Sottile linea color perla

E’ quella che vedo adesso dalla finestra della mia postazione pc. Una bella giornata, nemmeno tanto fredda. Dovrei essere molto allegra, godermi questa botta di luce che invade queste stanze, che di luce ne vedono poca visto che la casa è a nord, inforrata fra le colline, e il sole la becca sempre di striscio.

Dovrei, ma mi viene da pensare che tutto è maledettamente complicato.
Vi faccio un esempio? Ve lo faccio.
Oggi non mi sento ottimista, premetto.

Mettiamola così: come alcuni di voi sanno insegno musica d’insieme ai bambini al SJ ormai da qualche anno e dalla primavera scorsa seguivo un percorso didattico al Museo d’Arte per Bambini, che finalmente aveva ingranato bene e funzionava a meraviglia. Perché ho detto “seguivo”?
Perché sembra che il Vicesindaco * di Siena ritenga (son parole sue, a quanto pare, messe nero su bianco sul giornale) che istituzioni come le due sopracitate e il Museo Santa Maria della Scala (e forse anche la Chigiana? chi può dirlo?) sono un peso e non dovrebbero esistere e quindi a metà anno è d’uopo tagliar loro i fondi. Che già erano stati definiti in bilancio, quindi in parte erano già stati spesi.
E quindi?
E quindi per ora la PPO regge, ma niente più laboratori per me. Sennò con che mi pagano? E quindi si stringe la cinghia fino all’anno prossimo.
Tralasciamo il fatto che ancora non so comunque quando arriveranno i soldi che serviranno a ridare aria al mio disastrato conto in banca. Tralasciamolo, che mi si stringe il cuore.
Insomma, c’ero quasi. Voglio dire, ho la fortuna di non dover pagare l’affitto, quindi mi bastava poco di più per arrivare a starmene un pochino tranquilla (o almeno ad andarci in pari) economicamente parlando.
Invece niente, perché in questo paese della minchia la cultura e l’educazione valgono meno di zero. Non sono valori. Sono cifre in passivo in un bilancio che tiene conto solo di ciò che produce qualcosa di materiale e mercificabile, come soldini sonanti, automobili, cibo, oggetti sadomaso. Il resto non serve a niente. E’ un per di più e se ne può fare a meno.
E’ un discorso che ho sentito fare a casa mia, tra l’altro. Non da familiari, almeno.
Filosofia, storia, antropologia, letteratura, musica, arte… tutto fine a se stesso. Non produce ricchezza, quindi è inutile. Scema io a volerne fare un lavoro, a pensare che sia importante avvicinare i ragazzi all’arte e alla musica, a renderli critici e consapevoli riguardo a ciò che vedono o che ascoltano, o per lo meno provarci nel poco tempo che si può dedicare a questo tipo di attività. Certo, anche loro sono smazzati fra scuola, sport, attività varie ed eventuali. Non so quando trovino il tempo di giocare e seguire i loro interessi.
Comunque il punto è questo.
Che senso ha studiare arte? Fare ricerche archeologiche? Apprendere lingue antiche o sconosciute? Suonare uno strumento? Leggere poesie? Scrivere? Recitare? A che ti servirà mai tutta questa roba nella vita?
Mandiamo i nostri ragazzi a fare un bel corso di marketing, invece! Quello sì che li renderà pronti ad affrontare il loro futuro!

Dei, mi viene da piangere a pensarci. Obama lì a dire che togliere fondi all’educazione è come pensare di alleggerire un aereo buttando via il motore… e qui? Dov’è finito tutto il filo-americanesimo di questo stronzo paese? Vi piacciono gli americani solo quando vi pare, eh?
Ne ho le palle piene di questa situazione di ipocrisia e dittatura diffusa e capillare, vorrei che esistesse un modo per alzare la testa e spaccare il muso a tutti quei culetti d’oro che se ne stanno aggrappati alle proprie poltrone colle unghie e coi denti, vorrei davvero che avesse un senso quello che sto scrivendo, che i MILIARDI di parole spese sul web e altrove avessero un qualche significato, che quelli che son sordi perché non vogliono sentire invece dovessero esser costretti a sbatterci il muso contro e a capire, invece di farneticare e di bersi tutto quel che raccontano loro i politici e i loro pulpiti televisivi e non.

