Travaso

by Lypsak on agosto 27th, 2010

Questo è l’ultimo post che scrivo sfruttando l’Adsl di casa a Arezzo, credo.

Sì, perché è arrivato il momento di traslocare anche il pc, ora che la connessione su a MG dovrebbe funzionare.
Sembra una cazzata, il risultato del normale svolgimento della storia, e invece mi fa venire l’ansia.
Perché?
Beh, perché il pc era uno degli ultimi motivi forti (a parte il fatto che voglio bene ai miei e non mi dispiace passar tempo qua) che mi trattenevano qui per diverse ore/giorni alla settimana.
E ora non devo più farlo perché avrò tutte le mie cosine funzionanti su.

E’ una cosa vertiginosa e devo rifletterci su un po’ meglio.

E’ tutta questione di pappatoria

by Lypsak on agosto 18th, 2010

Sento il dovere di  consigliarvi cladamente questo post di Val. In realtà vi consiglio tutti i suoi post, ma questo mi sembra particolarmente significativo, visto che parla da sé.

Esaurita (…) questa specifica questione, vi aggiorno. Per il momento i calcoli rimangono dove stanno, solo cercheremo di non farli ingrossare ulteriormente.
Come?
Anche se non è certo cosa li stia provocando, intanto vediamo di tenerli sotto controllo via ecografia, di bere un botto e di depennare dalla lista tutte le cose che portano ossalati, visto che è l’opzione più comune. E cosa, quindi?
Barbabietole rosse. (ok, mi piacciono ma posso convivere con la loro eliminazione)
Spinaci. (No, pork… d’inverno ne mangio a chili… e vabbeh…)
Acetosella. (Non ne faccio uso, bene)
Fichi secchi. (Mi piacciono solo appena colti, ottimo)
Cacao e cioccolata. (No, il mio medico non ha avuto il coraggio di togliermeli)
Tè. (IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

No, cioè, il tè. IL TE‘.

Bestia nera maledetta.

Non posso farcela. D’inverno è la mia consolazione (insieme alla cioccolata, che è anche la mia salvezza, e il gelato al cioccolato, per quando la cioccolata non c’è). Quando me lo ha nominato m’è preso lo sconforto nero. Già mi erano venuti i lacrimoni quando, anni fa, mi sono resa conto che non ne potevo più bere una tazza dietro l’altra perché sono ipersensibile alle sostanze eccitanti (volete ridere? fatemi bere un caffé), e mi son girate le scatole perché lo adoro e ne ho di tutti i tipi. Sono una patita del Tè Nero Chai, ad esempio. Che ora si è trasformato nella Bestia Nera Chai.
Ma no, non devo tirarmi giù. Ci sono le tisane. C’è il rooibos. Sì, dai. Su, su, non buttiamoci giù, eh?

E poi non è così tutto chiarissimo e cristallino. Voglio dire, la vitamina C non aiuta coi calcoli, però  il succo di limone si ritiene essere un toccasana. Il prezzemolo compare in una lista come da evitare, altrove invece dice che aiuta. Che cazz’, mettevi tutti d’accordo, vi prego.

Io so solo che se non vado da una dietologa che mi infila un laccio al collo continuerò a non capire come e cosa devo fare. Ma costa tanto.

Comunque oggi andavo in giro per la città vuota con i sudori di debolezza addosso, e la mia mente se ne andava qua e là, vagando attraverso ricordi e la meravigliosa sensazione che esistono momenti in cui la città è davvero solo tua. E di qualche bambino che gioca nel parco.

Nonostante i reni, il tempo di merda, il freddo, l’umidità e i dolori assortiti, direi che sono comunque tenacemente felice.

Fiiiiiii… Rotta.

by Lypsak on agosto 16th, 2010

Ormai questo sembra il diario di una novantenne.

No, anzi, non è vero: la mi’ nonna ha 89 anni e molti meno acciacchi di me. E secondo me è anche parecchio più lucida di quanto non sia io.

A parte i calcoli, a parte una sympatyca (come il vomito su per il naso) vulvovestibulite (che va a braccetto con my dear fibromyalgia, oh yes), a parte i morsi feroci delle zanzare tigre che vanno messi in conto, a parte il tessuto cicatriziale del mio dito tagliato che ancora non se ne va… da venerdì non posso più star seduta a lungo che mi prende un dolore fisso e fitto al fianco destro (sì, è sempre il destro, mi viene tutto a destra, e la tetta di destra è anche più piccola!). Pensavo fosse intestino, poi ho optato per il rene, poi magari era il VAIRUS che mi ha passato Noctulio… insomma, intanto so’ qui e me lo sto tenendo.

