Mazzi di smazzi




Si potrebbe pensare che questo post è una risposta a quest’altro, ma non è esattamente così. Più che altro, quest’ultimo mi ha fatto riflettere.

A questa tenera età da me raggiunta ormai potrei arrischiarmi a dire che forse – e dico forse – per me il periodo del brancolamento nel buio dovrebbe esser giunto al termine. Forse anche da un bel pezzo, direbbero alcuni. Non ci sperate troppo, ribatterei io. Ma comunque.

L’ho detto molte volte ma mi piace ripeterlo: non c’è niente di poetico, romantico o bello da ricordare dell’adolescenza.
Quel periodo informe che va dai 12 ai 19 anni circa, in cui sei lì come una cogliona a cercar di tirare fuori la tua identità in mezzo a tutto quel marasma che ti circonda e che ti soffoca, impedendoti di vedere chiaramente cosa vuoi, dove sei e cosa ca$$o stai facendo.
Sì, proprio quello.
Quel periodo in cui ogni graffio diventa una ferita profonda e scomoda da leccare, che più cerchi di alleviarla e più ti fai male da qualche altra parte.
Quel periodo in cui non ti sta bene mai niente ma non sai se dare la colpa a te stessa o al resto del mondo, in cui non riesci a trovare agevolmente una via di mezzo, in cui tutto purtroppo non si riduce a trovare un responsabile, chiunque esso sia, ma anche a tormentarsi il più possibile comunque stiano le cose.
Quel periodo in cui o vivi sereno senza farti domande o sprofondi nell’abisso delle migliaia di quesiti insoluti; o sei tu che sei sbagliato o sono gli altri che non ti capiscono; o nuoti con stile ed eleganza o annaspi come un cane.

Che poi è anche quel periodo in cui vorresti qualcosa che non puoi o non vuoi avere, in cui sai che tutto sta cambiando ma non capisci dove tutto questo trasformarsi voglia andare a parare, in cui quelli che ti stanno intorno sono disorientati quanto te ma non sanno come spiegartelo perché devono da contratto darti dei punti di riferimento.

Il guaio, l’ho capito adesso, è che da fuori non esiste nulla che si possa dire o fare per migliorare le cose. O meglio, si può, ma la comunicazione è difficile. Figuriamoci se nel magico periodo del terrore avevo piacere che qualcuno mi facesse esplicitamente capire che ne sapeva più di me, che le mie paure o i miei dolori erano bazzecole in confronto ai veri problemi, quelli da grandi. In realtà, poi, questa è pure un’emerita ca$$ata. Le cose che ci fanno stare male lo fanno e basta, sia che abbiamo 3 anni che 30 che 60. Ci ho messo un po’ per capirlo, ma è così. I torti che ci vengono fatti sono gravi se li percepiamo come tali, non è che ci sia da discutere su questo. Se uno sta male, porca miseria, perché stare a sindacare su quanto sia sensato o no il suo dolore? Innanzitutto c’è. Ha una sua causa. Può fare i suoi bei danni, alla lunga.
A volte basta solo un attimo per incrinare il meccanismo dorato degli affetti, dell’amore, dell’amicizia. Se uno piange, l’ultima cosa che si vuol sentir dire sul momento è che piange per una cazzata. O meglio, dimmelo pure che sto facendo una tragedia per niente, ma prendimi sul serio. Il mio dolore è serio e reale. Cagami, ca$$o.