Basta, via. Basta che mi faccio troppo il sangue cattivo e poi la fibromialgia me ne fa pentire.

*ErrataCorrigiona: avevo inteso male, l’assessore alla Cultura seddiovole non c’entrava niente, sorry for the misunderstanding 🙁
Però il concetto è sempre che sia il Governo o siano gli enti locali, cultura e educazione sono la pedina sacrificabile sull’altare delle finanziarie, accidenti a loro. Dei del livore continuo e costante, sosteneteci.

9 Responses to “Sottile linea color perla

  • Purtroppo nel nostro paese, che si vanta d’essere culla d’arte e cultura, la cultura viene ogni giorno che passa disprezzata. Negli ultimi anni, poi, è ancora peggio. Mi sorprendo del Comune di Siena: credevo che fosse aperto alle iniziative culturali, e invece… I tagli alla cultura e la cancellazione dell’ICI hanno pesato anche sui Comuni, i quali si arrabattano come possono; ma non credo che questa considerazione ti possa consolare e ridare ciò che ti spetta e che svolgi con amore e professionalità.
    Sono basita, veramente. Allibita e delusa.

  • :-((((((

  • Non ci sono parole.
    Noi qui, a stringere ancora di più la cinghia, mentre orrendi panzoni e culi flaccidi se la slacciano. Puah!

  • ciofo
    8 anni ago

    Qualcuno ha mica idea di dove si possa comprare un Kalashnikov?

    Funzionante e carico ovvio.

    Da tenere per il futuro prossimo.

  • VALENTINA
    8 anni ago

    Ciao bella…leggo sempre il tuo blog, sai quanto mi piace quello che scrivi… e oggi più che mai mi ha colpito il tuo sfogo. Ti capisco bene, fin troppo. Conosci il mio amore per la musica unito a quello per i bambini e ammiro la tua scelta, coraggiosissima in questo Paese, di fare delle tue passioni il tuo lavoro. Io non l’ho avuto questo coraggio e ti dirò di più , nel tempo ho anche cambiato prospettiva. Da “giovine” pensavo di voler fare a tutti i costi un lavoro che mi avrebbe appassionato, attraverso il quale avrei utilizzato i miei “talenti” (fermo restando che ne avessi avuto o ne abbia tutt’oggi…)
    Adesso lavoro per vivere (non vivo per lavorare, frase celebre, mh?), per portare a casa quei soldi che mi permettono di crescere i miei bambini, la vera ed autentica passione della Valentina 34enne, e mi sto attrezzando, visto che sono più grandicelli, per iniziare a ri-coltivare la mia passione per la musica. Forse si cambia o anche no, si diventa più consapevoli…ma non per questo meno felici. Ti adoro bella! Vale

  • Lyppa che dispiacere leggere quello che hai scritto…mi dispiace perchè facevi quel lavoro con passione e devozione. che dire…quel che scrivi è vero, non c’è spazio nella nostra stronza società per tutto quello che è “cultura” e non vedo purtroppo nemmeno uno spiraglio per il futuro. Rimboccati le maniche bimba e vai avanti. Un mega in bocca al lupo.

  • Ringrazio tutti per i commenti 🙂
    Sono sempre giù di morale ma ho ritrovato un po’ di ottimismo… dopotutto, posso sempre andare ad abitare in Islanda…

  • Che già erano stati definiti in bilancio, quindi in parte erano già stati spesi.

    E’ successa la stessa cosa l’anno scorso alle scuole. Alle scuole! Fondi definiti, approvati, attesi e cancellati con un colpo di spugna, anzi, di Gelmini.
    E io avevo una professoressa, alle medie, che ci dava questi tempi:
    “Se hai due soldi, spendine uno solo per il pane e l’altro per comprare dei gigli”.

    Quand’è che siamo passi da queste frasi a Calderoli e Gelmini? >:-(

  • @Prof: sono allibita, passo giornate intere a chiedermelo. Davvero!

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