No, dico, basta, alò. Un po’ di tregua. Almeno fatemi ripigliare da una…

E niente foto da postare: ha smesso di funzionarmi la macchina fotografica del telefono. Non mi posso portare dietro la mia gloriosa Nikon. Mi ci vogliono fior di guadrini fra pellicola e sviluppo… e anche eoni per produrre qualcosa.

Insomma, ‘na ciofega.

“Con la giooooia nel cuore!”

by Lypsak on agosto 11th, 2010

Ok, basta gézz! Fine del gézz! Mòri gézz!!! So’ finiti i Seminari!!!

Peccato, però. E’ stato davvero divertente, nonostante la stanchezza da catorcio che mi contraddistingue sempre e comunque. Vorrei mostrarvi più foto, ma una certa persona (di nome Gabriella, e spero che prima o poi legga qua XD) che le scatta regolarmente ancora non mi ha fatto avere quelle dei precedenti 10 anni, quindi penso di aver perso ogni speranza.

Meno male che Feisbuk provvede, talvolta.

Peccato per il triplo mento che prmai non mi scrollo più di dosso, comunque questa era la sera finale del seminario, e con me e Noctulio (anche lui tirato dentro nel vortice dello schiavismo gézz) ci sono niente meno che David Romanello (che ha ampiamente ambito alla palma d’oro del seminarista straniero più simpatico dell’anno, e soprattutto assomiglia tantissimo a un amico inglese) e il Compagno dei Bis(h)cotti, colui che si è sbafato la metà dei dolcetti della vittoria esibiti in segreteria…

Aspettate, forse sto correndo troppo. Vittoria, quale vittoria?

Eh eh eh.

* attenzione: ivi inizia una lunga tirata di autoincensamento selvaggio *

Gioite, popolo. Oltre che il gézz, che è sempre un’esperienza corroborante (soprattutto per la presenza degli altri schiavi gézz, ma soprattutto delle donne del gézz, di cui si parlerà SE e QUANDO avremo foto da mostrare – GU!), il 25 luglio l’associazione Terre degli Angeli ha vinto (no, in realtà stravinto) per il secondo anno di fila la Disfida dei Rituali alla Festa dell’Unicorno di Vinci, e chi fra di voi è un maledetto geek giocatore di ruolo sa di cosa parlo… Io in verità ho avuto un ruolo marginale in tutto questo (cioè, suonavo un timpano), invece c’è gente che ha tirato fuori unghie, denti, anima, trucchi allucinanti, oggetti scenici da paura, effetti speciali da brivido… però mi so’ messa  a frignare come se avessi partorito tre gemelli. Empatia comunitaria, non so che dirvi. Insomma, esticazzi, è stata una roba davvero… come dire… PAAAAAAHHH!!
E devo ammettere che ero pure dubbiosa. Il che di solito porta bene. Infatti…

Se volete saperne di più, il nostro esymio presidente ha scritto qualcosa in proposito qui corredandolo di foto, ma prima o poi vi posto il video, promesso. Intanto, questo è un assaggino…

Sì, lui è il mio compagno di viaggio. O almeno, una delle sue personalità molteplici. Però di norma ha meno mento. E i capelli sono DAVVERO i suoi, niente parrucca. Ah, come glieli avevo cotonati bene...

L'Esymio Presidente nei panni del Malocapro, e da qualche parte dietro di lui anche me stessa medesima...

Mastro Pidoni ovvero l'uomo intronato alle ore 22. Lo stavano truccando dalle 15.30. Un martire.

