Non è in tutto cattiva Medea

p_20170103_002446_1Quanti anni erano che non studiavo avvolta nelle lenzuola di flanella e il piumone… questo nuovo anno è iniziato con un salto nel passato di una decina di anni e non sono certa dei miei sentimenti in proposito.

Ma proprio sul finire ho avuto l’illuminazione che cercavo: chiudi gli occhioni e buttati. Nel peggiore dei casi, ci riproverai un mese dopo.

Sembra una cosa scontata, ma quando mi sono svegliata il 30 mattina dopo varie notti di travaglio interiore è stato come se questa banale dritta da sempre ripetuta come un mantra avesse finalmente appiccato un incendio nella mia testa, deflagrando in un tripudio di miccette.

E così eccomi, a divorare la bibliografia (infinita) per un esame che non stavo preparando, consapevole di non riuscire a esaurire nemmeno quella obbligatoria, figuriamoci quella consigliata. Invece, prendo in mano libri di musica che non c’entrano col programma, ricerco parallelismi, tracce che completino il quadro, informazioni che rendano vivo l’oggetto del mio studio. In sostanza, mi diverto. È il minimo che io possa fare.

L’esame sul Re Torrismondo andrà come andrà. Come tutto il resto.

Però voglio godermelo. Come tutto il resto.

E prima o poi tutto andrà al suo posto.

 

(E poi scrivo tesine che non mi servono)

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