Frittelle di San Giuseppe

Dopo anni di indecisione, le ho provate una quindicina di giorni fa, poi riprovate (con leggera modifica) la scorsa domenica… ed eccole qua:

le frittelledi San Giuseppe, piatto tipico della provincia di Arezzo, da fare per il 19 marzo (ma anche no, o meglio, non solo), ovvero pallette fritte a base di riso cotto nel latte aromatizzate all’ALCHERMES.

Già, l’alchermes, parliamone subito: so che ci sono versioni delle frittelle che non lo prevedono, per cui il risultato fornisce dei dolcetti giallini e non rosati come invece li conosco io.

NO. Non cisiamo proprio. Le frittelle di San Giuseppe sono rosa, molto rosa, anzi mi sa che negli anni il colorante che mettono nell’alchermes è pure peggiorato, perchè io quelle che faceva la mi’ nonna me le ricordo DECISAMENTE ROSA, e ora non mi pare che vengano mai così, a meno di metterci un BIGONCIO di alchermes, ma poi si rischia di compromettere l’impasto.

Quindi o alchermes o niente, fate altro. Oh, via.

Per le frittelle vi conviene dividere la lavorazione in due parti ben distinte, tipo io se mi ricordo faccio la cottura del riso il giorno prima e friggo quello successivo, ma se non ce la fate, almeno fate passare qualche ora per far raffreddare decentemente il riso.

Per ottenere il riso cotto nel latte servono questi ingredienti

(NB: QUANTITA’ PER UN PAIO DI VASSOI, TANTA ROBA…) :

600 g di riso originario (very low cost)

800 ml di latte

500 ml di acqua

1 pizzico di sale

1 spicchio di limone

2 cucchiai di zucchero

 

Per l’impasto da friggere:

4 uova (tuorli + chiare a neve)

6-8 cucchiai di zucchero

3 cucchiai di farina

scorza di limone o arancio a piacere

1 bustina di lievito per dolci

1 bustina di vanillina

1 bicchierino di alchermes (comunque QB)

vinsanto opzionale

Zucchero semolato qb

 

Come procedere:

prima di tutto, io per comodità faccio mezza dose, a partire da 300 g di riso, che deve essere economico, che scuoce (NO parboiled), tipo riso da minestra o da dolci… l’originario andrà benone.

Faccio bollire in una pentola dal fondo spesso tutti gli ingredienti insieme, spicchio di limone compreso, girando di tanto in tanto, fino a stra-cottura del riso, tenendo a mente due regole d’oro:

  1. se vedete che la parte liquida (latte+acqua) si prosciuga troppo, liberissimi di aggiungerne un po’, magari poca per volta, perchè può dipendere dal riso, dall’ebollizione più o meno vivace… insomma ci sta che dobbiate aggiungere acqua o latte, don’t worry.
  2. pur se girerete con solerzia il vostro impastone… niente, alla fine un po’ vi rimarrà attaccato alla pentola, bello nero e bruciatino, e dovrete smadonnare munirvi di pazienza per scollare tutto, tenendolo bene in ammollo col detersivo e via di paglietta abrasiva: l’importante è di non grattarlo via quando preparate l’impasto da friggere, insomma, raschiate col cucchiaio fino a che il riso bianco vi viene via facilmente e lasciate la parte nera attaccata sul fondo, e amen.

Alla fine avrete un bel pastone molto sodo, come un risotto molto “tirato”, con i chicchi di riso abbastanza sfatti, ma è pur vero che va a gusto, quindi se vi piace il riso più compatto, cuocete meno!

A pastone freddo, dividete i tuorli dalle chiare, montatele a neve, e mettete a scaldare l’olio per frittura.
Mentre questo si scalda, mischiate bene e con energia il riso con i tuorli, lo zucchero (la ricetta base dice 6 cucchiai, cioè 3 per la mia mezza dose, ma in effetti mi piace un po’ più dolce, e ne aggiungo uno, che ci sta molto bene… 😛 ), la farina, la vanillina, il lievito, la scorza degli agrumi (io ne metto sia di limone che di arancio abbastanza a occhio…) e un bicchierino di alchermes.
Poi in caso ne aggiungo se vedo che il colore non mi convince, dato che deve essere di un bel rosa Peppa Pig… mannaggia a me che non ho fatto le foto all’impasto. C’è chi ci mette pure il vinsanto, io no, preferisco più alchermes.

Aggiungete le chiare a neve, mescolate ancora, e a questo punto avrete un impasto rosa abbastanza colloso con i chicchi di riso in evidenza.
Fate le porzioni con un cucchiaino da thè, o meglio ancora un cucchiaio “mezza misura” tra quello e uno da minestra, se volete le frittelle un po’ più cicciotte.
Friggete rigirando le vostre pallette (che in realtà avranno le forme più varie…) fino a che da rosa diventeranno un po’ brunite, come in foto insomma.
Scolate bene, cospargete di generoso zucchero semolato e mangiatele possibilmente tiepidine…
diciamo che il giorno dopo perdono abbastanza, meglio cotte e mangiate subito insomma, ma ho notato che qualche secondo al microonde o in forno ridanno loro una certa vita.
Ma si spera che non vi avanzino….
😛

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