No metformina no party

Ci si ride, ci si scherza, poteva andare peggio, poteva piovere/nevicare/gelare le piante dei piedi, però il fatto rimane.

La mia curva glicemica è brutta e cattiva, che è causa ed effetto del fatto che il mio peso è molto, ahimé molto superiore a quello ottimale. Se non mi impegno per farla migliorare, se non cammino tot tempo al giorno in piano, se non butto giù ciccia, se non seguo pedissequamente la nuova dieta mettendoci tutto l’amore possibile, se non se non se non, insomma, dietro l’angolo c’è il diabete tipo 2. Regalino genetico sempre gradito (no).

Come tutte le cose, in certi momenti sembra facile, in altri ti stronca l’umore. Come la tesi che procede ormai nell’ordine di 150 pagine di cui nemmeno una ancora letta dal professore (ma alla fine non sono preoccupata, nuop), l’apparizione di un incarico che mi piace ma che non c’è verso di confermare (e sì che al massimo arriva fino a giugno, mado’ checcevo’), la sovrapposizione di tante cose da fare che Ce-se-fa vs. ‘N-ce-se-fa.
Sarà anche la splendida Metformina, new entry del mio ménage quotidiano, che mi sta facendo sperimentare vari effetti collaterali. Nessuno drammatico, tutti soavemente fastidiosi.

Ma che ti frega, no? Tanto convivi già con la scimmia sulla spalla e i ciottoli nei reni, che sarà mai?
Eh. Passi il velo di mal di testa che va e viene. Passi la rivoluzione dei ritmi del colon (piccino mio, anzi, pikkolo ancyelo*, non ti riconosco più), passino le occasionali vertigini… ma c’è la nausea, signori miei. La nausea da affamata, la nausea da sazia, la nausea se mangi o se non mangi, più o meno 24/7. In sostanza la morte dell’amore per la gastronomia.

Già sotto le feste mangiare in modo morigerato è dura, ma con sta pietra in mezzo allo stomaco è frustrante, perché non ti godi nemmeno il momento in cui finalmente puoi scofanare cose molto appetitose.

E vabbeh, che sarà mai. C’è tanta roba peggio. Per carità, è vero. C’è tanta altra roba di cui lamentarsi ben più grave di questa.
Ma poiché questo blog è il regno dei ca$$imia© mi lamento, ECCOME, anche per queste minchiate.

Alò, torno a scrivere di quanto è stato (ed è) strnz il Giappone con Okinawa, così mi tiro su il morale.

 

(*) Grazie, grazie Trono del Muori che allevi le mie pene in queste vacanze di stenti e privazioni culinarie, perché io non so’ una freebooter come Erri Potte.

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