entrare più cose possibili. Guardarmi indietro e non aver poi così tanti rimpianti (che qualcuno c’è già, e ce ne saranno altri, sicuramente).

XI

E poi, dopotutto, non è che io abbia molte esigenze.
Ho un posto che posso chiamare casa, anzi, ne avrei anche più d’uno, donna fortunata.
Non ho grandi sogni da inseguire, perché quello che mi serve per stare bene è tutto a portata di mano.
Per quello che non è a portata di mano, tutto quello che metto da parte se ne va già nei viaggi. Piccoli, brevi, lunghi, raffazzonati, ma viaggi in piena regola. Non le gite organizzate, o le esperienze un po’ farlocche. Non mi importa se non andrò mai a Sharm El-Sheik a rosolarmi al sole in una gabbia dorata o alle Mauritius insieme a orde di coppiette in luna di miele. Che palle, fra l’altro, pensare un viaggio così. Ma forse quella è piuttosto una vacanza, eh? Ma per me il succo non cambia molto.
La mia idea di vacanza è il viaggio, non la meta. Ma la mia idea di vacanza è anche godermi la mia casiccia massona, arrostire una tegamata di castagne sul fuoco, guardarmi due film di Kitano a fila con una tazza di tè fumante sulla mensola sopra il divano. Con la differenza che durante un viaggio imparo sempre qualcosa di inedito, di magico, e mi porto a casa sapori e colori e odori nuovi; a casa mi stupisco di cose che spesso conosco già, e mi ci crogiolo dentro, beata come un gattone davanti al camino acceso.
There’s a treasure everywhere, dicevano Calvin e Hobbes. Avevano ragione, secondo me.
Due cose diverse, ma sotto sotto anche parecchio simili.
O no.

XII

Pagherei oro colato perché Cbicp raccontasse cosa ha fatto una volta con quella tipa.

BONUS TRACK

Mi piace quando scrive, il matematico più contrabbassista che esiste. Spero che qualcun altro oltre me glielo dica, di tanto in tanto, che è bravo anche in questo.
Comunque, le serate a casa sua sono impagabili.
Però stavolta non ci siamo alcolizzati a sufficienza, secondo me.
Arriveranno tempi più sereni, e sbronze più profondamente radicate.  Me lo sento.
Anche loro, they’re COMING SOON

Grazie a Frank per la foto…

2 Responses to “Il terzo suono di Tartini

  • ti trovo in splendida forma 🙂 però continui a pensare troppo…

  • Hai perfettamente ragione! [pensieri raggelantiiiiiiiii!!!!!]

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