Mhhh.

Oh, sì, sì, eccomi.

Mentre il lurker se ne sta qui accanto a me a scrivere i plot per il Convivio (sempre roba da nerd, nda), io scrivo.

Uhmmmm, quanto tempo è passato dall’ultimo post scritto non in stato di ebbrezza? Perché non sto raccontando niente? Perché non vi tedio con un fiume di parole come ho sempre fatto?
Lasciamo le risposte altrove.
Sarà anche che – incredibile – WordPress mi ha cancellato mezzo post mentre lo scrivevo. E proprio lì – STIO’!!! – mi ha salvato automaticamente la bozza. Un brivido mi corre lungo la schiena a pensare che siamo di nuovo ai tempi di Splainder, gli dei lo strafulminino. Ma non pensiamoci.
Rifacciamoci invece del tempo perduto. Partiamo da qualche parte.

NEVE!

Secondo voi QUANDO, sottolineo, QUANDO gli dei della temperatura atmosferica potevano decidere di inviare su questa valle di lacrime una quarantina di centimentri di neve? Quando, nonostante le mie invocazioni puntuali e precise scaglionate durante tutto l’anno solare? Quando?
Ovviamente, quando tutte le seguenti variabili si presentano contemporaneamente:

  1. Qui siamo vicino a via Nenni, dove sta il Lurker... più guardo alla foto e più non riconosco il posto 🙂

    Lypsak si trova a Siena. E trovarsi a Siena quando nevica significa assistere a uno dei misteriosi miracoli della vita moderna, ovvero una città intera si blocca e si inchina al devastante potere scatenato da un dito di polvere bianca (che non sia coca). Viale Toselli diventa un’eterna fila su cui nemmeno Dylan Dog si arrischierebbe a indagare, la tangenziale cessa di esistere come entità ed espelle le creature viventi dal suo corpo martoriato come fossero muco fastidioso, la gente si rassegna a lasciar la vettura dove capita pensando “ehhh, ma le catene ce le ho, eh! Ce le ho! In garage, dove è giusto che stiano a dicembre, sennò mi si rovina tutta la Mini, tanto sarà che nevica?“, e così impedisce ai virtuosi previdenti (tipo me) di avviarsi verso casa.
    Se Lypsak vuole condurre se stessa e il Lurker sani e salvi ad Arezzo, deve prendere la strada alternativa in mezzo al nulla. Quattro ore, ma ci è andata molto meglio che ad altri. Almeno, niente coda.

  2. La Gnocca di Neve. Io e il Lurker non sapevamo che fare, bloccati ad Arezzo...

    Il giorno dopo c’è una cena in gioco di GRV organizzata dalle TdA  per la quale (o meglio: per il menù della quale) Lypsak si è sbattuta un sacco. Ovviamente, nonostante il luogo dell’evento sia – una volta tanto – accessibile a tutti e non sperso in mezzo alla tenebrosa boscaglia, molti non possono nemmeno uscire di casa. Quindi niente cena.

  3. Il frigo della casa di Lypsak a Montegiovi è pieno di provviste deperibili per la succitata cena. Esse non potranno essere cucinate e congelate perché fra il frigo e il Doblò del babbo di Lypsak ci sono 4 km x 40 cm di neve in salita. Il Comune preposto non sa da che parte farsi per liberare la strada. Due giorni dopo, fortunatamente, mentre il Comune ancora brancola (…) e noi siamo determinati ad andare su a piedi, notiamo con un’immensa gioia che un trattore privato ha liberato la via. Ma per un grosso pezzo di arista non ci sarà più niente da fare. E tutto il resto dovrà essere comunque consumato e i costi ammortizzati in qualche modo. Stendiamo un velo pietoso.
    C’è da dire che però i gatti hanno festeggiato molto.

Nonostante tutto il giramento di culo, a me la neve piace, lo dico e lo ripeto.
Non so come ciò sia possibile ma la adoro anche quando mi rompe le palle.
Abbiamo anche ricavato una pista per slittino, ma la curva parabolica alla fine ci indirizzava sempre e comunque contro un cumulo di calcinacci. Dovremmo studiarci su.

PAPPA!

Ecco l'antipastino del pranzo di Natale a casa di mia cugina...

Dei, quanto ho mangiato in queste feste. Il post precedente era solo l’inizio di una disordinata discesa verso l’abisso intestinale. Tanto che arrivata al presunto Cenone di San Silvestro (consumato davanti al caminetto perché da qualunque altra parte era tutto troppo caro) ero già bollita e incapace di mangiare qualcosa di più di un magro piattino di affettati e sottoli misti fatti in casa o giù di lì. E meno male che non avevamo prenotato da nessuna parte. Non avremmo mangiato una cippa.
E pensate che ancora adesso mica mi sono ripresa del tutto. Ma continuo a mangiare, mi mettono davanti cose troppo deliziose e invitanti per frenare la gola (che un giorno non troppo lontano mi ucciderà).

