Nel nome dell’O(c)io

Della serie, “il blog non serve a niente, però aiuta”, eccoci pronti per una nuova puntata di ODIO SENZA FRONTIERE! Evvivaaaa!

Diciamo che la mattinata parte subito bene alla volta dell’ospedale San Donato per una sudata visita di controllo (reparto nefrologia, l’antipastino), visita prenotata tramite l’utilissimo Cup telefonico (servizio che non ha funzionato per due settimane, ma transeat): la gentilissima (davvero) operatrice si era raccomandata di andare a pagare il ticket il giorno stesso della prenotazione (“mi raccomando, eh!”) al Cup dell’ospedale (“mi raccomando, eh! Lì!”) e armata di pazienza e buona volontà mi reco lì un’ora prima dell’esame (che è alle 10).
Ore 9: settanta persone davanti.
E vabbeh, dico al Lurker, ci sono sette postazioni, ce la faranno, no?
No.
Perché nel frattempo le postazioni attive diminuiscono, con la tizia alla n°2 che comunica telefonicamente con non so che reparto in non so quale parte dell’universo, le tizie della 8 e 6 che discutono fittamente di qualcosa, la tipa alla 1 che è fuori per colazione. E intanto chi prende il numero via via si ritrova davanti 80, 90, 100, 110 persone. Dov’era la meravigliosa comodità nel prenotare via telefono? Mi sfugge…
Alle 9.45 (ancora 20 persone davanti) mando il Lurker a implorare compassione dal nefrologo, mordicchio nervosa la mia ricetta rosa e finalmente, alle 10.10, tocca a me. Trenta secondi e ho fatto. Ovviamente l’ambulatorio dove devo andare è dall’altra parte del mondo.
E va bene, no? Va bene. Considerato poi che le indicazioni del nefrologo sono… mhh. Strane. Tralasciamo.

Poi, saltato un impegno di lavoro, si torna indietro verso Subbiano: di prima mattina nella posta ho trovato sia l’avviso di una raccomandata da ritirare (e non son mai buone notizie) che quello riguardante alcuni misteriosissimi documenti in giacenza dai vigili che urgentissimamente lallallà. Con l’angoscia nell’anima vado in Comune (“o tò, stamani c’è pure il mercato… Fammi scendere qui, va’…“). L’ufficio è chiuso. Salgo le scale cercando un vigile, un santo, un’entità superiore qualsiasi che mi faccia entrare. Faccio il percorso due volte. Arriva il Lurker trafelato. Arriva il colon irritato. Arriva un vigile sbarbato. Yeeeh!
Egli (il vigile), con fare quasi di scusa, mi porge il grimorio del mistero: accertamento ICI, signorina mia, qua lei non ha pagato, sa? (Non lo dice il vigile, ma il grimorio). Vada su di sopra all’ufficio tributi che le sapranno dire. (Non lo dice il grimorio, ma il vigile)
Vado. C’è maretta perché un principino ultracinquantenne ha saltato la fila causando ulteriore spargimento d’odio. Sorrido istericamente, so ormai da ore che la giornata può solo peggiorare e mi sfogo pure con l’omino inca$$ato. Poi entro. La responsabile è davvero una grandissima donna (e quando sono così bisogna riconoscerglielo e lodarne imperituramente l’operato) e cerca di aiutarmi in tutti i modi, asciugandomi praticamente i lacrimoni e ignorando con fare materno la mia voce lievemente spezzata dal pianto incipiente. Esco con l’animo turbato ma consolata a dovere. Chiamo mia mamma. “Guarda che l’ICI l’abbiamo pagato, sai. Esattamente quella quota lì, ma senza mora”. Ah. No, dico, AH. Brutte m3rde, ma che volete da me? Cosa? Che? CHEEEEE?

Ma non è colpa del Comune. Dell’Ufficio Tributi. Della meravigliosa responsabile. Neanche della Madonna, evidentemente, però la chiamo in causa uguale, per tenerla informata.
Vabbeh, dai, ci penserà la commercialista. Dai, sì, crediamoci, ca$$o.

Ma poi eccola, finalmente, la sacra raccomandata! La botta finale! Prima o poi dovevo riceverla… maledetti infami truffatori… qui non dico altro, vi rimando a un vecchio post che non mi sento nemmeno di andare a cercare (e tanto non diceva niente, come al solito). Parte la telefonata a un’amica. Avvocato. Era improbabile che mollassero l’osso. Infami carogne. O vediamo chi ha il capo più duro.

