Saluti dal Gézz! (Basta gézz)

Sì, siamo decisamente in quel periodo dell’anno.
Innanzitutto, ringraziamo svariati cieli che alla fine siamo riusciti effettivamente a mandare in culo le avversità e a scappare via per ben QUASI due giorni interi prima di iniziare con la rumba dei Seminari Estivi a Siena Jazz, altrimenti ci sarebbero state lacrime e grandi spargimenti di sangue al posto di tanto zen e tanto ammòre.
Di questa meravigliosa quanto fulminea esperienza beneficio ancora oggi che è un caldo della Madonna ™ e siamo al terzo giorno di seminari effettivi, con tanto di studenti e professori accaldati, ma non vi racconterò granché se non che ho mangiato tantissimi gelati, ho visto un pesce zebrato con i baffoni bianchi e ho rifatto quattro (mi pare) capriole a fila nell’acqua. Bravina però! direte voi? No, un tempo arrivavo a nove senza batter ciglio.
E insomma si invecchiava e si inchiattiva.

Alla luce di ciò vi lascio con due considerazioni di grande saggezza.

La prima. Sappiate che non importa quanto sia vuota la spiaggia alle otto di mattina, quanto silenzio ci sia intorno a voi, quanto sia liscio il mare e quanto al largo vi spingiate camminando lentamente: prima che riusciate ad entrare in contatto con il vostro io interiore, o semplicemente nel momento in cui comincerete a rilassarvi, arriveranno due vecchine munite di sdraio da due viottoli distanti circa cinque metri l’uno dall’altro che cominceranno a raccontarsi vita, morte e miracoli con vocine angeliche da circa 200 decibel e frequenza similare al fischiar dei rondoni. Incuranti del vuoto spaziale di cui si discorreva prima, esse posizioneranno le sdraio a circa cinque-dieci metri l’una dall’altra, cosa che darà loro la scusa per aumentare ulteriormente volume e frequenza delle emissioni sonore, che spesso si contrarranno in un terribile “EEEH?”, udibile anche dalle isole maggiori.
Ciò accadrà. E se non saranno le vecchine sarà l’impianto di amplificazione del piano-disco-ristobar sulla spiaggia, che vi inseguirà per tutta la notte per chilometri, fin dentro ai vostri sogni.

La seconda. Quando state per esplodere e pensate che vi ci vorrebbe davvero una vacanza di sei mesi per riprendervi, non disperate. A volte basta un giorno lontano da tutto e da tutti, telefoni spenti, web muto e condizioni ottimali per rilassarvi (che per me sono mare e silenzio… e gelato, possibilmente), per rientrare in contatto con voi stessi, per darvi un’ideale pacca sulle spalle e spronarvi a pensare che tutto sommato ce la potete fare.
Le prime sei ore per me sono state un tuffo (vero) nei ricordi, nei dubbi e nei cattivi pensieri, ma mentre li passavo in rassegna il mare li lavava via a piccole ondate. La mattina dopo già il mondo aveva altri colori.
Fidatevi. Quando ci vuole, ci vuole. Voi potete pensare che potete farcela benissimo anche senza staccare mai, ma se vi prendete un giorno tutto per voi, senza compromessi inutili, poi è molto meglio. E’ una specie di pausa caffé.

In tutto questo le bestioline crescono, diventano grandi e lasciano casa… Agitazione e Chiattone  (a sx e a dx), per lo meno. L’Omotigre (al centro) rimane con noi a combattere contro il male e contro l’aderenza delle palpebre.

Che poi uno ci prova a non affezionarsi, ma…
Niente.

Gattiniii

6 Responses to “Saluti dal Gézz! (Basta gézz)

  • Dove sei andata, sempre a Rosmarina?

  • Alibimba
    6 anni ago

    viva l’Omotigre, sempre.

    e viva il mare.

    e viva le vecchine. no quelle no.

    😀

  • Ciofo
    6 anni ago

    Le vecchine andavano neutralizzate con la tecnica del “PUPPAAA!!” a tradimento appena una delle due diceva “EEEHH?”

    l’omotigre e i suoi amicicci sono troppo coccolosi ^_^

  • @Idabeth: Yessss madam, sempre lì che costa poco e ci si sta bene! Quando uno ha poco tempo e pochi soldi è l’ideale…

    @Ali: Secondo me diventi vecchina nel momento in cui non riesci a mantenere i suoni da te prodotti al di sotto dei 90 dB.

    @Ciofo: utile tecnica, però probabilmente non ci avrebbero sentiti e l’EEEEEEEEH? avrebbe continuato a riecheggiare ovunque nel raggio di dieci chilometri. Causandomi odio, per lo più.

  • Bella, la pineta di Rosmarina. Ci vado anch’io, spesso. Ma l’anno scorso ho sentito che è bruciata… mi dai notizie? Io andavo sempre al Bagno Tre Stelle…

  • Quella parte della pineta è intonsa, è la parte dove c’è il campeggio Il Sole che sembra sia stata accoltellata ripetutamente… è molto triste, davvero. Mi si strappicchia un pezzettino di cuore ogni volta che ci passo davanti…

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