Ratatouille

Anni fa a Nuoro Jazz ho conosciuto una cantante molto in gamba, una signora marsigliese trapiantata a Parigi. Dividevamo l’appartamento durante il seminario e mi spiegò che a Marsiglia per fare una buona ratatouille bisognava far attaccare leggermente il sugo alla pentola e poi spegnere il fuoco, in modo che il sapore amarognolo del fondo bruciacchiato potesse pervadere tutta la pietanza. Il segreto era capire quanto lasciar attaccare le verdure, perché bisognava anche evitare di rovinare la pentola e di guastare completamente la ratatouille.

Non so se sia culinariamente corretto, ma su una cosa aveva indubbiamente ragione: a volte bisogna far bruciare qualcosa per migliorare il sapore delle cose. Oppure, qualche volta per ottenere un buon risultato è necessario  trasformare qualcosa di se stessi, anche se è un processo doloroso e che lascia qualche cicatrice se ci si spinge troppo in là.

Speriamo che i miei tegami reggano.

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