Tipo il Bronx, capito, no?

Sono un pochino stanca. Un pochino appena.
Mi piace fare quello che faccio per campare (e poteva andarmi tanto, tanto peggio, o non andarmi affatto), però è una cosa che stanca. Per intenderci, ho avuto una botta di fortuna insperata e mi son ritrovata in mezzo a tanti laboratori in tante scuole diverse, insieme a bambini e ragazzi di ogni età (dai 3 ai 14 anni), in tante situazioni più o meno complicate, più o meno arrangiate, più o meno divertenti.
Qualcuna in particolare ti mette proprio alla prova per i motivi più disparati: agglomerati di bimbi esplosivi, elementi completamente fuori controllo (ma le loro mammine della fungia, a casa, che fanno? Hanno una vaga idea di cosa mandano incautamente in giro per il mondo o preferiscono ponderare attentamente i saldi di Prada e affidare i pargoli al dio Sì-amore-te-lo-compro-subito-vai-vai-a-giocare-e-non-mi-bacare-le-palle?), insegnanti talmente zen (o definitivamente demotivate) da convivere pacificamente con situazioni di caos estremo (cioè, so’ felice per te, ma io vorrei mantenere dei timpani e della dignità ancora per qualche anno), ormoni adolescenziali, scuole lontane 90 km da casa, etc etc etc…
Però tutto sommato credo ne possa valere la pena. E’ quello che avrei voluto per me stessa, fare musica a scuola e farla bene, divertendomi, appassionandomi fin da piccolissima, imparando che si può anche giocare con le note seguendo qualche regola semplice ma essenziale… dopotutto, ogni gioco ha le sue regole, no? Sennò che gioco sarebbe?
Però macinare chilometri stanca. Imbattersi nelle mille difficoltà fiscali per farsi pagare e osservare con tristezza i funambolismi di quelle scuole che vorrebbero fare, ma i soldi non ci sono, e poi cacciar fuori il guadrino per i progetti artistici, sia mai, ma per carità, facciamogli fare ore di inglese che quelle sì che servono, mica circo-musica-pittura-ginnastica-scultura che poi mi diventano persone capaci di critica e autocritica, iniziano ad osservare il mondo intorno a loro e chissà che fine fanno… anche questo stanca.
Più dell’incertezza del mestiere, più di qualunque difficoltà si possa trovare con i ragazzi, più di qualsiasi altra cosa, a pensarci bene.
Anzi, che chi sta ai piani alti sia così meravigliosamente limitato al suo business e al suo angolino di grigio calcolo mi rompe proprio le palle. Continuo a augurare a certa gente diarrea cronica e ogni eventuale variazione sul tema che non implichi una particolare spesa per il sistema sanitario nazionale, ma solo un infinita forma di fastidio.

Seddiovole poi uno torna a casa e si sbarba con gioia sul divano. Che per poter parlar male di chi non coltiva se stesso, quanto meno bisogna far qualcosa che ci ponga un gradino al di sopra… Leggere mi sembra un buon inizio… leggere racconti gialli mi sembra anche meglio… leggere racconti gialli scritti da Asimov mi svolta la giornata… leggere racconti gialli scritti da Asimov sotto una coperta di pile e con una bella tazzona fumante di infuso ai semi di cacao nei dintorni mentre sto bella spaparanzanta sul malefico divano coi ferri è quasi meglio di Batman.

2013-04-04 17.15.17

2 Responses to “Tipo il Bronx, capito, no?

  • Ma questo è il paradiso!
    No, non macinare i chilometri e fracassarsi le sacche scrotali con bimbi maleducati e prof demotivati, ma spaparanzarsi sul divano sottocoperta a leggere con in mano una tazza di cioccolata.
    Per fortuna il tuo lavoro ti piace. C’è gente che detesta quello che fa…

  • Ciofo
    7 anni ago

    ah no! meglio di Batma’ un’c’e’ nulla!

    Ti piace quello che fai? sei fortunata.
    Riesci a camparci? sei MOLTO fortunata.

    I bimbiminkia possono essere smaltiti negli appositi cassonetti: cercali bene perche’ ci sono, basta che fai un lavoro pulito, mi raccomando.

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