Insomma. Eccoci. Ce l’abbiamo fatta. E intorno a noi c’era così tanta gente bella (e non banalmente “bella gente”) a gioire insieme a noi della vittoria che davvero a pensarci mi ripigliano i lacrimoni. E’ raro che dopo otto anni di cazzi e smazzi un’associazione di GRV riesca ancora a costruire roba del genere e a trascinare gli altri nei suoi deliri. E invece… Son soddisfazioni, non immaginate quanto grandi. O forse sì, lo immaginate, non so… :)

* fine autoincensamento selvaggio *

E quindi son tornata a casa. Ho anche avuto il tempo di andare a festeggiare al miglior ristorante giapponese di Arezzo (lo Zen in via L. Leoni, per chi non lo sapesse, anche se i gestori sono taiwanesi) una ricorrenza seppellita sotto chili di grv e gézz. Dei, che gioia andare fuori a cena e non badare a spese, e fregarsene se il conto raggiunge le 30 euro! (Ché magari per voi è una cosa normale, ma per noi coppiola di spiantati è un evento unico!)

E poi stamattina ho fatto l’ecografia ai reni e ho scoperto di avere due calcoli grossi come grani di pepe in agguato, più un soffice strato di renella formatosi probabilmente nel giro di un mese e mezzo. Più – perché le buone notizie viaggiano tutte appiccicate l’una all’altra – il legittimo sospetto che siano calcoli non derivanti da alimenti in particolare, e quindi che si formeranno qualsiasi cosa io mangi o beva, indipendentemente da quanto ci starò attenta. Posso solo bere, bere e bere. E incrociare le dita.

E vabbeh.

A parte questo, e a parte il fatto che anche quest’anno niente vacanze serie estive, direi che la bilancia pende verso le cose positive.

PER ORA. (Scaramanzia portami via)

Argh. Coff coff. Argh.

by Lypsak on luglio 19th, 2010

Seminari Estivi di Siena Jazz. Day #3.

Sono viva, vegeta, scroccante internet ma con un forte debito di ore di sonno.

Le circostanze non aiutano.

Spero vi divertiate.

中にしにます

by Lypsak on luglio 14th, 2010

In realtà il titolo non significa niente, anzi, è la traduzione brutalmente letterale della nostra bella frase idiomatica “morire dentro” e si legge naka ni shinimasu. Ovvio che se lo dite a un giapponese il meglio che vi possa capitare è che stia lì a grattarsi la testa cercando di capire che tipo di droga abbiate assunto.
E del resto tale espressione non ha nessuna attinenza né col mio stato d’animo attuale, né coi miei futuri progetti, né con le esperienze passate.

Mi piacerebbe invece dirvi due parole sull’evento di sabato e domenica alla Rocca di Radicofani, o postare qualche foto, però non ho ancora niente in mano e soprattutto l’unica cosa che davvero ci tengo a dire riguardo quest’esperienza è che siamo stati molto bravi. Nel senso, lo staff si è fatto un baugigi così, nonostante le avversità avverse (che non sono mancate… anzi, in certi momenti l’odio – almeno da parte mia – è scorso a fiumi, iniziavo a bestemmiare in modo creativo alle 8 di mattina) tutto ha funzionato come un orologio svizzero.
Non è una cosa scontata. No, credetemi, non lo è.

Sennò potrei anche raccontarvi che sabato iniziano i Seminari Estivi a SJ (e gli aficionados di questo blog sanno a che mi riferisco, altrimenti trovate impressioni sparse un po’ ovunque nell’archivio) e tocca rimboccarsi le maniche abbestia…

Invece mi limiterò a sparare amenità su una sola cosa che immagino traspaia spesso da quel che scrivo, ma non si sa mai. E poi a volte fa bene farci mente locale sopra.

Sono davvero contenta. Ancora la mia vita non ha preso il su’ verso, non si sa cosa farò da grande, ma non importa. Sono una figlia fortunata, una ragazza fortunata (benché tragicamente cicciotta), una donna fortunata. Già già, proprio donna. Mi fa strano, ma dopotutto l’età biologica è quella. Sono contenta di avere trent’anni. Tanto, addosso non me li sento affatto. Giocare di ruolo, avere a che fare con i ragazzi delle medie e delle elementari, avere accanto un compagno di viaggio che ha cinque anni meno di me… tutte cose che aiutano.

E poi, non so, ma credo che essere molto innamorati aiuti a mantenersi in uno stato di limbo in cui l’età smette decisamente di contare qualcosa. Certo, ci sono le questioni puramente terrene come le bollette, il tempo da gestire, l’urgenza di non dover più dimostrare niente a nessuno, l’eterna lotta fra il Bene e il Male, i klingon che bussano insistentemente alla porta…
Ma tutte queste cose vengono leggiadramente annichilite da una carezza, dalla luce dell’alba che imperla la stanza, dal lieve respiro che scompiglia le ciglia, da un paio di occhi azzurri, o forse verdi, o forse dorati, che si aprono a fessura con fatica dopo una sonora notte di sonno e si piantano nei miei, sorridendo.

