Merry Coso

(Devo decidermi a fare un restyle al blog. La cosa avrebbe senso se ci scrivessi spesso e/o se ci scrivessi roba che vale davvero la pensa di leggere. Ma vabbeh.)

Ahh, bello mi’ l’inizio dell’anno…
Ha nevicato preciso mentre trasferivamo la roba dalla cucina alfa alla cucina beta. Poco, giusto per fare un po’ atmosfera e per ghiacciare i tubi dell’acqua appena collegati alla cucina beta. Che non fa parte del resto della casa, ci sono 20 metri di gelido vialetto prima di arrivarci.

In compenso il resto della casa è nel casino totale. Per una disordinata come me non sarà un problema, nevvero? Non fosse che c’è talmente tanto casino da così tanto tempo che l’altro giorno ho pulito lo scarico del lavandino con uno spazzolino da denti per dieci minuti per aver la soddisfazione di bonificare almeno un raggio di cinque centimetri di superficie piana, starei una favola.

O che importanza ha, del resto? Ristrutturare vuol dire robbe nuove, aria nuova! Prima che la polvere della mola in sospensione si depositi passeranno mesi, ma che problema c’è?

Ma dai che se uno fa questi lavori vuol dire che ha du’ soldi da spendere! Non fosse che se avessi dovuto pagarli di tasca mia come minimo avrei dovuto vendere un polmone, un rene e entrambe le cornee. Seddiovole c’è la famiglia e soprattutto un babbo che ha una voglia matta di godersi la pensione smontando cose e case e rifacendole ex novo.

Massì, torniamo con cuore leggero al lavoro! Che attualmente si attesta sulle 4 ore settimanali a 90 km di distanza. Qualche anno fa i part-time senza fregatura annessa si trovavano ancora, le scuole avevano più soldi e boh, vabbeh. Tanto il Centro per l’Impiego è vicino a casa dei miei.

Già, a casa tutto bene! A parte qualche lutto, la mi’ nonna sempre in posizione orizzontale (ma sta un po’ meglio, eh, butta via) e… non ci voglio pensare, via.

Meno male che c’è il Frank… che attualmente è sotto antibiotici e cortisone per una non meglio identificata parotite. Sette ore al pronto soccorso per non meglio identificarla. Alé.

Ma tutto sommato poteva andare peggio. Di sicuro può andare meglio e spero che lo faccia.
L’albero del carpentiere veglierà sugli eterni cantieri di questa mia bizzarra condizione esistenziale. O tò.
2014-12-24 22.50.52

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