Ecco, cosa direi io adesso a me stessa nel passato?
Tieni duro, ragazza, per cominciare.
Poi mi direi che il periodo nero spesso è sfumato di egoismo. Ma tale egoismo viene sistematicamente rifiutato, il più delle volte.
Invece la cosa è semplice. Ci sei tu, ci sono gli altri. Prima metti a posto te stessa. Impara ad amarti, ad ascoltarti, a consolarti tu per prima. Datti la possibilità di stare male senza rotture di scatole. Dopo che ti sei tranquillizzata, solo dopo inizia a farti un esame di coscienza. Dopo, non prima, non durante. Dopo. Tanto, finché non arrivi a un compromesso con te stessa, le cose col resto del mondo andranno sempre in malora. Genitori, amici, amori.
Scopri quello che ti piace di te prima di riversarti furiosamente su quello che ti fa schifo. Non si possono far tutte dritte, ma finché si ha vita si può sempre migliorare.
E poi ricorda, cara me stessa del passato, che anche gli altri fanno ca$$ate, e alcune non le puoi parare. Altre non le puoi cambiare. Altre ancora davvero non stanno né in cielo né in terra. Ma cambiare gli altri non è un potere magico che ci è concesso possedere, seddiovole. L’importante è non farci troppo capo. Se vale la pena, va bene tentare il dialogo, il confronto. Se vale la pena ma da quell’orecchio proprio non ci sentono, vabbeh, nessuno è perfetto, basta evitare accuratamente ogni tipo di sollecitazione. Se non ne vale la pena, vadano a prendersela in cu£o. Stronzi.
Non è che si deve sempre soffrire inutilmente. Visto che il mondo è già abbastanza incasinato, meglio non cominciare a fustigarsi da soli, no? Non tutto quello che non piace agli altri va cambiato. A volte va solo sfumato, stemperato, valorizzato. A volte basta solo incontrare chi è pronto ad apprezzare anche quell’aspetto. A volte le due cose insieme.

Seddiovole, a me stessa nel passato non avrei mai dovuto ricordare che tutti hanno il pieno diritto di essere se stessi, il pieno diritto alla felicità, il pieno diritto di esprimere al propria opinione, che vale come quella di chiunque altro. Non avrei mai dovuto ricordarle che talvolta alzarsi e puntare i piedi aiuta molto di più che stare zitti e ingollare i rospi. E nemmeno che una sana discussione animata per difendere la propria posizione non è solo un’attività faticosa, ma ha molti lati positivi, soprattutto guardando al futuro.
Semmai, avrei dovuto dirle di stare un po’ calmina, ogni tanto, che non c’è bisogno di far sempre polemica.

Ma, se anche avessi la possibilità di dirglielo, non so se mi ascolterebbe.
Non è facile essere veramente ragionevoli e lucidi da dentro quel buco nero.

No, non è per niente facile.

3 Responses to “Mazzi di smazzi

  • l’hai passata ormai… forse è un po come passare il confine per il Mexico!

  • Miralys
    10 anni ago

    concordo! l’adolescenza è veramente un buco nero, non si sa mai quanto dura! ma fortunatamente ad un certo punto finisce e la prima cosa che fai è tirare un sospiro di sollievo! XD

    se Passi di qui, Ecate, forza e coraggio bellezza, tieni duro, davvero. Il terribile e tribolato periodo passa, vedrai! ( a me ha fatto bene finire e superiori, per esempio! ^^)

  • ciofo
    10 anni ago

    L’adolescenza e’ bella solo nei ricordi quando ormai e’ passata, e il motivo c’e’.

    Di solito i ricordi di quel periodo si confondono con la consapevolezza che tante cose per cui ce la prendevamo al tempo erano DAVVERO caxxate anche se allora ci sembravano vitali (quindi lo erano!) e che oggi le liquideremmo con una risata o una pernacchia, e pensiamo che se tornassimo indietro quegli anni ce li godremmo alla grande, altro che farsi le seghe mentali per giorni, ha! o star male per un’interrogazione, hahahaaa!!

    Ma non e’ stato cosi’, ci siamo incavolati, intristiti e arrabbiati anche noi, e anche noi come gli adulti che ci erano vicino allora non sappiamo come far capire agli adolescenti che e’ un periodo, che fa parte della crescita, che rende piu’ forti dentro, che un giorno anche loro si guarderanno indietro dicendo “ma quanto sono stato scemo/a”

    Se poi glielo facessimo capire servirebbe a qualcosa? Se uno ha il mal di denti adesso e’ inutile dirgli che tra qualche tempo gli passera’, quello il mal di denti CE L’HA, kakkio, e ancora peggio e’ dirgli “ma che vuoi che sia…”, ecco quella poi e’ una cosa che scatena Sacrosanta Furia Omicida E Legittimi Desideri di Sterminio, e purtroppo certi genitori sono specializzati in queste risposte-a-phaba.

    Meno male che ormai sono GRANDE, va’! B-)

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