Come potrei non ritenermi una donna fortunata?

(Ok, ok, ora basta con il miele. Non rientra nel personaggio.)

Tre cose a caso

by Lypsak on luglio 7th, 2010

Una cosa gustosa.

Una cosa ridicola.


Una cosa orribile.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/07/news/aquila_corteo-5446113/?ref=HREA-1

Più grigliate che anime

by Lypsak on luglio 4th, 2010

Stasera. Domani sera. Martedì sera. E, nel caso, mercoledì sera.
Saranno troppe proteine tutte insieme?

Seguiranno foto, spero.

(…telegrafica, eh?)

Quando ti si piantano in testa

by Lypsak on luglio 1st, 2010

[...]But you brought me through
And you made me feel so
Blue, why don’t you stay behind, so
Blue, why don’t you stop and look at what’s goin’ down

(Blue, Jayhawks o anche The Thorns)

Quando qualche brano emerge prepotentemente dalla memoria e ti si piazza in testa, il più delle volte devi ascoltarlo.
Fisicamente, ovvero te lo cerchi su Youtube e te lo spari un paio di volte, giusto per correttezza verso tutto il lavoro che hanno fatto i tuoi neuroni a cacciarlo fuori dai caotici cassettini della memoria.
E spiritualmente, certo. Non ti sarà mica tornato in mente per caso, no?

I meccanismi della mente sono strani, comunque. E io non li capisco proprio per niente. Forse perché ci sono troppo dentro.

Per esempio, questo brano qua… non ho ben capito se è malinconico o vagamente speranzoso. So solo che mi fa venire voglia di una fuga. Un bel viaggetto verso nessuna meta in particolare, al tramonto, in mezzo alle colline, dove arrivi arrivi, che importa? L’importante è andare.
Mi piace.

Mi sa che ho troppo tempo libero. O troppo poco.
O forse sono solo stizzita perché all’Ikea non ho trovato né lo specchio (fuori produzione) né il tavolino king-of-sbraco (scomparso) che avevo puntato due mesi fa e non avevo preso perché squattrinata.
Ogni lasciata è persa.

Dei della Disconnessione Mentale, che mi avete fatto stasera?

Lenta e gustosa risalita

by Lypsak on giugno 29th, 2010

No, basta, avete ragione, hanno ragione tutti!
Non devo farmi mettere sotto da queste cose di salute che, dopotutto, mica mi portano alla morte!
Ce la faccio, ce la faccio!
E quindi sto reagendo, o almeno ci provo! Parole d’ordine: non mollare! non arrendersi! Dare ancora valore alle cose che mi piacciono! Farle nonostante le avversità!

Ecco, così devo fare. E ieri devo dire che mi sono impegnata a mantenere il mio proposito.
Del tipo… il mio augusto compagno ha dato un grosso esame brutto e cattivo con esito notevole, quindi ci siamo offerti una cenettina di quelle che rimpolpano coronarie, stomaco e autostima.


Di cosa trattavasi il menù? Nient’altro che un’ottima salsa tartara fatta in casa, una bella insalatona mista (peperoni, iceberg, chiara d’uovo sodo, menta, cetrioli, un filo di yogurt e olio), mezza bottiglia di vino speziato (quel che rimaneva di una sangria fatta sabato) e, signori e signore, LEI:

Non era chianina (costava troppo), ma cotta alla brace nel barbecue/monolocale costruito dal mio babbo si è saputa difendere strabene… E abbiamo avuto anche un ospite a cena:

Trattasi del sesto gatto che abbiamo visto circolare intorno a casa nostra, che egli ha ribattezzato Sé Stante, mentre io non ho ancora ben deciso. Ha pasteggiato a pezzettini di cartilagini e nervini di vitellone, ma avrebbe mangiato anche le gambe del tavolino, da quanta fame aveva.

Ecco, come potete notare non mi perdo d’animo. Finché lo stomaco fa il suo dovere, chiaro.

Il giorno che intestino e stomaco si coalizzeranno contro di me, ecco, quello sì che sarà il giorno in cui mi perderò d’animo.