alalunga psDivina. Suprema. Superiore a qualunque altro pesce e forse anche a qualunque altra forma di nutrimento, almeno per quanto mi riguarda. Difficile da trovare, tanto che quando venerdì l’ho vista sul banco dell’Ipercooppe non ci volevo credere, mi sono venuti i lacrimoni. Costo contenuto (sui 10 eurini al chilo), resa superlativa.
L’alalunga è una specie di tonno mediterraneo che mangia la pappa in capo a qualunque altra specie simile, incluso il famigerato tonno rosso.

E’ uno dei motivi per i quali non potrei diventare vegetariana né ora né mai, perché quelle due volte all’anno che riesco a trovarla non posso esimermi dal godermela come la più torbida delle lussurie.

E non mi pongo mai il problema di come cucinarla, perché per me esiste solo una risposta possibile: sulla piastra di ghisa incandescente, mezzo minuto da una parte e mezzo dall’altra. Una sorta di bistecca alla fiorentina ittica, da trattare con più amore di una tagliata di chianina.
Se proprio il pesce crudo vi disturba, fatela arrivare a fine cottura (ma senza esagerare, eh! Pochissimi minuti bastano!). Fortunatamente l’alalunga non è come il pesce spada, che riesce a diventare filoso anche mentre lo guardi e rimane sempre tenera… ma vi prego, NON FATELO! Nun me date ‘sto dispiacere! Sigh! Mangiatevela completamente cruda, piuttosto… 😀

E come la si condisce? Poco, dio bono, per carità! Il sapore del pesce è delicato , quindi non va coperto con chissà cosa. Un filo di olio extravergine di oliva di altissima qualità, poco succo di limone (meglio se bio o delle vostre limonaie), un pizzico di sale dolce di Cervia o un altro sale delicato. Due granini di pepe verde, giusto per dare l’odore.
Potrebbe starci bene anche una salsa di soia scura giapponese (sempre di ottima qualità) o qualche goccia di tamari, ma non esagerate con i sapori forti.

Se riuscite a mangiarla tiepida sentirete le campane del paradiso, ma sarà altamente goduriosa anche se si raffredda mentre la tagliate…

alalunga riscaldata ps

E se ne cuocete troppa e non ce la fate a mangiarla? Capita, quando presi dalla frenesia ne comprate 1,6 kg da mangiare in due, ma ormai non avete più lo stomachino di una volta…
Oh beh, è facile: al pasto successivo affettatela tutta per benino e disponetela in una teglia con i condimenti di cui si diceva sopra. Tanto tanto potete aggiungere un ramettino di rosmarino fresco o di menta appena tritata con le forbici (come vedete qui sopra, la foto l’ho fatta prima di infornare). Infornate per un paio di minuti a 180°, la carne dell’alalunga si cuocerà appena in superficie e sarà sempre buonerrima.

Già mi manca…

 

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