Requiescat, Mondieu.

Avevo preannunciato che dovevo/volevo scrivere di qualcosa che avrebbe un po’ rattristato l’aria festosa che domina questi giorni di pace e letizia (ma ‘ndo? A cccchi?). Forse non sarà nulla di che, ma sento l’imprescindibile dovere di farlo.

Quando facevo le medie, un novembre che già si coglievano le olive, il mi’ babbo e la mi’ nonna fecero un incidente con la Ford nuova nuova (beh, due anni di carriera) e si ribaltarono contro un filare di viti, sopravvivendo senza un graffio (miracoli inspiegabili della tecnica).
DSC00810Poiché quella povera automobile non era più recuperabile, nella nostra casa fece il suo ingresso un’elegante e sobria Ford Mondeo nuova di un colore che non sono mai riuscita a definire. Nonostante fosse una berlina, aveva il culo tagliato, come già all’epoca avevano iniziato a costruire le auto, e la cosa mi faceva ridere.
A 18 anni presi la patente imparando a guidare un po’ con lei, un po’ sull’autocarro del mi’babbo, un po’ sulla mitica Mini 3 Innocenti, che se sapevi guidare quella potevi guidare anche un tir (ma non una 500 vecchia, quella era un mondo a parte). E quando mi diplomai, iniziai a guidare questo macchinone regolarmente, bestemmiando perché non era possibile sistemarlo negli infimi buchini dei parcheggi senesi, ma apprezzandolo per la sua infinita affidabilità e solidarietà nelle cose avverse.
Ad esempio, quando aveva le gomme lisce e alle tre di notte andai a sbattere contro una macchina parcheggiata poco dopo esser ripartita da un semaforo, in salita, nel bel mezzo di Siena. Avrò fatto 20 km/h.
Oppure come quando mi tamponarono a catena alla rotonda, noi due in cima alla fila ad accusare il colpo.
Oppure quando, pochi anni fa, finimmo al rallentatore (a 10 km/h?) dentro un fosso di un metro per via del ghiaccio. Avevo pure il tempo di scendere e cercare di spingerla dall’altra parte (che scena cretina sarebbe stata!), ma non ebbi la presenza di spirito. Si ammaccò tutta per il suo stesso peso.

DSC00811Quante avventure abbiamo vissuto insieme, io e la Mondieu, come la chiamava una mia vecchia fiamma che non mi ha mai cacato! Centomila chilometri glieli ho fatti fare tutti io, e ne aveva 138 all’attivo… e il viaggio fino ad Antibes con la Kirsty, ce lo vogliamo mettere? Festeggiammo tutte e tre insieme i 500 km percorsi, poi i 1000, poi i 1500… ascoltavamo a palla gli Ska-P passando nel centro di Nizza, facendo scomparire i truzzetti sulle Twingo che ascoltavano musica techno-commerciale… gettavamo baci ai ciclisti, inveivamo contro i camioncini dei sanitari (Elvio…), passavamo con sgomento sotto strette gallerie a ogiva… E vivevamo dentro la Mondieu, era un viaggio a tre…

Però qualche anno fa si inizia a parlare di cambiare macchina. Nel frattempo, la Mini moribonda ci ha lasciati, lasciando il posto a una panterosa Fiesta nera dagli occhi storti. Ma la Mondieu regge bene. Ne difendiamo la salute, la vogliamo ancora con noi anche se beve come un tribunale veneto. Ci piace, la Mondieu, perché cambiarla? E’ tutta ammaccata, ma che importa? E’ storica, la Mondieu. Ha tanti anni ma viaggia sempre in pompa magna, la Mondieu.

DSC00812E ancora una settimana fa era così. Ma purtroppo io mi bevo tutto quel che guadagno in benzina per andare a Siena, anche se guido la Fiesta. La Mondieu è anche peggio. Non va bene. E non si parcheggia bene, la Mondieu. E si paga uno sfacelo di bollo.
Non sta bene a nessuno di cambiarla, ma la abbandoniamo. Fra le lacrime, soprattutto mie e della mi’ mamma, la portiamo al suo ultimo viaggio. E’ orribile, mi viene da piangere anche adesso a scriverne. Una cosa tremenda fatta a una macchina tanto fedele e paziente, soprattutto con me. Ci piango tutt’ora e non mi vergogno ad ammetterlo. Era una compagna. Come fa certa gente a cambiare la propria auto ogni cinque anni tanto a cuor leggero? Non me lo spiego.

Al suo posto, è entrata una Panda Viola a metano, ribattezzata Melanzana Isterica. Avrebbe preferito entrare in punta di piedi, lo vedo, è una Panda e quindi non è che si crede chissà chi. Lo capisce, non è mica scema. Ma ha quel colore così eclatante… Stride. E’ chiassosa. Tutti la guardano e commentano o pro o contro, niente mezze misure. Eppure è elegante, a modo suo. Credo che le vorrò bene, a modo mio. Ma di eli parlerò quando mi sarò un po’ ripresa, e la questione è lunga.

E poi non sarà mai la Mondieu, l’auto che nessuno voleva dare via, ma… così è stato, dopo 16-17 anni di onorato servizio. Mi manca.
So che un’auto non può provare né dolore né emozioni, ma siamo creature fatte di carne e tendiamo ad umanizzare qualsiasi cosa. Per tornare in un discorso affrontato da Val recentemente, la ragione mi dice che la Mondieu non ha sofferto perché oggettivamente non può. Ma il sentimento mi dice tutt’altra cosa e non posso fare a meno di tormentarmi.
Mi manca, la mia compagna di viaggio. Anche se non può saperlo e non gliene può importare, questo voleva essere un omaggio a lei.
Grazie per tutti i viaggi, Mondieu.
Grazie per avermi sempre riportata sana e salva a casa.
Grazie.

3 Responses to “Requiescat, Mondieu.

  • ciofo
    12 anni ago

    Da ex proprietario di Panda Young tenuta per diciotto anni so’ cosa stai provando ;__;

    Ci si sente come se si buttasse via non solo l’auto ma tutti i bei ricordi legati ad essa, ci si sente un po’ come se si tradisse e rinnegasse se stessi, come se si tradisse una persona cara, chissenefrega se e’ metallo e plastica.

    Ma poi passa, i ricordi sono sempre li’ e si inizia ad apprezzare la nuova arrivata.

    Datti tempo.

    Massima solidarieta’ da parte mia.

  • Vedrai quanti bei viaggetti con la Panda. P’andà ‘ccà, p’andà ‘llà. (scarti umoristici di fine anno).

  • @ciofo: sapevo che avresti afferrato il succo del discorso.

    @Plas: magari vengo pure a Napoli a vedere le mostre dei miei cugggini!

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