Tesori da viaggio

Cinque mesi intensi, densi, faticosi, splendidi.

Vorrei scrivere molto, a lungo. Del resto, ho rimuginato questo post durante gli ultimi tragitti in macchina per chilometri e chilometri. Pensavo a quanto è triste il destino degli insegnanti, dall’infanzia alle medie passando per la primaria, insegnanti di musica, di teatro, di qualunque arte o sport che hanno a che fare con bambini e ragazzini fino ai 15 anni… Generazioni che ti passano fra le mani e alle quali dai tutto quello che puoi, sperando che da grandi riescano a superare le difficoltà, le timidezze, i conflitti e le lacune che non hai potuto colmare… E poi? Da adulti forse a malapena ricorderanno il tuo nome e tutto il daffare che ti sei dato per loro.
Messa così sarebbe tutta fatica sprecata, eh? Fare l’insegnante sarebbe il mestiere più deprimente al mondo. (*)

Ma poi ho pensato che alla fine non è importante.
Se ripenseranno sorridendo al periodo in cui ti hanno conosciuto, se si porteranno appresso un centesimo di quello che hai insegnato loro, se anche grazie a te hanno vissuto serenamente la loro età di bambini e se saranno adulti più sereni, più critici e più forti grazie alla parte che hai avuto nella loro vita… o dai, chissenefrega se non si ricorderanno come ti chiami o che viso avevi?

Qualcosa di te rimarrà sempre con loro. Qualcosa di loro rimarrà sempre con te.

A me va bene così.

(*) Che poi magari lo è, ma non per questo motivo specifico 😀

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