The future is scary now

Giunta in questo periodo dell’anno, mi viene sempre da pensare a un sacco di cose (che farò? Dove andrò? Troverò un terzo-quarto lavoro che mi permetta il trionfo dell’indipendenza? etc.). Poiché di lunedì mattina è meglio partire dalle questioni più inoffensive, iniziamo con questa:

Che ci faccio co’ sto blog?

La domanda è tanto semplice quanto non interessante. Ma tanto qui scrivo per me, quindi che mi dovrebbe fregare? Circa SETTE cazzonulla, ovvero la misura massima dell’indifferenza. E poi di tanto in tanto sto senza scrivere per mesi e mesi, segno evidente che non ho nulla da dire (o ne ho troppo, quindi il cervello è troppo intasato) nemmeno a me stessa.

Però chiudere adesso mi sembra ridicolo. Voglio dire, appena posso scrivo SEMPRE qualcosa e così è sempre stato da che mi ricordo di esser riuscita a tenere un pennarello in mano. E mi è sempre piaciuto condividere le mie sciocchezze, quindi è inutile far finta che non mi dia gusto sapere che qualcuno mi legge, anche se questo talvolta può incasinarmi la vita più del necessario.

Altro punto: sto cercando di dare un minimo di senso e di svolta e di stabilità alla mia esistenza con varie iniziative più o meno utili, quindi perché lasciar fuori dalla rivoluzione questo contenitore che non serve a niente, però aiuta (autocit.)?

Ecco. Ora ci penso per bene. Si accettano consigli sia per la direzione esistenziale sia per il restyle del blogghino. Movimento, ci vuole. Tanto ancora non è la temperatura ideale per andare in letargo ed è inutile prendersela con le divinità ancestrali per questa inconcludenza atmosferica (soprattutto per l’epic fail dell’estate – quale estate? – appunto).

Vi lascio con una foto esplicativa del cambiamento necessario. Ve lo dicevo che c’erano robbe in ballo OVUNQUE…

lavori

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