Arrivata a casa, decido che è il momento buono per accatastare tutti i motivi di frustrazione possibili e immaginabili su questa giornata, in modo da poterli esorcizzare tutti in gruppo, invece di dover fare una fatica immane per poi rifarmi daccapo il giorno dopo.
Faccio un paio di telefonate per capire come stanno le cose per la PPO. Mi deprimo, ma non troppo.
Controllo i barattoli in frigo. La meravigliosa bomba di Suverato ha fatto muffa. Ci siamo dimenticati di rimetterci sopra l’olio, o io o il Lurker. O entrambi. Mi metto a ridere, perché piangere mi fa fatica.
Il Lurker mi fa sedere sulle sue ginocchia. Gli propongo l’eventualità di andare ad abitare ad Ayers Rock, tipo. Perché questa mattina da sola ha sbancato tutti i miei sforzi precedenti nell’evitare lo stress. Quanto guadagnato in mesi di condotta quasi esemplare in termini di equilibrio fisico e mentale è stato risucchiato via in meno di 4 ore. Insomma, mi rifa male la schiena. Serotonina, dove sei? Torna, torna da me. Torna.

Ve lo avevo detto, no? Mai dire che le cose vanno bene. MAI! Lamentarsi, sempre e comunque, a ragione o a torto.

Nel nome dell’odio. E dell’ocio.

9 Responses to “Nel nome dell’O(c)io

  • Miralys
    8 anni ago

    un deux trois de fiiiiiiiiiiiiii!

    e speriamo che questi giochi si concludano con quanche vittoria!
    DAI LASTRA! TIENI DURO!

  • Cri tieni pronta la lupara… Qui serve… 😀

  • Ma che sarebbe la PPO?…
    Almeno i tuoi renucci stanno bene?

  • Bah… sta gente di subbiano fa proprio cahà a spruzzo. Per non parlare delle poste, le odio, le detesto, voglio averci sempre meno a che fare. Per ritirare il mio fottuto borsello m’è passata avanti una tizia e ci hanno messo 3 quarti d’ora per compilare un foglio. Brutti vecchi di merda morite e lasciate il posto a persone più competenti e almeno più veloci! Comunque non buttare in malora tutti gli sforzi fatti in questi giorni! Mandali a cagare e strasbattitene il cazzo! Oppure diventa un ologramma solido.

  • Wow! Qui c’è odio allo stato puro…

    K46 sei un’arma letale, non vorrei mai litigare con te.

    Lyppuccina senti qui, per star bene con il mondo devi AMA(zza)RE tutti.

  • Ma no io sono dolce carina e coccolosa, vero lyppa? 😀

  • Mh maledetti riempimenti automatici e quando sbagliano le mail XD

  • ciofo
    8 anni ago

    ah la burocrazia >-(

    E si, anche se non c’entra nulla, in questi casi e’ sempre bene rammentare alla Beata Vergine (in maniera calma e pacata) che potrebbe anche trattenersi dal concedere i suoi favori in maniera continua ed indiscriminata a chiunque glieli chieda senza distinzione di moralita’ condizioni igieniche e appartenenza al mondo animale vegetale o minerale, glielo dicono tutti ma lei dura, speriamo prima o poi imploda!!

  • @K46: ma guarda, alla fin fine la colpa è come al solito del fatto che non comunicano da ufficio a ufficio… la mia commercialista invia i fogli che servono, i suddetti fogli arrivano all’ufficio sbagliato (e ce n’è cinque a Subbiano, mica duemila) e ovviamente vengono dissolti nel nulla. Meno male la responsabile dell’ufficio tributi è davvero una SANTA e già l’avevo capito altre volte che ero stata lì 🙂
    A me non danno fastidio le fasce di età, mi danno fastidio gli incompetenti, e quelli si trovano ovunque! Quante giovani virgulte mi hanno fatto attendere ore perché avevano da chiacchierare/mangiavano un panino/non sapevano dove mettere le mani… Ha ragione il Plas, bisogna esser disposti ad AMA(zza)RE tutti. XD

    @Plas: devi venirmi a trovare e conoscere K46, ti smonta in tre pezzi con un’occhiata e poi ti riassembla a caso… W l’ODIO!

    @ciofo: lovvoti! 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.