La settimana scorsa io e il mio augusto compagno di viaggio siamo tornati in quel di Orbetello e abbiamo deciso di affidarci a Tripadvisor per farci consigliare un posto diverso da dove eravamo capitati la volta precedente…
Non che le recensioni siano sempre affidabili e dopotutto de gustibus non est disputandum (come direbbe la mi’nonna, su’ gusti ‘n ci si sputa), ma stavolta abbiamo fatto centro alla grande!

IMHO il posto è davvero caruccio, con i tavolini e le sedione larghe di plastica (coi braccioliiiihhhh….) e chi apprezza il buon vecchio stile casereccio da sagra si troverà benone.
A differenza di parecchi ristoranti (o campeggi) maremmani che, mi secca dirlo, sono gestiti da capre musone che sembrano sempre tremendamente scocciate dalla tua umile presenza di cliente pagante e se potessero ti infilerebbero in uno spiedone da girarrosto e ti dimenticherebbero vicino al fuoco per circa due ore prima di mangiarti con du’ patate al forno, qui i proprietari sono gentili, disponibili a scambiare due parole e anche molto simpatici.

Visto che usano (per l’appunto) soprattutto pescato povero e c’è la formula del menù fisso, in questa trattoria si spende proprio poco: 15 euri per antipasto e primo, 20 euri se ci aggiungi anche il secondo, 3 euri i dolcini e poi le bevande… Per inciso a Siena in posti appena appena più sciccosi ti danno molto meno per la stessa cifra a menù fisso, di certo non mangi pesce fresco e se una portata non la vuoi il prezzo non cambia bello mio, ca$$i tua se non ti ci va un piatto di rigatoni al sugo o se sei a dieta! Mangiavi a casa tua! Ma tralasciamo. Parliamo piuttosto di antipasto, va’!

antipasto pesce povero

Il nostro (perché cambia ogni volta) era composto da tre elementi fondamentali:

  1. Totani in guazzetto: cantavano da quanto erano freschi, e poi così rosati, così teneri che ti si scioglievano in bocca… Come vorrei saperli rifare…
  2. Tortino di zucchine e gamberetti: più classico e con tante uova, ma non meno buono!
  3. Crostino alla palamita: dei sì, averne due o tre secchiate.. oggi ho provato a rifarlo (it’s palamita time again!), ma mica mi è venuto uguale.

spaghetti scoglio pesce poveroIl tutto è stato seguito da un piatto di spaghetti allo scoglio di dimensioni generose che ora qui vedete poco condito perché mi sono ricordata di fare la foto quando ormai avevo cominciato l’opera di aggressione. Gli spaghetti erano al dentissimo, cosa che per me va bene, ma non so se fosse un effetto voluto o una casualità.
Sia come sia, a me sono piaciuti molto (e nel sugo c’erano altri totani rosa e tenerelli… aaaahh…).

Gran finale con i dolcini, crema catalana fatta in casa (e DOLCISSIMA, sono arrivata a mezzo che morivo perché le cose troppo dolci un po’ mi inceppano le papille gustative, invece il Frank aveva gli occhioni azzurri a forma di cuore) e cantucci fatti in casa (con cioccolato, mandorle, nocciole… un abuso di cose meravigliose, e a me i cantucci mica piacciono tanto) col vinsanto. Sarà la dieta, non so, ma io mi sono alzata sazia da tavola. Non abbiamo preso il secondo perché ci sarebbe stata la frittura di pesce e avevamo già preso accordi per mangiarla alla Volpe Ghiotta a Castiglione della Pescaia il giorno dopo… di questo altro luogo mitico riparleremo prima o poi… peccato che essendo una rosticceria non si trova su Tripadvisor, sennò spammerei a ròta per far pubblicità a Gigi, che oggettivamente adoriamo ogni anno sempre di più… (e con ragione, se non era per lui…).

Comunque se passate dalla Giannella non andate a farvi spennare in giro e fiondatevi a provare la Trattoria del Pesce Povero, ne vale troppo la pena!

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