Ah! Evocare il ricordo del petto d’anatra sotto sale su fettine d’arancia e il lombo di tacchino su valeriana e melagrana, tutto fatto in casa… oh my. E i tortellini in brodo fatti a mano. E l’anatra all’arancia. E la testina di vitello. E il lesso con la salsa verde. E la galantina fatta in casa. E la macedonia favolosa. E poi ancora il rinsoprello con gli avanzi di Santo Stefano, che ha messo in difficoltà pure il Lurker. E la cenettina dalla Chiara con tanto di crostata alternativa (fatta deliziosamente da lei e da me solo assemblata in tralci e volute perché sono pazza). E il pranzo al ristorante a buffet sino-giapponese. E gli affettati della Bottega di Mario. E le visioni notturne di intestini furiosi in sciopero e stomaci esultanti seppur esalanti l’ultimo respiro. Per non parlare della derisione della bilancia. Oh cielo.

Ipsa crostata. Basta poco, a volte...

Basta, per oggi la chiudo qui. Troppe parole tutte insieme potrebbero nausearmi (e nausearVi) e poi magari non scriverei per altri due mesi.
E poi devo cucinare.

Dei, non ce la farò mai. Dite addio al mio basso ventre.

Se non ci risentiamo entro 10 giorni vuol dire che mi sono autodigerita.

10 Responses to “Mhhh.

  • Poi dici che in Italia è tutto un magna magna.
    La crostata, però, è bellissima (e non oso pensare quanto sarà stata buona).
    Baci ed alka-seltzer

  • neve cibo e caminetto. beata te!
    un abbraccio Lyppa!
    p.s.
    braciole svolazzanti!

  • ciofo
    11 anni ago

    Boja, e vi tenete leggerini! certo che davanti a robe di quel tipo la bocca inizia a masticare in anticipo tanto per prendere il ritmo!

    Attacco a cento pedate nel trocantere a chi non si era portato le catene in macchina dopo aver ricevuto avvisi di neve gia’ una settimana prima >-( e all’OTTIMA amministrazione comunale che vista l’emergenza ha adottato la tattica del dingo ferito: nascondersi e aspettare che passi >-(( possano skiantare dilaniati da una mossa di corpo!!

    Quando ha nevicato ero in ferie pre-LIVE, da una parte mi e’ andate bene perche’ non sono rimasto bloccato nel traffico, dall’altra mi e’ andata male perche’ hanno rimandato la sessione che doveva essere in un agriturismo in collina (per que’ du’fiocchi poi, e gli ci vorrebbe ma la campagna di Russia!) pero’ mi sono concesso qualche sgommata allo Stadio come facevo con la compianta Pandina, ma non e’ la stessa cosa (maledetto ABS che non si fa i cavolacci sua!)

    Per Capodanno invece un bel Murder Party c’e’ stato proprio bene B-) che poi in realta’ era una sessione Horror dalla trama cosi’ stronza che per salvarci le terga abbiamo dovuto invocare Chtuluh (davvero! O__O) ma almeno la tensione era cosi’ alta che ci siamo scordati di mangiare(!!) e non ci siamo annichiliti il fegato di pandori poliuretanici ^_^

  • @Plas: la Chiara di cui sopra è della famiglia anche lei nonostante l’assenza totale di vincoli di parentela (ma ci si conosce da 31 anni quasi), e la cucina ce l’ha nel sangue!
    @Stone: que viva braciole!!!!
    @ciofo: che figata di ultimo dell’anno deve essere stato! L’anno prossimo ci faccio un pensierino, è che non ho mai soldi nemmeno per andare a cena fuori normalmente 🙁
    La Panda del ciofo mi manca un pochino XD

  • ‘Sto post è di qualche giorno fa, ERGO deduco che ti sei autodigerita.

  • E’ che io da oggi avrei deciso di lasciare in pace il mio stomaco, quindi non pubblicare più troppe fotine di crostatine e tavolatine, pliiiiis…

  • @Prof: sono a dieta anche io, non dubità…
    Per un po’ stringo la cinghia! E niente fotine se non di cose leggere leggere!

  • Anche io mi sono data alle mangiate! Che bello dai e non sono nemmeno pentita…anzi sono proprio felice!
    Comuque non è solo siena che impazzisce per un pò di neve…io lavoro a Pisa e ti dico che la situazione è stata molto simile alla tua descrizione…

  • E ci credo! Qui in Toscana si sanno far etante belle cose, ma tenersi pronti alla neve non è una di quelle… 🙁

  • Ah, la neve in città, in una grande città. A Roma una volta l’anno fa una nevicata che a metà pomeriggio è già sparita, ma quelle poche ore ce le fa pagare care. Chi si fa beccare in strada è perduto.
    Quest’anno ho solo rischiato di morire surgelata in casa insieme al mio coinquilino.
    Nel 2003 nevicò il 1° marzo mentre andavo a fare il mio primo esame, arrivai in ritardo fradicia, rimasi bloccata in facoltà fino a sera, rischiai più volte la morte ma portai a casa un 26.

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